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Impossibile visualizzare la pagina.

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filospinantola7aq6

“Impossibile visualizzare la pagina”. Ci sarà certamente capitato, nella nostra esperienza da internauti, di imbatterci in questo noioso e alquanto fastidioso errore. Spesso e volentieri, le reazioni di fronte ad una pagina web bianca, priva di contenuti o che al massimo prova ad interagire con uno striminzito “forbidden”, possono essere le più disparate. C’è chi ad esempio, armato di pazienza, si ostina nella ricerca e tenta di raggiungere lo scopo ad ogni costo; chi preferisce tenersi a distanza e magari riprovare in un secondo momento – forse quando il server sarà di nuovo up – oppure chi, deluso amaramente dal temporaneo blackout, inizia ad inveire contro il pc e in qualche caso a tirar schiaffi contro il monitor.

Prendendo le mosse da questa immagine, consapevoli del rischio di generalizzare e di rendere oleografico un discorso che non lo è, l’impressione, al giorno d’oggi, è di trovarsi spesso di fronte a un cristiano che si presenta al mondo come un sito web non raggiungibile, un’identità appartenente all’“host” chiesa cattolica, ma non interfacciata nel modo corretto con tutti gli altri contenuti: e dunque sola. Non è certamente la prima volta che viene dipinto un tale affresco; così come nel corso della storia non sono mancati richiami vigorosi da parte dello stesso Gesù e della chiesa a dare tono alla propria vita di battezzato. Gesù ci ha parlato di “sale” e di “luce”: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli» (Mt 5,13-16). Altri, come ad esempio i padri, ci hanno ricordato come un cristiano è nel mondo come l’anima nel corpo (cfr. Lettera a Diogneto).

Tuttavia, è necessario spostare l’accento su un’altra questione, e già! Difatti, nel campo del web design, i motivi per cui una pagina possa trovarsi offline sono disparati: una stringa digitata male, un collegamento mancante, una posizione scorretta o persino l’inesistenza della stessa! Difficilmente – almeno d’istinto – ci siamo soffermati a pensare che il webmaster stesse ancora armeggiando, magari per apportare delle migliorie o semplicemente correggendo dei bugs. Improbabile pensare ad un Dio che metta le pezze ad un suo “prodotto” o addirittura produca una service pack; piuttosto nella grandissima realtà che è la chiesa, pur sempre viziata dal peccato, sovente gli errori sopraggiungono più per una sorta di misunderstanding di linguaggio, un’incapacità di incomprensione tra interlocutori: sul piano orizzontale tra fedele e fedele, fedele e ministro; mentre su quello verticale tra fedeli/ministri e Dio. In buona sostanza, il peccato ci allontana da Dio, ma l’incapacità di parlare lo stesso linguaggio produce una fase di stallo dalla quale c’è il rischio di non scuotersi più. Ci convinciamo di essere a posto, impeccabili e cristiani ammirevoli; in realtà ci mostriamo in tutta la nostra imperscrutabilità, inafferrabilità e latenza: “impossibile visualizzare la pagina” appunto.

La bellezza della chiesa, ciononostante, risiede nel fatto di non essere solamente in cammino, ma pellegrina. Il pellegrino, a differenza di chi cammina soltanto, anche quando si ferma, non cessa di essere in pellegrinaggio e dunque proteso verso una meta. Questo perché essa è comunità, non un insieme di pagine che non comunicano.  Nel capitolo 13 del vangelo di Matteo, Gesù parla di un seminatore che esce per strada a seminare, mentre seminava, una parte cade lungo la strada, una sul terreno sassoso, una sui rovi e una sul terreno buono, gli esiti della seminatura sono ben noti dal vangelo, ma potremo certamente dire che il Signore ama dialogare con tutti gli uomini: la Parola è per tutti! Volete che un contadino non stia attento a dove gettare la sua semenza? Manderebbe davvero sprecati dei semi per buttarli tra i sassi o sulla strada o tra i rovi? Dio non economizza sulla sua Parola, non è un tiratore scelto! Il Figlio, Parola fatta carne, è stato “regalato” a tutti! Ma c’è di più, ognuno di noi è stato terreno sassoso, rovo, strada, ha attraversato le sue stagioni spirituali che non gli hanno permesso di parlare la stessa lingua del webmaster, ecco allora la stringa digitata male, un collegamento mancante, una posizione scorretta o persino l’inesistenza della stessa. Terreno buono, si diventa con il tempo, quando dall’alfabeto di Dio, s’impara a conoscere la sua grammatica e a parlarne il dialetto.

G. Gravante
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.
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“Impossibile visualizzare la pagina”. Ci sarà certamente capitato, nella nostra esperienza da internauti, di imbatterci in questo noioso e alquanto fastidioso errore. Spesso e volentieri, le reazioni di fronte ad una pagina web bianca, priva di contenuti o che al massimo prova ad interagire con uno striminzito “forbidden”, possono essere le più disparate. C’è chi ad esempio, armato di pazienza, si ostina nella ricerca e tenta di raggiungere lo scopo ad ogni costo; chi preferisce tenersi a distanza e magari riprovare in un secondo momento – forse quando il server sarà di nuovo up – oppure chi, deluso amaramente dal temporaneo blackout, inizia ad inveire contro il pc e in qualche caso a tirar schiaffi contro il monitor.

Prendendo le mosse da questa immagine, consapevoli del rischio di generalizzare e di rendere oleografico un discorso che non lo è, l’impressione, al giorno d’oggi, è di trovarsi spesso di fronte a un cristiano che si presenta al mondo come un sito web non raggiungibile, un’identità appartenente all’“host” chiesa cattolica, ma non interfacciata nel modo corretto con tutti gli altri contenuti: e dunque sola. Non è certamente la prima volta che viene dipinto un tale affresco; così come nel corso della storia non sono mancati richiami vigorosi da parte dello stesso Gesù e della chiesa a dare tono alla propria vita di battezzato. Gesù ci ha parlato di “sale” e di “luce”: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli» (Mt 5,13-16). Altri, come ad esempio i padri, ci hanno ricordato come un cristiano è nel mondo come l’anima nel corpo (cfr. Lettera a Diogneto).

Tuttavia, è necessario spostare l’accento su un’altra questione, e già! Difatti, nel campo del web design, i motivi per cui una pagina possa trovarsi offline sono disparati: una stringa digitata male, un collegamento mancante, una posizione scorretta o persino l’inesistenza della stessa! Difficilmente – almeno d’istinto – ci siamo soffermati a pensare che il webmaster stesse ancora armeggiando, magari per apportare delle migliorie o semplicemente correggendo dei bugs. Improbabile pensare ad un Dio che metta le pezze ad un suo “prodotto” o addirittura produca una service pack; piuttosto nella grandissima realtà che è la chiesa, pur sempre viziata dal peccato, sovente gli errori sopraggiungono più per una sorta di misunderstanding di linguaggio, un’incapacità di incomprensione tra interlocutori: sul piano orizzontale tra fedele e fedele, fedele e ministro; mentre su quello verticale tra fedeli/ministri e Dio. In buona sostanza, il peccato ci allontana da Dio, ma l’incapacità di parlare lo stesso linguaggio produce una fase di stallo dalla quale c’è il rischio di non scuotersi più. Ci convinciamo di essere a posto, impeccabili e cristiani ammirevoli; in realtà ci mostriamo in tutta la nostra imperscrutabilità, inafferrabilità e latenza: “impossibile visualizzare la pagina” appunto.

La bellezza della chiesa, ciononostante, risiede nel fatto di non essere solamente in cammino, ma pellegrina. Il pellegrino, a differenza di chi cammina soltanto, anche quando si ferma, non cessa di essere in pellegrinaggio e dunque proteso verso una meta. Questo perché essa è comunità, non un insieme di pagine che non comunicano.  Nel capitolo 13 del vangelo di Matteo, Gesù parla di un seminatore che esce per strada a seminare, mentre seminava, una parte cade lungo la strada, una sul terreno sassoso, una sui rovi e una sul terreno buono, gli esiti della seminatura sono ben noti dal vangelo, ma potremo certamente dire che il Signore ama dialogare con tutti gli uomini: la Parola è per tutti! Volete che un contadino non stia attento a dove gettare la sua semenza? Manderebbe davvero sprecati dei semi per buttarli tra i sassi o sulla strada o tra i rovi? Dio non economizza sulla sua Parola, non è un tiratore scelto! Il Figlio, Parola fatta carne, è stato “regalato” a tutti! Ma c’è di più, ognuno di noi è stato terreno sassoso, rovo, strada, ha attraversato le sue stagioni spirituali che non gli hanno permesso di parlare la stessa lingua del webmaster, ecco allora la stringa digitata male, un collegamento mancante, una posizione scorretta o persino l’inesistenza della stessa. Terreno buono, si diventa con il tempo, quando dall’alfabeto di Dio, s’impara a conoscere la sua grammatica e a parlarne il dialetto.

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Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

G. Gravante
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.
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