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Il significato di ogni richiesta che rivolgiamo nel Padre Nostro

La preghiera è un ricordo di Dio, come un risveglio frequente della “memoria del cuore” (CCC 2697).

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La sesta e la settima richiesta riguardano la lotta spirituale che siamo chiamati a intraprendere, la cui vittoria è di chi rimane in preghiera.

“Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Pregare e perdonare richiede un esame di fiducia permanente. Chi non ho ancora perdonato? Chi devo ancora perdonare? Sappiamo che Dio perdona, ma riusciremo ad essere perdonati da Lui solo nella misura in cui perdoniamo i nostri fratelli. Dal momento in cui perdoniamo e abbiamo la memoria purificata, ciò che era motivo di sofferenza si trasforma in motivo di intercessione, in preghiera per quella persona.

“Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male” è un’affermazione relativa al fatto che la tentazione fa parte della nostra vita – non è inviata da Dio, ma permessa da Lui. I nostri peccati sono frutto della nostra debolezza di fronte alla tentazione, e questa è una richiesta di discernimento, di forza per vincere le tentazioni, vigilando e pregando. Chiediamo che Dio ci liberi dal male del presente, del passato e del futuro, e che ci allontai da tutto ciò che ci può far perdere la salvezza.

Propongo che dopo aver letto questo articolo, la prossima volta che reciteremo questa preghiera lo facciamo con calma, riflettendo sul suo significato e sugli impegni che stiamo assumendo.

Preghiamo:

 

“Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen”.

Originale: Aleteia.org
Redazionehttps://www.spesalvi.it
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La preghiera è un ricordo di Dio, come un risveglio frequente della “memoria del cuore” (CCC 2697).

  

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“Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Pregare e perdonare richiede un esame di fiducia permanente. Chi non ho ancora perdonato? Chi devo ancora perdonare? Sappiamo che Dio perdona, ma riusciremo ad essere perdonati da Lui solo nella misura in cui perdoniamo i nostri fratelli. Dal momento in cui perdoniamo e abbiamo la memoria purificata, ciò che era motivo di sofferenza si trasforma in motivo di intercessione, in preghiera per quella persona.

“Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male” è un’affermazione relativa al fatto che la tentazione fa parte della nostra vita – non è inviata da Dio, ma permessa da Lui. I nostri peccati sono frutto della nostra debolezza di fronte alla tentazione, e questa è una richiesta di discernimento, di forza per vincere le tentazioni, vigilando e pregando. Chiediamo che Dio ci liberi dal male del presente, del passato e del futuro, e che ci allontai da tutto ciò che ci può far perdere la salvezza.

Propongo che dopo aver letto questo articolo, la prossima volta che reciteremo questa preghiera lo facciamo con calma, riflettendo sul suo significato e sugli impegni che stiamo assumendo.

Preghiamo:

 
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“Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen”.

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