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Il salmo che ha salvato un tassista dalla morte

I malviventi sono arrivati a puntargli la pistola alla nuca, e lui ha iniziato a pregare...

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I malviventi sono arrivati a puntargli la pistola alla nuca, e lui ha iniziato a pregare…

Tre del mattino di un venerdì. Ha sentito sulla nuca il freddo del metallo della pistola. Il malvivente aveva il dito sul grilletto ed era pronto a sparare. La sua morte era imminente.

Qualche minuto prima aveva fatto salire la coppia in una strada scura. Aveva avuto qualche dubbio prima di fermare il taxi, ma poi aveva deciso di prendere i passeggeri. È stato un grande errore. Poco dopo lo hanno assalito.

“Dacci tutto quello che hai”.

“Ho fatto poche corse”, ha risposto il tassista, consegnando il denaro che aveva.

La donna, indignata perché era poco, ha iniziato a gridare al fidanzato: “Uccidilo. Sparagli in testa”.

Il malvivente ha puntato la pistola alla nuca del tassista e lo ha costretto a fermare la vettura. Spaventato, l’uomo ha iniziato a pregare a voce alta:

“Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza”.

Il tassista ripeteva: “Signore, perdonali, perché non sanno quello che fanno”.

Più la donna chiedeva all’uomo di ucciderlo, più il tassista pregava a voce alta, tanto che alla fine il malvivente ha inaspettatamente abbassato l’arma per poi metterla via.

“Lasciaci qui. Scendiamo qui”, ha detto il ladro, aggiungendo nei confronti della donna: “Non possiamo toccarlo. È un uomo di Dio”.

La coppia è scesa rapidamente dalla macchina e il tassista è ripartito, ringraziando Dio per la Sua bontà e per avergli salvato la vita.

Questa storia fa ricordare le parole di Isaia: “Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia. Ecco, tutti quelli che si sono infiammati contro di te saranno svergognati e confusi; i tuoi avversari saranno ridotti a nulla e periranno” (Isaia 41, 10-11).

Non siamo mai soli, anche se a volte ci sentiamo tali, e non c’è motivo per temere, sapendo che Dio ci accompagna e si prende cura di noi.

Originale: Aleteia.org
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Tre del mattino di un venerdì. Ha sentito sulla nuca il freddo del metallo della pistola. Il malvivente aveva il dito sul grilletto ed era pronto a sparare. La sua morte era imminente.

Qualche minuto prima aveva fatto salire la coppia in una strada scura. Aveva avuto qualche dubbio prima di fermare il taxi, ma poi aveva deciso di prendere i passeggeri. È stato un grande errore. Poco dopo lo hanno assalito.

“Dacci tutto quello che hai”.

“Ho fatto poche corse”, ha risposto il tassista, consegnando il denaro che aveva.

La donna, indignata perché era poco, ha iniziato a gridare al fidanzato: “Uccidilo. Sparagli in testa”.

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Il malvivente ha puntato la pistola alla nuca del tassista e lo ha costretto a fermare la vettura. Spaventato, l’uomo ha iniziato a pregare a voce alta:

“Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza”.

Il tassista ripeteva: “Signore, perdonali, perché non sanno quello che fanno”.

Più la donna chiedeva all’uomo di ucciderlo, più il tassista pregava a voce alta, tanto che alla fine il malvivente ha inaspettatamente abbassato l’arma per poi metterla via.

“Lasciaci qui. Scendiamo qui”, ha detto il ladro, aggiungendo nei confronti della donna: “Non possiamo toccarlo. È un uomo di Dio”.

La coppia è scesa rapidamente dalla macchina e il tassista è ripartito, ringraziando Dio per la Sua bontà e per avergli salvato la vita.

Questa storia fa ricordare le parole di Isaia: “Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia. Ecco, tutti quelli che si sono infiammati contro di te saranno svergognati e confusi; i tuoi avversari saranno ridotti a nulla e periranno” (Isaia 41, 10-11).

Non siamo mai soli, anche se a volte ci sentiamo tali, e non c’è motivo per temere, sapendo che Dio ci accompagna e si prende cura di noi.

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