2 C
Roma
Lun, 18 Gennaio 2021

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Papa Il Papa: «Vergognarsi fa bene».

Il Papa: «Vergognarsi fa bene».

- Advertisement -

85b1f750c2

Non bisogna vergognarsi di confessare i propri peccati e un pò di vergogna serve, anche per questo dalla confessione si esce “bello, bianco, perdonato e felice”. Lo ha spiegato il Papa nella udienza generale. “‘Padre mi vergognò, – ha detto papa Bergoglio citando le obiezioni dei fedeli di fronte alla confessione – ma anche la vergogna è buona, è salute avere un pò di vergogna perché vergognarsi è salvare: quando una persona non ha vergogna nel mio Paese diciamo che è un “senza vergogna”, ma la vergogna fa bene perché ci fa più umili, e il sacerdote riceve con amore e con tenerezza questa confessione e in nome di Dio perdona. Anche dal punto di vista umano, – ha aggiunto – per sfogarsi è buono parlare col fratello e dire al sacerdote queste cose che sono tanto pesanti nel mio cuore, e Dio sente che ci si sfoga davanti alla Chiesa, non avere paura della confessione, uno quando è nella coda per confessarsi sente tutte queste cose, questa pesantezza, anche la vergogna, ma quando ha finito esce bello bianco perdonato, felice, e questo è il bello della confessione”.

La “icona biblica” che “esprime al meglio nel loro profondo legame” ha spiegato papa Francesco a proposito della confessione e della unzione degli infermi, “è l’episodio della guarigione del paralitico, dove Gesù si rivela allo stesso tempo medico delle anime e dei corpi”. La penitenza, il sacramento che “chiamiamo confessione, – ha sottolineato – scaturisce direttamente dal mistero pasquale, infatti la stessa sera il Signore apparve ai discepoli chiusi nel cenacolo e rivolse loro il saluto ‘pace a voi, ricevete lo Spirito Santo, a coloro cui perdonerete, i peccati saranno perdonatì. Questo passo – ha spiegato papa Bergoglio – ci svela la dinamica più profonda che è contenuta in questo sacramento:il perdono non è qualcosa che possiamo darci noi, non posso dire ‘io mi perdono i peccatì, il perdono si chiede, a un Altro, e nella confessione chiediamo il perdono a Gesù, perdono non frutto dei nostri sforzi, ma dono dello Spirito Santo che ci ricolma”.

Inoltre la confessione “ci ricorda che solo se ci lasciamo riconciliare con il padre e i fratelli possiamo essere veramente nella pace; questo lo abbiamo sentito tutti nel cuore: quando andiamo a confessarci sentiamo nell’animo un po’ di tristezza, e quando sentiamo il perdono di Gesù siamo in pace, con quella pace dell’anima tanto bella che soltanto Gesù può dare”.

“Gesù è più buono dei preti: ti riceve con tanto amore. Sii coraggioso e avanti con la confessione”. Queste parole di Papa Francesco riassumono l’intera catechesi proposta dal Pontefice a piazza San Pietro sulla confessione. “La riconciliazione – ha spiegato – è sacramento di guarigione. Quando io vado a confessarmi è per guarire l’anima o il cuore, di qualcosa che ho fatto che non sta bene”. “Il sacerdote – ha scandito Francesco – riceve con amore e tenerezza questa confessione, e in nome di Dio perdona”.

“Uno può dire: ‘io mi confesso soltanto con Dio’. Sì, puoi dire: ‘Dio perdonamì e dire i tuoi peccati, ma i nostri peccati sono anche contro i fratelli, contro la Chiesa, e per questo è necessario chiedere perdono alla Chiesa e ai fratelli nella persona del sacertote”. Papa Francesco ha spiegato con queste semplici parole le ragioni per le quali il sacramento della confessione viene amministrato nella sua forma attuale. “All’inizio – ha ricordato – la confessione si faceva pubblicamente, si è passati poi dalla forma pubblica a quella personale, risevata”. Il colloquio sacramentale con il sacerdote, “anche dal punto di vista umano – ha osservato Francesco – è utile per sfogarsi: è buono parlare col fratello e dire al sacerdote queste cose che sono tanto pesanti nel mio cuore e uno sente che si sfoga davanti a Dio, con la Chiesa e con il fratello”.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

Il Papa: «Vergognarsi fa bene».

- Advertisement -

85b1f750c2

Non bisogna vergognarsi di confessare i propri peccati e un pò di vergogna serve, anche per questo dalla confessione si esce “bello, bianco, perdonato e felice”. Lo ha spiegato il Papa nella udienza generale. “‘Padre mi vergognò, – ha detto papa Bergoglio citando le obiezioni dei fedeli di fronte alla confessione – ma anche la vergogna è buona, è salute avere un pò di vergogna perché vergognarsi è salvare: quando una persona non ha vergogna nel mio Paese diciamo che è un “senza vergogna”, ma la vergogna fa bene perché ci fa più umili, e il sacerdote riceve con amore e con tenerezza questa confessione e in nome di Dio perdona. Anche dal punto di vista umano, – ha aggiunto – per sfogarsi è buono parlare col fratello e dire al sacerdote queste cose che sono tanto pesanti nel mio cuore, e Dio sente che ci si sfoga davanti alla Chiesa, non avere paura della confessione, uno quando è nella coda per confessarsi sente tutte queste cose, questa pesantezza, anche la vergogna, ma quando ha finito esce bello bianco perdonato, felice, e questo è il bello della confessione”.

La “icona biblica” che “esprime al meglio nel loro profondo legame” ha spiegato papa Francesco a proposito della confessione e della unzione degli infermi, “è l’episodio della guarigione del paralitico, dove Gesù si rivela allo stesso tempo medico delle anime e dei corpi”. La penitenza, il sacramento che “chiamiamo confessione, – ha sottolineato – scaturisce direttamente dal mistero pasquale, infatti la stessa sera il Signore apparve ai discepoli chiusi nel cenacolo e rivolse loro il saluto ‘pace a voi, ricevete lo Spirito Santo, a coloro cui perdonerete, i peccati saranno perdonatì. Questo passo – ha spiegato papa Bergoglio – ci svela la dinamica più profonda che è contenuta in questo sacramento:il perdono non è qualcosa che possiamo darci noi, non posso dire ‘io mi perdono i peccatì, il perdono si chiede, a un Altro, e nella confessione chiediamo il perdono a Gesù, perdono non frutto dei nostri sforzi, ma dono dello Spirito Santo che ci ricolma”.

Inoltre la confessione “ci ricorda che solo se ci lasciamo riconciliare con il padre e i fratelli possiamo essere veramente nella pace; questo lo abbiamo sentito tutti nel cuore: quando andiamo a confessarci sentiamo nell’animo un po’ di tristezza, e quando sentiamo il perdono di Gesù siamo in pace, con quella pace dell’anima tanto bella che soltanto Gesù può dare”.

- Advertisement -

“Gesù è più buono dei preti: ti riceve con tanto amore. Sii coraggioso e avanti con la confessione”. Queste parole di Papa Francesco riassumono l’intera catechesi proposta dal Pontefice a piazza San Pietro sulla confessione. “La riconciliazione – ha spiegato – è sacramento di guarigione. Quando io vado a confessarmi è per guarire l’anima o il cuore, di qualcosa che ho fatto che non sta bene”. “Il sacerdote – ha scandito Francesco – riceve con amore e tenerezza questa confessione, e in nome di Dio perdona”.

“Uno può dire: ‘io mi confesso soltanto con Dio’. Sì, puoi dire: ‘Dio perdonamì e dire i tuoi peccati, ma i nostri peccati sono anche contro i fratelli, contro la Chiesa, e per questo è necessario chiedere perdono alla Chiesa e ai fratelli nella persona del sacertote”. Papa Francesco ha spiegato con queste semplici parole le ragioni per le quali il sacramento della confessione viene amministrato nella sua forma attuale. “All’inizio – ha ricordato – la confessione si faceva pubblicamente, si è passati poi dalla forma pubblica a quella personale, risevata”. Il colloquio sacramentale con il sacerdote, “anche dal punto di vista umano – ha osservato Francesco – è utile per sfogarsi: è buono parlare col fratello e dire al sacerdote queste cose che sono tanto pesanti nel mio cuore e uno sente che si sfoga davanti a Dio, con la Chiesa e con il fratello”.

- Advertisement -

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
292FansMi piace
985FollowerSegui
13,000FollowerSegui
641FollowerSegui
171IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei...

Io ero inquieta, turbata… Gesù: Alzati e piglia il ritmo dei vecchi tempi. Natuzza: Come parlate, Gesù? Cosa devo fare? Gesù: Ci sono tante cose che puoi...

Qual è la differenza tra cattolico e cristiano?

Il cristiano è colui che ha Cristo come Signore Nel Nuovo Testamento si fa riferimento quattro volte ai seguaci di Cristo: 1. 1 Pt 4,16: “Ma...

Libri consigliati

Il Sacrificio

Teilhard, rivoluzione teologica

La tenerezza nel vangelo di Marco

Le ultime parole del Crocifisso

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Accessibility
0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x