17.8 C
Roma
Dom, 16 Maggio 2021

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

HomeArgomentiPapaIl Papa: pace non è tranquillità, ma ricerca della riconciliazione "sempre e...

Il Papa: pace non è tranquillità, ma ricerca della riconciliazione “sempre e comunque”

Nella catechesi all'udienza generale Francesco commenta la settima Beatitudine evangelica, che definisce la più attiva e creativa

- Advertisement -

La pace di Cristo è frutto della sua morte e risurrezione. Essere operatori di pace è dare la vita escogitando “vie sempre nuove per amare”. Nella catechesi all’udienza generale Francesco commenta la settima Beatitudine evangelica, che definisce la più attiva e creativa

Adriana Masotti – Città del Vaticano

“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”. E’ a questa settima Beatitudine che Papa Francesco dedica la catechesi dell’udienza generale che anche oggi pronuncia dalla Biblioteca del Palazzo apostolico. La Beatitudine più attiva, dirà. Ma fa subito notare che per capirla veramente bisogna spiegare che cosa significhi “pace”, una parola spesso fraintesa o banalizzata. E spiega che ci sono due idee di pace: la prima nella Bibbia viene indicata con la parola shalòm, ed “esprime abbondanza, floridezza, benessere”.

Quando in ebraico si augura shalòm, si augura una vita bella, piena, prospera, ma anche secondo la verità e la giustizia, che avranno compimento nel Messia, principe della pace.

La pace non è coscienza addomesticata

L’altro significato che viene attribuito alla parola pace è quello di “una sorta di tranquillità interiore”. Pace come “quiete, armonia, equilibrio interno”. Francesco commenta:

Questa seconda accezione è incompleta e non può essere assolutizzata, perché nella vita l’inquietudine può essere un importante momento di crescita – tante volte è il Signore stesso che semina in noi l’inquietudine per andare incontro a Lui, per trovarlo. In questo senso è un importante momento di crescita – mentre può capitare che la tranquillità interiore corrisponda ad una coscienza addomesticata e non ad una vera redenzione spirituale. Tante volte il Signore deve essere ‘segno di contraddizione’, scuotendo le nostre false sicurezze, per portarci alla salvezza.

La pace che dà il mondo

Gesù dice che la pace che lui porta è diversa da quella del mondo e allora Papa Francesco si domanda “come dà la pace il mondo?” E guardando ai tanti conflitti dice che di solito si arriva alla pace o per la vittoria di una delle parti o attraverso un trattato, ma osserva, dobbiamo constatare che la storia è piena “di trattati di pace smentiti “da guerre successive, o dalla metamorfosi di quelle stesse guerre in altri modi o in altri luoghi”. E prosegue:

Anche nel nostro tempo, una guerra “a pezzi” viene combattuta su più scenari e in diverse modalità. Dobbiamo perlomeno sospettare che nel quadro di una globalizzazione fatta soprattutto di interessi economici o finanziari, la “pace” di alcuni corrisponda alla “guerra” di altri. E questa non è la pace di Cristo!

La pace di Cristo: fare di due, uno

Nella prima lettura di oggi, tratta dalla Lettera agli Efesini, san Paolo spiega che Gesù porta la pace annullando l’inimicizia e riconciliando. E lo fa dando la sua vita sulla croce. Ecco allora chi sono gli “operatori di pace”. E Francesco osserva che questa Beatitudine “è la più attiva, esplicitamente operativa”, sottintende “iniziativa e laboriosità”.

L’amore per sua natura è creativo e cerca la riconciliazione a qualunque costo. Sono chiamati figli di Dio coloro che hanno appreso l’arte della pace e la esercitano, sanno che non c’è riconciliazione senza dono della propria vita, e che la pace va cercata sempre e comunque. Sempre e comunque: non dimenticare questo! Va cercata così.

Fare questo è agire come figli di Dio, mediante la sua grazia. Il Papa afferma che dunque il vero equilibrio interiore viene dalla pace portata da Cristo capace di generare “un’umanità nuova, incarnata in una infinita schiera di Santi e Sante, inventivi, creativi, che hanno escogitato vie sempre nuove per amare”. In questa vita, conclude, sta “la vera felicità. Beati coloro che vanno per questa via”.

Le sofferenze, occasione di redenzione

Nei saluti ai fedeli di lingua italiana, Francesco rinnova l’invito a “essere testimoni gioiosi di Cristo morto e risorto per noi” e a guardare a Gesù che con la sua vittoria sulla morte “ci aiuta ad accogliere le sofferenze e le prove della vita come preziosa occasione di redenzione e di salvezza”.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

Il Papa: pace non è tranquillità, ma ricerca della riconciliazione “sempre e comunque”

Nella catechesi all'udienza generale Francesco commenta la settima Beatitudine evangelica, che definisce la più attiva e creativa

- Advertisement -

La pace di Cristo è frutto della sua morte e risurrezione. Essere operatori di pace è dare la vita escogitando “vie sempre nuove per amare”. Nella catechesi all’udienza generale Francesco commenta la settima Beatitudine evangelica, che definisce la più attiva e creativa

Adriana Masotti – Città del Vaticano

“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”. E’ a questa settima Beatitudine che Papa Francesco dedica la catechesi dell’udienza generale che anche oggi pronuncia dalla Biblioteca del Palazzo apostolico. La Beatitudine più attiva, dirà. Ma fa subito notare che per capirla veramente bisogna spiegare che cosa significhi “pace”, una parola spesso fraintesa o banalizzata. E spiega che ci sono due idee di pace: la prima nella Bibbia viene indicata con la parola shalòm, ed “esprime abbondanza, floridezza, benessere”.

Quando in ebraico si augura shalòm, si augura una vita bella, piena, prospera, ma anche secondo la verità e la giustizia, che avranno compimento nel Messia, principe della pace.

La pace non è coscienza addomesticata

- Advertisement -

L’altro significato che viene attribuito alla parola pace è quello di “una sorta di tranquillità interiore”. Pace come “quiete, armonia, equilibrio interno”. Francesco commenta:

Questa seconda accezione è incompleta e non può essere assolutizzata, perché nella vita l’inquietudine può essere un importante momento di crescita – tante volte è il Signore stesso che semina in noi l’inquietudine per andare incontro a Lui, per trovarlo. In questo senso è un importante momento di crescita – mentre può capitare che la tranquillità interiore corrisponda ad una coscienza addomesticata e non ad una vera redenzione spirituale. Tante volte il Signore deve essere ‘segno di contraddizione’, scuotendo le nostre false sicurezze, per portarci alla salvezza.

La pace che dà il mondo

Gesù dice che la pace che lui porta è diversa da quella del mondo e allora Papa Francesco si domanda “come dà la pace il mondo?” E guardando ai tanti conflitti dice che di solito si arriva alla pace o per la vittoria di una delle parti o attraverso un trattato, ma osserva, dobbiamo constatare che la storia è piena “di trattati di pace smentiti “da guerre successive, o dalla metamorfosi di quelle stesse guerre in altri modi o in altri luoghi”. E prosegue:

Anche nel nostro tempo, una guerra “a pezzi” viene combattuta su più scenari e in diverse modalità. Dobbiamo perlomeno sospettare che nel quadro di una globalizzazione fatta soprattutto di interessi economici o finanziari, la “pace” di alcuni corrisponda alla “guerra” di altri. E questa non è la pace di Cristo!

La pace di Cristo: fare di due, uno

Nella prima lettura di oggi, tratta dalla Lettera agli Efesini, san Paolo spiega che Gesù porta la pace annullando l’inimicizia e riconciliando. E lo fa dando la sua vita sulla croce. Ecco allora chi sono gli “operatori di pace”. E Francesco osserva che questa Beatitudine “è la più attiva, esplicitamente operativa”, sottintende “iniziativa e laboriosità”.

L’amore per sua natura è creativo e cerca la riconciliazione a qualunque costo. Sono chiamati figli di Dio coloro che hanno appreso l’arte della pace e la esercitano, sanno che non c’è riconciliazione senza dono della propria vita, e che la pace va cercata sempre e comunque. Sempre e comunque: non dimenticare questo! Va cercata così.

Fare questo è agire come figli di Dio, mediante la sua grazia. Il Papa afferma che dunque il vero equilibrio interiore viene dalla pace portata da Cristo capace di generare “un’umanità nuova, incarnata in una infinita schiera di Santi e Sante, inventivi, creativi, che hanno escogitato vie sempre nuove per amare”. In questa vita, conclude, sta “la vera felicità. Beati coloro che vanno per questa via”.

Le sofferenze, occasione di redenzione

Nei saluti ai fedeli di lingua italiana, Francesco rinnova l’invito a “essere testimoni gioiosi di Cristo morto e risorto per noi” e a guardare a Gesù che con la sua vittoria sulla morte “ci aiuta ad accogliere le sofferenze e le prove della vita come preziosa occasione di redenzione e di salvezza”.

- Advertisement -
Originale: Vatican News

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
293FansMi piace
1,020FollowerSegui
13,000FollowerSegui
650FollowerSegui
303IscrittiIscriviti

Consigli pubblicitari

Top News

Top Video

Consigli pubblicitari

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei...

Io ero inquieta, turbata… Gesù: Alzati e piglia il ritmo dei vecchi tempi. Natuzza: Come parlate, Gesù? Cosa devo fare? Gesù: Ci sono tante cose che puoi...

Qual è la differenza tra cattolico e cristiano?

Il cristiano è colui che ha Cristo come Signore Nel Nuovo Testamento si fa riferimento quattro volte ai seguaci di Cristo: 1. 1 Pt 4,16: “Ma...

Libri consigliati

Le ultime parole del Crocifisso

Un solo Libro, due eredi

Il mio matrimonio è nullo?

Consigli pubblicitari

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Consigli Pubblicitari

Accessibility
0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x