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Il Papa: non possiamo ignorare il grido delle donne vittime di violenza

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A febbraio Francesco esorta, in particolare, a pregare e impegnarci, tutti, per le tante donne che ogni giorno subiscono maltrattamenti nel mondo. La sua intenzione è affidata, come di consueto, al video diffuso dalla Rete Mondiale di Preghiera e questo mese si cerca di rendere visibile la drammaticità dell’argomento anche attraverso il racconto delle immagini

Debora Donnini – Città del Vaticano

Sono “una vigliaccheria e un degrado” per gli uomini e “per tutta l’umanità” le varie forme di maltrattamento che subiscono molte donne. Non usa mezzi termini Papa Francesco per parlare di questo dramma dai molti volti, levando, ancora una volta, la sua voce e la sua preghiera in difesa delle tante donne che nel mondo ogni giorno continuano a subire violenza psicologica, verbale, fisica e sessuale. “È impressionante il numero di donne colpite, offese, violate”, nota con dolore il Papa che più e più volte, nel corso del suo Pontificato, ha volto l’attenzione del mondo su questa piaga. Oggi lo fa con l’intenzione di preghiera per il mese di febbraio, diffusa come di consueto dalla Rete Mondiale di Preghiera del Papa.

Preghiamo per le donne vittime di violenza, perché vengano protette dalla società e perché le loro sofferenze siano prese in considerazione e ascoltate da tutti.

Il Papa, dunque, interpella “tutti”, parola che infatti torna diverse volte nel video. “Le testimonianze delle vittime che hanno il coraggio di rompere il silenzio sono un grido di richiesta di aiuto che non possiamo ignorare”, ribadisce ancora. “Non possiamo – rimarca – guardare dall’altra parte”.

Il tunnel della violenza

Un video, questo di febbraio, dove alle parole del Papa si accompagnano anche le immagini che narrano la storia di una donna vittima di violenze che trova il coraggio di uscire dal “tunnel” degli abusi “grazie alla propria forza e all’aiuto della comunità”, afferma il comunicato che come di consueto accompagna il video della Rete Mondiale di Preghiera. Grazie, infatti, alla collaborazione con Hermes Mangialardo – creativo italiano, già vincitore di premi internazionali e docente di animation design – si rappresenta la storia con illustrazioni animate. 

Le cifre dei maltrattamenti

Che il numero di donne vittime di violenza sia sconvolgente è un dato che viene messo in evidenza anche dalla stessa Rete Mondiale di Preghiera nel comunicato. Vengono qui riportate le statistiche raccolte dall’ente delle Nazioni Unite UN Women, aggiornate a novembre 2020. Esse ricordano che, ogni giorno, 137 donne vengono assassinate da membri della propria famiglia, che le donne adulte rappresentano quasi la metà delle vittime della tratta degli esseri umani a livello mondiale e che su scala globale, una donna su tre ha sperimentato qualche violenza fisica o sessuale. In particolare 15 milioni di adolescenti tra i 15 e i 19 anni hanno avuto rapporti sessuali forzati in tutto il mondo. Realtà peggiorate dalla pandemia dell’ultimo anno perché “la restrizione dei movimenti, l’isolamento sociale e l’insicurezza economica hanno aumentato la vulnerabilità delle donne e la violenza in ambito privato in tutto il mondo”. Nel materiale di corredo al video, si ricorda anche, tra l’altro, che nel 2020, 243 milioni di donne e ragazze hanno subito abusi dal partner e che in tutto il mondo il 35% delle donne ha subito violenze fisiche o sessuali. Dati che non possono non preoccupare anche sul fronte delle mutilazioni genitali femminili: si stima che siano 200 milioni le donne e ragazze, fra i 15 e i 49 anni, ad averle subite. Traumi, ansia, depressione, fra le problematiche che scaturiscono da queste forme di attacco. 

Non sempre ci si adegua alle regole di protezione

E anche se “almeno 155 Paesi hanno approvato leggi sulla violenza domestica e 140 hanno una legislazione sugli abusi sessuali sul posto di lavoro, non vuol dire – si nota ancora nel comunicato – che queste regole si adeguino sempre alle norme e alle raccomandazioni internazionali, né che vengano applicate e fatte rispettare”.

Padre Fornos: non restare a braccia incrociate

Una realtà che fa dire a padre Frédéric Fornos, direttore internazionale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa, sulle orme del Papa, che “non possiamo restare a braccia incrociate di fronte a tanti casi di violenza contro le donne, che si manifesta in molteplici forme, dall’aspetto più visibile e inqualificabile a quello più insidioso e incosciente; in tutti i casi, come prodotto di schemi mentali e paradigmi culturali e sociali radicati, che la sminuiscono”.

Una questione nel cuore di Francesco

Le parole del Papa in questo video e in tante altre occasioni dimostrano la sua grande sensibilità per questo dramma e l’appello alla responsabilità di tutti. Francesco, infatti, ne ha parlato, in questi anni di pontificato, in Amoris laetitia così come in diversi discorsi e incontri, anche con gesti concreti. Emblematiche per capire l’orrore dei maltrattamenti verso le donne, le sue parole nell’omelia del primo dell’anno del 2020: “Ogni violenza inferta alla donna è una profanazione di Dio, nato da donna. Dal corpo di una donna è arrivata la salvezza per l’umanità: da come trattiamo il corpo della donna comprendiamo il nostro livello di umanità”.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Debora Donnini – Città del Vaticano

Sono “una vigliaccheria e un degrado” per gli uomini e “per tutta l’umanità” le varie forme di maltrattamento che subiscono molte donne. Non usa mezzi termini Papa Francesco per parlare di questo dramma dai molti volti, levando, ancora una volta, la sua voce e la sua preghiera in difesa delle tante donne che nel mondo ogni giorno continuano a subire violenza psicologica, verbale, fisica e sessuale. “È impressionante il numero di donne colpite, offese, violate”, nota con dolore il Papa che più e più volte, nel corso del suo Pontificato, ha volto l’attenzione del mondo su questa piaga. Oggi lo fa con l’intenzione di preghiera per il mese di febbraio, diffusa come di consueto dalla Rete Mondiale di Preghiera del Papa.

Preghiamo per le donne vittime di violenza, perché vengano protette dalla società e perché le loro sofferenze siano prese in considerazione e ascoltate da tutti.

Il Papa, dunque, interpella “tutti”, parola che infatti torna diverse volte nel video. “Le testimonianze delle vittime che hanno il coraggio di rompere il silenzio sono un grido di richiesta di aiuto che non possiamo ignorare”, ribadisce ancora. “Non possiamo – rimarca – guardare dall’altra parte”.

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Il tunnel della violenza

Un video, questo di febbraio, dove alle parole del Papa si accompagnano anche le immagini che narrano la storia di una donna vittima di violenze che trova il coraggio di uscire dal “tunnel” degli abusi “grazie alla propria forza e all’aiuto della comunità”, afferma il comunicato che come di consueto accompagna il video della Rete Mondiale di Preghiera. Grazie, infatti, alla collaborazione con Hermes Mangialardo – creativo italiano, già vincitore di premi internazionali e docente di animation design – si rappresenta la storia con illustrazioni animate. 

Le cifre dei maltrattamenti

Che il numero di donne vittime di violenza sia sconvolgente è un dato che viene messo in evidenza anche dalla stessa Rete Mondiale di Preghiera nel comunicato. Vengono qui riportate le statistiche raccolte dall’ente delle Nazioni Unite UN Women, aggiornate a novembre 2020. Esse ricordano che, ogni giorno, 137 donne vengono assassinate da membri della propria famiglia, che le donne adulte rappresentano quasi la metà delle vittime della tratta degli esseri umani a livello mondiale e che su scala globale, una donna su tre ha sperimentato qualche violenza fisica o sessuale. In particolare 15 milioni di adolescenti tra i 15 e i 19 anni hanno avuto rapporti sessuali forzati in tutto il mondo. Realtà peggiorate dalla pandemia dell’ultimo anno perché “la restrizione dei movimenti, l’isolamento sociale e l’insicurezza economica hanno aumentato la vulnerabilità delle donne e la violenza in ambito privato in tutto il mondo”. Nel materiale di corredo al video, si ricorda anche, tra l’altro, che nel 2020, 243 milioni di donne e ragazze hanno subito abusi dal partner e che in tutto il mondo il 35% delle donne ha subito violenze fisiche o sessuali. Dati che non possono non preoccupare anche sul fronte delle mutilazioni genitali femminili: si stima che siano 200 milioni le donne e ragazze, fra i 15 e i 49 anni, ad averle subite. Traumi, ansia, depressione, fra le problematiche che scaturiscono da queste forme di attacco. 

Non sempre ci si adegua alle regole di protezione

E anche se “almeno 155 Paesi hanno approvato leggi sulla violenza domestica e 140 hanno una legislazione sugli abusi sessuali sul posto di lavoro, non vuol dire – si nota ancora nel comunicato – che queste regole si adeguino sempre alle norme e alle raccomandazioni internazionali, né che vengano applicate e fatte rispettare”.

Padre Fornos: non restare a braccia incrociate

Una realtà che fa dire a padre Frédéric Fornos, direttore internazionale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa, sulle orme del Papa, che “non possiamo restare a braccia incrociate di fronte a tanti casi di violenza contro le donne, che si manifesta in molteplici forme, dall’aspetto più visibile e inqualificabile a quello più insidioso e incosciente; in tutti i casi, come prodotto di schemi mentali e paradigmi culturali e sociali radicati, che la sminuiscono”.

Una questione nel cuore di Francesco

Le parole del Papa in questo video e in tante altre occasioni dimostrano la sua grande sensibilità per questo dramma e l’appello alla responsabilità di tutti. Francesco, infatti, ne ha parlato, in questi anni di pontificato, in Amoris laetitia così come in diversi discorsi e incontri, anche con gesti concreti. Emblematiche per capire l’orrore dei maltrattamenti verso le donne, le sue parole nell’omelia del primo dell’anno del 2020: “Ogni violenza inferta alla donna è una profanazione di Dio, nato da donna. Dal corpo di una donna è arrivata la salvezza per l’umanità: da come trattiamo il corpo della donna comprendiamo il nostro livello di umanità”.

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