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Il Papa: «Nella Chiesa no ad “arrampicatori” di potere e affaristi»

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Francesco a Santa Marta: seguire Gesù senza vanità e sete di denaro. Molti «si presentavano come benefattori ma prendevano soldi e non sempre puliti»

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DOMENICO AGASSO JR
ROMA

I cristiani siano liberi da vanità, sete di potere e di soldi e seguano Dio solo per amore. È l’appello lanciato da papa Francesco durante la Messa presieduta questa mattina a Casa Santa Marta, come riferisce Radio Vaticana.

Il Pontefice ha basato la sua omelia sul Vangelo di  oggi, in cui Gesù rimprovera la gente di cercarlo solo perché si è saziata dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Francesco ha esortato a porsi la domanda: si segue Dio per amore o per qualche vantaggio? «Perché noi siamo tutti peccatori», ha ricordato, «e sempre c’è qualcosa di interessato che deve essere purificato nel seguire Gesù e dobbiamo lavorare interiormente per seguirlo per Lui, per amore».

«Gesù – ha detto – accenna a tre atteggiamenti che non sono buoni nel seguire Lui o nel cercare Dio». Il primo «è la vanità». In particolare si è riferito a quei «dirigenti» che fanno l’elemosina o digiunano per mettersi in mostra: «Volevano farsi vedere, a loro piaceva – per dire la parola giusta – piaceva pavoneggiarsi e si comportavano come veri pavoni! Erano così. E Gesù dice: “No, no: questo non va. Non va. La vanità non fa bene”. E alcune volte, noi facciamo cose cercando di farci vedere un po’, cercando la vanità. È pericolosa, la vanità, perché ci fa scivolare subito sull’orgoglio, la superbia e poi tutto e finito lì. E mi faccio la domanda: io, come seguo Gesù? Le cose buone che io faccio, le faccio di nascosto o mi piace farmi vedere?».

E in questa riflessione il Papa ha pensato «anche a noi pastori», perché «un pastore che è vanitoso non fa bene al popolo di Dio», «non segue Gesù» se «gli piace la vanità».

Il secondo comportamento «che Gesù rimprovera a quelli che lo seguono» è quello dettato dal «potere». «Alcuni seguono Gesù, ma un po’, non del tutto consapevolmente, un po’ inconsciamente, ma cercano il potere, no? Il caso più chiaro è Giovanni e Giacomo, i figli di Zebedeo, che chiedevano a Gesù la grazia di essere primo ministro e vice-primo ministro, quando sarebbe venuto il Regno». E a questo punto il Pontefice ha ammesso e sottolineato: «Nella Chiesa ci sono arrampicatori! Ci sono tanti, che bussano alla Chiesa per… Ma se ti piace, vai a Nord e fai l’alpinismo: è più sano! Ma non venire in Chiesa ad arrampicarti! E Gesù rimprovera questi arrampicatori che cercano il potere».

Il Papa poi ha messo in evidenza: «Soltanto quando viene lo Spirito Santo i discepoli sono cambiati. Ma il peccato nella nostra vita cristiana rimane e ci farà bene farci la domanda: io, come seguo Gesù? Per Lui soltanto, anche fino alla Croce, o cerco il potere e uso la Chiesa un po’, la comunità cristiana, la parrocchia, la diocesi per avere un po’ di potere?».

Infine, «la terza cosa che ci allontana dalla rettitudine delle intenzioni sono i soldi». Francesco ha lanciato un monito contro coloro che praticano la fede in Gesù per il denaro, «con i soldi, cercando di approfittare economicamente della parrocchia, della diocesi, della comunità cristiana, dell’ospedale, del collegio… Pensiamo alla prima comunità cristiana, che ha avuto questa tentazione: Simone, Anania e Saffira… Questa tentazione c’è stata dall’inizio, e abbiamo conosciuto tanti buoni cattolici, buoni cristiani, amici, benefattori della Chiesa, anche con onorificenze varie… tanti! Che poi si è scoperto che hanno fatto negozi un po’ bui: erano veri affaristi, e hanno fatto tanti soldi! Si presentavano come benefattori della Chiesa ma prendevano tanti soldi e non sempre soldi puliti».

Papa Francesco ha concluso chiedendo «al Signore la grazia che ci dia lo Spirito Santo per andare dietro a Lui con rettitudine di intenzione: soltanto Lui. Senza vanità, senza voglia di potere e senza voglia dei soldi».

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Il Papa: «Nella Chiesa no ad “arrampicatori” di potere e affaristi»

  

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Francesco a Santa Marta: seguire Gesù senza vanità e sete di denaro. Molti «si presentavano come benefattori ma prendevano soldi e non sempre puliti»

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DOMENICO AGASSO JR
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I cristiani siano liberi da vanità, sete di potere e di soldi e seguano Dio solo per amore. È l’appello lanciato da papa Francesco durante la Messa presieduta questa mattina a Casa Santa Marta, come riferisce Radio Vaticana.

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Il Pontefice ha basato la sua omelia sul Vangelo di  oggi, in cui Gesù rimprovera la gente di cercarlo solo perché si è saziata dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Francesco ha esortato a porsi la domanda: si segue Dio per amore o per qualche vantaggio? «Perché noi siamo tutti peccatori», ha ricordato, «e sempre c’è qualcosa di interessato che deve essere purificato nel seguire Gesù e dobbiamo lavorare interiormente per seguirlo per Lui, per amore».

«Gesù – ha detto – accenna a tre atteggiamenti che non sono buoni nel seguire Lui o nel cercare Dio». Il primo «è la vanità». In particolare si è riferito a quei «dirigenti» che fanno l’elemosina o digiunano per mettersi in mostra: «Volevano farsi vedere, a loro piaceva – per dire la parola giusta – piaceva pavoneggiarsi e si comportavano come veri pavoni! Erano così. E Gesù dice: “No, no: questo non va. Non va. La vanità non fa bene”. E alcune volte, noi facciamo cose cercando di farci vedere un po’, cercando la vanità. È pericolosa, la vanità, perché ci fa scivolare subito sull’orgoglio, la superbia e poi tutto e finito lì. E mi faccio la domanda: io, come seguo Gesù? Le cose buone che io faccio, le faccio di nascosto o mi piace farmi vedere?».

E in questa riflessione il Papa ha pensato «anche a noi pastori», perché «un pastore che è vanitoso non fa bene al popolo di Dio», «non segue Gesù» se «gli piace la vanità».

Il secondo comportamento «che Gesù rimprovera a quelli che lo seguono» è quello dettato dal «potere». «Alcuni seguono Gesù, ma un po’, non del tutto consapevolmente, un po’ inconsciamente, ma cercano il potere, no? Il caso più chiaro è Giovanni e Giacomo, i figli di Zebedeo, che chiedevano a Gesù la grazia di essere primo ministro e vice-primo ministro, quando sarebbe venuto il Regno». E a questo punto il Pontefice ha ammesso e sottolineato: «Nella Chiesa ci sono arrampicatori! Ci sono tanti, che bussano alla Chiesa per… Ma se ti piace, vai a Nord e fai l’alpinismo: è più sano! Ma non venire in Chiesa ad arrampicarti! E Gesù rimprovera questi arrampicatori che cercano il potere».

Il Papa poi ha messo in evidenza: «Soltanto quando viene lo Spirito Santo i discepoli sono cambiati. Ma il peccato nella nostra vita cristiana rimane e ci farà bene farci la domanda: io, come seguo Gesù? Per Lui soltanto, anche fino alla Croce, o cerco il potere e uso la Chiesa un po’, la comunità cristiana, la parrocchia, la diocesi per avere un po’ di potere?».

Infine, «la terza cosa che ci allontana dalla rettitudine delle intenzioni sono i soldi». Francesco ha lanciato un monito contro coloro che praticano la fede in Gesù per il denaro, «con i soldi, cercando di approfittare economicamente della parrocchia, della diocesi, della comunità cristiana, dell’ospedale, del collegio… Pensiamo alla prima comunità cristiana, che ha avuto questa tentazione: Simone, Anania e Saffira… Questa tentazione c’è stata dall’inizio, e abbiamo conosciuto tanti buoni cattolici, buoni cristiani, amici, benefattori della Chiesa, anche con onorificenze varie… tanti! Che poi si è scoperto che hanno fatto negozi un po’ bui: erano veri affaristi, e hanno fatto tanti soldi! Si presentavano come benefattori della Chiesa ma prendevano tanti soldi e non sempre soldi puliti».

Papa Francesco ha concluso chiedendo «al Signore la grazia che ci dia lo Spirito Santo per andare dietro a Lui con rettitudine di intenzione: soltanto Lui. Senza vanità, senza voglia di potere e senza voglia dei soldi».

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