29.2 C
Roma
Mar, 14 Luglio 2020

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Papa Il Papa: l'intelligenza artificiale è un dono ma serve un’algor-etica

Il Papa: l’intelligenza artificiale è un dono ma serve un’algor-etica

È la “nuova frontiera” che stringe in un rapporto complesso l’uomo e la macchina.

- Advertisement -

È la “nuova frontiera” che stringe in un rapporto complesso l’uomo e la macchina. Alla plenaria della Pontificia Accademia per la Vita, monsignor Paglia legge il discorso preparato da Francesco sulle potenzialità e rischi delle nuove tecnologie: la Chiesa è chiamata a contributo di riflessione perché ciò che automatico sia a servizio e leda mai la dignità della persona

Alessandro De Carolis – Città del Vaticano

Quello che è certo, e al Papa è ben chiaro, è che si tratta di un crocevia epocale. Come quando, scrive, l’uomo ha inventato la macchina a vapore, l’elettricità, la stampa. Adesso è la stagione dell’intelligenza artificiale, l’epoca in cui a prendere decisioni anche importanti sono spesso, insieme, l’uomo e un algoritmo, ovvero una relazione tutta da esplorare. Francesco non presenzia alla plenaria della Pontificia Accademia per la Vita, la lieve indisposizione che da ieri lo ha indotto a modificare gli impegni non gli consente di salutare di persona le molte personalità presenti – dal presidente del Parlamento europeo al direttore generale della Fao – e i tanti esperti che in questi giorni hanno preso parte al Workshop dal titolo “The “good” Alghoritm? Artificial Intelligence: Ethics, Law, Health”.

Digitale e pensiero critico

Nel discorso che al suo posto legge il presidente dell’Accademia, l’arcivescovo Vincenzo Paglia, il Papa mette subito in chiaro un aspetto, la tecnologia che popola la “galassia digitale” è “un dono di Dio”. Ma è anche una risorsa dai risvolti complessi, in cui il rapporto tra “l’apporto propriamente umano e il calcolo automatico” va studiato bene perché non sempre è facile “prevederne gli effetti” e “definirne le responsabilità”. Per questo l’approccio del Papa alla questione è di tipo problematico. Le nuove tecnologia, afferma, non sono “strumenti neutrali” e per la loro stessa natura arrivano a “rendere labili confini finora considerati ben distinguibili: tra materia inorganica e organica, tra reale e virtuale, tra identità stabili ed eventi in continua relazione tra loro””.

Digitale e democrazia

A livello personale, osserva, “l’epoca digitale cambia la percezione dello spazio, del tempo e del corpo”, mentre “l’omologazione si afferma come criterio prevalente di aggregazione”, cosicché “riconoscere e apprezzare la differenza diventa sempre più difficile”. A livello socio-economico, sottolinea Francesco, emerge il profilo di “utenti sono spesso ridotti a ‘consumatori’, asserviti a interessi privati concentrati nelle mani di pochi”.

Dalle tracce digitali disseminate in internet, gli algoritmi estraggono dati che consentono di controllare abitudini mentali e relazionali, per fini commerciali o politici, spesso a nostra insaputa. Questa asimmetria, per cui alcuni pochi sanno tutto di noi, mentre noi non sappiamo nulla di loro, intorpidisce il pensiero critico e l’esercizio consapevole della libertà. Le disuguaglianze si amplificano a dismisura, la conoscenza e la ricchezza si accumulano in poche mani, con gravi rischi per le società democratiche.

L’uomo prima della funzione

Francesco riconosce i tanti vantaggi della tecnologia, le scienze biologiche devono tanto all’intelligenza artificiale. Tuttavia, sostiene, “è nostro impegno tutelare e promuovere, non solo nella sua costitutiva dimensione biologica, ma anche nella sua irriducibile qualità biografica”.

La correlazione e l’integrazione fra la vita vivente e la vita vissuta non possono essere rimosse a vantaggio di un semplice calcolo ideologico delle prestazioni funzionali e dei costi sostenibili. Gli interrogativi etici che emergono dal modo in cui i nuovi dispositivi possono – appunto – “disporre” della nascita e del destino delle persone richiedono un rinnovato impegno per la qualità umana dell’intera storia comunitaria della vita.

L’etica incontra l’algoritmo

E qui il Papa chiama in causa il ruolo antico e sempre nuovo della Chiesa, far sì che la persona, immagine di Dio, sia il centro e non il margine di ogni conquista umana. Nel caso degli apparati tecnologici questo vuol dire che non basta la coscienza di chi li inventa, ma serve formare pure quella di chi li usa.

Si intravede una nuova frontiera che potremmo chiamare “algor-etica”. Essa intende assicurare una verifica competente e condivisa dei processi secondo cui si integrano i rapporti tra gli esseri umani e le macchine nella nostra era. Nella comune ricerca di questi obiettivi, i principi della Dottrina Sociale della Chiesa offrono un contributo decisivo: dignità della persona, giustizia, sussidiarietà e solidarietà.

Aggiornare diritti e doveri

Francesco vede l’“algor-etica” come “un ponte” in grado di “far sì che i principi si inscrivano concretamente nelle tecnologie digitali, attraverso un effettivo dialogo transdisciplinare”. E chiede agli esperti di “un’azione educativa più ampia”

Nel momento presente, peraltro, sembra necessaria una riflessione aggiornata sui diritti e i doveri in questo ambito. Infatti, la profondità e l’accelerazione delle trasformazioni dell’era digitale sollevano inattese problematiche, che impongono nuove condizioni all’ethos individuale e collettivo. Certamente la Call che oggi avete firmato è un passo importante in questa direzione, con le tre fondamentali coordinate su cui camminare: l’etica, l’educazione e il diritto.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

Il Papa: l’intelligenza artificiale è un dono ma serve un’algor-etica

È la “nuova frontiera” che stringe in un rapporto complesso l’uomo e la macchina.

  

- Advertisement -

È la “nuova frontiera” che stringe in un rapporto complesso l’uomo e la macchina. Alla plenaria della Pontificia Accademia per la Vita, monsignor Paglia legge il discorso preparato da Francesco sulle potenzialità e rischi delle nuove tecnologie: la Chiesa è chiamata a contributo di riflessione perché ciò che automatico sia a servizio e leda mai la dignità della persona

Alessandro De Carolis – Città del Vaticano

Quello che è certo, e al Papa è ben chiaro, è che si tratta di un crocevia epocale. Come quando, scrive, l’uomo ha inventato la macchina a vapore, l’elettricità, la stampa. Adesso è la stagione dell’intelligenza artificiale, l’epoca in cui a prendere decisioni anche importanti sono spesso, insieme, l’uomo e un algoritmo, ovvero una relazione tutta da esplorare. Francesco non presenzia alla plenaria della Pontificia Accademia per la Vita, la lieve indisposizione che da ieri lo ha indotto a modificare gli impegni non gli consente di salutare di persona le molte personalità presenti – dal presidente del Parlamento europeo al direttore generale della Fao – e i tanti esperti che in questi giorni hanno preso parte al Workshop dal titolo “The “good” Alghoritm? Artificial Intelligence: Ethics, Law, Health”.

Digitale e pensiero critico

Nel discorso che al suo posto legge il presidente dell’Accademia, l’arcivescovo Vincenzo Paglia, il Papa mette subito in chiaro un aspetto, la tecnologia che popola la “galassia digitale” è “un dono di Dio”. Ma è anche una risorsa dai risvolti complessi, in cui il rapporto tra “l’apporto propriamente umano e il calcolo automatico” va studiato bene perché non sempre è facile “prevederne gli effetti” e “definirne le responsabilità”. Per questo l’approccio del Papa alla questione è di tipo problematico. Le nuove tecnologia, afferma, non sono “strumenti neutrali” e per la loro stessa natura arrivano a “rendere labili confini finora considerati ben distinguibili: tra materia inorganica e organica, tra reale e virtuale, tra identità stabili ed eventi in continua relazione tra loro””.

- Advertisement -

Digitale e democrazia

A livello personale, osserva, “l’epoca digitale cambia la percezione dello spazio, del tempo e del corpo”, mentre “l’omologazione si afferma come criterio prevalente di aggregazione”, cosicché “riconoscere e apprezzare la differenza diventa sempre più difficile”. A livello socio-economico, sottolinea Francesco, emerge il profilo di “utenti sono spesso ridotti a ‘consumatori’, asserviti a interessi privati concentrati nelle mani di pochi”.

Dalle tracce digitali disseminate in internet, gli algoritmi estraggono dati che consentono di controllare abitudini mentali e relazionali, per fini commerciali o politici, spesso a nostra insaputa. Questa asimmetria, per cui alcuni pochi sanno tutto di noi, mentre noi non sappiamo nulla di loro, intorpidisce il pensiero critico e l’esercizio consapevole della libertà. Le disuguaglianze si amplificano a dismisura, la conoscenza e la ricchezza si accumulano in poche mani, con gravi rischi per le società democratiche.

L’uomo prima della funzione

Francesco riconosce i tanti vantaggi della tecnologia, le scienze biologiche devono tanto all’intelligenza artificiale. Tuttavia, sostiene, “è nostro impegno tutelare e promuovere, non solo nella sua costitutiva dimensione biologica, ma anche nella sua irriducibile qualità biografica”.

La correlazione e l’integrazione fra la vita vivente e la vita vissuta non possono essere rimosse a vantaggio di un semplice calcolo ideologico delle prestazioni funzionali e dei costi sostenibili. Gli interrogativi etici che emergono dal modo in cui i nuovi dispositivi possono – appunto – “disporre” della nascita e del destino delle persone richiedono un rinnovato impegno per la qualità umana dell’intera storia comunitaria della vita.

L’etica incontra l’algoritmo

E qui il Papa chiama in causa il ruolo antico e sempre nuovo della Chiesa, far sì che la persona, immagine di Dio, sia il centro e non il margine di ogni conquista umana. Nel caso degli apparati tecnologici questo vuol dire che non basta la coscienza di chi li inventa, ma serve formare pure quella di chi li usa.

Si intravede una nuova frontiera che potremmo chiamare “algor-etica”. Essa intende assicurare una verifica competente e condivisa dei processi secondo cui si integrano i rapporti tra gli esseri umani e le macchine nella nostra era. Nella comune ricerca di questi obiettivi, i principi della Dottrina Sociale della Chiesa offrono un contributo decisivo: dignità della persona, giustizia, sussidiarietà e solidarietà.

Aggiornare diritti e doveri

Francesco vede l’“algor-etica” come “un ponte” in grado di “far sì che i principi si inscrivano concretamente nelle tecnologie digitali, attraverso un effettivo dialogo transdisciplinare”. E chiede agli esperti di “un’azione educativa più ampia”

Nel momento presente, peraltro, sembra necessaria una riflessione aggiornata sui diritti e i doveri in questo ambito. Infatti, la profondità e l’accelerazione delle trasformazioni dell’era digitale sollevano inattese problematiche, che impongono nuove condizioni all’ethos individuale e collettivo. Certamente la Call che oggi avete firmato è un passo importante in questa direzione, con le tre fondamentali coordinate su cui camminare: l’etica, l’educazione e il diritto.

- Advertisement -
Originale: Vatican News

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
285FansMi piace
949FollowerSegui
13,000FollowerSegui
624FollowerSegui
98IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x
È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO