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Il Papa in volo e la preghiera dei carcerati di Padova

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Francesco chiede al giornalista israeliano di “proteggere” il collega palestinese durante il viaggio

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ANDREA TORNIELLI
DAL VOLO ROMA-AMMAN

“Vi ringrazio tanto per il vostro servizio e prego per voi”. Lo ha detto Papa Francesco ai giornalisti del volo papale che lo accompagnano in Terra Santa. Come accaduto nel luglio 2013 per il viaggio a Rio de Janeiro, Francesco non ha tenuto la conferenza stampa sull’aereo all’andata ma ha annunciato che dialogherà con i giornalisti durante il viaggio di ritorno, lunedì sera. “Al ritorno, anche se uno di voi ha detto che non sarebbe possibile dopo un viaggio così massacrante, faremo la conferenza stampa”.

“Come ho già detto una volta sono come l’agnello che viene tra i leoni ma so che i leoni non mordono” ha scherzato il Papa.

“È un viaggio molto impegnativo – ha continuato – anche per voi, che dovete guardare, pensare, scrivere”. Francesco è quindi passato a salutare uno per uno tutti i giornalisti presenti sull’aereo.

Pochi minuti prima della partenza da Fiumicino, il presidente della Cooperativa Giotto, che lavora con i carcerati di Padova, ci ha telefonato pregando di dire al Papa che dalle 9 di questa mattina, nel carcere Due Palazzi della città veneta, un gruppo di detenuti aveva cominciato a pregare per il buon esito del viaggio.

Glielo abbiamo comunicato, Francesco ha sorriso, ha ringraziato e ha detto: “Porto con me in questo viaggio un pastorale che mi hanno preparato dei carcerati”.

Francesco ha salutato anche i giornalisti israeliano e palestinese – David Cohen Cymerman di Channel 2 e Imad Freij del Catholic Centre for Media Studies – che erano seduti uno a fianco all’altro sull’aereo. Il giornalista israeliano è stato invitato personalmente dal Papa a seguire il viaggio, dopo essersi incontrati a Santa Marta.

Vedendoli insieme fianco a fianco, Francesco ha detto a Cymerman riferendosi al collega palestinese seduto vicino: “Mi raccomando, proteggilo durante questo viaggio”.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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“Vi ringrazio tanto per il vostro servizio e prego per voi”. Lo ha detto Papa Francesco ai giornalisti del volo papale che lo accompagnano in Terra Santa. Come accaduto nel luglio 2013 per il viaggio a Rio de Janeiro, Francesco non ha tenuto la conferenza stampa sull’aereo all’andata ma ha annunciato che dialogherà con i giornalisti durante il viaggio di ritorno, lunedì sera. “Al ritorno, anche se uno di voi ha detto che non sarebbe possibile dopo un viaggio così massacrante, faremo la conferenza stampa”.

“Come ho già detto una volta sono come l’agnello che viene tra i leoni ma so che i leoni non mordono” ha scherzato il Papa.

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Pochi minuti prima della partenza da Fiumicino, il presidente della Cooperativa Giotto, che lavora con i carcerati di Padova, ci ha telefonato pregando di dire al Papa che dalle 9 di questa mattina, nel carcere Due Palazzi della città veneta, un gruppo di detenuti aveva cominciato a pregare per il buon esito del viaggio.

Glielo abbiamo comunicato, Francesco ha sorriso, ha ringraziato e ha detto: “Porto con me in questo viaggio un pastorale che mi hanno preparato dei carcerati”.

Francesco ha salutato anche i giornalisti israeliano e palestinese – David Cohen Cymerman di Channel 2 e Imad Freij del Catholic Centre for Media Studies – che erano seduti uno a fianco all’altro sull’aereo. Il giornalista israeliano è stato invitato personalmente dal Papa a seguire il viaggio, dopo essersi incontrati a Santa Marta.

Vedendoli insieme fianco a fianco, Francesco ha detto a Cymerman riferendosi al collega palestinese seduto vicino: “Mi raccomando, proteggilo durante questo viaggio”.

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