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Il Papa: «I cristiani siano agnelli e non lupi. Agnelli, non scemi».

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l Papa a Santa Marta: camminare sempre con astuzia e gioia anche se ci sono difficoltà; lamentandosi non si fa «un favore a Dio»

56

DOMENICO AGASSO JR
ROMA

 Il cristiano deve essere sempre agnello, non lupo. E non stia fermo, mai: proceda sempre oltre le difficoltà, annunci il Vangelo con gioia in ogni momento. E non si lamenti, perché così non si aiuta Dio. Lo ha detto papa Francesco nella Messa di questa mattina a Casa Santa Marta, nella Festa dei Santi Cirillo e Metodio, come riferisce Radio Vaticana.

Il Pontefice ha preso spunto dalle figure dei grandi evangelizzatori d’Europa per meditare sull’identità del cristiano, e riflettendo sulla Prima Lettura di oggi tratta dagli Atti degli Apostoli ha messo in evidenza che il cristiano è «inviato». Dio manda i suoi discepoli, domanda loro di andare avanti: «E questo significa che il cristiano è un discepolo del Signore che cammina, che va sempre avanti».

«Non si può pensare a un cristiano fermo – ha affermato Bergoglio – un cristiano che rimane fermo è ammalato, nella sua identità cristiana, ha qualche malattia in quella identità. Il cristiano è discepolo per camminare, per andare. Ma il Signore questo anche, alla fine – l’abbiamo sentito nel Salmo, il congedo del Signore – alla fine: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo”. Andate. Camminate. Ecco: un primo atteggiamento dell’identità cristiana è camminare, e camminare anche se ci sono difficoltà, andare oltre le difficoltà».

Gesù, ha ricordato il Papa, esorta «ad andare agli incroci delle strade» e a invitare «tutti, buoni e cattivi». Così dice il Vangelo, ha sottolineato: «Anche i cattivi! Tutti». Il cristiano, quindi, «cammina» e «se ci sono difficoltà, va oltre, per annunziare che il Regno di Dio è vicino».

Un secondo elemento dell’identità del cristiano, ha continuato Francesco, «è che deve rimanere sempre agnello». «È un agnello – ha ribadito – e deve conservare questa identità». Dio invia i cristiani «come agnelli in mezzo ai lupi». Però, si è chiesto il Papa, qualcuno potrebbe suggerire di utilizzare la «forza contro di loro». Il Pontefice ha invitato a pensare a Davide, «quando doveva lottare contro il filisteo: volevano vestirlo con tutte le armature di Saulo e non poteva muoversi». Così, ha spiegato Bergoglio, «non era se stesso, non era l’umile, non era il semplice Davide. Alla fine, lui ha preso la fionda e ha vinto la battaglia».

«Come agnelli – ha esortato il Papa – Non diventare lupi… Perché, a volte, la tentazione ci fa pensare: “Ma questo è difficile, questi lupi sono furbi e io sarò anche più furbo di loro, eh?”. Agnello. Non scemo, ma agnello», ha precisato. «Agnello. Con l’astuzia cristiana, ma agnello sempre. Perché se tu sei agnello, Lui ti difende. Ma se tu ti senti forte come il lupo, Lui non ti difende, ti lascia solo, e i lupi ti mangeranno crudo. Come agnello».

Terzo aspetto dell’identità cristiana, ha affermato, è lo «stile del cristiano»: che consiste nella «gioia». I cristiani «sono persone che esultano perché conoscono il Signore e portano il Signore». E poi ha ammonito: «Non si può camminare in cristiano senza gioia, non si può camminare come agnello senza gioia». Pure «nei problemi, anche nelle difficoltà, anche nei propri sbagli e peccati c’è la gioia di Gesù che sempre perdona e aiuta».

La Parola di Dio «deve andare avanti», portata «da questi agnelli inviati dal Signore che cammina, con gioia». «Non fanno un favore al Signore né alla Chiesa – ha proseguito – quei cristiani che hanno un tempo di adagio-lamentoso, che vivono sempre così, lamentandosi, di tutto, tristi… Questo non è lo stile del discepolo». Francesco ha citato sant’Agostino, che «dice ai cristiani: “Vai, vai avanti, canta e cammina!”. Con la gioia: è quello lo stile del cristiano. Annunciare il Vangelo con gioia. E il Signore fa tutto. Invece, la troppa tristezza, questa troppa tristezza, anche l’amarezza ci porta a vivere un cosiddetto cristianesimo senza Cristo: la Croce svuota i cristiani che sono davanti al Sepolcro piangendo, come la Maddalena, ma senza la gioia di aver trovato il Risorto».

Eco poi l’invocazione conclusiva: Dio «per l’intercessione di questi due fratelli Santi, Patroni dell’Europa, ci conceda la grazia di vivere come cristiani che camminano come agnelli e con gioia».

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Il Papa: «I cristiani siano agnelli e non lupi. Agnelli, non scemi».

  

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l Papa a Santa Marta: camminare sempre con astuzia e gioia anche se ci sono difficoltà; lamentandosi non si fa «un favore a Dio»

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DOMENICO AGASSO JR
ROMA

 Il cristiano deve essere sempre agnello, non lupo. E non stia fermo, mai: proceda sempre oltre le difficoltà, annunci il Vangelo con gioia in ogni momento. E non si lamenti, perché così non si aiuta Dio. Lo ha detto papa Francesco nella Messa di questa mattina a Casa Santa Marta, nella Festa dei Santi Cirillo e Metodio, come riferisce Radio Vaticana.

Il Pontefice ha preso spunto dalle figure dei grandi evangelizzatori d’Europa per meditare sull’identità del cristiano, e riflettendo sulla Prima Lettura di oggi tratta dagli Atti degli Apostoli ha messo in evidenza che il cristiano è «inviato». Dio manda i suoi discepoli, domanda loro di andare avanti: «E questo significa che il cristiano è un discepolo del Signore che cammina, che va sempre avanti».

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«Non si può pensare a un cristiano fermo – ha affermato Bergoglio – un cristiano che rimane fermo è ammalato, nella sua identità cristiana, ha qualche malattia in quella identità. Il cristiano è discepolo per camminare, per andare. Ma il Signore questo anche, alla fine – l’abbiamo sentito nel Salmo, il congedo del Signore – alla fine: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo”. Andate. Camminate. Ecco: un primo atteggiamento dell’identità cristiana è camminare, e camminare anche se ci sono difficoltà, andare oltre le difficoltà».

Gesù, ha ricordato il Papa, esorta «ad andare agli incroci delle strade» e a invitare «tutti, buoni e cattivi». Così dice il Vangelo, ha sottolineato: «Anche i cattivi! Tutti». Il cristiano, quindi, «cammina» e «se ci sono difficoltà, va oltre, per annunziare che il Regno di Dio è vicino».

Un secondo elemento dell’identità del cristiano, ha continuato Francesco, «è che deve rimanere sempre agnello». «È un agnello – ha ribadito – e deve conservare questa identità». Dio invia i cristiani «come agnelli in mezzo ai lupi». Però, si è chiesto il Papa, qualcuno potrebbe suggerire di utilizzare la «forza contro di loro». Il Pontefice ha invitato a pensare a Davide, «quando doveva lottare contro il filisteo: volevano vestirlo con tutte le armature di Saulo e non poteva muoversi». Così, ha spiegato Bergoglio, «non era se stesso, non era l’umile, non era il semplice Davide. Alla fine, lui ha preso la fionda e ha vinto la battaglia».

«Come agnelli – ha esortato il Papa – Non diventare lupi… Perché, a volte, la tentazione ci fa pensare: “Ma questo è difficile, questi lupi sono furbi e io sarò anche più furbo di loro, eh?”. Agnello. Non scemo, ma agnello», ha precisato. «Agnello. Con l’astuzia cristiana, ma agnello sempre. Perché se tu sei agnello, Lui ti difende. Ma se tu ti senti forte come il lupo, Lui non ti difende, ti lascia solo, e i lupi ti mangeranno crudo. Come agnello».

Terzo aspetto dell’identità cristiana, ha affermato, è lo «stile del cristiano»: che consiste nella «gioia». I cristiani «sono persone che esultano perché conoscono il Signore e portano il Signore». E poi ha ammonito: «Non si può camminare in cristiano senza gioia, non si può camminare come agnello senza gioia». Pure «nei problemi, anche nelle difficoltà, anche nei propri sbagli e peccati c’è la gioia di Gesù che sempre perdona e aiuta».

La Parola di Dio «deve andare avanti», portata «da questi agnelli inviati dal Signore che cammina, con gioia». «Non fanno un favore al Signore né alla Chiesa – ha proseguito – quei cristiani che hanno un tempo di adagio-lamentoso, che vivono sempre così, lamentandosi, di tutto, tristi… Questo non è lo stile del discepolo». Francesco ha citato sant’Agostino, che «dice ai cristiani: “Vai, vai avanti, canta e cammina!”. Con la gioia: è quello lo stile del cristiano. Annunciare il Vangelo con gioia. E il Signore fa tutto. Invece, la troppa tristezza, questa troppa tristezza, anche l’amarezza ci porta a vivere un cosiddetto cristianesimo senza Cristo: la Croce svuota i cristiani che sono davanti al Sepolcro piangendo, come la Maddalena, ma senza la gioia di aver trovato il Risorto».

Eco poi l’invocazione conclusiva: Dio «per l’intercessione di questi due fratelli Santi, Patroni dell’Europa, ci conceda la grazia di vivere come cristiani che camminano come agnelli e con gioia».

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