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Il Papa: Gesù è la via per la gioia “per sempre”, affidiamoci a Lui

La via è ”seguire i suoi passi” dell’amore umile e del servizio agli altri

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Prima del Regina Coeli, dalla biblioteca del Palazzo apostolico, Papa Francesco rilegge il discorso d’addio di Gesù ai discepoli. “Io sono la via” ci dice il Signore, che ci ha “prenotato un posto in Cielo” dove tutto sarà “senza più lacrime” e “divisioni”. La via è ”seguire i suoi passi” dell’amore umile e del servizio agli altri

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Gesù ha aperto per noi il Paradiso, un “per sempre” che sarà “tutto nella gioia, nella comunione piena con Dio e con gli altri, senza più lacrime, rancori, divisioni e turbamento”. E ci indica la via, che è Lui stesso: avere “un rapporto vivo con Lui”, “imitarlo nell’amore”, “seguire i suoi passi”. La via “dell’amore umile, della preghiera, della mitezza, della fiducia, del servizio agli altri”. Da seguire superando ogni paura, affidandosi a Lui, certi che ha “prenotato” per noi “un posto in Cielo”.

Il “discorso d’addio” di Gesù ai discepoli

Papa Francesco, prima della preghiera del Regina Coeli, nella biblioteca del Palazzo apostolico come dall’inizio dell’emergenza Covid-19, rilegge l’inizio del “Discorso d’addio” di Gesù ai discepoli, al termine dell’ultima Cena, come riportato nel brano del Vangelo di Giovanni protagonista della liturgia di questa quinta domenica di Pasqua.

Ascolta il servizio con la voce del Papa

Un cuore non turbato? Con la fiducia in Gesù

Gesù, sottolinea il Papa, inizia con un’esortazione: “Non sia turbato il vostro cuore”. E’ quello che dice anche a noi, commenta, “nei drammi della vita”. Ma come fare, si domanda, “perché il cuore non si turbi?”. Francesco parla di due rimedi, indicati dal Signore. Il primo: “Abbiate fede in me”. Non è un consiglio astratto: nella vita, ricorda il Pontefice, “l’ansia peggiore”, “nasce dalla sensazione di non farcela, dal sentirsi soli e senza punti di riferimento davanti a quel che accade”.

La liberazione dal turbamento passa per l’affidamento

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Un’angoscia che “non si può superare da soli”. Abbiamo bisogno del Suo aiuto. Gesù ci chiede allora “di avere fede in Lui, cioè di non appoggiarci a noi stessi, ma a Lui. Perché la liberazione dal turbamento passa attraverso l’affidamento”. Affidarci a Gesù: “Fare il salto”.

E Gesù è risorto e vivo proprio per essere sempre al nostro fianco. Allora possiamo dirgli: “Gesù, credo che sei risorto e che mi stai accanto. Credo che mi ascolti. Ti porto quello che mi turba, i miei affanni: ho fede in Te e mi affido a Te”.

Gesù ha “prenotato” un posto per noi in Cielo

Il secondo rimedio indicato da Gesù ai discepoli è tutto nelle parole: “vado a prepararvi un posto” nella casa del Padre. Gesù, sottolinea Papa Francesco, “ci ha prenotato un posto in Cielo”. Ha preso su di sé “la nostra umanità per portarla oltre la morte, in un posto nuovo, in Cielo, perché lì dove è Lui fossimo anche noi”.

È la certezza che ci consola: c’è un posto riservato per ciascuno. Anche c’è un posto per me. Ognuno di noi può dire: c’è un posto per me. Non viviamo senza meta e senza destinazione.

“Siamo attesi, siamo preziosi. Dio è innamorato di noi, siamo i suoi figli. E per noi ha preparato il posto più degno e bello: il Paradiso”

Non dimentichiamolo: la dimora che ci attende è il Paradiso. Qui siamo di passaggio.

Il “per sempre” che sarà tutto nella gioia

Siamo fatti per il Cielo, spiega il Papa “per vivere per sempre”. E’ qualcosa “che ora non riusciamo neppure a immaginare”, ma è ancora più bello “pensare che questo per sempre sarà tutto nella gioia, nella comunione piena con Dio e con gli altri, senza più lacrime, rancori, divisioni e turbamento”.

Gesù ci dice: “Io sono la via”

Ma come, si chiede ancora Francesco, “raggiungere il Paradiso?”. La via la indica sempre Gesù, con la “frase decisiva” di oggi: “Io sono la via”. “Per salire in Cielo la via è Gesù: è avere un rapporto vivo con Lui”, “ imitarlo nell’amore”, “seguire i suoi passi”. Chiediamoci, come cristiani, conclude il Pontefice: “quale via seguo?”.

Ci sono vie che non portano in Cielo: le vie del potere, le vie della mondanità, le vie per autoaffermarsi, le vie del potere egoista. E c’è la via di Gesù, la via dell’amore umile, della preghiera, della mitezza, della fiducia, del servizio agli altri.  Non è la via del mio protagonismo, è la via di Gesù protagonista della mia vita. È andare avanti ogni giorno domandandogli: “Gesù, che cosa pensi di questa mia scelta? Che cosa faresti in questa situazione, con queste persone?”.

Maria ci porti a Gesù, che ha aperto per noi il Paradiso

“Ci farà bene chiedere a Gesù, che è la via – è il consiglio finale di Papa Francesco – le indicazioni per il Cielo”. Nostra Madre Maria, “Regina del Cielo, ci aiuti a seguire Gesù, che per noi ha aperto il Paradiso”. Al termine dei saluti e degli appelli, il Papa raggiunge la finestra del suo studio che da’ su piazza San Pietro e benedice i fedeli presenti in piazza, in questa domenica soleggiata di maggio.

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Originale: Vatican News
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Il Papa: Gesù è la via per la gioia “per sempre”, affidiamoci a Lui

La via è ”seguire i suoi passi” dell’amore umile e del servizio agli altri

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Prima del Regina Coeli, dalla biblioteca del Palazzo apostolico, Papa Francesco rilegge il discorso d’addio di Gesù ai discepoli. “Io sono la via” ci dice il Signore, che ci ha “prenotato un posto in Cielo” dove tutto sarà “senza più lacrime” e “divisioni”. La via è ”seguire i suoi passi” dell’amore umile e del servizio agli altri

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Gesù ha aperto per noi il Paradiso, un “per sempre” che sarà “tutto nella gioia, nella comunione piena con Dio e con gli altri, senza più lacrime, rancori, divisioni e turbamento”. E ci indica la via, che è Lui stesso: avere “un rapporto vivo con Lui”, “imitarlo nell’amore”, “seguire i suoi passi”. La via “dell’amore umile, della preghiera, della mitezza, della fiducia, del servizio agli altri”. Da seguire superando ogni paura, affidandosi a Lui, certi che ha “prenotato” per noi “un posto in Cielo”.

Il “discorso d’addio” di Gesù ai discepoli

Papa Francesco, prima della preghiera del Regina Coeli, nella biblioteca del Palazzo apostolico come dall’inizio dell’emergenza Covid-19, rilegge l’inizio del “Discorso d’addio” di Gesù ai discepoli, al termine dell’ultima Cena, come riportato nel brano del Vangelo di Giovanni protagonista della liturgia di questa quinta domenica di Pasqua.

Ascolta il servizio con la voce del Papa

Un cuore non turbato? Con la fiducia in Gesù

Gesù, sottolinea il Papa, inizia con un’esortazione: “Non sia turbato il vostro cuore”. E’ quello che dice anche a noi, commenta, “nei drammi della vita”. Ma come fare, si domanda, “perché il cuore non si turbi?”. Francesco parla di due rimedi, indicati dal Signore. Il primo: “Abbiate fede in me”. Non è un consiglio astratto: nella vita, ricorda il Pontefice, “l’ansia peggiore”, “nasce dalla sensazione di non farcela, dal sentirsi soli e senza punti di riferimento davanti a quel che accade”.

La liberazione dal turbamento passa per l’affidamento

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Un’angoscia che “non si può superare da soli”. Abbiamo bisogno del Suo aiuto. Gesù ci chiede allora “di avere fede in Lui, cioè di non appoggiarci a noi stessi, ma a Lui. Perché la liberazione dal turbamento passa attraverso l’affidamento”. Affidarci a Gesù: “Fare il salto”.

E Gesù è risorto e vivo proprio per essere sempre al nostro fianco. Allora possiamo dirgli: “Gesù, credo che sei risorto e che mi stai accanto. Credo che mi ascolti. Ti porto quello che mi turba, i miei affanni: ho fede in Te e mi affido a Te”.

Gesù ha “prenotato” un posto per noi in Cielo

Il secondo rimedio indicato da Gesù ai discepoli è tutto nelle parole: “vado a prepararvi un posto” nella casa del Padre. Gesù, sottolinea Papa Francesco, “ci ha prenotato un posto in Cielo”. Ha preso su di sé “la nostra umanità per portarla oltre la morte, in un posto nuovo, in Cielo, perché lì dove è Lui fossimo anche noi”.

È la certezza che ci consola: c’è un posto riservato per ciascuno. Anche c’è un posto per me. Ognuno di noi può dire: c’è un posto per me. Non viviamo senza meta e senza destinazione.

“Siamo attesi, siamo preziosi. Dio è innamorato di noi, siamo i suoi figli. E per noi ha preparato il posto più degno e bello: il Paradiso”

Non dimentichiamolo: la dimora che ci attende è il Paradiso. Qui siamo di passaggio.

Il “per sempre” che sarà tutto nella gioia

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Siamo fatti per il Cielo, spiega il Papa “per vivere per sempre”. E’ qualcosa “che ora non riusciamo neppure a immaginare”, ma è ancora più bello “pensare che questo per sempre sarà tutto nella gioia, nella comunione piena con Dio e con gli altri, senza più lacrime, rancori, divisioni e turbamento”.

Gesù ci dice: “Io sono la via”

Ma come, si chiede ancora Francesco, “raggiungere il Paradiso?”. La via la indica sempre Gesù, con la “frase decisiva” di oggi: “Io sono la via”. “Per salire in Cielo la via è Gesù: è avere un rapporto vivo con Lui”, “ imitarlo nell’amore”, “seguire i suoi passi”. Chiediamoci, come cristiani, conclude il Pontefice: “quale via seguo?”.

Ci sono vie che non portano in Cielo: le vie del potere, le vie della mondanità, le vie per autoaffermarsi, le vie del potere egoista. E c’è la via di Gesù, la via dell’amore umile, della preghiera, della mitezza, della fiducia, del servizio agli altri.  Non è la via del mio protagonismo, è la via di Gesù protagonista della mia vita. È andare avanti ogni giorno domandandogli: “Gesù, che cosa pensi di questa mia scelta? Che cosa faresti in questa situazione, con queste persone?”.

Maria ci porti a Gesù, che ha aperto per noi il Paradiso

“Ci farà bene chiedere a Gesù, che è la via – è il consiglio finale di Papa Francesco – le indicazioni per il Cielo”. Nostra Madre Maria, “Regina del Cielo, ci aiuti a seguire Gesù, che per noi ha aperto il Paradiso”. Al termine dei saluti e degli appelli, il Papa raggiunge la finestra del suo studio che da’ su piazza San Pietro e benedice i fedeli presenti in piazza, in questa domenica soleggiata di maggio.

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