18.1 C
Rome
domenica, 20 Ottobre 2019

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Rubriche Risponde il teologo Il Papa è sempre infallibile?

Il Papa è sempre infallibile?

- Advertisement -

Se è vero che il papa è infallibile, chiede un lettore, come si spiegano giudizi ingiusti o insegnamenti scientificamente sbagliati che in passato ci sono stati da parte di alcuni pontefici? Risponde don Alessandro Clemenzia, docente di Teologia sistematica alla Facoltà teologica dell’Italia centrale.

La Chiesa sostiene che il Papa è infallibile. Eppure nel passato ci sono stati giudizi ingiusti e insegnamenti scientificamente sbagliati. E in varie occasioni un Papa ha cambiato opinione rispetto ai suoi predecessori. Come si può affermare allora l’infallibilità?

Claudio Ridolfi

La domanda, così come è stata posta, richiede una chiarificazione del significato di infallibilità. Solo in questo modo si può tentare di dare una risposta. L’asserto iniziale, a mo’ di postulato, è il seguente: non tutto ciò che il Papa dice è infallibile.

Per motivi di spazio non è possibile illustrare l’interessantissimo contesto storico in cui è stato proclamato il dogma dell’infallibilità, che ne spiegherebbe tra l’altro le motivazioni; basti qui far presente che si parla di essa nel quarto capitolo della Costituzione dogmatica del Concilio Vaticano I, denominata Pastor aeternus: proprio lì viene spiegato quali sono le condizioni circa il soggetto, l’oggetto e l’atto in base a cui un insegnamento del Papa può definirsi «infallibile».

Il punto di partenza della riflessione, tuttavia, non può essere il Vaticano I, ma quello spirito che ha animato la Chiesa delle origini già a partire dal I e II secolo d. C., vale a dire una chiara, seppure non sempre esplicita, consapevolezza dell’inerranza della fede, che consiste nel credere che l’assistenza dello «Spirito di verità» (come afferma il Vangelo di Giovanni: 14,17; 15,26; 16,13), promessa da Gesù, possa innervare costantemente la Chiesa, tanto da preservarla da ogni possibile errore circa la fede. L’infallibilità, in questo senso, indica il modo in cui il Magistero rimane ancorato e immerso nella verità di Cristo, partecipando nella storia all’infallibilità della Parola di Dio.

Molto spesso, soprattutto per la nostra sensibilità attuale, l’infallibilità viene colta come l’espressione massima di cosa sia un dogma, vale a dire qualcosa di cui non si può né discutere né mettere in discussione. Eppure, tra tutti quelli pronunciati lungo i secoli, quello dell’infallibilità è un dogma tutto particolare, perché la sua attuazione richiede dei criteri ben precisi; mentre alcune affermazioni cristologiche, trinitarie e mariologiche che ci provengono dal passato hanno una valenza a prescindere da tutto, si deve affermare che non tutto ciò che il Papa dice è infallibile, ma ci sono alcune chiare limitazioni. Ci sono prima di tutto delle condizioni circa il soggetto, cioè colui che esercita tale forma di insegnamento: si tratta di decisioni dottrinali asserite ex cathedra; non è quindi infallibile la persona del Papa, ma lo sono alcuni atti del suo ministero. Condizioni circa l’oggetto, vale a dire l’ambito d’esercizio dell’infallibilità: si ha a che fare con la definizione di una dottrina riguardante esclusivamente la fede e i costumi. Se non si verificano questi due elementi, non si può ricorrere a questa forma «straordinaria» di insegnamento, diversamente da quella «ordinaria», in cui il Papa parla comunque in modo vincolante, senza pretesa tuttavia d’esprimersi con assenza di errori. Si tratta di una modalità d’azione così particolare che quando vuole essere esercitata va chiaramente espresso; e ciò è avvenuto una volta soltanto dopo il Vaticano I: per la definizione di Pio XII della glorificazione di Maria con l’assunzione al cielo in anima e corpo (1950).

L’infallibilità, inoltre, non è «privata»: appartiene all’universale infallibilità della fede della Chiesa, di cui il Papa è testimonianza ed espressione concreta in alcune precise asserzioni dottrinali definitive. Queste ultime sono «irreformabili» per se stesse: non devono passare per un successivo consenso della Chiesa o per l’accettazione di un’istanza giuridica a lui superiore; ciò non vuol dire naturalmente che il Romano Pontefice non debba mettersi in ascolto della riflessione ecclesiale attuale, anzi: rimane sempre aperto il principio, ben espresso nella Lumen Gentium del Concilio Vaticano II, per cui la totalità dei fedeli che hanno ricevuto l’unzione dello Spirito Santo (cfr. 1Gv 2,20 e 27) non può sbagliarsi nel credere.

Questo significa principalmente che l’infallibilità del Papa, in modo diametralmente opposto all’uso comune e giornalistico del termine, ha un valore relazionale, in quanto è legato tanto all’ascolto della totalità dei fedeli, quanto a quella verità che non proviene da un consenso ecclesiale interno, ma scaturisce dalla Parola di Dio: è una verità ricevuta.

Prima di terminare vorrei completare la mia risposta attraverso altri due postulati. Il primo: ogni dogma, pur rimanendo sempre valido, va interpretato all’interno del contesto storico in cui è stato pronunciato; e questo vale ancora di più per pronunciamenti magisteriali che non hanno alcun valore dogmatico, per cui scorgere «insegnamenti scientificamente sbagliati» è possibile soltanto in una lettura a-posteriori. Il secondo: il dogma è sia il punto d’arrivo d’una riflessione ecclesiale già avviata e considerata una verità di fede, sia il punto di partenza d’ogni altra successiva indagine, in quanto esso non limita l’intelligenza di chi indaga, ma le offre delle coordinate stabili e coerenti, al di fuori delle quali si rischia, soprattutto col passare dei secoli e nell’universalità dello spazio, di dire tutto e il contrario di tutto.

Alessandro Clemenzia

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

Il Papa è sempre infallibile?

  

- Advertisement -

Se è vero che il papa è infallibile, chiede un lettore, come si spiegano giudizi ingiusti o insegnamenti scientificamente sbagliati che in passato ci sono stati da parte di alcuni pontefici? Risponde don Alessandro Clemenzia, docente di Teologia sistematica alla Facoltà teologica dell’Italia centrale.

La Chiesa sostiene che il Papa è infallibile. Eppure nel passato ci sono stati giudizi ingiusti e insegnamenti scientificamente sbagliati. E in varie occasioni un Papa ha cambiato opinione rispetto ai suoi predecessori. Come si può affermare allora l’infallibilità?

Claudio Ridolfi

La domanda, così come è stata posta, richiede una chiarificazione del significato di infallibilità. Solo in questo modo si può tentare di dare una risposta. L’asserto iniziale, a mo’ di postulato, è il seguente: non tutto ciò che il Papa dice è infallibile.

Per motivi di spazio non è possibile illustrare l’interessantissimo contesto storico in cui è stato proclamato il dogma dell’infallibilità, che ne spiegherebbe tra l’altro le motivazioni; basti qui far presente che si parla di essa nel quarto capitolo della Costituzione dogmatica del Concilio Vaticano I, denominata Pastor aeternus: proprio lì viene spiegato quali sono le condizioni circa il soggetto, l’oggetto e l’atto in base a cui un insegnamento del Papa può definirsi «infallibile».

Il punto di partenza della riflessione, tuttavia, non può essere il Vaticano I, ma quello spirito che ha animato la Chiesa delle origini già a partire dal I e II secolo d. C., vale a dire una chiara, seppure non sempre esplicita, consapevolezza dell’inerranza della fede, che consiste nel credere che l’assistenza dello «Spirito di verità» (come afferma il Vangelo di Giovanni: 14,17; 15,26; 16,13), promessa da Gesù, possa innervare costantemente la Chiesa, tanto da preservarla da ogni possibile errore circa la fede. L’infallibilità, in questo senso, indica il modo in cui il Magistero rimane ancorato e immerso nella verità di Cristo, partecipando nella storia all’infallibilità della Parola di Dio.

Molto spesso, soprattutto per la nostra sensibilità attuale, l’infallibilità viene colta come l’espressione massima di cosa sia un dogma, vale a dire qualcosa di cui non si può né discutere né mettere in discussione. Eppure, tra tutti quelli pronunciati lungo i secoli, quello dell’infallibilità è un dogma tutto particolare, perché la sua attuazione richiede dei criteri ben precisi; mentre alcune affermazioni cristologiche, trinitarie e mariologiche che ci provengono dal passato hanno una valenza a prescindere da tutto, si deve affermare che non tutto ciò che il Papa dice è infallibile, ma ci sono alcune chiare limitazioni. Ci sono prima di tutto delle condizioni circa il soggetto, cioè colui che esercita tale forma di insegnamento: si tratta di decisioni dottrinali asserite ex cathedra; non è quindi infallibile la persona del Papa, ma lo sono alcuni atti del suo ministero. Condizioni circa l’oggetto, vale a dire l’ambito d’esercizio dell’infallibilità: si ha a che fare con la definizione di una dottrina riguardante esclusivamente la fede e i costumi. Se non si verificano questi due elementi, non si può ricorrere a questa forma «straordinaria» di insegnamento, diversamente da quella «ordinaria», in cui il Papa parla comunque in modo vincolante, senza pretesa tuttavia d’esprimersi con assenza di errori. Si tratta di una modalità d’azione così particolare che quando vuole essere esercitata va chiaramente espresso; e ciò è avvenuto una volta soltanto dopo il Vaticano I: per la definizione di Pio XII della glorificazione di Maria con l’assunzione al cielo in anima e corpo (1950).

- Advertisement -

L’infallibilità, inoltre, non è «privata»: appartiene all’universale infallibilità della fede della Chiesa, di cui il Papa è testimonianza ed espressione concreta in alcune precise asserzioni dottrinali definitive. Queste ultime sono «irreformabili» per se stesse: non devono passare per un successivo consenso della Chiesa o per l’accettazione di un’istanza giuridica a lui superiore; ciò non vuol dire naturalmente che il Romano Pontefice non debba mettersi in ascolto della riflessione ecclesiale attuale, anzi: rimane sempre aperto il principio, ben espresso nella Lumen Gentium del Concilio Vaticano II, per cui la totalità dei fedeli che hanno ricevuto l’unzione dello Spirito Santo (cfr. 1Gv 2,20 e 27) non può sbagliarsi nel credere.

Questo significa principalmente che l’infallibilità del Papa, in modo diametralmente opposto all’uso comune e giornalistico del termine, ha un valore relazionale, in quanto è legato tanto all’ascolto della totalità dei fedeli, quanto a quella verità che non proviene da un consenso ecclesiale interno, ma scaturisce dalla Parola di Dio: è una verità ricevuta.

Prima di terminare vorrei completare la mia risposta attraverso altri due postulati. Il primo: ogni dogma, pur rimanendo sempre valido, va interpretato all’interno del contesto storico in cui è stato pronunciato; e questo vale ancora di più per pronunciamenti magisteriali che non hanno alcun valore dogmatico, per cui scorgere «insegnamenti scientificamente sbagliati» è possibile soltanto in una lettura a-posteriori. Il secondo: il dogma è sia il punto d’arrivo d’una riflessione ecclesiale già avviata e considerata una verità di fede, sia il punto di partenza d’ogni altra successiva indagine, in quanto esso non limita l’intelligenza di chi indaga, ma le offre delle coordinate stabili e coerenti, al di fuori delle quali si rischia, soprattutto col passare dei secoli e nell’universalità dello spazio, di dire tutto e il contrario di tutto.

Alessandro Clemenzia

- Advertisement -

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
277FansMi piace
856FollowerSegui
13,000FollowerSegui
603FollowerSegui
57IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Seguici su Facebook

Seguici su Instagram

Seguici su Twitter

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO