12.9 C
Roma
Lun, 6 Aprile 2020

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Papa Il Papa: Dio ci aiuti a vincere la paura in questo tempo...

Il Papa: Dio ci aiuti a vincere la paura in questo tempo difficile

L'idolatria ci fa perdere tutti i doni del Signore

- Advertisement -
Nella Messa a Santa Marta, Francesco rivolge il suo pensiero agli anziani soli, ai lavoratori precari e a quanti svolgono una funzione sociale e possono essere colpiti dal coronavirus. Nell’omelia ha invitato a scoprire quali sono i nostri idoli, gli idoli del cuore, spesso nascosti. L’idolatria ci fa perdere tutti i doni del Signore
VATICAN NEWS

Nella Messa in diretta streaming dalla Cappella di Casa Santa Marta (VIDEO INTEGRALE), Francesco ha pregato perché il Signore ci aiuti a vincere la paura in questo tempo caratterizzato dalla pandemia del Covid-19. Queste le sue parole, introducendo la celebrazione eucaristica:

In questi giorni di tanta sofferenza, c’è tanta paura. La paura degli anziani, che sono soli, nelle case di riposo o in ospedale o a casa loro e non sanno cosa possa accadere. La paura dei lavoratori senza lavoro fisso che pensano come dare da mangiare ai loro figli e vedono venire la fame. La paura di tanti servitori sociali che in questo momento aiutano a mandare avanti la società e possono prendere la malattia. Anche la paura – le paure – di ognuno di noi: ognuno sa quale sia la propria. Preghiamo il Signore perché ci aiuti ad avere fiducia e a tollerare e vincere le paure.

Nell’omelia, commentando la prima lettura, tratta dal libro dell’Esodo (Es 32, 7-14), che racconta la vicenda del vitello d’oro, Francesco ha parlato degli idoli del cuore, idoli da noi spesso nascosti in modo astuto, sottolineando come l’idolatria ci faccia perdere tutto, ci fa perdere i doni stessi del Signore. L’idolatria ci porta a una religiosità sbagliata. Quindi il Papa chiede di fare un esame di coscienza per scoprire i nostri idoli nascosti.

Di seguito il testo dell’omelia secondo una nostra trascrizione:

Nella prima Lettura c’è la scena dell’ammutinamento del popolo. Mosè se n’è andato al Monte per ricevere la Legge: Dio l’ha data a lui, in pietra, scritta dal suo dito. Ma il popolo si annoiò e fece ressa intorno ad Aronne e disse: “Ma, questo Mosè, da tempo non sappiamo dove sia, dove sia andato e noi siamo senza guida. Fateci un dio che ci aiuti ad andare avanti”. E Aronne, che dopo sarà sacerdote di Dio ma lì è stato sacerdote della stupidaggine, degli idoli, ha detto: “Ma sì, datemi tutto l’oro e l’argento che avete”, e loro danno tutto e fecero quel vitello d’oro.

Nel Salmo abbiamo sentito il lamento di Dio: “Si fabbricarono un vitello sull’Oreb, si prostrarono a una statua di metallo, scambiarono la loro gloria con la figura di un toro che mangia erba”. E qui, in questo momento, quando incomincia la Lettura: “Il Signore disse a Mosè: «Va’, scendi, perché il tuo popolo che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto si è pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato. Si sono fatti un vitello di metallo fuso poi gli si sono prostrati davanti, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: ‘Ecco il tuo dio, Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto’»”. Una vera apostasia! Dal Dio vivente all’idolatria. Non ha avuto pazienza di aspettare che tornasse Mosè: volevano delle novità, volevano qualcosa, dello spettacolo liturgico, qualcosa …

Su questo io vorrei accennare alcune cose. Prima di tutto, quella nostalgia idolatrica nel popolo: in questo caso, pensava agli idoli dell’Egitto, ma la nostalgia di tornare agli idoli, tornare al peggio, non sapere aspettare il Dio vivente. Questa nostalgia è una malattia, anche nostra. Si incomincia a camminare con l’entusiasmo di essere liberi, ma poi incominciano le lamentele: “Ma sì, questo è un momento duro, il deserto, ho sete, voglio dell’acqua, voglio la carne … ma in Egitto mangiavamo le cipolle, le cose buone e qui non c’è …”. Sempre, l’idolatria è selettiva: ti fa pensare alle cose buone che ti dà ma non ti fa vedere le cose brutte. In questo caso, loro pensavano a come erano a tavola, con questi pasti tanto buoni che a loro piacevano tanto, ma dimenticavano che quello era il tavolo della schiavitù. L’idolatria è selettiva.

Poi, un’altra cosa: l’idolatria ti fa perdere tutto. Aronne, per fare il vitello, chiede loro: “Datemi oro e argento”: ma era l’oro e l’argento che il Signore aveva dato loro, quando disse loro: “Chiedete agli egiziani oro in prestito”, e poi sono andati con loro. È un dono del Signore e con il dono del Signore fanno l’idolo. E questo è bruttissimo. Ma questo meccanismo succede anche a noi: quando noi abbiamo atteggiamenti che ci portano all’idolatria, siamo attaccati a cose che ci allontanano da Dio, perché noi facciamo un altro dio e lo facciamo con i doni che il Signore ci ha dato. Con l’intelligenza, con la volontà, con l’amore, con il cuore … sono i doni propri del Signore che noi usiamo per fare idolatria.

Sì, qualcuno di voi può dirmi: “Ma io a casa non ho idoli. Ho il Crocifisso, l’immagine della Madonna, che non sono idoli …” – No, no: nel tuo cuore. E la domanda che oggi dovremmo fare è: quale è l’idolo che tu hai nel tuo cuore, nel mio cuore. Quell’uscita nascosta dove mi sento bene, che mi allontana dal Dio vivente. E noi abbiamo anche un atteggiamento, con l’idolatria, molto furbo: sappiamo nascondere gli idoli, come fece Rachele quando fuggì da suo padre e li nascose nella sella del cammello e fra i vestiti. Anche noi, tra i nostri vestiti del cuore, abbiamo nascosti tanti idoli.

La domanda che vorrei fare oggi è: qual è il mio idolo? Quel mio idolo della mondanità … e l’idolatria arriva anche alla pietà, perché questi volevano il vitello d’oro non per fare un circo: no. Per fare adorazione: “Si prostrarono davanti a lui”. L’idolatria ti porta a una religiosità sbagliata, anzi: tante volte la mondanità, che è un’idolatria, ti fa cambiare la celebrazione di un sacramento in una festa mondana. Un esempio: non so, io penso, pensiamo, non so, figuriamoci una celebrazione di nozze. Tu non sai se è un sacramento dove davvero i novelli sposi danno tutto e si amano davanti a Dio e promettono di essere fedeli davanti a Dio e ricevono la grazia di Dio, o è una mostra di modelli, come vanno vestiti l’uno e l’altro e l’altro … la mondanità. È un’idolatria. È un esempio, questo. Perché l’idolatria non si ferma: va sempre avanti.

Oggi la domanda che io vorrei fare a tutti noi, a tutti: quali sono i miei idoli? Ognuno ha i propri. Quali sono i miei idoli. Dove li nascondo. E che il Signore non ci trovi, alla fine della vita, e dica di ognuno di noi: “Ti sei pervertito. Ti sei allontanato dalla via che io avevo indicato. Ti sei prostrato dinanzi a un idolo”.

Chiediamo al Signore la grazia di conoscere i nostri idoli. E se non possiamo cacciarli via, almeno tenerli all’angolo …

Infine, il Papa ha terminato la celebrazione con l’adorazione e la benedizione eucaristica, invitando a fare la Comunione spirituale. Di seguito la preghiera recitata dal Papa:

Gesù mio, credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io Ti abbraccio e tutto mi unisco a Te. Non permettere che abbia mai a separarmi da Te.

Prima di lasciare la Cappella dedicata allo Spirito Santo, è stata intonata l’antica antifona mariana Ave Regina Caelorum (“Ave Regina dei Cieli”).

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

Il Papa: Dio ci aiuti a vincere la paura in questo tempo difficile

L'idolatria ci fa perdere tutti i doni del Signore

  

- Advertisement -
Nella Messa a Santa Marta, Francesco rivolge il suo pensiero agli anziani soli, ai lavoratori precari e a quanti svolgono una funzione sociale e possono essere colpiti dal coronavirus. Nell’omelia ha invitato a scoprire quali sono i nostri idoli, gli idoli del cuore, spesso nascosti. L’idolatria ci fa perdere tutti i doni del Signore
VATICAN NEWS

Nella Messa in diretta streaming dalla Cappella di Casa Santa Marta (VIDEO INTEGRALE), Francesco ha pregato perché il Signore ci aiuti a vincere la paura in questo tempo caratterizzato dalla pandemia del Covid-19. Queste le sue parole, introducendo la celebrazione eucaristica:

In questi giorni di tanta sofferenza, c’è tanta paura. La paura degli anziani, che sono soli, nelle case di riposo o in ospedale o a casa loro e non sanno cosa possa accadere. La paura dei lavoratori senza lavoro fisso che pensano come dare da mangiare ai loro figli e vedono venire la fame. La paura di tanti servitori sociali che in questo momento aiutano a mandare avanti la società e possono prendere la malattia. Anche la paura – le paure – di ognuno di noi: ognuno sa quale sia la propria. Preghiamo il Signore perché ci aiuti ad avere fiducia e a tollerare e vincere le paure.

Nell’omelia, commentando la prima lettura, tratta dal libro dell’Esodo (Es 32, 7-14), che racconta la vicenda del vitello d’oro, Francesco ha parlato degli idoli del cuore, idoli da noi spesso nascosti in modo astuto, sottolineando come l’idolatria ci faccia perdere tutto, ci fa perdere i doni stessi del Signore. L’idolatria ci porta a una religiosità sbagliata. Quindi il Papa chiede di fare un esame di coscienza per scoprire i nostri idoli nascosti.

Di seguito il testo dell’omelia secondo una nostra trascrizione:

Nella prima Lettura c’è la scena dell’ammutinamento del popolo. Mosè se n’è andato al Monte per ricevere la Legge: Dio l’ha data a lui, in pietra, scritta dal suo dito. Ma il popolo si annoiò e fece ressa intorno ad Aronne e disse: “Ma, questo Mosè, da tempo non sappiamo dove sia, dove sia andato e noi siamo senza guida. Fateci un dio che ci aiuti ad andare avanti”. E Aronne, che dopo sarà sacerdote di Dio ma lì è stato sacerdote della stupidaggine, degli idoli, ha detto: “Ma sì, datemi tutto l’oro e l’argento che avete”, e loro danno tutto e fecero quel vitello d’oro.

- Advertisement -

Nel Salmo abbiamo sentito il lamento di Dio: “Si fabbricarono un vitello sull’Oreb, si prostrarono a una statua di metallo, scambiarono la loro gloria con la figura di un toro che mangia erba”. E qui, in questo momento, quando incomincia la Lettura: “Il Signore disse a Mosè: «Va’, scendi, perché il tuo popolo che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto si è pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato. Si sono fatti un vitello di metallo fuso poi gli si sono prostrati davanti, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: ‘Ecco il tuo dio, Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto’»”. Una vera apostasia! Dal Dio vivente all’idolatria. Non ha avuto pazienza di aspettare che tornasse Mosè: volevano delle novità, volevano qualcosa, dello spettacolo liturgico, qualcosa …

Su questo io vorrei accennare alcune cose. Prima di tutto, quella nostalgia idolatrica nel popolo: in questo caso, pensava agli idoli dell’Egitto, ma la nostalgia di tornare agli idoli, tornare al peggio, non sapere aspettare il Dio vivente. Questa nostalgia è una malattia, anche nostra. Si incomincia a camminare con l’entusiasmo di essere liberi, ma poi incominciano le lamentele: “Ma sì, questo è un momento duro, il deserto, ho sete, voglio dell’acqua, voglio la carne … ma in Egitto mangiavamo le cipolle, le cose buone e qui non c’è …”. Sempre, l’idolatria è selettiva: ti fa pensare alle cose buone che ti dà ma non ti fa vedere le cose brutte. In questo caso, loro pensavano a come erano a tavola, con questi pasti tanto buoni che a loro piacevano tanto, ma dimenticavano che quello era il tavolo della schiavitù. L’idolatria è selettiva.

Poi, un’altra cosa: l’idolatria ti fa perdere tutto. Aronne, per fare il vitello, chiede loro: “Datemi oro e argento”: ma era l’oro e l’argento che il Signore aveva dato loro, quando disse loro: “Chiedete agli egiziani oro in prestito”, e poi sono andati con loro. È un dono del Signore e con il dono del Signore fanno l’idolo. E questo è bruttissimo. Ma questo meccanismo succede anche a noi: quando noi abbiamo atteggiamenti che ci portano all’idolatria, siamo attaccati a cose che ci allontanano da Dio, perché noi facciamo un altro dio e lo facciamo con i doni che il Signore ci ha dato. Con l’intelligenza, con la volontà, con l’amore, con il cuore … sono i doni propri del Signore che noi usiamo per fare idolatria.

Sì, qualcuno di voi può dirmi: “Ma io a casa non ho idoli. Ho il Crocifisso, l’immagine della Madonna, che non sono idoli …” – No, no: nel tuo cuore. E la domanda che oggi dovremmo fare è: quale è l’idolo che tu hai nel tuo cuore, nel mio cuore. Quell’uscita nascosta dove mi sento bene, che mi allontana dal Dio vivente. E noi abbiamo anche un atteggiamento, con l’idolatria, molto furbo: sappiamo nascondere gli idoli, come fece Rachele quando fuggì da suo padre e li nascose nella sella del cammello e fra i vestiti. Anche noi, tra i nostri vestiti del cuore, abbiamo nascosti tanti idoli.

La domanda che vorrei fare oggi è: qual è il mio idolo? Quel mio idolo della mondanità … e l’idolatria arriva anche alla pietà, perché questi volevano il vitello d’oro non per fare un circo: no. Per fare adorazione: “Si prostrarono davanti a lui”. L’idolatria ti porta a una religiosità sbagliata, anzi: tante volte la mondanità, che è un’idolatria, ti fa cambiare la celebrazione di un sacramento in una festa mondana. Un esempio: non so, io penso, pensiamo, non so, figuriamoci una celebrazione di nozze. Tu non sai se è un sacramento dove davvero i novelli sposi danno tutto e si amano davanti a Dio e promettono di essere fedeli davanti a Dio e ricevono la grazia di Dio, o è una mostra di modelli, come vanno vestiti l’uno e l’altro e l’altro … la mondanità. È un’idolatria. È un esempio, questo. Perché l’idolatria non si ferma: va sempre avanti.

Oggi la domanda che io vorrei fare a tutti noi, a tutti: quali sono i miei idoli? Ognuno ha i propri. Quali sono i miei idoli. Dove li nascondo. E che il Signore non ci trovi, alla fine della vita, e dica di ognuno di noi: “Ti sei pervertito. Ti sei allontanato dalla via che io avevo indicato. Ti sei prostrato dinanzi a un idolo”.

Chiediamo al Signore la grazia di conoscere i nostri idoli. E se non possiamo cacciarli via, almeno tenerli all’angolo …

Infine, il Papa ha terminato la celebrazione con l’adorazione e la benedizione eucaristica, invitando a fare la Comunione spirituale. Di seguito la preghiera recitata dal Papa:

Gesù mio, credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io Ti abbraccio e tutto mi unisco a Te. Non permettere che abbia mai a separarmi da Te.

Prima di lasciare la Cappella dedicata allo Spirito Santo, è stata intonata l’antica antifona mariana Ave Regina Caelorum (“Ave Regina dei Cieli”).

- Advertisement -
Originale: Vatican News

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
285FansMi piace
930FollowerSegui
13,000FollowerSegui
630FollowerSegui
70IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

“Se Dio è amore, tutto è amore”

“Non fare come gli ipocriti”

Dieci parole per vivere

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Seguici su Instagram

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO