14 C
Roma
Mer, 22 Gennaio 2020

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Fede e Devozione Il Papa: ci sono semplici vecchiette che parlano meglio dei teologi

Il Papa: ci sono semplici vecchiette che parlano meglio dei teologi

- Advertisement -

Nell’omelia della messa a Santa Marta Francesco è tornato a parlare dell’identità dei cristiani che «viene dallo Spirito di Dio»

502ba629d4

ANDREA TORNIELLI

CITTÀ DEL VATICANO

«Tante volte noi troviamo fra i nostri fedeli, vecchiette semplici che forse non hanno finito le elementari, ma che ti parlano delle cose meglio di un teologo, perché hanno lo Spirito di Cristo». Nell’omelia della messa a Santa Marta di questa mattina, come riferisce Radio Vaticana, Francesco è tornato a parlare dell’identità dei cristiani e della fede dei semplici. Il Papa ha spiegato che la gente era stupita dell’insegnamento di Gesù, perché la sua parola «aveva autorità» e si è soffermato sulla natura dell’autorità del Signore e di conseguenza su quella del cristiano. Gesù «non era un predicatore comune», la sua autorità gli viene dall’«unzione speciale dello Spirito Santo»: è «il Figlio di Dio unto e inviato» a «portare la salvezza, a portare la libertà». Uno stile, questo di Gesù,  che scandalizzava, ha fatto notare Bergoglio.

«Noi possiamo domandarci quale sia la nostra identità di cristiani? E Paolo oggi lo dice bene. “Di queste cose – dice San Paolo – noi parliamo non con parole suggerite dalla sapienza umana”. La predicazione di Paolo non è perché ha fatto un corso alla Lateranense, alla Gregoriana… No, no, no! Sapienza umana, no! Bensì insegnate dallo Spirito: Paolo predicava con l’unzione dello Spirito, esprimendo cose spirituali dello Spirito in termini spirituali. Ma l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: l’uomo da solo non può capire questo!».

«Se noi cristiani non capiamo bene le cose dello Spirito – ha detto ancora il Papa – non diamo e non offriamo una testimonianza, non abbiamo identità». Chi è mosso dallo Spirito, invece, «giudica ogni cosa: è libero, senza poter essere giudicato da nessuno».

L’identità cristiana è avere «il pensiero del Cristo e cioè lo Spirito di Cristo», ha aggiunto Francesco. «Non avere lo spirito del mondo, quel modo di pensare, quel modo di giudicare… Tu puoi avere cinque lauree in teologia, ma non avere lo Spirito di Dio! Forse tu sarai un gran teologo, ma non sei un cristiano, perché non hai lo Spirito di Dio!. Quello che dà autorità, quello che ti dà identità è lo Spirito Santo, l’unzione dello Spirito Santo».

Il Papa ha quindi osservato che «il popolo non amava quei predicatori, quei dottori della legge, perché parlavano davvero di teologia, ma non arrivavano al cuore, non davano libertà». Essi «non erano capaci di far in modo che il popolo trovasse la propria identità, perché non erano unti dallo Spirito Santo».

«L’autorità di Gesù – e l’autorità del cristiano – viene proprio da questa capacità di capire le cose dello Spirito, di parlare la lingua dello Spirito. Viene da questa unzione dello Spirito Santo. E tante volte, tante volte noi troviamo fra i nostri fedeli, vecchiette semplici che forse non hanno finito le elementari, ma che ti parlano delle cose meglio di un teologo, perché hanno lo Spirito di Cristo. Quello che ha San Paolo. E tutti noi dobbiamo chiedere questo. Signore donaci l’identità cristiana, quella che Tu avevi. Donaci il Tuo Spirito. Donaci il Tuo modo di pensare, di sentire, di parlare: cioè Signore donaci l’unzione dello Spirito Santo».

Già altre volte Francesco ha ricordato lo stupore di trovarsi di fronte alla profondità della fede espressa da persone semplici. Lo aveva fatto fin dall’inizio del pontificato, nel primo Angelus di domenica 17 marzo 2013, quando parlando della misericordia di Dio aveva raccontato di un incontro avvenuto nel 1992, poco dopo la sua nomina a vescovo ausiliare, in occasione di una grande messa per gli ammalati. Bergoglio stava confessando.

«Quasi alla fine della Messa mi sono alzato, perché dovevo amministrare una cresima. È venuta da me una donna anziana, umile, molto umile, ultraottantenne. Io l’ho guardata e le ho detto: “Nonna – perché da noi si dice così agli anziani: nonna – lei vuole confessarsi?”. “Sì”, mi ha detto. “Ma se lei non ha peccato …”. E lei mi ha detto: “Tutti abbiamo peccati …”. “Ma forse il Signore non li perdona …”. “Il Signore perdona tutto”, mi ha detto: sicura. “Ma come lo sa, lei, signora?”. “Se il Signore non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe”. Io ho sentito una voglia di domandarle: “Mi dica, signora, lei ha studiato alla Gregoriana?”, perché quella è la sapienza che dà lo Spirito Santo: la sapienza interiore verso la misericordia di Dio».

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

Il Papa: ci sono semplici vecchiette che parlano meglio dei teologi

  

- Advertisement -

Nell’omelia della messa a Santa Marta Francesco è tornato a parlare dell’identità dei cristiani che «viene dallo Spirito di Dio»

502ba629d4

ANDREA TORNIELLI

CITTÀ DEL VATICANO

«Tante volte noi troviamo fra i nostri fedeli, vecchiette semplici che forse non hanno finito le elementari, ma che ti parlano delle cose meglio di un teologo, perché hanno lo Spirito di Cristo». Nell’omelia della messa a Santa Marta di questa mattina, come riferisce Radio Vaticana, Francesco è tornato a parlare dell’identità dei cristiani e della fede dei semplici. Il Papa ha spiegato che la gente era stupita dell’insegnamento di Gesù, perché la sua parola «aveva autorità» e si è soffermato sulla natura dell’autorità del Signore e di conseguenza su quella del cristiano. Gesù «non era un predicatore comune», la sua autorità gli viene dall’«unzione speciale dello Spirito Santo»: è «il Figlio di Dio unto e inviato» a «portare la salvezza, a portare la libertà». Uno stile, questo di Gesù,  che scandalizzava, ha fatto notare Bergoglio.

- Advertisement -

«Noi possiamo domandarci quale sia la nostra identità di cristiani? E Paolo oggi lo dice bene. “Di queste cose – dice San Paolo – noi parliamo non con parole suggerite dalla sapienza umana”. La predicazione di Paolo non è perché ha fatto un corso alla Lateranense, alla Gregoriana… No, no, no! Sapienza umana, no! Bensì insegnate dallo Spirito: Paolo predicava con l’unzione dello Spirito, esprimendo cose spirituali dello Spirito in termini spirituali. Ma l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: l’uomo da solo non può capire questo!».

«Se noi cristiani non capiamo bene le cose dello Spirito – ha detto ancora il Papa – non diamo e non offriamo una testimonianza, non abbiamo identità». Chi è mosso dallo Spirito, invece, «giudica ogni cosa: è libero, senza poter essere giudicato da nessuno».

L’identità cristiana è avere «il pensiero del Cristo e cioè lo Spirito di Cristo», ha aggiunto Francesco. «Non avere lo spirito del mondo, quel modo di pensare, quel modo di giudicare… Tu puoi avere cinque lauree in teologia, ma non avere lo Spirito di Dio! Forse tu sarai un gran teologo, ma non sei un cristiano, perché non hai lo Spirito di Dio!. Quello che dà autorità, quello che ti dà identità è lo Spirito Santo, l’unzione dello Spirito Santo».

Il Papa ha quindi osservato che «il popolo non amava quei predicatori, quei dottori della legge, perché parlavano davvero di teologia, ma non arrivavano al cuore, non davano libertà». Essi «non erano capaci di far in modo che il popolo trovasse la propria identità, perché non erano unti dallo Spirito Santo».

«L’autorità di Gesù – e l’autorità del cristiano – viene proprio da questa capacità di capire le cose dello Spirito, di parlare la lingua dello Spirito. Viene da questa unzione dello Spirito Santo. E tante volte, tante volte noi troviamo fra i nostri fedeli, vecchiette semplici che forse non hanno finito le elementari, ma che ti parlano delle cose meglio di un teologo, perché hanno lo Spirito di Cristo. Quello che ha San Paolo. E tutti noi dobbiamo chiedere questo. Signore donaci l’identità cristiana, quella che Tu avevi. Donaci il Tuo Spirito. Donaci il Tuo modo di pensare, di sentire, di parlare: cioè Signore donaci l’unzione dello Spirito Santo».

Già altre volte Francesco ha ricordato lo stupore di trovarsi di fronte alla profondità della fede espressa da persone semplici. Lo aveva fatto fin dall’inizio del pontificato, nel primo Angelus di domenica 17 marzo 2013, quando parlando della misericordia di Dio aveva raccontato di un incontro avvenuto nel 1992, poco dopo la sua nomina a vescovo ausiliare, in occasione di una grande messa per gli ammalati. Bergoglio stava confessando.

«Quasi alla fine della Messa mi sono alzato, perché dovevo amministrare una cresima. È venuta da me una donna anziana, umile, molto umile, ultraottantenne. Io l’ho guardata e le ho detto: “Nonna – perché da noi si dice così agli anziani: nonna – lei vuole confessarsi?”. “Sì”, mi ha detto. “Ma se lei non ha peccato …”. E lei mi ha detto: “Tutti abbiamo peccati …”. “Ma forse il Signore non li perdona …”. “Il Signore perdona tutto”, mi ha detto: sicura. “Ma come lo sa, lei, signora?”. “Se il Signore non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe”. Io ho sentito una voglia di domandarle: “Mi dica, signora, lei ha studiato alla Gregoriana?”, perché quella è la sapienza che dà lo Spirito Santo: la sapienza interiore verso la misericordia di Dio».

- Advertisement -

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
280FansMi piace
873FollowerSegui
13,000FollowerSegui
615FollowerSegui
63IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Libri Consigliati – Luglio 2018

Salire a Gerusalemme

Libri consigliati – Dicembre 2018

Ezechiele quadriforme

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Seguici su Instagram

Consigli Pubblicitari

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO