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Il Papa celebra la Messa nella Santa Casa e firma Esortazione ai giovani

La Messa nella Santa Casa di Loreto e la firma dell'Esortazione apostolica post-sinodale "Christus vivit".

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La Messa nella Santa Casa di Loreto e la firma dell’Esortazione apostolica post-sinodale “Christus vivit”, relativa al Sinodo sui giovani dell’ottobre scorso, sono stati i primi momenti centrali della visita di stamani a Loreto
 

Debora Donnini – Città del Vaticano

Quell’ “avvenga per me secondo la tua parola” è tornato a risuonare oggi nella Santa Casa di Loreto, dove Papa Francesco ha celebrato la Messa. E’ il primo Pontefice a farlo da 162 anni ad oggi: l’ultimo fu Pio IX nel 1957. In questo arco temporale i Papi non hanno però smesso di far visita  a Loreto: San Giovanni XXIII, San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI. E prima, tanti altri. Un “sì” che i cristiani di ogni tempo e latitudine sono stati e sono chiamati a ripetere nella loro vita, nelle loro vocazioni. Raccolti con il Papa, fra le mura scure che chiudevano la Casa di Maria a Nazareth, fra gli altri mons. Fabio dal Cin, arcivescovo prelato di Loreto, mons. Georg Gänswein, prefetto della Casa pontificia, mons. Edgar Peña Parra, sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato, il cardinale Gualterio Bassetti, presidente della Cei, il cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo emerito di Ancona- Osimo, alcuni frati cappuccini, a cui è affidata la cura pastorale dei pellegrini, e alcuni giovani, che vivono quel tempo in cui per eccellenza ci si interroga sulla propria vocazione. Fuori, nel Santuario, lo accompagnano altri fedeli, fra cui molti malati che il Papa dopo saluterà. All’esterno della Basilica, circa 10mila persone. Il Papa non pronuncia l’omelia. Alcune sue parole introducono la Preghiera dei fedeli:

Maria è l’arca della nuova ed eterna alleanza: in Lei si compie per opera dello Spirito Santo il mistero del Figlio di Dio fatto uomo. Rivolgiamo al Signore, con fede e umiltà, la nostra preghiera. Diciamo insieme: Si compia in noi la tua parola, Signore.

La firma dell’Esortazione dedicata ai giovani

Subito dopo, sempre nella Santa Casa, sull’altare dinanzi all’immagine della Madonna nera, il Papa firma l’Esortazione apostolica post-sinodale in forma di Lettera ai giovani, a suggello del Sinodo tenutosi in Vaticano nell’ottobre scorso, e la consegna a mons. Dal Cin. “Vive Cristo, esperanza nuestra” è l’incipit nell’originale spagnolo, il cui testo sarà pubblicato successivamente. Un evento storico è stato definito da molti: l’altra firma di un’Esortazione apostolica fuori dal Vaticano avvenne con San Giovanni Paolo II  nel ’95 quando, in occasione di un viaggio in Africa, venne resa nota l’Esortazione “Ecclesia in Africa”. Non solo. E’ anche una conferma del legame fra i giovani e il Santuario mariano di Loreto dove sia San Giovanni Paolo II sia Benedetto XVI hanno voluto tenere incontri con loro. Prima della Messa, il Papa ha pregato a lungo, in silenzio, davanti alla Madonna nera, custodita nella Santa Casa. Fuori la folla di fedeli lo ha accompagnato, anch’essa in silenzio e preghiera. Dopo la firma dell’Esortazione, il Papa ha suggellato questo intenso momento, donando in omaggio alla Madonna una rosa d’oro che ha posto sull’altare della Santa Casa. A Lei, venerata a Loreto nei secoli da milioni di pellegrini, ha voluto oggi affidare questo documento così importante per i giovani. 

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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La Messa nella Santa Casa di Loreto e la firma dell'Esortazione apostolica post-sinodale "Christus vivit".

  

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Debora Donnini – Città del Vaticano

Quell’ “avvenga per me secondo la tua parola” è tornato a risuonare oggi nella Santa Casa di Loreto, dove Papa Francesco ha celebrato la Messa. E’ il primo Pontefice a farlo da 162 anni ad oggi: l’ultimo fu Pio IX nel 1957. In questo arco temporale i Papi non hanno però smesso di far visita  a Loreto: San Giovanni XXIII, San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI. E prima, tanti altri. Un “sì” che i cristiani di ogni tempo e latitudine sono stati e sono chiamati a ripetere nella loro vita, nelle loro vocazioni. Raccolti con il Papa, fra le mura scure che chiudevano la Casa di Maria a Nazareth, fra gli altri mons. Fabio dal Cin, arcivescovo prelato di Loreto, mons. Georg Gänswein, prefetto della Casa pontificia, mons. Edgar Peña Parra, sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato, il cardinale Gualterio Bassetti, presidente della Cei, il cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo emerito di Ancona- Osimo, alcuni frati cappuccini, a cui è affidata la cura pastorale dei pellegrini, e alcuni giovani, che vivono quel tempo in cui per eccellenza ci si interroga sulla propria vocazione. Fuori, nel Santuario, lo accompagnano altri fedeli, fra cui molti malati che il Papa dopo saluterà. All’esterno della Basilica, circa 10mila persone. Il Papa non pronuncia l’omelia. Alcune sue parole introducono la Preghiera dei fedeli:

Maria è l’arca della nuova ed eterna alleanza: in Lei si compie per opera dello Spirito Santo il mistero del Figlio di Dio fatto uomo. Rivolgiamo al Signore, con fede e umiltà, la nostra preghiera. Diciamo insieme: Si compia in noi la tua parola, Signore.

La firma dell’Esortazione dedicata ai giovani

Subito dopo, sempre nella Santa Casa, sull’altare dinanzi all’immagine della Madonna nera, il Papa firma l’Esortazione apostolica post-sinodale in forma di Lettera ai giovani, a suggello del Sinodo tenutosi in Vaticano nell’ottobre scorso, e la consegna a mons. Dal Cin. “Vive Cristo, esperanza nuestra” è l’incipit nell’originale spagnolo, il cui testo sarà pubblicato successivamente. Un evento storico è stato definito da molti: l’altra firma di un’Esortazione apostolica fuori dal Vaticano avvenne con San Giovanni Paolo II  nel ’95 quando, in occasione di un viaggio in Africa, venne resa nota l’Esortazione “Ecclesia in Africa”. Non solo. E’ anche una conferma del legame fra i giovani e il Santuario mariano di Loreto dove sia San Giovanni Paolo II sia Benedetto XVI hanno voluto tenere incontri con loro. Prima della Messa, il Papa ha pregato a lungo, in silenzio, davanti alla Madonna nera, custodita nella Santa Casa. Fuori la folla di fedeli lo ha accompagnato, anch’essa in silenzio e preghiera. Dopo la firma dell’Esortazione, il Papa ha suggellato questo intenso momento, donando in omaggio alla Madonna una rosa d’oro che ha posto sull’altare della Santa Casa. A Lei, venerata a Loreto nei secoli da milioni di pellegrini, ha voluto oggi affidare questo documento così importante per i giovani. 

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