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Il Papa: «Anche alcuni prelati sono corrotti»

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Francesco a Santa Marta tuona nuovamente: chi compie questo reato «irrita Dio e fa peccare il popolo»; la via d’uscita è una, «chiedere perdono»

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DOMENICO AGASSO JR
ROMA

Il giorno dopo avere affermato che «la corruzione dei potenti viene pagata dai poveri», papa Francesco ha di nuovo “tuonato” – peraltro come altre volte nell’ultimo periodo – contro questa “piaga”, tirando in ballo anche «alcuni prelati».

Quando una persona «entra» nella «strada della corruzione», «toglie la vita, usurpa e si vende», sfrutta gli innocenti «con i guanti bianchi, senza sporcarsi le mani», ha detto nell’omelia a Casa Santa Marta,come riporta Radio Vaticana.

«Il corrotto irrita Dio e fa peccare il popolo». Non solo: il corrotto «è uno che uccide, che ruba», se non chiederanno perdono, spetta loro «la maledizione di Dio», perché «sfruttano gli innocenti». Papa Francesco rilancia la sua denuncia contro la corruzione riflettendo sulla Prima Lettura di oggi, il martirio di Nabot – narrato nel primo Libro dei Re – ucciso per volere del corrotto re Acab che si è impossessato della sua vigna. Il profeta Elia, ha annotato il Papa, dice che il corrotto Acab si è «venduto». È come se «lasciasse di essere una persona e diventasse una merce», «compra e vende»: «Questa è la definizione: è una merce! Poi cosa farà il Signore con i corrotti, qualsiasi sia la corruzione… Ieri abbiamo detto che c’erano tre tipi, tre gruppi: il corrotto politico, il corrotto affarista e il corrotto ecclesiastico. Tutti e tre facevano del male agli innocenti, ai poveri, perché sono i poveri che pagano la festa dei corrotti! Il conto va a loro. Il Signore dice chiaramente cosa farà: “Io farò venire su di te una sciagura e ti spazzerò via. Sterminerò a Acab ogni maschio, schiavo o libero in Israele”».

«Il corrotto – prosegue – irrita Dio e fa peccare il popolo!». Gesù, ha proseguito, lo ha detto chiaramente: colui che «fa scandalo è meglio che si butti in mare», il corrotto «scandalizza la società, scandalizza il popolo di Dio». Il Signore preannuncia quindi il castigo per i corrotti «perché scandalizzano, perché sfruttano quelli che non possono difendersi, schiavizzano»: «Ti divoreranno gli uccelli del cielo».

Il corrotto, ha proseguito Francesco, «si vende per fare il male, ma lui non lo sa: lui crede che si vende per avere più soldi, più potere». Ma, ribadisce il Papa, in realtà «si vende per fare il male, per uccidere». Per questo, avverte: «Quando noi diciamo: “Quest’uomo è un corrotto; questa donna è una corrotta”… Ma fermiamoci un po´: Tu hai le prove?». Perché, ha evidenziato il Papa, «dire a una persona che è un corrotto o una corrotta, è dire questo»: è dire che «è condannata, è dire che il Signore la ha cacciata via»: «Sono traditori i corrotti, ma di più. La prima cosa nella definizione del corrotto è uno che ruba, uno che uccide. La seconda cosa: cosa spetta ai corrotti? Questa è la maledizione di Dio, perché hanno sfruttato gli innocenti, coloro che non possono difendersi e lo hanno fatto con i guanti bianchi, da lontano, senza sporcarsi le mani. La terza cosa: ma c’è una uscita, una porta d’uscita per i corrotti? Sì! “Quando sentì tali parole, Acab si stracciò le vesti, indossò un sacco sul suo corpo e digiunò. Si coricava con il sacco e camminava a testa bassa. Cominciò a fare penitenza”». Questa, ha sottolineato il Papa, «è la porta di uscita per i corrotti, per i corrotti politici, per i corrotti affaristi e per i corrotti ecclesiastici: chiedere perdono!».

E, ha aggiunto, «al Signore piace questo». Dio «perdona, ma perdona quando i corrotti» fanno «quello che ha fatto Zaccheo: “Ho rubato, Signore! Darò quattro volte quelle che ho rubato!”».

«Quando noi leggiamo sui giornali che questo è corrotto, che quell’altro è un corrotto – ha esortato poi Francesco – che ha fatto quell’atto di corruzione e che la tangente va di qua e di là e anche tante cose di alcuni prelati, come cristiani il nostro dovere è chiedere perdono per loro e che il Signore gli dia la grazia di pentirsi, che non muoiano con il cuore corrotto…». «Condannare i corrotti, sì», ha concluso il Papa, «chiedere la grazia di non diventare corrotti, sì!» e «anche pregare per la loro conversione!».

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Francesco a Santa Marta tuona nuovamente: chi compie questo reato «irrita Dio e fa peccare il popolo»; la via d’uscita è una, «chiedere perdono»

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DOMENICO AGASSO JR
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Il giorno dopo avere affermato che «la corruzione dei potenti viene pagata dai poveri», papa Francesco ha di nuovo “tuonato” – peraltro come altre volte nell’ultimo periodo – contro questa “piaga”, tirando in ballo anche «alcuni prelati».

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Quando una persona «entra» nella «strada della corruzione», «toglie la vita, usurpa e si vende», sfrutta gli innocenti «con i guanti bianchi, senza sporcarsi le mani», ha detto nell’omelia a Casa Santa Marta,come riporta Radio Vaticana.

«Il corrotto irrita Dio e fa peccare il popolo». Non solo: il corrotto «è uno che uccide, che ruba», se non chiederanno perdono, spetta loro «la maledizione di Dio», perché «sfruttano gli innocenti». Papa Francesco rilancia la sua denuncia contro la corruzione riflettendo sulla Prima Lettura di oggi, il martirio di Nabot – narrato nel primo Libro dei Re – ucciso per volere del corrotto re Acab che si è impossessato della sua vigna. Il profeta Elia, ha annotato il Papa, dice che il corrotto Acab si è «venduto». È come se «lasciasse di essere una persona e diventasse una merce», «compra e vende»: «Questa è la definizione: è una merce! Poi cosa farà il Signore con i corrotti, qualsiasi sia la corruzione… Ieri abbiamo detto che c’erano tre tipi, tre gruppi: il corrotto politico, il corrotto affarista e il corrotto ecclesiastico. Tutti e tre facevano del male agli innocenti, ai poveri, perché sono i poveri che pagano la festa dei corrotti! Il conto va a loro. Il Signore dice chiaramente cosa farà: “Io farò venire su di te una sciagura e ti spazzerò via. Sterminerò a Acab ogni maschio, schiavo o libero in Israele”».

«Il corrotto – prosegue – irrita Dio e fa peccare il popolo!». Gesù, ha proseguito, lo ha detto chiaramente: colui che «fa scandalo è meglio che si butti in mare», il corrotto «scandalizza la società, scandalizza il popolo di Dio». Il Signore preannuncia quindi il castigo per i corrotti «perché scandalizzano, perché sfruttano quelli che non possono difendersi, schiavizzano»: «Ti divoreranno gli uccelli del cielo».

Il corrotto, ha proseguito Francesco, «si vende per fare il male, ma lui non lo sa: lui crede che si vende per avere più soldi, più potere». Ma, ribadisce il Papa, in realtà «si vende per fare il male, per uccidere». Per questo, avverte: «Quando noi diciamo: “Quest’uomo è un corrotto; questa donna è una corrotta”… Ma fermiamoci un po´: Tu hai le prove?». Perché, ha evidenziato il Papa, «dire a una persona che è un corrotto o una corrotta, è dire questo»: è dire che «è condannata, è dire che il Signore la ha cacciata via»: «Sono traditori i corrotti, ma di più. La prima cosa nella definizione del corrotto è uno che ruba, uno che uccide. La seconda cosa: cosa spetta ai corrotti? Questa è la maledizione di Dio, perché hanno sfruttato gli innocenti, coloro che non possono difendersi e lo hanno fatto con i guanti bianchi, da lontano, senza sporcarsi le mani. La terza cosa: ma c’è una uscita, una porta d’uscita per i corrotti? Sì! “Quando sentì tali parole, Acab si stracciò le vesti, indossò un sacco sul suo corpo e digiunò. Si coricava con il sacco e camminava a testa bassa. Cominciò a fare penitenza”». Questa, ha sottolineato il Papa, «è la porta di uscita per i corrotti, per i corrotti politici, per i corrotti affaristi e per i corrotti ecclesiastici: chiedere perdono!».

E, ha aggiunto, «al Signore piace questo». Dio «perdona, ma perdona quando i corrotti» fanno «quello che ha fatto Zaccheo: “Ho rubato, Signore! Darò quattro volte quelle che ho rubato!”».

«Quando noi leggiamo sui giornali che questo è corrotto, che quell’altro è un corrotto – ha esortato poi Francesco – che ha fatto quell’atto di corruzione e che la tangente va di qua e di là e anche tante cose di alcuni prelati, come cristiani il nostro dovere è chiedere perdono per loro e che il Signore gli dia la grazia di pentirsi, che non muoiano con il cuore corrotto…». «Condannare i corrotti, sì», ha concluso il Papa, «chiedere la grazia di non diventare corrotti, sì!» e «anche pregare per la loro conversione!».

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