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Il Papa all’Angelus: il cristiano non è immobile, la sua missione è annunciare Gesù

Le parrocchie e le diverse comunità ecclesiali - dice - sono chiamate a favorire l’impegno in tal senso di giovani, famiglie e anziani. Quindi, nella Giornata della vita consacrata, rivolge un pensiero ai consacrati e alle consacrate che fanno “tanto lavoro”, spesso “di nascosto”.

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Nella festa della Presentazione del Signore al tempio, Francesco alla preghiera mariana ricorda che il mondo ha bisogno di cristiani che camminino per le strade della vita portando a tutti la consolante parola di Gesù. Le parrocchie e le diverse comunità ecclesiali – dice – sono chiamate a favorire l’impegno in tal senso di giovani, famiglie e anziani. Quindi, nella Giornata della vita consacrata, rivolge un pensiero ai consacrati e alle consacrate che fanno “tanto lavoro”, spesso “di nascosto”

Giada Aquilino – Città del Vaticano

Lasciamoci “coinvolgere” da Gesù, “dono di Dio per noi”, per muoverci al servizio verso i fratelli, secondo la nostra vocazione alla “missione evangelizzatrice” di annunciare Gesù. È la preghiera del Papa all’Angelus in Piazza San Pietro, nel giorno della festa della Presentazione del Signore al tempio, in cui – ricorda – ricorre anche la Giornata della vita consacrata, che richiama il “grande tesoro” nella Chiesa di quanti seguono il Signore “da vicino”, professando i “consigli evangelici” (Ascolta il servizio con la voce del Papa).

Il Vangelo racconta che, quaranta giorni dopo la nascita, i genitori di Gesù portarono il Bambino a Gerusalemme per consacrarlo a Dio, come prescritto dalla Legge ebraica. E mentre descrive un rito previsto dalla tradizione, questo episodio pone alla nostra attenzione l’esempio di alcuni personaggi. Essi sono colti nel momento in cui fanno esperienza dell’incontro con il Signore nel luogo in cui Egli si fa presente e vicino all’uomo. Si tratta di Maria e Giuseppe, Simeone e Anna, che rappresentano modelli di accoglienza e di donazione della propria vita.

Lasciarsi guidare dallo Spirito Santo

Erano diversi tra loro, osserva il Papa, ma “tutti cercavano Dio e si lasciavano guidare dal Signore”. L’evangelista Luca li descrive in un atteggiamento di movimento e di stupore. Maria e Giuseppe si incamminano verso Gerusalemme; Simeone, “mosso dallo Spirito”, si reca al tempio; Anna serve Dio “giorno e notte senza sosta”.

Ci mostrano, spiega Francesco, che la vita cristiana richiede “dinamismo” e “disponibilità” a camminare, appunto “lasciandosi guidare dallo Spirito Santo”.

L’immobilismo non si addice alla testimonianza cristiana e alla missione della Chiesa. Il mondo ha bisogno di cristiani che si lasciano smuovere, che non si stancano di camminare per le strade della vita, per recare a tutti la consolante parola di Gesù. Ogni battezzato ha ricevuto la vocazione all’annuncio – annunciare qualcosa, annunciare Gesù -, la vocazione alla missione evangelizzatrice: annunciare Gesù! Le parrocchie e le diverse comunità ecclesiali sono chiamate a favorire l’impegno di giovani, famiglie e anziani, affinché tutti possano fare un’esperienza cristiana, vivendo da protagonisti la vita e la missione della Chiesa.

La capacità di stupirsi

Maria e Giuseppe, prosegue il Pontefice, si stupiscono delle cose che vengono dette di Gesù. Lo stupore è una “reazione esplicita” anche del vecchio Simeone, “che nel Bambino Gesù vede con i suoi occhi la salvezza operata da Dio in favore del suo popolo”, quella salvezza che, aggiunge, “aspettava da anni”. E la stessa cosa vale per Anna, perché si mette anch’ella a lodare Dio. Francesco la definisce una “santa chiacchierona”, nel senso che “chiacchierava di cose buone”, non di “cose brutte”, cioè “annunciava” Gesù.

Queste figure di credenti sono avvolte dallo stupore, perché si sono lasciate catturare e coinvolgere dagli avvenimenti che accadevano sotto i loro occhi. La capacità di stupirsi delle cose che ci circondano favorisce l’esperienza religiosa e rende fecondo l’incontro con il Signore. Al contrario, l’incapacità di stupirci rende indifferenti e allarga le distanze tra il cammino di fede e la vita di ogni giorno. Fratelli e sorelle, in movimento sempre e lasciandoci aperti allo stupore!

Una preghiera per consacrati e consacrate

L’invocazione alla Vergine Maria è che ci aiuti a contemplare ogni giorno in Gesù il “Dono di Dio per noi”, e a lasciarci “coinvolgere da Lui nel movimento del dono”, con “gioioso” stupore, perché tutta la nostra vita diventi una lode a Dio “nel servizio dei fratelli”. Quindi dopo la recita dell’Angelus, il Papa ricorda l’odierna Giornata della vita consacrata e chiede una preghiera e un applauso a tutti i consacrati e consacrate.

Vorrei che tutti noi insieme in Piazza pregassimo per i consacrati e le consacrate che fanno tanto lavoro e tante volte di nascosto.

Al termine saluta tra gli altri i tanti pellegrini polacchi e giapponesi, presenti in Piazza.

Originale: Vatican News
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Il Papa all’Angelus: il cristiano non è immobile, la sua missione è annunciare Gesù

Le parrocchie e le diverse comunità ecclesiali - dice - sono chiamate a favorire l’impegno in tal senso di giovani, famiglie e anziani. Quindi, nella Giornata della vita consacrata, rivolge un pensiero ai consacrati e alle consacrate che fanno “tanto lavoro”, spesso “di nascosto”.

  

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Nella festa della Presentazione del Signore al tempio, Francesco alla preghiera mariana ricorda che il mondo ha bisogno di cristiani che camminino per le strade della vita portando a tutti la consolante parola di Gesù. Le parrocchie e le diverse comunità ecclesiali – dice – sono chiamate a favorire l’impegno in tal senso di giovani, famiglie e anziani. Quindi, nella Giornata della vita consacrata, rivolge un pensiero ai consacrati e alle consacrate che fanno “tanto lavoro”, spesso “di nascosto”

Giada Aquilino – Città del Vaticano

Lasciamoci “coinvolgere” da Gesù, “dono di Dio per noi”, per muoverci al servizio verso i fratelli, secondo la nostra vocazione alla “missione evangelizzatrice” di annunciare Gesù. È la preghiera del Papa all’Angelus in Piazza San Pietro, nel giorno della festa della Presentazione del Signore al tempio, in cui – ricorda – ricorre anche la Giornata della vita consacrata, che richiama il “grande tesoro” nella Chiesa di quanti seguono il Signore “da vicino”, professando i “consigli evangelici” (Ascolta il servizio con la voce del Papa).

Il Vangelo racconta che, quaranta giorni dopo la nascita, i genitori di Gesù portarono il Bambino a Gerusalemme per consacrarlo a Dio, come prescritto dalla Legge ebraica. E mentre descrive un rito previsto dalla tradizione, questo episodio pone alla nostra attenzione l’esempio di alcuni personaggi. Essi sono colti nel momento in cui fanno esperienza dell’incontro con il Signore nel luogo in cui Egli si fa presente e vicino all’uomo. Si tratta di Maria e Giuseppe, Simeone e Anna, che rappresentano modelli di accoglienza e di donazione della propria vita.

Lasciarsi guidare dallo Spirito Santo

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Erano diversi tra loro, osserva il Papa, ma “tutti cercavano Dio e si lasciavano guidare dal Signore”. L’evangelista Luca li descrive in un atteggiamento di movimento e di stupore. Maria e Giuseppe si incamminano verso Gerusalemme; Simeone, “mosso dallo Spirito”, si reca al tempio; Anna serve Dio “giorno e notte senza sosta”.

Ci mostrano, spiega Francesco, che la vita cristiana richiede “dinamismo” e “disponibilità” a camminare, appunto “lasciandosi guidare dallo Spirito Santo”.

L’immobilismo non si addice alla testimonianza cristiana e alla missione della Chiesa. Il mondo ha bisogno di cristiani che si lasciano smuovere, che non si stancano di camminare per le strade della vita, per recare a tutti la consolante parola di Gesù. Ogni battezzato ha ricevuto la vocazione all’annuncio – annunciare qualcosa, annunciare Gesù -, la vocazione alla missione evangelizzatrice: annunciare Gesù! Le parrocchie e le diverse comunità ecclesiali sono chiamate a favorire l’impegno di giovani, famiglie e anziani, affinché tutti possano fare un’esperienza cristiana, vivendo da protagonisti la vita e la missione della Chiesa.

La capacità di stupirsi

Maria e Giuseppe, prosegue il Pontefice, si stupiscono delle cose che vengono dette di Gesù. Lo stupore è una “reazione esplicita” anche del vecchio Simeone, “che nel Bambino Gesù vede con i suoi occhi la salvezza operata da Dio in favore del suo popolo”, quella salvezza che, aggiunge, “aspettava da anni”. E la stessa cosa vale per Anna, perché si mette anch’ella a lodare Dio. Francesco la definisce una “santa chiacchierona”, nel senso che “chiacchierava di cose buone”, non di “cose brutte”, cioè “annunciava” Gesù.

Queste figure di credenti sono avvolte dallo stupore, perché si sono lasciate catturare e coinvolgere dagli avvenimenti che accadevano sotto i loro occhi. La capacità di stupirsi delle cose che ci circondano favorisce l’esperienza religiosa e rende fecondo l’incontro con il Signore. Al contrario, l’incapacità di stupirci rende indifferenti e allarga le distanze tra il cammino di fede e la vita di ogni giorno. Fratelli e sorelle, in movimento sempre e lasciandoci aperti allo stupore!

Una preghiera per consacrati e consacrate

L’invocazione alla Vergine Maria è che ci aiuti a contemplare ogni giorno in Gesù il “Dono di Dio per noi”, e a lasciarci “coinvolgere da Lui nel movimento del dono”, con “gioioso” stupore, perché tutta la nostra vita diventi una lode a Dio “nel servizio dei fratelli”. Quindi dopo la recita dell’Angelus, il Papa ricorda l’odierna Giornata della vita consacrata e chiede una preghiera e un applauso a tutti i consacrati e consacrate.

Vorrei che tutti noi insieme in Piazza pregassimo per i consacrati e le consacrate che fanno tanto lavoro e tante volte di nascosto.

Al termine saluta tra gli altri i tanti pellegrini polacchi e giapponesi, presenti in Piazza.

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