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Home Argomenti Papa Il Papa all’Angelus: gli idoli traditori ci legano, Dio non ci trattiene

Il Papa all’Angelus: gli idoli traditori ci legano, Dio non ci trattiene

L'incontro con Dio ci rimette in cammino

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Come accadde per i Magi, l’incontro con Gesù ci induce a intraprendere vie nuove e diverse, al contrario di denaro e potere che, spiega Francesco, non ci rendono liberi

Emanuela Campanile ed Eugenio Murrali – Città del Vaticano

Se mai fosse possibile parafrasare Papa Francesco, verrebbe da dire che “lo stile di Dio” si vede dai particolari. Ed è infatti intorno a un dettaglio che il Pontefice sviluppa la sua riflessone all’Angelus di questo lunedì di Festa. Il Vangelo odierno è quello di Matteo, il versetto in questione è il dodicesimo del secondo capitolo, quando i Magi vengono avvertiti in sogno di non tornare da Erode: “per un’altra strada fecero ritorno al loro paese”. (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

Prostrati davanti al Bambino

Nonostante “la fatica e le peripezie” affrontate, questi sapienti che arrivano da lontano, spiega il Papa, “si rimettono in cammino”:

Si prostrano davanti al Bambino, lo adorano, gli offrono i loro doni preziosi. Dopo di che si rimettono in cammino senza indugio per tornare nella loro terra. 

L’incontro con Dio ci rimette in cammino

Francesco ricorda quale sia “lo stile di Dio”, cioè il “suo modo di manifestarsi nella storia”:

L’esperienza di Dio non ci blocca, ma ci libera; non ci imprigiona, ma ci rimette in cammino, ci riconsegna ai luoghi consueti della nostra esistenza. I luoghi sono e saranno gli stessi, ma noi, dopo l’incontro con Gesù, non siamo quelli di prima. 

Gesù ci induce ad intraprendere vie diverse

Rimanendo con gli occhi al Vangelo, Matteo prosegue scrivendo che i Magi sono avvertiti in sogno di cambiare strada per non imbattersi in Erode. Suggerimento che i tre saggi accolgono avviandosi verso il loro paese “per un’altra strada”:

Ogni esperienza di incontro con Gesù ci induce ad intraprendere vie diverse, perché da Lui proviene una forza buona che risana il cuore e ci distacca dal male.

Gli idoli traditori ci legano, Dio non ci trattiene

Papa Francesco spiega che ritornare ‘al proprio paese’, ma ‘per un’altra via’, indica che “siamo noi a dover cambiare, a trasformare il nostro modo di vivere pur nell’ambiente di sempre” e a “modificare i criteri di giudizio sulla realtà che ci circonda”. Ecco quindi, la differenza tra Dio e gli “idoli traditori”:

Ecco la differenza tra il vero Dio e gli idoli traditori, come il denaro, il potere, il successo…; tra Dio e quanti promettono di darti questi idoli, come i maghi, i cartomanti, i fattucchieri. La differenza è che gli idoli ci legano a sé, ci rendono idoli-dipendenti, e noi ci impossessiamo di loro. Il vero Dio non ci trattiene né si lascia trattenere da noi.

“Chiediamo alla Vergine Santa – auspica infine il Papa – che possiamo diventare testimoni di Cristo là dove siamo, con una vita nuova, trasformata dal suo amore”.

Il pensiero per le chiese Orientali

Dopo l’Angelus, Francesco ha rivolto “un pensiero particolare ai fratelli delle Chiese Orientali, cattoliche e ortodosse, molti dei quali celebrano domani il Natale del Signore”: “Per essi e per le loro comunità auguriamo la luce e la pace di Cristo Salvatore”.

Giornata Mondiale dell’Infanzia Missionaria

Nel giorno dell’Epifania, ha poi detto il Santo Padre, si celebra la Giornata Mondiale dell’Infanzia Missionaria: “È la festa dei bambini e dei ragazzi missionari che vivono la chiamata universale alla santità aiutando i loro coetanei più bisognosi, mediante la preghiera e i gesti di condivisione”.

Il saluto ai cortei dei Magi

Il Pontefice ha anche rivolto un saluto speciale a quanti hanno dato vita al corteo storico-folcloristico ispirato alle tradizioni dell’Epifania e dedicato quest’anno al territorio di Allumiere e della Valle del Mignone. Il Papa ha quindi esteso il suo saluto ai cortei dei Magi in numerose città e villaggi della Polonia e alle espressioni popolari legate alla festa di oggi, con particolare riferimento alla Spagna, all’America Latina, alla Germania, “usanze che – ha detto il Papa – vanno mantenute nel loro genuino significato cristiano”.

Originale: Vatican News
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L'incontro con Dio ci rimette in cammino

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Emanuela Campanile ed Eugenio Murrali – Città del Vaticano

Se mai fosse possibile parafrasare Papa Francesco, verrebbe da dire che “lo stile di Dio” si vede dai particolari. Ed è infatti intorno a un dettaglio che il Pontefice sviluppa la sua riflessone all’Angelus di questo lunedì di Festa. Il Vangelo odierno è quello di Matteo, il versetto in questione è il dodicesimo del secondo capitolo, quando i Magi vengono avvertiti in sogno di non tornare da Erode: “per un’altra strada fecero ritorno al loro paese”. (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

Prostrati davanti al Bambino

Nonostante “la fatica e le peripezie” affrontate, questi sapienti che arrivano da lontano, spiega il Papa, “si rimettono in cammino”:

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Si prostrano davanti al Bambino, lo adorano, gli offrono i loro doni preziosi. Dopo di che si rimettono in cammino senza indugio per tornare nella loro terra. 

L’incontro con Dio ci rimette in cammino

Francesco ricorda quale sia “lo stile di Dio”, cioè il “suo modo di manifestarsi nella storia”:

L’esperienza di Dio non ci blocca, ma ci libera; non ci imprigiona, ma ci rimette in cammino, ci riconsegna ai luoghi consueti della nostra esistenza. I luoghi sono e saranno gli stessi, ma noi, dopo l’incontro con Gesù, non siamo quelli di prima. 

Gesù ci induce ad intraprendere vie diverse

Rimanendo con gli occhi al Vangelo, Matteo prosegue scrivendo che i Magi sono avvertiti in sogno di cambiare strada per non imbattersi in Erode. Suggerimento che i tre saggi accolgono avviandosi verso il loro paese “per un’altra strada”:

Ogni esperienza di incontro con Gesù ci induce ad intraprendere vie diverse, perché da Lui proviene una forza buona che risana il cuore e ci distacca dal male.

Gli idoli traditori ci legano, Dio non ci trattiene

Papa Francesco spiega che ritornare ‘al proprio paese’, ma ‘per un’altra via’, indica che “siamo noi a dover cambiare, a trasformare il nostro modo di vivere pur nell’ambiente di sempre” e a “modificare i criteri di giudizio sulla realtà che ci circonda”. Ecco quindi, la differenza tra Dio e gli “idoli traditori”:

Ecco la differenza tra il vero Dio e gli idoli traditori, come il denaro, il potere, il successo…; tra Dio e quanti promettono di darti questi idoli, come i maghi, i cartomanti, i fattucchieri. La differenza è che gli idoli ci legano a sé, ci rendono idoli-dipendenti, e noi ci impossessiamo di loro. Il vero Dio non ci trattiene né si lascia trattenere da noi.

“Chiediamo alla Vergine Santa – auspica infine il Papa – che possiamo diventare testimoni di Cristo là dove siamo, con una vita nuova, trasformata dal suo amore”.

Il pensiero per le chiese Orientali

Dopo l’Angelus, Francesco ha rivolto “un pensiero particolare ai fratelli delle Chiese Orientali, cattoliche e ortodosse, molti dei quali celebrano domani il Natale del Signore”: “Per essi e per le loro comunità auguriamo la luce e la pace di Cristo Salvatore”.

Giornata Mondiale dell’Infanzia Missionaria

Nel giorno dell’Epifania, ha poi detto il Santo Padre, si celebra la Giornata Mondiale dell’Infanzia Missionaria: “È la festa dei bambini e dei ragazzi missionari che vivono la chiamata universale alla santità aiutando i loro coetanei più bisognosi, mediante la preghiera e i gesti di condivisione”.

Il saluto ai cortei dei Magi

Il Pontefice ha anche rivolto un saluto speciale a quanti hanno dato vita al corteo storico-folcloristico ispirato alle tradizioni dell’Epifania e dedicato quest’anno al territorio di Allumiere e della Valle del Mignone. Il Papa ha quindi esteso il suo saluto ai cortei dei Magi in numerose città e villaggi della Polonia e alle espressioni popolari legate alla festa di oggi, con particolare riferimento alla Spagna, all’America Latina, alla Germania, “usanze che – ha detto il Papa – vanno mantenute nel loro genuino significato cristiano”.

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