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Il Papa alla Fao: la mancanza di cibo è una responsabilità di tutti

Rispettare i diritti fondamentali dei fratelli

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Ricevuti in udienza i partecipanti alla 41esima conferenza generale della Fao. Presenti il direttore generale Josè Graziano da Silva e il neoeletto successore Qu Dongyu

Michele Raviart – Città del Vaticano

L’obiettivo “Fame Zero” nel mondo che si propone la Fao e la lotta alla mancanza di cibo e per l’accesso all’acqua potabile, malgrado i progressi che sono stati fatti negli ultimi decenni, “rimane una grande sfida”. Così Papa Francesco si è rivolto in Sala Regia ai partecipanti alla 41 esima conferenza generale della Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di cibo e di agricoltura.

Rispettare i diritti fondamentali dei fratelli

Bisogna infatti intervenire sulle cause che danno origine alla tragedia della fame nel mondo, spiega il Papa, che stanno soprattutto nella “mancanza di compassione”, nel “disinteresse di molti” e nella “scarsa volontà sociale e politica al momento di rispondere agli obblighi internazionali”:

La mancanza di cibo e di acqua non è una questione interna ed esclusiva dei paesi più poveri e fragili, ma riguarda ognuno di noi, perché tutti, con il nostro atteggiamento, partecipiamo in un modo o nell’altro, favorendo o frenando la sofferenza di molti nostri fratelli. Siamo tutti chiamati ad ascoltare il grido disperato dei nostri fratelli e ad adottare ogni misura affinché possano vivere vedendo rispettati i loro diritti più fondamentali.

L’impegno delle nuove generazioni

Bisogna ridurre gli sprechi ed aumentare la consapevolezza della propria responsabilità sociale, continua il Papa, attraverso investimenti di breve e lungo termine in modo che “le giovani generazioni passeranno questo testimone a quelle future, sapendo che tale dramma sociale non può essere tollerato più a lungo”.

Il legame tra fame e migrazioni

C’è poi, sottolinea Papa Francesco, una connessione evidente tra instabilità ambientale, insicurezza del cibo e flussi migratori:

L’aumento del numero di rifugiati nel mondo durante gli ultimi anni ci ha dimostrato che il problema di un paese è il problema di tutta la famiglia umana. È necessario pertanto promuovere uno sviluppo agricolo nelle regioni più vulnerabili, rafforzando la resilienza e la sostenibilità del territorio. Ciò si otterrà soltanto, da una parte, investendo e sviluppando tecnologie e, dall’altra, ideando politiche innovative e solidali per lo sviluppo.

Il ruolo della Fao e delle organizzazioni internazionali

In questo senso è importante il ruolo della Fao e delle organizzazioni internazionali, “attori idonei a coordinare le misure perentorie e incisive che assicurino a tutti, e in particolare ai più poveri, l’accesso ai beni essenziali”. Nel ricordare la necessità di sostenere questi organismi multilaterali da parte dei governi, dei privati e della società civile, Papa Francesco sottolinea anche l’impegno della Santa Sede a cooperare con la Fao, “appoggiando lo sforzo internazionale verso l’eliminazione della fame nel mondo e garantendo un futuro migliore per il nostro pianeta e l’umanità intera”.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
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L’obiettivo “Fame Zero” nel mondo che si propone la Fao e la lotta alla mancanza di cibo e per l’accesso all’acqua potabile, malgrado i progressi che sono stati fatti negli ultimi decenni, “rimane una grande sfida”. Così Papa Francesco si è rivolto in Sala Regia ai partecipanti alla 41 esima conferenza generale della Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di cibo e di agricoltura.

Rispettare i diritti fondamentali dei fratelli

Bisogna infatti intervenire sulle cause che danno origine alla tragedia della fame nel mondo, spiega il Papa, che stanno soprattutto nella “mancanza di compassione”, nel “disinteresse di molti” e nella “scarsa volontà sociale e politica al momento di rispondere agli obblighi internazionali”:

La mancanza di cibo e di acqua non è una questione interna ed esclusiva dei paesi più poveri e fragili, ma riguarda ognuno di noi, perché tutti, con il nostro atteggiamento, partecipiamo in un modo o nell’altro, favorendo o frenando la sofferenza di molti nostri fratelli. Siamo tutti chiamati ad ascoltare il grido disperato dei nostri fratelli e ad adottare ogni misura affinché possano vivere vedendo rispettati i loro diritti più fondamentali.

L’impegno delle nuove generazioni

Bisogna ridurre gli sprechi ed aumentare la consapevolezza della propria responsabilità sociale, continua il Papa, attraverso investimenti di breve e lungo termine in modo che “le giovani generazioni passeranno questo testimone a quelle future, sapendo che tale dramma sociale non può essere tollerato più a lungo”.

Il legame tra fame e migrazioni

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C’è poi, sottolinea Papa Francesco, una connessione evidente tra instabilità ambientale, insicurezza del cibo e flussi migratori:

L’aumento del numero di rifugiati nel mondo durante gli ultimi anni ci ha dimostrato che il problema di un paese è il problema di tutta la famiglia umana. È necessario pertanto promuovere uno sviluppo agricolo nelle regioni più vulnerabili, rafforzando la resilienza e la sostenibilità del territorio. Ciò si otterrà soltanto, da una parte, investendo e sviluppando tecnologie e, dall’altra, ideando politiche innovative e solidali per lo sviluppo.

Il ruolo della Fao e delle organizzazioni internazionali

In questo senso è importante il ruolo della Fao e delle organizzazioni internazionali, “attori idonei a coordinare le misure perentorie e incisive che assicurino a tutti, e in particolare ai più poveri, l’accesso ai beni essenziali”. Nel ricordare la necessità di sostenere questi organismi multilaterali da parte dei governi, dei privati e della società civile, Papa Francesco sottolinea anche l’impegno della Santa Sede a cooperare con la Fao, “appoggiando lo sforzo internazionale verso l’eliminazione della fame nel mondo e garantendo un futuro migliore per il nostro pianeta e l’umanità intera”.

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