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Il Papa ai gesuiti: nelle periferie con gioia

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“Camminare insieme, liberi e obbedienti, andando nelle periferie dove gli altri non arrivano”. Cercare la gioia non come “effetto speciale” ma come elemento costitutivo “del messaggio evangelico”. Sono queste le esortazioni rivolta da papa Francesco ai gesuiti. Il pontefice stamani è andato, fuori programma, alla riunione della 36esima Congregazione generale della Compagnia di Gesù presso la Curia generalizia dei gesuiti a Roma. Francesco, accolto dal nuovo preposito generale, il padre venezuelano Arturo Sosa Abascal, si è poi trattenuto in forma privata con i gesuiti.

ESORTAZIONE ALLA GIOIA. “Una buona notizia non si può dare con il volto triste”, ha detto Bergoglio. “La gioia non è un ‘di più’ decorativo, è chiaro indice della grazia: indica che l`amore è attivo, operante, presente. Perciò il cercarla non va confuso con il cercare ‘un effetto speciale’, che la nostra epoca sa produrre per esigenze di consumo, bensì la si cerca nel suo indice esistenziale che è la ‘permanenza’: Ignazio apre gli occhi e si sveglia al discernimento degli spiriti scoprendo questo diverso valore tra gioie durature e gioie passeggere”.

ll TESTO INTEGRALE del discorso.

USCIRE VERSO LE PERIFERIE. “Questa gioia dell`annuncio esplicito del Vangelo – mediante la predicazione della fede e la pratica della giustizia e della misericordia – è ciò che porta la Compagnia ad uscire verso tutte le periferie”, ha detto il Papa ai suoi confratelli.

SERVITORI DELLA GIOIA. “Il gesuita è un servitore della gioia del Vangelo, sia quando lavora ‘artigianalmente’ conversando e dando gli esercizi spirituali a una sola persona, aiutandola a incontrare quel ‘luogo interiore da dove gli viene la forza dello Spirito che lo guida, lo libera e lo rinnova’, sia quando lavora in maniera strutturata organizzando opere di formazione, di misericordia, di riflessione, che sono prolungamento istituzionale di quel punto di inflessione in cui si dà il superamento della propria volontà ed entra in azione lo Spirito”.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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“Camminare insieme, liberi e obbedienti, andando nelle periferie dove gli altri non arrivano”. Cercare la gioia non come “effetto speciale” ma come elemento costitutivo “del messaggio evangelico”. Sono queste le esortazioni rivolta da papa Francesco ai gesuiti. Il pontefice stamani è andato, fuori programma, alla riunione della 36esima Congregazione generale della Compagnia di Gesù presso la Curia generalizia dei gesuiti a Roma. Francesco, accolto dal nuovo preposito generale, il padre venezuelano Arturo Sosa Abascal, si è poi trattenuto in forma privata con i gesuiti.

ESORTAZIONE ALLA GIOIA. “Una buona notizia non si può dare con il volto triste”, ha detto Bergoglio. “La gioia non è un ‘di più’ decorativo, è chiaro indice della grazia: indica che l`amore è attivo, operante, presente. Perciò il cercarla non va confuso con il cercare ‘un effetto speciale’, che la nostra epoca sa produrre per esigenze di consumo, bensì la si cerca nel suo indice esistenziale che è la ‘permanenza’: Ignazio apre gli occhi e si sveglia al discernimento degli spiriti scoprendo questo diverso valore tra gioie durature e gioie passeggere”.

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USCIRE VERSO LE PERIFERIE. “Questa gioia dell`annuncio esplicito del Vangelo – mediante la predicazione della fede e la pratica della giustizia e della misericordia – è ciò che porta la Compagnia ad uscire verso tutte le periferie”, ha detto il Papa ai suoi confratelli.

SERVITORI DELLA GIOIA. “Il gesuita è un servitore della gioia del Vangelo, sia quando lavora ‘artigianalmente’ conversando e dando gli esercizi spirituali a una sola persona, aiutandola a incontrare quel ‘luogo interiore da dove gli viene la forza dello Spirito che lo guida, lo libera e lo rinnova’, sia quando lavora in maniera strutturata organizzando opere di formazione, di misericordia, di riflessione, che sono prolungamento istituzionale di quel punto di inflessione in cui si dà il superamento della propria volontà ed entra in azione lo Spirito”.

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