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Il Papa affida alla Madonna “l’estate di chi non può fare le vacanze”

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Francesco ricorda all’Angelus tutti coloro che «nelle diverse parti del mondo, sono umiliati dall’ingiustizia, dalla prepotenza e dalla violenza»
 
GIACOMO GALEAZZI
CITTÀ DEL VATICANO

Appello del Papa a “staccarsi dalle cose mondane per compiere il cammino verso Gesù” e a diventare “segno concreto dell’amore vivificante di Dio per gli ammalati e la moltitudine di uomini e di donne che, in diverse parti del mondo, sono umiliati dall’ingiustizia, dalla prepotenza e dalla violenza”. Francesco esorta a “ritemprare nelle vacanze le forze del corpo e dello spirito” e richiama l’attenzione su “chi soffre e si trova nella solitudine e nell’abbandono”. Il Pontefice affida alla Madonna “le vacanze di tutti, perché siano serene e proficue, ma soprattutto l’estate di quanti non possono fare le vacanze perché impediti dall’età, da motivi di salute o di lavoro, da ristrettezze economiche o da altri problemi, affinché sia comunque un tempo di distensione, allietato da presenze amiche e da momenti lieti”.  

 

 

Ai fedeli riuniti in piazza San Pietro, Francesco ricorda che “siamo chiamati a riscoprire il silenzio pacificante e rigenerante della meditazione del Vangelo, che conduce verso una meta ricca di bellezza, di splendore e di gioia”. In questa prospettiva, “il tempo estivo è momento provvidenziale per accrescere il nostro impegno di ricerca e di incontro con il Signore”. In questo periodo, infatti, “gli studenti sono liberi dagli impegni scolastici e tante famiglie fanno le loro vacanze”, perciò, sottolinea il Pontefice, è “importante che nel periodo del riposo e del distacco dalle occupazioni quotidiane, si possano ritemprare le forze del corpo e dello spirito, approfondendo il cammino spirituale”. E così ”trasformati dalla presenza di Cristo e dall’ardore della sua parola, saremo segno concreto dell’amore vivificante di Dio per tutti i nostri fratelli”. Nell’introdurre la preghiera mariana, Jorge Mario Bergoglio trae spunto dalle sacre scritture ed evidenzia che “in questa domenica, la liturgia celebra la festa della Trasfigurazione del Signore: l’odierna pagina evangelica racconta che gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni furono testimoni di questo avvenimento straordinario”.  

 

Gesù, prosegue il Papa, “li prese con sé e li condusse in disparte, su un alto monte e, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto, brillando come il sole, e le sue vesti divennero candide come la luce”. E “comparvero allora Mosè ed Elia, ed entrarono in dialogo con Lui”. A questo punto, sottolinea il Pontefice, “Pietro disse a Gesù: “Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè, una per Elia”. Non aveva ancora terminato di parlare, quando una nube luminosa li avvolse”. L’evento della Trasfigurazione del Signore, secondo Francesco, “ci offre un messaggio di speranza: ci invita ad incontrare Gesù, per essere al servizio dei fratelli”. Inoltre “l’ascesa dei discepoli verso il monte Tabor ci induce a riflettere sull’importanza di staccarci dalle cose mondane, per compiere un cammino verso l’alto e contemplare Gesù”. Si tratta, avverte il Papa, di “disporci all’ascolto attento e orante del Cristo, il Figlio amato del Padre, ricercando momenti intimi di preghiera che permettono l’accoglienza docile e gioiosa della Parola di Dio”.  

 

Poi, aggiunge Jorge Mario Bergoglio, “al termine dell’esperienza mirabile della Trasfigurazione, i discepoli scesero dal monte con occhi e cuore trasfigurati dall’incontro con il Signore”. Questo, avverte Francesco, è “il percorso che possiamo compiere anche noi: la riscoperta sempre più viva di Gesù non è fine a se stessa, ma ci induce a scendere dal monte, ricaricati della forza dello Spirto divino, per decidere nuovi passi di autentica conversione e per testimoniare costantemente la carità, come legge di vita quotidiana”. Nella Trasfigurazione, puntualizza il Pontefice, “si ode la voce del Padre celeste che dice: “Questi è il Figlio mio l’amato. Ascoltatelo!”, guardiamo a Maria, la Vergine dell’ascolto, sempre pronta ad accogliere e custodire nel cuore ogni parola del Figlio divino”. Quindi, “voglia la celeste Madre di Dio aiutarci ad entrare in sintonia con la Parola di Dio, così che Cristo diventi luce e guida di tutta la nostra vita”. Dopo l’Angelus Francesco saluta “tutti voi, romani e pellegrini di vari Paesi: famiglie, associazioni, singoli fedeli”. Oggi, sottolinea il Pontefice, “sono presenti diversi gruppi di ragazzi e giovani: vi saluto con grande affetto! In particolare, il gruppo della pastorale giovanile di Verona; i giovani di Adria, Campodarsego, Offanengo”. A tutti augura “una buona domenica”. E, conclude “per favore, non dimenticate di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!”. 

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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GIACOMO GALEAZZI
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Appello del Papa a “staccarsi dalle cose mondane per compiere il cammino verso Gesù” e a diventare “segno concreto dell’amore vivificante di Dio per gli ammalati e la moltitudine di uomini e di donne che, in diverse parti del mondo, sono umiliati dall’ingiustizia, dalla prepotenza e dalla violenza”. Francesco esorta a “ritemprare nelle vacanze le forze del corpo e dello spirito” e richiama l’attenzione su “chi soffre e si trova nella solitudine e nell’abbandono”. Il Pontefice affida alla Madonna “le vacanze di tutti, perché siano serene e proficue, ma soprattutto l’estate di quanti non possono fare le vacanze perché impediti dall’età, da motivi di salute o di lavoro, da ristrettezze economiche o da altri problemi, affinché sia comunque un tempo di distensione, allietato da presenze amiche e da momenti lieti”.  

 

 

Ai fedeli riuniti in piazza San Pietro, Francesco ricorda che “siamo chiamati a riscoprire il silenzio pacificante e rigenerante della meditazione del Vangelo, che conduce verso una meta ricca di bellezza, di splendore e di gioia”. In questa prospettiva, “il tempo estivo è momento provvidenziale per accrescere il nostro impegno di ricerca e di incontro con il Signore”. In questo periodo, infatti, “gli studenti sono liberi dagli impegni scolastici e tante famiglie fanno le loro vacanze”, perciò, sottolinea il Pontefice, è “importante che nel periodo del riposo e del distacco dalle occupazioni quotidiane, si possano ritemprare le forze del corpo e dello spirito, approfondendo il cammino spirituale”. E così ”trasformati dalla presenza di Cristo e dall’ardore della sua parola, saremo segno concreto dell’amore vivificante di Dio per tutti i nostri fratelli”. Nell’introdurre la preghiera mariana, Jorge Mario Bergoglio trae spunto dalle sacre scritture ed evidenzia che “in questa domenica, la liturgia celebra la festa della Trasfigurazione del Signore: l’odierna pagina evangelica racconta che gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni furono testimoni di questo avvenimento straordinario”.  

 

Gesù, prosegue il Papa, “li prese con sé e li condusse in disparte, su un alto monte e, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto, brillando come il sole, e le sue vesti divennero candide come la luce”. E “comparvero allora Mosè ed Elia, ed entrarono in dialogo con Lui”. A questo punto, sottolinea il Pontefice, “Pietro disse a Gesù: “Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè, una per Elia”. Non aveva ancora terminato di parlare, quando una nube luminosa li avvolse”. L’evento della Trasfigurazione del Signore, secondo Francesco, “ci offre un messaggio di speranza: ci invita ad incontrare Gesù, per essere al servizio dei fratelli”. Inoltre “l’ascesa dei discepoli verso il monte Tabor ci induce a riflettere sull’importanza di staccarci dalle cose mondane, per compiere un cammino verso l’alto e contemplare Gesù”. Si tratta, avverte il Papa, di “disporci all’ascolto attento e orante del Cristo, il Figlio amato del Padre, ricercando momenti intimi di preghiera che permettono l’accoglienza docile e gioiosa della Parola di Dio”.  

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Poi, aggiunge Jorge Mario Bergoglio, “al termine dell’esperienza mirabile della Trasfigurazione, i discepoli scesero dal monte con occhi e cuore trasfigurati dall’incontro con il Signore”. Questo, avverte Francesco, è “il percorso che possiamo compiere anche noi: la riscoperta sempre più viva di Gesù non è fine a se stessa, ma ci induce a scendere dal monte, ricaricati della forza dello Spirto divino, per decidere nuovi passi di autentica conversione e per testimoniare costantemente la carità, come legge di vita quotidiana”. Nella Trasfigurazione, puntualizza il Pontefice, “si ode la voce del Padre celeste che dice: “Questi è il Figlio mio l’amato. Ascoltatelo!”, guardiamo a Maria, la Vergine dell’ascolto, sempre pronta ad accogliere e custodire nel cuore ogni parola del Figlio divino”. Quindi, “voglia la celeste Madre di Dio aiutarci ad entrare in sintonia con la Parola di Dio, così che Cristo diventi luce e guida di tutta la nostra vita”. Dopo l’Angelus Francesco saluta “tutti voi, romani e pellegrini di vari Paesi: famiglie, associazioni, singoli fedeli”. Oggi, sottolinea il Pontefice, “sono presenti diversi gruppi di ragazzi e giovani: vi saluto con grande affetto! In particolare, il gruppo della pastorale giovanile di Verona; i giovani di Adria, Campodarsego, Offanengo”. A tutti augura “una buona domenica”. E, conclude “per favore, non dimenticate di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!”. 

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