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Gallery: Il Papa a Mattarella: ascoltare dolore di chi non ha lavoro, attingere a valori cristiani

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L’Italia attinga al suo patrimonio cristiano per “progredire e prosperare nella concordia”. E’ uno dei passaggi forti del discorso rivolto da Papa Francesco al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricevuto per la prima volta in Vaticano dopo la sua elezione il 31 gennaio scorso. Nel suo intervento, dopo il colloquio privato, il Pontefice ha esortato le istituzioni italiane ad ascoltare il “grido di dolore” di tanti giovani a cui manca il lavoro. Quindi, ha auspicato che l’Expo di Milano sia un’occasione per adottare decisioni efficaci in favore dell’ambiente. Il servizio di Alessandro Gisotti:

La prima volta di Francesco e Mattarella inizia con una calorosa stretta di mano e un sorriso disteso, segno di una sintonia tra i due uomini che si ritrova nei discorsi del Papa e del presidente. Si rinnova lo spirito di concordia tra Italia e Santa Sede che, annota il Pontefice, è sempre più solido dopo il periodo conciliare, mentre “nella distinzione dei ruoli” è sempre più sentita dai cittadini la “necessità di una rinnovata collaborazione” per il bene comune. D’altro canto, ha osservato, la Chiesa ha bisogno “per svolgere la sua missione spirituale, di condizioni di pace e tranquillità, che solo i pubblici poteri possono promuovere”. Ed ha aggiunto che lo sviluppo di una società pluralistica non può pretendere di “confinare l’autentico sviluppo religioso nella sola intimità della coscienza”, ma riconosca il suo ruolo “nella costruzione della società”.

La fede baluardo di solidarietà e scuola di valori
Ad un presidente di formazione cristiana, Francesco ha dunque rammentato quanto “sia grande il contributo del Cristianesimo” alla cultura, alla “storia dell’Italia” e al carattere della sua popolazione”:

“La fede si è trasformata in opere e queste in istituzioni, fino a dare volto ad una storia peculiare e a modellare pressoché tutti gli aspetti della vita, a partire dalla famiglia, primo e indispensabile baluardo di solidarietà e scuola di valori, che va aiutata a svolgere la sua insostituibile funzione sociale quale luogo fondamentale di crescita della persona”.

Ascoltare grido di dolore dei giovani senza lavoro
Tra i diversi beni “necessari allo sviluppo di ogni collettività – ha quindi proseguito Francesco – il lavoro si distingue per il suo legame con la stessa dignità delle persone, con la possibilità di costruire un’esistenza dignitosa e libera”:

“In special modo, la carenza di lavoro per i giovani diventa un grido di dolore che interpella i pubblici poteri, le organizzazioni intermedie, gli imprenditori privati e la comunità ecclesiale, perché si compia ogni sforzo per porvi rimedio, dando alla soluzione di questo problema la giusta priorità. Nella disponibilità del lavoro risiede infatti la stessa disponibilità di dignità e di futuro”.

Fare tutto il possibile per contrastare la precarietà
Per “un’ordinata crescita della società – ha ripreso – è indispensabile che le giovani generazioni, tramite il lavoro, abbiano la possibilità di progettare con serenità il loro futuro, affrancandosi dalla precarietà e dal rischio di cedere a ingannevoli e pericolose tentazioni”.

“Tutti coloro che detengono posizioni di speciale responsabilità hanno perciò il compito primario di affrontare con coraggio, creatività e generosità questo problema”.

L’Expo di Milano, occasione per salvaguardare l’ambiente
Un altro ambito che richiede oggi particolare attenzione da parte di tutti, ha soggiunto il Papa, è la cura dell’ambiente, osservando che “occorre acquisire piena consapevolezza degli effetti dei nostri comportamenti sul creato”. Ha così ricordato che tra pochi giorni si aprirà a Milano l’Esposizione Universale, sul tema: “Nutrire il pianeta. Energie per la vita”.

“Possa esso contribuire anche ad approfondire la riflessione sulle cause del degrado ambientale, in modo da fornire alle autorità competenti un quadro di conoscenze ed esperienze indispensabile per adottare decisioni efficaci e preservare la salute del pianeta che Dio ha affidato alla cura del genere umano”.

L’Europa sostenga l’Italia nell’accogliere i migranti
Francesco non ha infine mancato di esprimere la sua gratitudine “per l’impegno che l’Italia sta profondendo per accogliere i numerosi migranti che, a rischio della vita, chiedono accoglienza”.

“E’ evidente che le proporzioni del fenomeno richiedono un coinvolgimento molto più ampio. Non dobbiamo stancarci nel sollecitare un impegno più esteso a livello europeo e internazionale”.

Papa Francesco ha così concluso il suo discorso auspicando che “l’Italia, facendo tesoro delle sue nobili tradizioni e delle sua cultura largamente ispirata dalla fede cristiana, possa progredire e prosperare nella concordia, offrendo il suo prezioso contributo alla pace e alla giustizia nel mondo”.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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L’Italia attinga al suo patrimonio cristiano per “progredire e prosperare nella concordia”. E’ uno dei passaggi forti del discorso rivolto da Papa Francesco al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricevuto per la prima volta in Vaticano dopo la sua elezione il 31 gennaio scorso. Nel suo intervento, dopo il colloquio privato, il Pontefice ha esortato le istituzioni italiane ad ascoltare il “grido di dolore” di tanti giovani a cui manca il lavoro. Quindi, ha auspicato che l’Expo di Milano sia un’occasione per adottare decisioni efficaci in favore dell’ambiente. Il servizio di Alessandro Gisotti:

La prima volta di Francesco e Mattarella inizia con una calorosa stretta di mano e un sorriso disteso, segno di una sintonia tra i due uomini che si ritrova nei discorsi del Papa e del presidente. Si rinnova lo spirito di concordia tra Italia e Santa Sede che, annota il Pontefice, è sempre più solido dopo il periodo conciliare, mentre “nella distinzione dei ruoli” è sempre più sentita dai cittadini la “necessità di una rinnovata collaborazione” per il bene comune. D’altro canto, ha osservato, la Chiesa ha bisogno “per svolgere la sua missione spirituale, di condizioni di pace e tranquillità, che solo i pubblici poteri possono promuovere”. Ed ha aggiunto che lo sviluppo di una società pluralistica non può pretendere di “confinare l’autentico sviluppo religioso nella sola intimità della coscienza”, ma riconosca il suo ruolo “nella costruzione della società”.

La fede baluardo di solidarietà e scuola di valori
Ad un presidente di formazione cristiana, Francesco ha dunque rammentato quanto “sia grande il contributo del Cristianesimo” alla cultura, alla “storia dell’Italia” e al carattere della sua popolazione”:

“La fede si è trasformata in opere e queste in istituzioni, fino a dare volto ad una storia peculiare e a modellare pressoché tutti gli aspetti della vita, a partire dalla famiglia, primo e indispensabile baluardo di solidarietà e scuola di valori, che va aiutata a svolgere la sua insostituibile funzione sociale quale luogo fondamentale di crescita della persona”.

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Ascoltare grido di dolore dei giovani senza lavoro
Tra i diversi beni “necessari allo sviluppo di ogni collettività – ha quindi proseguito Francesco – il lavoro si distingue per il suo legame con la stessa dignità delle persone, con la possibilità di costruire un’esistenza dignitosa e libera”:

“In special modo, la carenza di lavoro per i giovani diventa un grido di dolore che interpella i pubblici poteri, le organizzazioni intermedie, gli imprenditori privati e la comunità ecclesiale, perché si compia ogni sforzo per porvi rimedio, dando alla soluzione di questo problema la giusta priorità. Nella disponibilità del lavoro risiede infatti la stessa disponibilità di dignità e di futuro”.

Fare tutto il possibile per contrastare la precarietà
Per “un’ordinata crescita della società – ha ripreso – è indispensabile che le giovani generazioni, tramite il lavoro, abbiano la possibilità di progettare con serenità il loro futuro, affrancandosi dalla precarietà e dal rischio di cedere a ingannevoli e pericolose tentazioni”.

“Tutti coloro che detengono posizioni di speciale responsabilità hanno perciò il compito primario di affrontare con coraggio, creatività e generosità questo problema”.

L’Expo di Milano, occasione per salvaguardare l’ambiente
Un altro ambito che richiede oggi particolare attenzione da parte di tutti, ha soggiunto il Papa, è la cura dell’ambiente, osservando che “occorre acquisire piena consapevolezza degli effetti dei nostri comportamenti sul creato”. Ha così ricordato che tra pochi giorni si aprirà a Milano l’Esposizione Universale, sul tema: “Nutrire il pianeta. Energie per la vita”.

“Possa esso contribuire anche ad approfondire la riflessione sulle cause del degrado ambientale, in modo da fornire alle autorità competenti un quadro di conoscenze ed esperienze indispensabile per adottare decisioni efficaci e preservare la salute del pianeta che Dio ha affidato alla cura del genere umano”.

L’Europa sostenga l’Italia nell’accogliere i migranti
Francesco non ha infine mancato di esprimere la sua gratitudine “per l’impegno che l’Italia sta profondendo per accogliere i numerosi migranti che, a rischio della vita, chiedono accoglienza”.

“E’ evidente che le proporzioni del fenomeno richiedono un coinvolgimento molto più ampio. Non dobbiamo stancarci nel sollecitare un impegno più esteso a livello europeo e internazionale”.

Papa Francesco ha così concluso il suo discorso auspicando che “l’Italia, facendo tesoro delle sue nobili tradizioni e delle sua cultura largamente ispirata dalla fede cristiana, possa progredire e prosperare nella concordia, offrendo il suo prezioso contributo alla pace e alla giustizia nel mondo”.

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