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Il messaggio del Papa e l’ intervento di Mattarella inaugurano il meeting per l’amicizia fra i popoli edizione 2016

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Indirizzato al vescovo di Rimini monsignor Lambiasi, il segretario di stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha inviato il messaggio di Papa Francesco per l’apertura del meeting farai i popoli avente per tema:” Tu sei un bene per me”.
   Il titolo dell’incontro è definito “coraggioso”. Quando la realtà sembra condurci su una dimensione opposta affermare il bene di cui è portatore l’altro è un atto di coraggio controcorrente. In una società connotata e ubriacata dal forte individualismo , la difesa dei propri interessi al punto che gli altri diventano qualcosa di superfluo, o peggio ancora un fastidio, un ostacolo, quest’affermazione, “tu sei un bene per me”, diventa profetica, esprime apertura, accende il dialogo, alimenta la fiducia nell’altro, chiunque esso sia.
Essere capaci di cogliere negli altri non solo i limiti,  i difetti, le carenze, ma promuoverne la sacralità e unicità apre alla dimensione della ricchezza nella diversità. È’ l’insicurezza esistenziale che ci fa avere paura dell’altro come se fosse antagonista. Allora occorre essere aperti, accoglienti, inclusivi. Il Vangelo, che è un lieto annuncio, ci spinge a metterci ala ricerca di chi è perduto, lontano, abbandonato, estraneo, marginale. Anche queste persone sono un bene.
La parola chiave secondo il messaggio di papà Francesco e’ dialogo. Aprirsi agli altri non impoverisce ma ci rende più ricchi perché  ci fa riconoscere la verità dell’altro.. Un vero incontro presuppone la chiarezza della propria identità e la disponibilità a mettersi ” nei panni dell’altro” per cogliere cosa agita il suo cuore, cosa cerca veramente. Cercare nuove sintesi, nuovi percorsi, nuovi mezzi che fanno incontrare dialogare, interagire e arricchirsi vicendevolmente. “Questa è la sfida davanti alla quale si trovano tutti gli uomini di buona volontà”. Afferma Papa Francesco: “l’annuncio del Vangelo , che oggi più che mai si traduce soprattutto nella dare incontro alle ferite dell’uomo, portando la presenza forte e semplice di Gesù, la sua misericordia consolante è incoraggiante. (Francesco, Discorso in occasione del Premio Carlo Magno, 6?maggio 2016).
Le catene relazionali si sciolgono solo con la forza dell’amore misericordioso del Padre e non con la forza degli strumenti. La mitezza, l’arrendevolezza, l’inclusione si generano con la grazia di Dio offerta dai sacramenti. Il coraggio di accogliere, di dialogare consiste nella capacità di aprirsi agli altri ecco un tema accattivante che certamente in questi giorni di meeting avranno modo d’essere sviscerati, approfonditi e proposti nelle varie di maniche di questo convenire di fine estate.
Nella stessa linea e direzione è stato l’intervento del Presidente della Repubblica Mattarella che ha inaugurato il meeting affermando:” è’ necessario essere uniti e trovare momenti di convergenza”. Essi sono la punteggiatura dell’unità del Paese. Ottimi auspici provenienti da due personalità autorevoli che hanno acceso le luci ma anche i cuori dei convenuti in queste giornate riminesi.
B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".

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Il messaggio del Papa e l’ intervento di Mattarella inaugurano il meeting per l’amicizia fra i popoli edizione 2016

  

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Indirizzato al vescovo di Rimini monsignor Lambiasi, il segretario di stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha inviato il messaggio di Papa Francesco per l’apertura del meeting farai i popoli avente per tema:” Tu sei un bene per me”.
   Il titolo dell’incontro è definito “coraggioso”. Quando la realtà sembra condurci su una dimensione opposta affermare il bene di cui è portatore l’altro è un atto di coraggio controcorrente. In una società connotata e ubriacata dal forte individualismo , la difesa dei propri interessi al punto che gli altri diventano qualcosa di superfluo, o peggio ancora un fastidio, un ostacolo, quest’affermazione, “tu sei un bene per me”, diventa profetica, esprime apertura, accende il dialogo, alimenta la fiducia nell’altro, chiunque esso sia.
Essere capaci di cogliere negli altri non solo i limiti,  i difetti, le carenze, ma promuoverne la sacralità e unicità apre alla dimensione della ricchezza nella diversità. È’ l’insicurezza esistenziale che ci fa avere paura dell’altro come se fosse antagonista. Allora occorre essere aperti, accoglienti, inclusivi. Il Vangelo, che è un lieto annuncio, ci spinge a metterci ala ricerca di chi è perduto, lontano, abbandonato, estraneo, marginale. Anche queste persone sono un bene.
La parola chiave secondo il messaggio di papà Francesco e’ dialogo. Aprirsi agli altri non impoverisce ma ci rende più ricchi perché  ci fa riconoscere la verità dell’altro.. Un vero incontro presuppone la chiarezza della propria identità e la disponibilità a mettersi ” nei panni dell’altro” per cogliere cosa agita il suo cuore, cosa cerca veramente. Cercare nuove sintesi, nuovi percorsi, nuovi mezzi che fanno incontrare dialogare, interagire e arricchirsi vicendevolmente. “Questa è la sfida davanti alla quale si trovano tutti gli uomini di buona volontà”. Afferma Papa Francesco: “l’annuncio del Vangelo , che oggi più che mai si traduce soprattutto nella dare incontro alle ferite dell’uomo, portando la presenza forte e semplice di Gesù, la sua misericordia consolante è incoraggiante. (Francesco, Discorso in occasione del Premio Carlo Magno, 6?maggio 2016).
Le catene relazionali si sciolgono solo con la forza dell’amore misericordioso del Padre e non con la forza degli strumenti. La mitezza, l’arrendevolezza, l’inclusione si generano con la grazia di Dio offerta dai sacramenti. Il coraggio di accogliere, di dialogare consiste nella capacità di aprirsi agli altri ecco un tema accattivante che certamente in questi giorni di meeting avranno modo d’essere sviscerati, approfonditi e proposti nelle varie di maniche di questo convenire di fine estate.
Nella stessa linea e direzione è stato l’intervento del Presidente della Repubblica Mattarella che ha inaugurato il meeting affermando:” è’ necessario essere uniti e trovare momenti di convergenza”. Essi sono la punteggiatura dell’unità del Paese. Ottimi auspici provenienti da due personalità autorevoli che hanno acceso le luci ma anche i cuori dei convenuti in queste giornate riminesi.
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B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".

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