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Il discorso del Re, 2010, 4 Premi Oscar

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lQuesto film ha vinto innumerevoli premi, e ben 4 Oscar su 12 nomination.

Ma ciò che conta per valutare ogni film, ogni opera d’arte, è sempre  una cosa sola. Come  l’ opera in oggetto supera “The test of Time”. Dopo quattro anni è ancora tale, è un opera d’arte.

Il film è la storia di un uomo  che divenne re Giorgio VI d’Inghilterra, il padre della ancora odierna regina Elisabetta II. Dopo l’abdicazione del predecessore, suo fratello Edoardo VIII, Giorgio accetta la corona di sovrano con riluttanza. Afflitto da una fastidiosa balbuzie, dai più considerato non adatto ad essere il re, Giorgio VI si affida alle cure del logopedista australiano Lionel Logue. Con l’ausilio di una serie di tecniche scientifiche poco ortodosse, e come risultato del rapporto di consuetudine che si instaura fra il sovrano e il suo medico, Giorgio VI – l’uomo –  riesce così a ritrovare la “sua” voce  ed nuovo slancio per guidare il Paese attraverso i tragici anni della Seconda guerra mondiale.

Nel 1925 il principe AlbertDuca di York e secondo figlio di re Giorgio V, tiene il discorso di chiusura all’Empire Exhibition allo stadio di Wembley di Londra. Un evidente problema di balbuzie è fonte di grande disagio per il Principe e suscita forte imbarazzo nelle migliaia di persone presenti allo stadio. Dopo aver sperimentato svariate terapie e consultato numerosi logopedisti senza visibili miglioramenti, il Principe sceglie di rinunciare a tenere in futuro altri discorsi in pubblico. In qualità di figlio cadetto, il suo ruolo istituzionale è secondario e gli lascia spazio da dedicare alla famiglia. Solo con la moglie Elizabeth e le figlie Margaret ed Elizabeth (la futura Elisabetta II), ancora bambine, i problemi di espressione vocale sembrano dimenticati. Diversamente avviene quando Albert si trova in presenza del padre, Re Giorgio V, il cui temperamento autoritario sembra enfatizzare i già evidenti problemi di linguaggio del Principe.

La Duchessa di York si reca un giorno nello studio di Lionel Logue, terapeuta di origine australiana ed esperto nei problemi del linguaggio. Per convincerlo della validità del proprio metodo, Logue – appassionato delle opere di Shakespeare – gli chiede di leggere ad alta voce un passo dell’Amleto, facendogli contemporaneamente ascoltare in cuffia musica a tutto volume. Seppur scettico e infastidito, il paziente esegue e Logue ne registra la voce. Ma il Principe, spazientito, interrompe anzitempo la seduta e se ne va, accettando però di portare con sé la registrazione appena eseguita. Solo in un secondo tempo, dopo avere ascoltato il disco – in cui scopre inaspettatamente di aver declamato il brano dell’Amleto in modo fluente – il Principe accetta di sottoporsi alla terapia.

Alla morte di Giorgio V, il principe di Galles sale al trono come re Edoardo VIII. La condotta del nuovo Re alimenta però grandi riserve: egli è intenzionato a sposare Wallis Simpson, un’americana già due volte divorziata. Il rapporto tra Lionel e Bertie si fa sempre più stretto e confidenziale, e Logue prova a indagare le radici psicologiche del problema del Principe. Riemergono episodi personali, legati all’infanzia e all’adolescenza di Bertie, dai quali il logopedista intuisce l’origine della balbuzie. Logue è convinto che il Principe potrebbe essere un ottimo Re, nell’eventualità che il fratello Edoardo rinunci al titolo. Come previsto, per amore della sua futura moglie, re Edoardo abdica in favore del fratello, che viene designato Re con il nome di Giorgio VI. In qualità di sovrano di un grande impero, ora Albert non può più sottrarsi a incontri e discorsi in pubblico. Intanto fervono i preparativi per la cerimonia di incoronazione all’Abbazia di Westminster. L’arcivescovo Cosmo Lang non gradisce la presenza di Logue e fa svolgere indagini sul suo passato. Il Re scopre così che l’amico non è un vero medico, ma un attore fallito e lo affronta. Lionel risponde di non averlo mai tratto in inganno: egli non ha mai vantato lauree o titoli accademici, dichiarandosi sempre solo un “esperto in terapia del linguaggio”. La sua è un’esperienza acquisita sul campo con anni di lavoro, tra cui quello svolto subito dopo la Grande Guerra coi numerosi soldati che presentavano problemi del linguaggio, evidentemente per effetto dei gravi traumi subiti. Bertie gli concede di nuovo fiducia e la cerimonia di incoronazione si svolge senza problemi.

Al momento della dichiarazione di guerra alla Germania del 1939, Giorgio VI convoca Logue a Buckingham Palace per preparare il discorso alla nazione da trasmettere via radio.

Il discorso è un successo e suscita un forte impatto emotivo nella nazione. Dopo aver ringraziato Logue per il suo aiuto, il Re si affaccia al balcone di Buckingham Palace con la moglie e le figlie, per salutare le migliaia di persone accorse per applaudirlo.

Nessuno di noi sceglie in quale culla nascere, ma ciascuno di noi desidera una vita dove due cose essenziali non vengano mai meno la dignità e l’amore di chi ci circonda. La storia di questo sovrano – sia quella portata in scena – che quella svoltasi nella corso degli eventi è una storia dura e piena di quelle forme di sevizie pedagogiche che con la sensibilità odierna costerebbe la patria podestà a qualsiasi coppia genitoriale. Circostanze e consuetudini che ben 50 anni dopo saranno ancora messe all’indice dalla principessa Diana Spencer.

Il cast vede protagonisti perfettamente all’altezza. I due britannici Colin Firth (Orgoglio e pregiudizio , Il paziente inglese, Shakespeare in LoveIl diario di Bridget Jones, L’importanza di chiamarsi ErnestoLa ragazza con l’orecchino di perlaLove Actually – L’amore davveroNanny McPhee – Tata MatildaL’ultima legione, Mamma Mia! ,Un matrimonio all’ingleseA Christmas Carol ) Helena Bonham Carter (Camera con vista , Lady Jane, Casa Howard , Frankenstein di Mary Shelley,  La dea dell’amore , La dodicesima notte , Fight Club, Big Fish – Le storie di una vita incredibile , La fabbrica di cioccolato , Harry Potter e l’Ordine della Fenice , Harry Potter e il principe mezzosangue , Alice in WonderlandIl discorso del re , Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1, Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2, Les MisérablesLo straordinario viaggio di T.S. Spivet , Cenerentola) che interpretano le loro altezze reali ed inoltre l’australiano Geoffrey Rush (Shine,  Figli della rivoluzione,  I miserabili,  Elizabeth, Shakespeare in Love,  Mystery Men, Il mistero della casa sulla collina, Quills – La penna dello scandalo, Il sarto di Panama,  Frida,  Due amiche esplosive,  Una bracciata per la vittoria, Ned Kelly, La maledizione della prima luna, Prima ti sposo, poi ti rovino, Tu chiamami Peter,  Munich,  Pirati dei Caraibi – La maledizione del forziere fantasma,  Pirati dei Caraibi – Ai confini del mondo,  Elizabeth: The Golden Age, Il discorso del re, The Warrior’s Way, Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare,  La migliore offerta,  Storia di una ladra di libri ).

La colonna sonora apparentemente marginale è sottilmente studiata ed è estremamente raffinata. Dietro a quest’altro eccellente gioiello c’è uno degli artisti più talentuosi della sua generazione; Alexandre Desplat (Regarde les hommes tomber, Un héros très discret,  La ragazza con l’orecchino di perla,  Syriana, Casanova, Tutti i battiti del mio cuore , The Queen – La regina,  Lussuria – Seduzione e tradimento , Il curioso caso di Benjamin Button (The Curious Case of Benjamin Button), Il profeta , Coco avant Chanel – L’amore prima del mito , Chéri, Julie & Julia, L’uomo nell’ombra , Tamara Drewe – Tradimenti all’inglese, Il discorso del re, Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1, Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2 ,The Tree of Life, Le idi di marzo, Carnage,  Un sapore di ruggine e ossa , Le 5 leggende, Venere in pelliccia,  Philomena, Monuments  Men , Grand Budapest Hotel, Godzilla, The Imitation Game).

Il discorso del Re è un film che merita di essere riscoperto ed indurre così lo spettatore a riflettere sulle responsabilità, sulla malattia, sul bisogno, sulla fragilità umana che non risparmia nessuno, neppure coloro che debbono accettare culla e gabbia d’oro.

E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.

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Il discorso del Re, 2010, 4 Premi Oscar

  

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lQuesto film ha vinto innumerevoli premi, e ben 4 Oscar su 12 nomination.

Ma ciò che conta per valutare ogni film, ogni opera d’arte, è sempre  una cosa sola. Come  l’ opera in oggetto supera “The test of Time”. Dopo quattro anni è ancora tale, è un opera d’arte.

Il film è la storia di un uomo  che divenne re Giorgio VI d’Inghilterra, il padre della ancora odierna regina Elisabetta II. Dopo l’abdicazione del predecessore, suo fratello Edoardo VIII, Giorgio accetta la corona di sovrano con riluttanza. Afflitto da una fastidiosa balbuzie, dai più considerato non adatto ad essere il re, Giorgio VI si affida alle cure del logopedista australiano Lionel Logue. Con l’ausilio di una serie di tecniche scientifiche poco ortodosse, e come risultato del rapporto di consuetudine che si instaura fra il sovrano e il suo medico, Giorgio VI – l’uomo –  riesce così a ritrovare la “sua” voce  ed nuovo slancio per guidare il Paese attraverso i tragici anni della Seconda guerra mondiale.

Nel 1925 il principe AlbertDuca di York e secondo figlio di re Giorgio V, tiene il discorso di chiusura all’Empire Exhibition allo stadio di Wembley di Londra. Un evidente problema di balbuzie è fonte di grande disagio per il Principe e suscita forte imbarazzo nelle migliaia di persone presenti allo stadio. Dopo aver sperimentato svariate terapie e consultato numerosi logopedisti senza visibili miglioramenti, il Principe sceglie di rinunciare a tenere in futuro altri discorsi in pubblico. In qualità di figlio cadetto, il suo ruolo istituzionale è secondario e gli lascia spazio da dedicare alla famiglia. Solo con la moglie Elizabeth e le figlie Margaret ed Elizabeth (la futura Elisabetta II), ancora bambine, i problemi di espressione vocale sembrano dimenticati. Diversamente avviene quando Albert si trova in presenza del padre, Re Giorgio V, il cui temperamento autoritario sembra enfatizzare i già evidenti problemi di linguaggio del Principe.

La Duchessa di York si reca un giorno nello studio di Lionel Logue, terapeuta di origine australiana ed esperto nei problemi del linguaggio. Per convincerlo della validità del proprio metodo, Logue – appassionato delle opere di Shakespeare – gli chiede di leggere ad alta voce un passo dell’Amleto, facendogli contemporaneamente ascoltare in cuffia musica a tutto volume. Seppur scettico e infastidito, il paziente esegue e Logue ne registra la voce. Ma il Principe, spazientito, interrompe anzitempo la seduta e se ne va, accettando però di portare con sé la registrazione appena eseguita. Solo in un secondo tempo, dopo avere ascoltato il disco – in cui scopre inaspettatamente di aver declamato il brano dell’Amleto in modo fluente – il Principe accetta di sottoporsi alla terapia.

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Al momento della dichiarazione di guerra alla Germania del 1939, Giorgio VI convoca Logue a Buckingham Palace per preparare il discorso alla nazione da trasmettere via radio.

Il discorso è un successo e suscita un forte impatto emotivo nella nazione. Dopo aver ringraziato Logue per il suo aiuto, il Re si affaccia al balcone di Buckingham Palace con la moglie e le figlie, per salutare le migliaia di persone accorse per applaudirlo.

Nessuno di noi sceglie in quale culla nascere, ma ciascuno di noi desidera una vita dove due cose essenziali non vengano mai meno la dignità e l’amore di chi ci circonda. La storia di questo sovrano – sia quella portata in scena – che quella svoltasi nella corso degli eventi è una storia dura e piena di quelle forme di sevizie pedagogiche che con la sensibilità odierna costerebbe la patria podestà a qualsiasi coppia genitoriale. Circostanze e consuetudini che ben 50 anni dopo saranno ancora messe all’indice dalla principessa Diana Spencer.

Il cast vede protagonisti perfettamente all’altezza. I due britannici Colin Firth (Orgoglio e pregiudizio , Il paziente inglese, Shakespeare in LoveIl diario di Bridget Jones, L’importanza di chiamarsi ErnestoLa ragazza con l’orecchino di perlaLove Actually – L’amore davveroNanny McPhee – Tata MatildaL’ultima legione, Mamma Mia! ,Un matrimonio all’ingleseA Christmas Carol ) Helena Bonham Carter (Camera con vista , Lady Jane, Casa Howard , Frankenstein di Mary Shelley,  La dea dell’amore , La dodicesima notte , Fight Club, Big Fish – Le storie di una vita incredibile , La fabbrica di cioccolato , Harry Potter e l’Ordine della Fenice , Harry Potter e il principe mezzosangue , Alice in WonderlandIl discorso del re , Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1, Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2, Les MisérablesLo straordinario viaggio di T.S. Spivet , Cenerentola) che interpretano le loro altezze reali ed inoltre l’australiano Geoffrey Rush (Shine,  Figli della rivoluzione,  I miserabili,  Elizabeth, Shakespeare in Love,  Mystery Men, Il mistero della casa sulla collina, Quills – La penna dello scandalo, Il sarto di Panama,  Frida,  Due amiche esplosive,  Una bracciata per la vittoria, Ned Kelly, La maledizione della prima luna, Prima ti sposo, poi ti rovino, Tu chiamami Peter,  Munich,  Pirati dei Caraibi – La maledizione del forziere fantasma,  Pirati dei Caraibi – Ai confini del mondo,  Elizabeth: The Golden Age, Il discorso del re, The Warrior’s Way, Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare,  La migliore offerta,  Storia di una ladra di libri ).

La colonna sonora apparentemente marginale è sottilmente studiata ed è estremamente raffinata. Dietro a quest’altro eccellente gioiello c’è uno degli artisti più talentuosi della sua generazione; Alexandre Desplat (Regarde les hommes tomber, Un héros très discret,  La ragazza con l’orecchino di perla,  Syriana, Casanova, Tutti i battiti del mio cuore , The Queen – La regina,  Lussuria – Seduzione e tradimento , Il curioso caso di Benjamin Button (The Curious Case of Benjamin Button), Il profeta , Coco avant Chanel – L’amore prima del mito , Chéri, Julie & Julia, L’uomo nell’ombra , Tamara Drewe – Tradimenti all’inglese, Il discorso del re, Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1, Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2 ,The Tree of Life, Le idi di marzo, Carnage,  Un sapore di ruggine e ossa , Le 5 leggende, Venere in pelliccia,  Philomena, Monuments  Men , Grand Budapest Hotel, Godzilla, The Imitation Game).

Il discorso del Re è un film che merita di essere riscoperto ed indurre così lo spettatore a riflettere sulle responsabilità, sulla malattia, sul bisogno, sulla fragilità umana che non risparmia nessuno, neppure coloro che debbono accettare culla e gabbia d’oro.

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