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«Il Battesimo è la carta d’identità del cristiano».

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l Papa all’udienza generale: «La Confessione non è una tortura, è un nuovo Battesimo». E poi ha pregato per i bambini uccisi a Damasco

Udienza generale di Papa Francesco

 

DOMENICO AGASSO JR
ROMA

«Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati»: nell’udienza generale di oggi papa Francesco ha commentato queste parole del Credo, davanti a 50mila fedeli accorsi in piazza San Pietro. Il Pontefice era entrato a bordo della jeep scoperta, e poi ha compiuto il consueto giro della piazza baciando e benedicendo i bambini presenti per circa venti minuti.

«Si tratta dell’unico riferimento esplicito a un Sacramento all’interno del Credo», ha detto Francesco; «in effetti il Battesimo è la “porta” della fede e della vita cristiana. Gesù Risorto lasciò agli Apostoli questa consegna: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato” (Mc 16,15-16)». La missione della Chiesa, ha ricordato il Pontefice, «è evangelizzare e rimettere i peccati attraverso il sacramento battesimale. Ma ritorniamo alle parole del Credo. L’espressione può essere divisa in tre punti: “professo”; “un solo battesimo”; “per la remissione dei peccati”».

Ecco il significato del primo verbo: «E’ un termine solenne e indica la grande importanza dell’oggetto, cioè il Battesimo. In effetti, pronunciando queste parole noi affermiamo la nostra vera identità di figli di Dio. Il Battesimo è in un certo senso la carta d’identità del cristiano, il suo atto di nascita».

E poi a braccio ha aggiunto: «E’ l’atto di nascita alla Chiesa. Tutti voi conoscete il giorno nel quale siete nati. Davvero, no? Festeggiate il compleanno, tutti. Tutti noi festeggiamo il compleanno»; e poi Francesco ha posto «una domanda che ho fatto un’altra volta, ma che farò un’altra volta: chi di voi si ricorda la data del suo Battesimo? Alzi la mano. Chi di voi? Sono pochi, eh? Non tanti. E non domando ai vescovi – ha scherzato – perché non provino vergogna, eh? Sono pochi, eh?».

Il Papa allora ha assegnato un compito: «Facciamo una cosa, oggi quando tornerete a casa, domandate: “In quale giorno io sono stato battezzato?” cercate. E questo è il secondo compleanno»: il giorno in cui si nasce nella Chiesa. «Farete questo? E’ un compito, eh, da fare a casa: cercare il giorno nel quale io sono nato e ringraziare il Signore perché ci ha aperto la porta alla Sua Chiesa quel giorno nel quale io ho ricevuto il Battesimo».

Il Papa ha proseguito: «Al tempo stesso al Battesimo è legata la nostra fede nella remissione dei peccati. Il Sacramento della Penitenza o Confessione è, infatti, come un “secondo battesimo”, che rimanda sempre al primo per consolidarlo e rinnovarlo».

Di nuovo senza leggere il testo preparato, ha aggiunto: «E anche pensate questo: quando noi andiamo a confessarci delle nostre debolezze, dei nostri peccati, andiamo a chiedere il perdono di Gesù, ma andiamo pure a rinnovare il Battesimo con questo perdono, e questo è bello. E’ come festeggiare in ogni confessione il giorno del Battesimo. E così la Confessione non è una seduta in una sala di tortura, è una festa per festeggiare il giorno del Battesimo. La Confessione è per i battezzati! Per tenere pulita questa veste bianca della nostra dignità cristiana!».

La seconda parte della catechesi è stata dedicata all’espressione «un solo battesimo». «Richiama quella di san Paolo: “Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo” (Ef 4,5). La parola “battesimo” significa letteralmente “immersione”, e infatti questo Sacramento costituisce una vera immersione spirituale, dove? Nella piscina? No, nella morte di Cristo. Il Battesimo è proprio un’immersione spirituale nella morte di Cristo, dalla quale si risorge con Lui come nuove creature (cfr Rm 6,4)».

Infine, il Papa si è soffermato su: «per la remissione dei peccati». «Nel sacramento del Battesimo – ha spiegato – sono rimessi tutti i peccati, il peccato originale e tutti i peccati personali, come pure tutte le pene del peccato. Con il Battesimo si apre la porta ad una effettiva novità di vita che non è oppressa dal peso di un passato negativo, ma risente già della bellezza e della bontà del Regno dei cieli. Si tratta di un intervento potente della misericordia di Dio nella nostra vita, per salvarci». E poi ha precisato: «Questo intervento salvifico non toglie alla nostra natura umana la sua debolezza; – tutti siamo deboli e tutti siamo peccatori, eh? – e non ci toglie la responsabilità di chiedere perdono ogni volta che sbagliamo!».

Al termine dell’udienza, Francesco ha lanciato un duplice appello per la Siria e le Filippine: «Ho appreso con grande dolore che due giorni fa, a Damasco, colpi di mortaio hanno ucciso alcuni bambini che tornavano da scuola e l’autista dell’autobus. Altri bambini sono rimasti feriti. Per favore, che queste tragedie non accadano mai! Preghiamo fortemente»; «in questi giorni stiamo pregando e unendo le forze per aiutare i nostri fratelli e sorelle delle Filippine, colpiti dal tifone. Queste sono le vere battaglie da combattere. Per la vita! Mai per la morte!».

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«Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati»: nell’udienza generale di oggi papa Francesco ha commentato queste parole del Credo, davanti a 50mila fedeli accorsi in piazza San Pietro. Il Pontefice era entrato a bordo della jeep scoperta, e poi ha compiuto il consueto giro della piazza baciando e benedicendo i bambini presenti per circa venti minuti.

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«Si tratta dell’unico riferimento esplicito a un Sacramento all’interno del Credo», ha detto Francesco; «in effetti il Battesimo è la “porta” della fede e della vita cristiana. Gesù Risorto lasciò agli Apostoli questa consegna: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato” (Mc 16,15-16)». La missione della Chiesa, ha ricordato il Pontefice, «è evangelizzare e rimettere i peccati attraverso il sacramento battesimale. Ma ritorniamo alle parole del Credo. L’espressione può essere divisa in tre punti: “professo”; “un solo battesimo”; “per la remissione dei peccati”».

Ecco il significato del primo verbo: «E’ un termine solenne e indica la grande importanza dell’oggetto, cioè il Battesimo. In effetti, pronunciando queste parole noi affermiamo la nostra vera identità di figli di Dio. Il Battesimo è in un certo senso la carta d’identità del cristiano, il suo atto di nascita».

E poi a braccio ha aggiunto: «E’ l’atto di nascita alla Chiesa. Tutti voi conoscete il giorno nel quale siete nati. Davvero, no? Festeggiate il compleanno, tutti. Tutti noi festeggiamo il compleanno»; e poi Francesco ha posto «una domanda che ho fatto un’altra volta, ma che farò un’altra volta: chi di voi si ricorda la data del suo Battesimo? Alzi la mano. Chi di voi? Sono pochi, eh? Non tanti. E non domando ai vescovi – ha scherzato – perché non provino vergogna, eh? Sono pochi, eh?».

Il Papa allora ha assegnato un compito: «Facciamo una cosa, oggi quando tornerete a casa, domandate: “In quale giorno io sono stato battezzato?” cercate. E questo è il secondo compleanno»: il giorno in cui si nasce nella Chiesa. «Farete questo? E’ un compito, eh, da fare a casa: cercare il giorno nel quale io sono nato e ringraziare il Signore perché ci ha aperto la porta alla Sua Chiesa quel giorno nel quale io ho ricevuto il Battesimo».

Il Papa ha proseguito: «Al tempo stesso al Battesimo è legata la nostra fede nella remissione dei peccati. Il Sacramento della Penitenza o Confessione è, infatti, come un “secondo battesimo”, che rimanda sempre al primo per consolidarlo e rinnovarlo».

Di nuovo senza leggere il testo preparato, ha aggiunto: «E anche pensate questo: quando noi andiamo a confessarci delle nostre debolezze, dei nostri peccati, andiamo a chiedere il perdono di Gesù, ma andiamo pure a rinnovare il Battesimo con questo perdono, e questo è bello. E’ come festeggiare in ogni confessione il giorno del Battesimo. E così la Confessione non è una seduta in una sala di tortura, è una festa per festeggiare il giorno del Battesimo. La Confessione è per i battezzati! Per tenere pulita questa veste bianca della nostra dignità cristiana!».

La seconda parte della catechesi è stata dedicata all’espressione «un solo battesimo». «Richiama quella di san Paolo: “Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo” (Ef 4,5). La parola “battesimo” significa letteralmente “immersione”, e infatti questo Sacramento costituisce una vera immersione spirituale, dove? Nella piscina? No, nella morte di Cristo. Il Battesimo è proprio un’immersione spirituale nella morte di Cristo, dalla quale si risorge con Lui come nuove creature (cfr Rm 6,4)».

Infine, il Papa si è soffermato su: «per la remissione dei peccati». «Nel sacramento del Battesimo – ha spiegato – sono rimessi tutti i peccati, il peccato originale e tutti i peccati personali, come pure tutte le pene del peccato. Con il Battesimo si apre la porta ad una effettiva novità di vita che non è oppressa dal peso di un passato negativo, ma risente già della bellezza e della bontà del Regno dei cieli. Si tratta di un intervento potente della misericordia di Dio nella nostra vita, per salvarci». E poi ha precisato: «Questo intervento salvifico non toglie alla nostra natura umana la sua debolezza; – tutti siamo deboli e tutti siamo peccatori, eh? – e non ci toglie la responsabilità di chiedere perdono ogni volta che sbagliamo!».

Al termine dell’udienza, Francesco ha lanciato un duplice appello per la Siria e le Filippine: «Ho appreso con grande dolore che due giorni fa, a Damasco, colpi di mortaio hanno ucciso alcuni bambini che tornavano da scuola e l’autista dell’autobus. Altri bambini sono rimasti feriti. Per favore, che queste tragedie non accadano mai! Preghiamo fortemente»; «in questi giorni stiamo pregando e unendo le forze per aiutare i nostri fratelli e sorelle delle Filippine, colpiti dal tifone. Queste sono le vere battaglie da combattere. Per la vita! Mai per la morte!».

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