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Il 2015 di Francesco nel segno della misericordia

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Il Giubileo della Misericordia, i viaggi apostolici internazionali e ancora il Sinodo sulla Famiglia e la riforma della Curia romana: sono i temi e momenti forti del 2015 di Papa Francesco.

Su questo intenso anno che si sta concludendo è intervenuto l’arcivescovo Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato, rilasciando un’intervista alla Radio Vaticana.

IL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA

«Ciò che mi ha colpito e che mantengo nella mia memoria è il momento in cui il Papa me lo comunicò, manifestò l’idea di indire l’Anno Santo. Vidi in lui tanta gioia perché era ed è consapevole di offrire al mondo una possibilità unica: quella cioè di sperimentare la Misericordia di Dio. E poi anche l’aver scelto le varie Porte Sante indica, nel Santo Padre, il desiderio di porgere a tutti la possibilità di usufruire dei benefici che l’Anno Santo deve portare. Non è preoccupato delle folle oceaniche a Roma, ma è preoccupato che ognuno possa avere il modo e la facilità di sperimentare la bontà, l’amore misericordioso di Dio. Ecco, a me rimane molto impressa la gioia del Papa di poter indire l’Anno Santo».

IL SINODO DELLA FAMIGLIA
Un’altra pietra miliare di questo 2015 è il Sinodo della Famiglia, continua Becciu che sottolinea come occorra «passare dalla mentalità di una Chiesa verticistica a una Chiesa ‘comunionale’, sapendo far convivere l’aspetto gerarchico e l’aspetto di comunione. Questo vuol dire – aggiunge – far entrare lo spirito, l’arte della comunione nelle nostre varie strutture, nelle strutture assembleari: nella parrocchia, il consiglio pastorale; nelle diocesi, il consiglio presbiterale e il consiglio pastorale diocesano; così come il Papa esercita e aiuta a vivere in spirito ‘comunionalè quando convoca il Sinodo. Le stesse Conferenze episcopali nelle loro assemblee…».

Però vivere sinodalmente, vivere “comunionalmente” questi momenti «significa – precisa l’arcivescovo Becciu – sentire la libertà di esprimere la propria opinione e, allo stesso tempo, aver la libertà e il distacco dalle proprie opinioni per accogliere quelle altrui. Da noi non devono esistere correnti di pensiero, che forzano gli altri ad accogliere le proprie idee: per noi è importante lasciare spazio affinchè sia lo Spirito Santo a condurre le nostre idee, le nostre decisioni! Comunione tuttavia non significa oscurare o eliminare il momento dell’autorità, che deve intervenire nel fare la sintesi dei vari contributi. Ecco, non è facile! Però vedo che si sta tentando e si sta cercando di vivere questo aspetto ‘comunionale’ nei nostri momenti assembleari».

LA RIFORMA DELLA CURIA
Sulla riforma della Chiesa e della Curia, il Sostituto della Segreteria di Stato sottolinea che il Papa è deciso a mandarla avanti ma al tempo stesso non rappresenta “l’unica preoccupazione”. A preoccupare il Pontefice “la scristianizzazione” che “avanza in maniera inesorabile” e i valori della Chiesa che vengono messi “all’angolo e non se ne voglia sentire parlare”. Non ultima «la preoccupazione per i cristiani perseguitati nel mondo intero. Sì, preoccupiamoci di ristrutturare la Curia, però cerchiamo di non ripiegarci troppo su noi stessi, allarghiamo lo sguardo verso il mondo intero».

IL CASO VATILEAKS
Riguardo al furto di documenti che ha portato al cosiddetto caso Vatileaks: si tratta di una vicenda che ha fatto sì “soffrire tanto il Papa. Nello stesso tempo, però, non lo ha piegato”. Becciu tiene a precisare «che le due persone che sono accusate di aver diffuso i documenti certamente sono venute meno alla fiducia del Papa, ma venute meno anche all’impegno, che avevano assunto con giuramento, di tener segrete le carte che avrebbero preso in mano».

Vi sono anche i due giornalisti accusati di aver diffuso le notizie in maniera non corretta. Su questo punto vorrei precisare questo: i giornalisti hanno tutto il diritto di pubblicare le notizie che ricevono… perché spesso in questo ultimo tempo hanno accusato il Vaticano di essere oscurantista e di usare metodi inquisitori. Non si tratta di mettere in discussione il loro diritto di diffondere notizie, ma casomai vi sono dubbi sul metodo, sul modo con cui hanno ricevuto le notizie! C’è un processo in corso, il processo chiarirà questi dubbi”.

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Su questo intenso anno che si sta concludendo è intervenuto l’arcivescovo Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato, rilasciando un’intervista alla Radio Vaticana.

IL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA

«Ciò che mi ha colpito e che mantengo nella mia memoria è il momento in cui il Papa me lo comunicò, manifestò l’idea di indire l’Anno Santo. Vidi in lui tanta gioia perché era ed è consapevole di offrire al mondo una possibilità unica: quella cioè di sperimentare la Misericordia di Dio. E poi anche l’aver scelto le varie Porte Sante indica, nel Santo Padre, il desiderio di porgere a tutti la possibilità di usufruire dei benefici che l’Anno Santo deve portare. Non è preoccupato delle folle oceaniche a Roma, ma è preoccupato che ognuno possa avere il modo e la facilità di sperimentare la bontà, l’amore misericordioso di Dio. Ecco, a me rimane molto impressa la gioia del Papa di poter indire l’Anno Santo».

IL SINODO DELLA FAMIGLIA
Un’altra pietra miliare di questo 2015 è il Sinodo della Famiglia, continua Becciu che sottolinea come occorra «passare dalla mentalità di una Chiesa verticistica a una Chiesa ‘comunionale’, sapendo far convivere l’aspetto gerarchico e l’aspetto di comunione. Questo vuol dire – aggiunge – far entrare lo spirito, l’arte della comunione nelle nostre varie strutture, nelle strutture assembleari: nella parrocchia, il consiglio pastorale; nelle diocesi, il consiglio presbiterale e il consiglio pastorale diocesano; così come il Papa esercita e aiuta a vivere in spirito ‘comunionalè quando convoca il Sinodo. Le stesse Conferenze episcopali nelle loro assemblee…».

Però vivere sinodalmente, vivere “comunionalmente” questi momenti «significa – precisa l’arcivescovo Becciu – sentire la libertà di esprimere la propria opinione e, allo stesso tempo, aver la libertà e il distacco dalle proprie opinioni per accogliere quelle altrui. Da noi non devono esistere correnti di pensiero, che forzano gli altri ad accogliere le proprie idee: per noi è importante lasciare spazio affinchè sia lo Spirito Santo a condurre le nostre idee, le nostre decisioni! Comunione tuttavia non significa oscurare o eliminare il momento dell’autorità, che deve intervenire nel fare la sintesi dei vari contributi. Ecco, non è facile! Però vedo che si sta tentando e si sta cercando di vivere questo aspetto ‘comunionale’ nei nostri momenti assembleari».

LA RIFORMA DELLA CURIA
Sulla riforma della Chiesa e della Curia, il Sostituto della Segreteria di Stato sottolinea che il Papa è deciso a mandarla avanti ma al tempo stesso non rappresenta “l’unica preoccupazione”. A preoccupare il Pontefice “la scristianizzazione” che “avanza in maniera inesorabile” e i valori della Chiesa che vengono messi “all’angolo e non se ne voglia sentire parlare”. Non ultima «la preoccupazione per i cristiani perseguitati nel mondo intero. Sì, preoccupiamoci di ristrutturare la Curia, però cerchiamo di non ripiegarci troppo su noi stessi, allarghiamo lo sguardo verso il mondo intero».

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IL CASO VATILEAKS
Riguardo al furto di documenti che ha portato al cosiddetto caso Vatileaks: si tratta di una vicenda che ha fatto sì “soffrire tanto il Papa. Nello stesso tempo, però, non lo ha piegato”. Becciu tiene a precisare «che le due persone che sono accusate di aver diffuso i documenti certamente sono venute meno alla fiducia del Papa, ma venute meno anche all’impegno, che avevano assunto con giuramento, di tener segrete le carte che avrebbero preso in mano».

Vi sono anche i due giornalisti accusati di aver diffuso le notizie in maniera non corretta. Su questo punto vorrei precisare questo: i giornalisti hanno tutto il diritto di pubblicare le notizie che ricevono… perché spesso in questo ultimo tempo hanno accusato il Vaticano di essere oscurantista e di usare metodi inquisitori. Non si tratta di mettere in discussione il loro diritto di diffondere notizie, ma casomai vi sono dubbi sul metodo, sul modo con cui hanno ricevuto le notizie! C’è un processo in corso, il processo chiarirà questi dubbi”.

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