13.9 C
Roma
Dom, 18 Aprile 2021

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

HomeParola di DioIl Vangelo della Festa - Anno AIII Domenica di Avvento - Anno A – 15 dicembre 2013

III Domenica di Avvento – Anno A – 15 dicembre 2013

- Advertisement -

2

 

Una comunità di donne e uomini nuovi.

Is 35, 1-6a.8a.10; Gc 5, 7-10; Mt 11, 2-11

Vieni, Signore, a salvarci.

 

La I domenica di Avvento ci ha aiutato a celebrare la venuta del Signore alla fine dei tempi, consolidando le nostre speranze e certezze: la vita è un pellegrinaggio verso di lui. Nella II invece, celebrato la sua venuta sulla terra per la nostra conversione e salvezza. Infine, durante questa domenica, tocchiamo con mano la “gioia” della sua venuta che risplende nell’umiltà della nostra stessa natura umana.

Noi cristiani allora, siamo chiamati a vivere nella gioia, perché Gesù Cristo è venuto a sollevarci dalla miseria, a renderci “figli di Dio” e a donarci la gioia stessa. Tuttavia, al fine di dare il giusto valore alla gioia del Natale e non tramutarla in effimera, il nostro spirito, la nostra anima e il nostro corpo devono necessariamente elevarsi all’ascolto della Parola in un tempo di deserto: i luoghi della miseria fisica e morale, di ingiustizia, fame e malattia. Il deserto non è lontano, spesso dietro l’angolo: famiglie “ricche” di disoccupati, extracomunitari sfruttati e sfruttatori, droga e lussi provocanti. Il deserto allora, partecipa della vocazione a “rifiorire”. “Coraggio! Non temete”, il rinnovamento verrà da Dio: «Ecco il vostro Dio!» (Is), i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano e i sordi tornano a udire.

Nascendo tra noi, Gesù ci partecipa la salvezza: una salvezza che non è riducibile solo e soltanto al peccato da redimere, bensì al desiderio di Dio di renderci come lui. Egli non interviene però solo nel rallegrarci per la salvezza che Gesù ci ha portato, ma per realizzare pienamente la sua Parola e testimoniarla all’interno della comunità cristiana.

Nel Vangelo, Giovanni il Battista, invia alcuni discepoli a “interrogare” Gesù: «Sei tu il Messia?» (Gv). Egli attende infatti, un Messia che rimetta la gente sulla buona strada attraverso minacce e castighi, ma Gesù, evidentemente, risponde a Giovanni attraverso i gesti e le parole che trovano il loro fondamento nell’intimo di Dio: «Andate e riferite: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano» (Gv; Is). Con Gesù comincia un mondo nuovo, stravolto e mai più lo stesso: ciò che all’uomo era impossibile viene definitivamente realizzato da Dio.

 Intorno a Gesù quindi, sorge una comunità di donne e uomini nuovi, capaci di credere, sperare e amare: essi trovano una rinnovata energia di vivere. Noi, in questa logica, non siamo altro che i continuatori di quella comunità nascente, i “nuovi uomini” che camminano “dietro” Gesù.

Giuseppe Gravante

G. Gravante
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

III Domenica di Avvento – Anno A – 15 dicembre 2013

- Advertisement -

2

 

Una comunità di donne e uomini nuovi.

Is 35, 1-6a.8a.10; Gc 5, 7-10; Mt 11, 2-11

Vieni, Signore, a salvarci.

- Advertisement -

 

La I domenica di Avvento ci ha aiutato a celebrare la venuta del Signore alla fine dei tempi, consolidando le nostre speranze e certezze: la vita è un pellegrinaggio verso di lui. Nella II invece, celebrato la sua venuta sulla terra per la nostra conversione e salvezza. Infine, durante questa domenica, tocchiamo con mano la “gioia” della sua venuta che risplende nell’umiltà della nostra stessa natura umana.

Noi cristiani allora, siamo chiamati a vivere nella gioia, perché Gesù Cristo è venuto a sollevarci dalla miseria, a renderci “figli di Dio” e a donarci la gioia stessa. Tuttavia, al fine di dare il giusto valore alla gioia del Natale e non tramutarla in effimera, il nostro spirito, la nostra anima e il nostro corpo devono necessariamente elevarsi all’ascolto della Parola in un tempo di deserto: i luoghi della miseria fisica e morale, di ingiustizia, fame e malattia. Il deserto non è lontano, spesso dietro l’angolo: famiglie “ricche” di disoccupati, extracomunitari sfruttati e sfruttatori, droga e lussi provocanti. Il deserto allora, partecipa della vocazione a “rifiorire”. “Coraggio! Non temete”, il rinnovamento verrà da Dio: «Ecco il vostro Dio!» (Is), i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano e i sordi tornano a udire.

Nascendo tra noi, Gesù ci partecipa la salvezza: una salvezza che non è riducibile solo e soltanto al peccato da redimere, bensì al desiderio di Dio di renderci come lui. Egli non interviene però solo nel rallegrarci per la salvezza che Gesù ci ha portato, ma per realizzare pienamente la sua Parola e testimoniarla all’interno della comunità cristiana.

Nel Vangelo, Giovanni il Battista, invia alcuni discepoli a “interrogare” Gesù: «Sei tu il Messia?» (Gv). Egli attende infatti, un Messia che rimetta la gente sulla buona strada attraverso minacce e castighi, ma Gesù, evidentemente, risponde a Giovanni attraverso i gesti e le parole che trovano il loro fondamento nell’intimo di Dio: «Andate e riferite: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano» (Gv; Is). Con Gesù comincia un mondo nuovo, stravolto e mai più lo stesso: ciò che all’uomo era impossibile viene definitivamente realizzato da Dio.

 Intorno a Gesù quindi, sorge una comunità di donne e uomini nuovi, capaci di credere, sperare e amare: essi trovano una rinnovata energia di vivere. Noi, in questa logica, non siamo altro che i continuatori di quella comunità nascente, i “nuovi uomini” che camminano “dietro” Gesù.

Giuseppe Gravante

- Advertisement -

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

G. Gravante
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
293FansMi piace
1,020FollowerSegui
13,000FollowerSegui
647FollowerSegui
226IscrittiIscriviti

Consigli pubblicitari

Top News

Top Video

Consigli pubblicitari

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei...

Io ero inquieta, turbata… Gesù: Alzati e piglia il ritmo dei vecchi tempi. Natuzza: Come parlate, Gesù? Cosa devo fare? Gesù: Ci sono tante cose che puoi...

Qual è la differenza tra cattolico e cristiano?

Il cristiano è colui che ha Cristo come Signore Nel Nuovo Testamento si fa riferimento quattro volte ai seguaci di Cristo: 1. 1 Pt 4,16: “Ma...

Libri consigliati

Consigli pubblicitari

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Consigli Pubblicitari

Accessibility
0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x