30.7 C
Roma
Lun, 3 Agosto 2020

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Parola di Dio Il Vangelo della Festa - Anno A III Domenica del Tempo di Quaresima - Anno A - 15 marzo...

III Domenica del Tempo di Quaresima – Anno A – 15 marzo 2020

Quando la pozzanghera diventa sorgente






    Dal Vangelo secondo Giovanni

    “In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.
    Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
    Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua»… Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».  Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo»”. 




    La donna con cui Gesù colloquia è una che ha tradito il marito, è una pubblica peccatrice, samaritana quindi forestiera, ma lui non la accusa, non la evita, anzi la cerca, si avvicina e le chiede da bere, di dissetarsi. Lei non possiede l’acqua limpida e trasparente della sorgente. La sua vita è una pozzanghera e Dio si vuole dissetare in essa, perché solo lui la forza di rigenerarla e non rimanerne intossicato. Solo dopo un lungo colloquio esplicativo la donna comprende che è lei a doversi purificare alla sorgente e dissetarsene.

    E’ la storia di tutti noi. La nostra vita, soprattutto quando è ferita dal peccato, devastata dalla separazione da Dio, quando è sempre crepuscolare perché in procinto di spegnersi, viene visitata da Dio che chiede di depositare in lui i nostri fallimenti, il nostro peccato, la nostra lontananza e il rifiuto che abbiamo operato contro di lui. Solo così la nostra pozzanghera diventa uno specchio in cui si riflette il cielo: l’amore di Dio che dona tutto e non chiede niente.

    Dio per raggiungerci elemosina il nostro peccato, la nostra acqua inquinata, si rende mendicante, come alla samaritana chiede da bere, così desidera la nostra acqua. “Dio ha sete della nostra sete, ha desiderio del nostro desiderio. Lo sposo ha sete d’essere amato….” (Ermes Ronchi). Lui sa che  noi, sue creature abbiamo profondità di bene e ci aiuta ad attingerle per donarle perciò si fa mendicante presso ciascuno di noi per darci la gioia di donare, di conoscere le nostre risorse. Attingiamo, dunque, e doniamo ci disseteremo anche noi dissetando gli altri.




    Fratelli, chiediamo al Padre la sapienza dello Spirito,
    perché ci aiuti a capire che la nostra conversione sarà autentica,
    se ci prenderemo a cuore
    le necessità morali e materiali dei nostri fratelli.

    R. Illumina i tuoi figli, Signore.

    Per tutta la Chiesa,
    perché sempre più chiaramente si manifesti come luogo della riconciliazione,
    del servizio fraterno e del culto in spirito e verità, preghiamo. R.

    Per i popoli e gli individui oppressi da ogni forma di violenza,
    perché quanti credono nella parola liberatrice di Dio
    li aiutino a ritrovare dignità, giustizia e pace, preghiamo. R.

    Per gli indifferenti, gli atei, i senza speranza,
    perché trovino in noi, seguaci di Cristo,
    l’umile testimonianza di una fede
    che svela il senso dell’uomo e della vita, preghiamo. R.

    Per i malati nel corpo e nello spirito,
    perché il Signore Gesù li illumini e li sollevi,
    e doni loro serenità e fiducia, preghiamo. R.

    Per noi qui presenti,
    perché raccogliamo le occasioni che questo tempo ci offre:
    l’Eucaristia nei giorni feriali, le stazioni quaresimali,
    le veglie, i digiuni e le opere di carità fraterna, preghiamo. R.

    Dio di sapienza e di misericordia,
    aiutaci a far scaturire
    da questa scuola quaresimale dei discepoli di Gesù
    i gesti e le parole di una conversione sincera
    e di una carità cordiale ed efficace.
    Per Cristo nostro Signore.

    R. Amen.




    O Dio, che ci nutri in questa vita con il pane del cielo, pegno della tua gloria, fa’ che manifestiamo nelle nostre opere la realtà presente nel sacramento che celebriamo. Per Cristo nostro Signore.





Dal Vangelo secondo Giovanni

“In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.
Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua»… Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».  Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo»”. 



La donna con cui Gesù colloquia è una che ha tradito il marito, è una pubblica peccatrice, samaritana quindi forestiera, ma lui non la accusa, non la evita, anzi la cerca, si avvicina e le chiede da bere, di dissetarsi. Lei non possiede l’acqua limpida e trasparente della sorgente. La sua vita è una pozzanghera e Dio si vuole dissetare in essa, perché solo lui la forza di rigenerarla e non rimanerne intossicato. Solo dopo un lungo colloquio esplicativo la donna comprende che è lei a doversi purificare alla sorgente e dissetarsene.

E’ la storia di tutti noi. La nostra vita, soprattutto quando è ferita dal peccato, devastata dalla separazione da Dio, quando è sempre crepuscolare perché in procinto di spegnersi, viene visitata da Dio che chiede di depositare in lui i nostri fallimenti, il nostro peccato, la nostra lontananza e il rifiuto che abbiamo operato contro di lui. Solo così la nostra pozzanghera diventa uno specchio in cui si riflette il cielo: l’amore di Dio che dona tutto e non chiede niente.

Dio per raggiungerci elemosina il nostro peccato, la nostra acqua inquinata, si rende mendicante, come alla samaritana chiede da bere, così desidera la nostra acqua. “Dio ha sete della nostra sete, ha desiderio del nostro desiderio. Lo sposo ha sete d’essere amato….” (Ermes Ronchi). Lui sa che  noi, sue creature abbiamo profondità di bene e ci aiuta ad attingerle per donarle perciò si fa mendicante presso ciascuno di noi per darci la gioia di donare, di conoscere le nostre risorse. Attingiamo, dunque, e doniamo ci disseteremo anche noi dissetando gli altri.



Fratelli, chiediamo al Padre la sapienza dello Spirito,
perché ci aiuti a capire che la nostra conversione sarà autentica,
se ci prenderemo a cuore
le necessità morali e materiali dei nostri fratelli.

R. Illumina i tuoi figli, Signore.

Per tutta la Chiesa,
perché sempre più chiaramente si manifesti come luogo della riconciliazione,
del servizio fraterno e del culto in spirito e verità, preghiamo. R.

Per i popoli e gli individui oppressi da ogni forma di violenza,
perché quanti credono nella parola liberatrice di Dio
li aiutino a ritrovare dignità, giustizia e pace, preghiamo. R.

Per gli indifferenti, gli atei, i senza speranza,
perché trovino in noi, seguaci di Cristo,
l’umile testimonianza di una fede
che svela il senso dell’uomo e della vita, preghiamo. R.

Per i malati nel corpo e nello spirito,
perché il Signore Gesù li illumini e li sollevi,
e doni loro serenità e fiducia, preghiamo. R.

Per noi qui presenti,
perché raccogliamo le occasioni che questo tempo ci offre:
l’Eucaristia nei giorni feriali, le stazioni quaresimali,
le veglie, i digiuni e le opere di carità fraterna, preghiamo. R.

Dio di sapienza e di misericordia,
aiutaci a far scaturire
da questa scuola quaresimale dei discepoli di Gesù
i gesti e le parole di una conversione sincera
e di una carità cordiale ed efficace.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.



O Dio, che ci nutri in questa vita con il pane del cielo, pegno della tua gloria, fa’ che manifestiamo nelle nostre opere la realtà presente nel sacramento che celebriamo. Per Cristo nostro Signore.

B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

III Domenica del Tempo di Quaresima – Anno A – 15 marzo 2020

Quando la pozzanghera diventa sorgente



Dal Vangelo secondo Giovanni

“In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.
Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua»… Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».  Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo»”. 



La donna con cui Gesù colloquia è una che ha tradito il marito, è una pubblica peccatrice, samaritana quindi forestiera, ma lui non la accusa, non la evita, anzi la cerca, si avvicina e le chiede da bere, di dissetarsi. Lei non possiede l’acqua limpida e trasparente della sorgente. La sua vita è una pozzanghera e Dio si vuole dissetare in essa, perché solo lui la forza di rigenerarla e non rimanerne intossicato. Solo dopo un lungo colloquio esplicativo la donna comprende che è lei a doversi purificare alla sorgente e dissetarsene.

E’ la storia di tutti noi. La nostra vita, soprattutto quando è ferita dal peccato, devastata dalla separazione da Dio, quando è sempre crepuscolare perché in procinto di spegnersi, viene visitata da Dio che chiede di depositare in lui i nostri fallimenti, il nostro peccato, la nostra lontananza e il rifiuto che abbiamo operato contro di lui. Solo così la nostra pozzanghera diventa uno specchio in cui si riflette il cielo: l’amore di Dio che dona tutto e non chiede niente.

Dio per raggiungerci elemosina il nostro peccato, la nostra acqua inquinata, si rende mendicante, come alla samaritana chiede da bere, così desidera la nostra acqua. “Dio ha sete della nostra sete, ha desiderio del nostro desiderio. Lo sposo ha sete d’essere amato….” (Ermes Ronchi). Lui sa che  noi, sue creature abbiamo profondità di bene e ci aiuta ad attingerle per donarle perciò si fa mendicante presso ciascuno di noi per darci la gioia di donare, di conoscere le nostre risorse. Attingiamo, dunque, e doniamo ci disseteremo anche noi dissetando gli altri.



Fratelli, chiediamo al Padre la sapienza dello Spirito,
perché ci aiuti a capire che la nostra conversione sarà autentica,
se ci prenderemo a cuore
le necessità morali e materiali dei nostri fratelli.

R. Illumina i tuoi figli, Signore.

Per tutta la Chiesa,
perché sempre più chiaramente si manifesti come luogo della riconciliazione,
del servizio fraterno e del culto in spirito e verità, preghiamo. R.

Per i popoli e gli individui oppressi da ogni forma di violenza,
perché quanti credono nella parola liberatrice di Dio
li aiutino a ritrovare dignità, giustizia e pace, preghiamo. R.

Per gli indifferenti, gli atei, i senza speranza,
perché trovino in noi, seguaci di Cristo,
l’umile testimonianza di una fede
che svela il senso dell’uomo e della vita, preghiamo. R.

Per i malati nel corpo e nello spirito,
perché il Signore Gesù li illumini e li sollevi,
e doni loro serenità e fiducia, preghiamo. R.

Per noi qui presenti,
perché raccogliamo le occasioni che questo tempo ci offre:
l’Eucaristia nei giorni feriali, le stazioni quaresimali,
le veglie, i digiuni e le opere di carità fraterna, preghiamo. R.

Dio di sapienza e di misericordia,
aiutaci a far scaturire
da questa scuola quaresimale dei discepoli di Gesù
i gesti e le parole di una conversione sincera
e di una carità cordiale ed efficace.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.



O Dio, che ci nutri in questa vita con il pane del cielo, pegno della tua gloria, fa’ che manifestiamo nelle nostre opere la realtà presente nel sacramento che celebriamo. Per Cristo nostro Signore.

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
285FansMi piace
949FollowerSegui
13,000FollowerSegui
625FollowerSegui
102IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x
È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO