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I profeti minori “quadriformi”

“Il linguaggio dev’essere la bacchetta del rabdomante che scopre sorgenti di pensiero”.

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«Forse esagerava ma non aveva del tutto torto Karl Kraus quando, nei suoi Detti e contraddetti, affermava che “il linguaggio è la madre, non l’ancella del pensiero”. E continuava: “Il linguaggio dev’essere la bacchetta del rabdomante che scopre sorgenti di pensiero”. Proprio per questo lo studio di una lingua permette di leggere un testo – anche (e soprattutto) sacro – nella sua matrice originaria tematica e culturale, impedendo che – attraverso la versione – accada quello che Cervantes segnalava per ogni traduzione: “è come contemplare un arazzo dal retro”».

La citazione dell’attacco della segnalazione dell’esegeta card. Ravasi sul Sole 24 Ore Cultura del 23 ottobre 2016 ad una opera similare dello studioso Reggi rende bene l’idea dello scopo che ha guidato l’impresa pluriennale del teologo romagnolo. Poter gustare le ricchezza della lingua originale del testo biblico – sacro il testo, sacra la lingua/le lingue – è un grande vantaggio per il lettore appassionato o l’operatore pastorale che nutre il proprio animo prima di spiegare la Parola nell’omelia o nella catechesi.

L’ennesimo volume della Bibbia Quadriforme riporta il testo originale ebraico dei Dodici profeti cosiddetti “minori”, ma evidentemente di grandissima importanza nell’insieme della rivelazione biblica at-testata nei rotoli amati, curati e trasmessi dai loro discepoli.

In uno spazio temporale che va dal 750 a.C. fin dentro la metà del periodo ellenistico (323 a.C. – 63 a.C.) l’opera e la predicazione dei profeti guidò il popolo di Israele nell’interpretazione dei tempi dati loro da vivere, nell’oppressione, nella libertà riacquistata, nel tempio da riscostruire, una fede da rivitalizzare, una resistenza/resilienza da attuare nei confronti dei re ellenistici che, con la forza bruta dell’imposizione politica o con la sottile moral suasion dell’atmosfera culturale omologante, finivano per far illanguidire e, alla fine, far morire la fede giudaica delle giovani generazioni.

Reggi riporta nella pagina dispari, a sinistra, il Testo ebraico Masoretico (= elaborato e fissato dai “masoreti/i trasmettitori” della “Tradizione/Masora”) dei dodici Profeti Minori: Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Nahum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria e Malachia. Esso è accompagnato da una traduzione interlineare in italiano che segue pedissequamente il dettato ebraico. Le pericopi sono titolate personalmente dal curatore, che riporta, a destra del testo, anche alcune traduzioni alternative dovute a scelte diverse di lezioni o a interpretazioni differenti del testo ebraico.

A piè di pagina è riportato invece il testo della traduzione ufficiale-pastorale della CEI edita nel 2008 e letta nella liturgia cattolica. I termini sottolineati mostrano traduzioni diverse da quelle di Reggi, mentre i numeri a fianco forniscono preziosi paralleli biblici che aiutano a illuminare la comprensione del testo.

Nella pagina pari, a destra, Reggi riporta il testo greco della LXX, la traduzione della metà del II sec. a.C. – da vari studiosi considerata “ispirata” anch’essa – che fu impiegata, quasi unicamente, dagli autori del Nuovo Testamento. Anche la versione greca è accompagnata da una traduzione interlineare letterale in italiano, che segue pedissequamente l’ordine delle parole greche. A piè di pagina viene riportata la versione latina della Nova Vulgata, elaborata nel postconcilio dai benedettini del monastero di San Girolamo a Roma per volere di papa Paolo VI, che presenta un testo latino diverso dalla Vulgata di san Girolamo (che per vari libri lavorò un po’ troppo velocemente…), più aderente ai testi originali in ebraico o greco.

In una prossima edizione/ristampa, a p. 9 si potrà collocare il Sommario dei vari profeti, con l’indicazione delle pagine di inizio dei loro libri (così come è già stato fatto altre volte).

Come sempre il nostro plauso va al curatore e all’editore per la pazienza certosina esercitata e per il grande valore aggiunto che essi apportano agli interpreti, ai cultori e ai predicatori della parola di Dio.

di: Roberto Mela

AQUISTA IL LIBRO

Roberto Reggi (ed.), Profeti minori. La Bibbia Quadriforme. Testo ebraico masoretico Versione greca dei Settanta Versione latina della Nova Vulgata Testo CEI 2008, EDB, Bologna 2019, pp. 238, € 25,00, ISBN 978-88-10-82140-4.

Originale: Settimana News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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I profeti minori “quadriformi”

“Il linguaggio dev’essere la bacchetta del rabdomante che scopre sorgenti di pensiero”.

  

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La citazione dell’attacco della segnalazione dell’esegeta card. Ravasi sul Sole 24 Ore Cultura del 23 ottobre 2016 ad una opera similare dello studioso Reggi rende bene l’idea dello scopo che ha guidato l’impresa pluriennale del teologo romagnolo. Poter gustare le ricchezza della lingua originale del testo biblico – sacro il testo, sacra la lingua/le lingue – è un grande vantaggio per il lettore appassionato o l’operatore pastorale che nutre il proprio animo prima di spiegare la Parola nell’omelia o nella catechesi.

L’ennesimo volume della Bibbia Quadriforme riporta il testo originale ebraico dei Dodici profeti cosiddetti “minori”, ma evidentemente di grandissima importanza nell’insieme della rivelazione biblica at-testata nei rotoli amati, curati e trasmessi dai loro discepoli.

In uno spazio temporale che va dal 750 a.C. fin dentro la metà del periodo ellenistico (323 a.C. – 63 a.C.) l’opera e la predicazione dei profeti guidò il popolo di Israele nell’interpretazione dei tempi dati loro da vivere, nell’oppressione, nella libertà riacquistata, nel tempio da riscostruire, una fede da rivitalizzare, una resistenza/resilienza da attuare nei confronti dei re ellenistici che, con la forza bruta dell’imposizione politica o con la sottile moral suasion dell’atmosfera culturale omologante, finivano per far illanguidire e, alla fine, far morire la fede giudaica delle giovani generazioni.

Reggi riporta nella pagina dispari, a sinistra, il Testo ebraico Masoretico (= elaborato e fissato dai “masoreti/i trasmettitori” della “Tradizione/Masora”) dei dodici Profeti Minori: Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Nahum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria e Malachia. Esso è accompagnato da una traduzione interlineare in italiano che segue pedissequamente il dettato ebraico. Le pericopi sono titolate personalmente dal curatore, che riporta, a destra del testo, anche alcune traduzioni alternative dovute a scelte diverse di lezioni o a interpretazioni differenti del testo ebraico.

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A piè di pagina è riportato invece il testo della traduzione ufficiale-pastorale della CEI edita nel 2008 e letta nella liturgia cattolica. I termini sottolineati mostrano traduzioni diverse da quelle di Reggi, mentre i numeri a fianco forniscono preziosi paralleli biblici che aiutano a illuminare la comprensione del testo.

Nella pagina pari, a destra, Reggi riporta il testo greco della LXX, la traduzione della metà del II sec. a.C. – da vari studiosi considerata “ispirata” anch’essa – che fu impiegata, quasi unicamente, dagli autori del Nuovo Testamento. Anche la versione greca è accompagnata da una traduzione interlineare letterale in italiano, che segue pedissequamente l’ordine delle parole greche. A piè di pagina viene riportata la versione latina della Nova Vulgata, elaborata nel postconcilio dai benedettini del monastero di San Girolamo a Roma per volere di papa Paolo VI, che presenta un testo latino diverso dalla Vulgata di san Girolamo (che per vari libri lavorò un po’ troppo velocemente…), più aderente ai testi originali in ebraico o greco.

In una prossima edizione/ristampa, a p. 9 si potrà collocare il Sommario dei vari profeti, con l’indicazione delle pagine di inizio dei loro libri (così come è già stato fatto altre volte).

Come sempre il nostro plauso va al curatore e all’editore per la pazienza certosina esercitata e per il grande valore aggiunto che essi apportano agli interpreti, ai cultori e ai predicatori della parola di Dio.

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