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I giovani si sentano amati dalla Chiesa! L’appello dai Vescovi di tutta Europa!

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E’ in corso da ieri a Barcellona il Simposio europeo sui giovani promosso dal Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (CCEE), in collaborazione con la Conferenza Episcopale Spagnola e l’arcidiocesi di Barcellona. “Camminava con loro. Accompagnare i giovani a rispondere liberamente alla chiamata di Cristo”, il tema dell’incontro. Ai partecipanti l’incoraggiamento di Papa Francesco: lavorate perché “i giovani siano portatori della gioia del Vangelo”.

E’ il primo incontro su questo tema: i vescovi europei s’interrogano sull’accompagnamento dei giovani, in vista anche del prossimo Sinodo, nel 2018, dedicato proprio a loro. 275 i delegati delle 37 Conferenze episcopali d’Europa, presenti a Barcellona e  a loro il Papa invia un messaggio, a firma del cardinale Pietro Parolin, in cui li incoraggia “a condurre una riflessione sulle sfide dell’evangelizzazione e sull’accompagnamento dei giovani affinché, mediante il dialogo e l’incontro, e come membra vive della famiglia di Cristo, i giovani siano portatori convinti della gioia del Vangelo in tutti gli ambiti”.

Nei 4 giorni di lavoro ci saranno relazioni, confronto e scambio di esperienze e, in particolare nella giornata di oggi, di “buone pratiche”.  Cinque gli ambiti pastorali coinvolti: scuola, università, catechesi, giovani, vocazione. In una lettera inviata dal card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa, si ricordano a pochi giorni dall’anniversario dei Trattati di Roma, i sessant’anni di cammino percorso dall’Unione Europea. Camminare insieme è possibile, dice il card. Bagnasco, ed è la cosa migliore e ciò è vero a cominciare proprio dai giovani che, afferma, “ sono il futuro della vita”, e “il futuro di questo continente antico ma non spento”. Scommettere sul futuro per l’Europa significa essere aperti ai giovani, offrire loro istruzione e reali possibilità di ‘inserimento nel mondo del lavoro”, scrive il cardinale. E poi ancora aiutarli ad aver fiducia nell’identità del continente europeo la cui missione è ricordare al mondo l’inviolabilità della vita umana, la dignità e la libertà di ogni persona insieme alla sua responsabilità.

I vescovi a Barcellona devono fare i conti con l’attuale distanza di tanti giovani dalla religione cristiana  e dalla Chiesa, con la loro carenza di speranza e di senso da dare alla vita. Il card. Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster, parla al Simposio di giovani che non sanno dove andare, che guardano al futuro con un profondo senso di “incertezza”. La Chiesa dunque vuole essere al loro fianco nell’impegno di discernimento di ciò che Dio vuole per la loro vita. Attraverso anche percorsi nuovi. I giovani hanno sete di felicità, afferma nel suo intervento il card. Antonio Canizares Llovera, arcivescovo di Valencia e vice-presidente della Conferenza episcopale spagnola, ma tante sono le difficoltà che incontrano nel mondo.  E conclude: “Solo Dio conduce alla piena realizzazione delle loro  aspettative. E “i giovani potranno incontrarlo nella Chiesa”. Loro devono scoprire che “vale la pena essere Chiesa”, che la Chiesa li accoglie e ha fiducia in loro, “devono sentire che sono la speranza del mondo e la speranza della Chiesa”.

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E’ il primo incontro su questo tema: i vescovi europei s’interrogano sull’accompagnamento dei giovani, in vista anche del prossimo Sinodo, nel 2018, dedicato proprio a loro. 275 i delegati delle 37 Conferenze episcopali d’Europa, presenti a Barcellona e  a loro il Papa invia un messaggio, a firma del cardinale Pietro Parolin, in cui li incoraggia “a condurre una riflessione sulle sfide dell’evangelizzazione e sull’accompagnamento dei giovani affinché, mediante il dialogo e l’incontro, e come membra vive della famiglia di Cristo, i giovani siano portatori convinti della gioia del Vangelo in tutti gli ambiti”.

Nei 4 giorni di lavoro ci saranno relazioni, confronto e scambio di esperienze e, in particolare nella giornata di oggi, di “buone pratiche”.  Cinque gli ambiti pastorali coinvolti: scuola, università, catechesi, giovani, vocazione. In una lettera inviata dal card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa, si ricordano a pochi giorni dall’anniversario dei Trattati di Roma, i sessant’anni di cammino percorso dall’Unione Europea. Camminare insieme è possibile, dice il card. Bagnasco, ed è la cosa migliore e ciò è vero a cominciare proprio dai giovani che, afferma, “ sono il futuro della vita”, e “il futuro di questo continente antico ma non spento”. Scommettere sul futuro per l’Europa significa essere aperti ai giovani, offrire loro istruzione e reali possibilità di ‘inserimento nel mondo del lavoro”, scrive il cardinale. E poi ancora aiutarli ad aver fiducia nell’identità del continente europeo la cui missione è ricordare al mondo l’inviolabilità della vita umana, la dignità e la libertà di ogni persona insieme alla sua responsabilità.

I vescovi a Barcellona devono fare i conti con l’attuale distanza di tanti giovani dalla religione cristiana  e dalla Chiesa, con la loro carenza di speranza e di senso da dare alla vita. Il card. Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster, parla al Simposio di giovani che non sanno dove andare, che guardano al futuro con un profondo senso di “incertezza”. La Chiesa dunque vuole essere al loro fianco nell’impegno di discernimento di ciò che Dio vuole per la loro vita. Attraverso anche percorsi nuovi. I giovani hanno sete di felicità, afferma nel suo intervento il card. Antonio Canizares Llovera, arcivescovo di Valencia e vice-presidente della Conferenza episcopale spagnola, ma tante sono le difficoltà che incontrano nel mondo.  E conclude: “Solo Dio conduce alla piena realizzazione delle loro  aspettative. E “i giovani potranno incontrarlo nella Chiesa”. Loro devono scoprire che “vale la pena essere Chiesa”, che la Chiesa li accoglie e ha fiducia in loro, “devono sentire che sono la speranza del mondo e la speranza della Chiesa”.

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