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I giovani senza lavoro sono «i nuovi esclusi»

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Papa Francesco nell’Aula Paolo VI ha incontrato il Movimento cristiano lavoratori (Mcl) che compie 40 anni.

Completamente gremita la Sala Nervi, mentre altre migliaia di aderenti all’Mcl assistono all’udienza all’esterno sui maxischermi di Piazza San Pietro. Il Papa prima dell’udienza, con volto sorridente, si è intrattenuto lungamente a salutare, benedire e a stringere le mani ai presenti che lo hanno acclamato a gran voce.

Che cosa ha detto Papa Francesco nell’udienza con il Movimento cristiano lavoratori?
Nel suo discorso Papa Francesco non ha risparmiato critiche contro “lo sfruttamento dei lavoratori”, “il lavoro che non è al servizio della dignità della persona” e “che rende schiavi”. Ed è tornato a rivolgere un appello contro la disoccupazione, soprattutto quella giovanile.

Ecco alcuni dei passaggi salienti del suo discorso, suddiviso da tre parole fondamentali che ha ricordato: educazione, condivisione,testimonianza.
“Il lavoro è una vocazione, perché nasce da una chiamata che Dio rivolse fin dal principio all’uomo, perché coltivasse e custodisse la casa comune. Così, nonostante il male che ha corrotto il mondo e anche l’attività umana,nel lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale l’essere umano esprime e accresce la dignità della propria vita“.

1. Educazione
“Occorre formare a un nuovo umanesimo del lavoro, dove l’uomo, e non il profitto, sia al centro; dove l’economia serva l’uomo e non si serva dell’uomo”.
“Educare aiuta a non cedere agli inganni di chi vuol far credere che il lavoro, l’impegno quotidiano, il dono di sé stessi e lo studio non abbiano valore”.
“Oggi, nel mondo del lavoro, ma in ogni ambiente, è urgente educare a percorrere la strada, luminosa e impegnativa, dell’onestà, fuggendo le scorciatoie dei favoritismi e delle raccomandazioni”.

2. Condivisione
“Qualsiasi forma di lavoro presuppone un’idea sulla relazione che l’essere umano può o deve stabilire con l’altro da sé – prosegue il Papa – Il lavoro dovrebbe unire le persone, non allontanarle, rendendole chiuse e distanti. Occupando tante ore nella giornata, ci offre anche l’occasione per condividere il quotidiano, per interessarci di chi ci sta accanto, per ricevere come un dono e come una responsabilità la presenza degli altri”

3. Testimonianza
“Oggi ci sono persone che vorrebbero lavorare, ma non ci riescono, e faticano persino a mangiare. Voi incontrate tanti giovani che non lavorano: davvero, come avete detto, sono i nuovi esclusi del nostro tempo, e vengono privati della loro dignità. La giustizia umana chiede l’accesso al lavoro per tutti”.
“Di fronte alle persone in difficoltà e a situazioni faticose – penso anche ai giovani per i quali sposarsi o avere figli è un problema, perché non hanno un impiego sufficientemente stabile o la casa – non serve fare prediche; occorre invece trasmettere speranza, confortare con la presenza, sostenere con l’aiuto concreto”.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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I giovani senza lavoro sono «i nuovi esclusi»

  

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Papa Francesco nell’Aula Paolo VI ha incontrato il Movimento cristiano lavoratori (Mcl) che compie 40 anni.

Completamente gremita la Sala Nervi, mentre altre migliaia di aderenti all’Mcl assistono all’udienza all’esterno sui maxischermi di Piazza San Pietro. Il Papa prima dell’udienza, con volto sorridente, si è intrattenuto lungamente a salutare, benedire e a stringere le mani ai presenti che lo hanno acclamato a gran voce.

Che cosa ha detto Papa Francesco nell’udienza con il Movimento cristiano lavoratori?
Nel suo discorso Papa Francesco non ha risparmiato critiche contro “lo sfruttamento dei lavoratori”, “il lavoro che non è al servizio della dignità della persona” e “che rende schiavi”. Ed è tornato a rivolgere un appello contro la disoccupazione, soprattutto quella giovanile.

Ecco alcuni dei passaggi salienti del suo discorso, suddiviso da tre parole fondamentali che ha ricordato: educazione, condivisione,testimonianza.
“Il lavoro è una vocazione, perché nasce da una chiamata che Dio rivolse fin dal principio all’uomo, perché coltivasse e custodisse la casa comune. Così, nonostante il male che ha corrotto il mondo e anche l’attività umana,nel lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale l’essere umano esprime e accresce la dignità della propria vita“.

1. Educazione
“Occorre formare a un nuovo umanesimo del lavoro, dove l’uomo, e non il profitto, sia al centro; dove l’economia serva l’uomo e non si serva dell’uomo”.
“Educare aiuta a non cedere agli inganni di chi vuol far credere che il lavoro, l’impegno quotidiano, il dono di sé stessi e lo studio non abbiano valore”.
“Oggi, nel mondo del lavoro, ma in ogni ambiente, è urgente educare a percorrere la strada, luminosa e impegnativa, dell’onestà, fuggendo le scorciatoie dei favoritismi e delle raccomandazioni”.

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2. Condivisione
“Qualsiasi forma di lavoro presuppone un’idea sulla relazione che l’essere umano può o deve stabilire con l’altro da sé – prosegue il Papa – Il lavoro dovrebbe unire le persone, non allontanarle, rendendole chiuse e distanti. Occupando tante ore nella giornata, ci offre anche l’occasione per condividere il quotidiano, per interessarci di chi ci sta accanto, per ricevere come un dono e come una responsabilità la presenza degli altri”

3. Testimonianza
“Oggi ci sono persone che vorrebbero lavorare, ma non ci riescono, e faticano persino a mangiare. Voi incontrate tanti giovani che non lavorano: davvero, come avete detto, sono i nuovi esclusi del nostro tempo, e vengono privati della loro dignità. La giustizia umana chiede l’accesso al lavoro per tutti”.
“Di fronte alle persone in difficoltà e a situazioni faticose – penso anche ai giovani per i quali sposarsi o avere figli è un problema, perché non hanno un impiego sufficientemente stabile o la casa – non serve fare prediche; occorre invece trasmettere speranza, confortare con la presenza, sostenere con l’aiuto concreto”.

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