21.9 C
Roma
Gio, 22 Ottobre 2020

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Parola di Dio Il Vangelo della Festa - Anno A I Domenica Quaresima - Anno A - 5 marzo 2017

I Domenica Quaresima – Anno A – 5 marzo 2017

- Advertisement -

IL VANGELO STRABICO

I Domenica Quaresima – A

(Genesi 2,7-9; 3,1-7; Romani 5,12-19; Matteo 6,24-34)

A  cura di Benito Giorgetta 

Tentati ma non tentatori

Ascoltiamo il Vangelo:

“In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano”.

La tentazione, intesa come desiderio del male, come spinta alla trasgressione, come indisponibilità alla sofferenza e alla fatica, fa parte della vita dell’uomo, sia come rapporto con se stesso, con gli altri e con Dio, l’Assoluto. Le tentazioni più ricorrenti, deludendo coloro che credono siano quelle di ordine sessuale, sono invece quelle che toccano le cose, i beni; la fede e lo stile di vita; la supremazia e la strumentalizzazione degli altri.

Le tre tentazioni che Gesù, dopo i giorni di digiuno e preghiera, riceve dal tentatore, rispecchiano e propongono lo stesso modello. La dinamica è certamente diversa. Gesù non soccombe, affronta e vince. Vince perché radicato nella parola che antepone ad ogni scandalosa proposta del tentatore. Non si lascia ammaliare dai beni materiali lui che ha fatto del pane quotidiano il bene per tutti. Lui che ha dato una tana alle volpi, un nido agli uccelli e per sé non ha riservato neppure una pietra dove posare il capo. Dà da mangiare ai passeri e riveste di bellezza i gigli del campo, fa piovere sui giusti e gli ingiusti. Non si lascia ingannare dalla tentazione di un dio magico, di un dio eclatante, scenico, ma pone al centro del suo rapporto col padre, l’amore che unisce, la docilità, la sottomissione e l’obbedienza anche se porta al terminal della croce. La coerenza si paga col sacrificio, con l’immolazione per il bene di tutti. Non cede neppure al desiderio di dover dominare, di fare della supremazia la legge e lo stile di vita. Non è il possedimento delle cose, il potere esercitato, che danno la misura di una persona ma il suo valore deriva dalla capacità di rispettare tutto e tutti, di stabilire relazioni e intrecci con ciascuno valorizzando il bello e il buono che abita ogni cuore umano.

Tentati lo siamo tutti, tentatori non lo dovremmo essere mai. La forza della tentazione diventa dirompente e devastate qualora si cede alle sue lusinghe, lasciandoci ingannare. La tentazione è come un miraggio nel deserto, appare ma non c’è. Attira ma non si fa trovare, seduce ma si vaporizza, sparisce perché non c’è ai realmente stata. Chi cede alla tentazione o chi si vanta d’essere tentatore ha sempre un retrogusto di amarezza anche se esce incolume da ogni battaglia o presume d’essere ammirato, atteso, desiderato. Chi vince, ne esce anche con le ossa rotte, con l’animo turbato, con spossatezza ma le ferite riportate, per rimanere fedeli, sono la mappa della fedeltà a Dio, sono lo spartito della musica che Dio stesso scrive sul pentagramma della vita di chi lo sa accogliere, si sa ispirare a lui per attingere forza e determinazione per respingere ogni tentativo di chi ci vuole solo sottrarre al suo abbraccio paterno ingannandoci di darci potere, possesso, piacere e supremazia.

 

B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

I Domenica Quaresima – Anno A – 5 marzo 2017

  

- Advertisement -

IL VANGELO STRABICO

I Domenica Quaresima – A

(Genesi 2,7-9; 3,1-7; Romani 5,12-19; Matteo 6,24-34)

A  cura di Benito Giorgetta 

Tentati ma non tentatori

- Advertisement -

Ascoltiamo il Vangelo:

“In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano”.

La tentazione, intesa come desiderio del male, come spinta alla trasgressione, come indisponibilità alla sofferenza e alla fatica, fa parte della vita dell’uomo, sia come rapporto con se stesso, con gli altri e con Dio, l’Assoluto. Le tentazioni più ricorrenti, deludendo coloro che credono siano quelle di ordine sessuale, sono invece quelle che toccano le cose, i beni; la fede e lo stile di vita; la supremazia e la strumentalizzazione degli altri.

Le tre tentazioni che Gesù, dopo i giorni di digiuno e preghiera, riceve dal tentatore, rispecchiano e propongono lo stesso modello. La dinamica è certamente diversa. Gesù non soccombe, affronta e vince. Vince perché radicato nella parola che antepone ad ogni scandalosa proposta del tentatore. Non si lascia ammaliare dai beni materiali lui che ha fatto del pane quotidiano il bene per tutti. Lui che ha dato una tana alle volpi, un nido agli uccelli e per sé non ha riservato neppure una pietra dove posare il capo. Dà da mangiare ai passeri e riveste di bellezza i gigli del campo, fa piovere sui giusti e gli ingiusti. Non si lascia ingannare dalla tentazione di un dio magico, di un dio eclatante, scenico, ma pone al centro del suo rapporto col padre, l’amore che unisce, la docilità, la sottomissione e l’obbedienza anche se porta al terminal della croce. La coerenza si paga col sacrificio, con l’immolazione per il bene di tutti. Non cede neppure al desiderio di dover dominare, di fare della supremazia la legge e lo stile di vita. Non è il possedimento delle cose, il potere esercitato, che danno la misura di una persona ma il suo valore deriva dalla capacità di rispettare tutto e tutti, di stabilire relazioni e intrecci con ciascuno valorizzando il bello e il buono che abita ogni cuore umano.

Tentati lo siamo tutti, tentatori non lo dovremmo essere mai. La forza della tentazione diventa dirompente e devastate qualora si cede alle sue lusinghe, lasciandoci ingannare. La tentazione è come un miraggio nel deserto, appare ma non c’è. Attira ma non si fa trovare, seduce ma si vaporizza, sparisce perché non c’è ai realmente stata. Chi cede alla tentazione o chi si vanta d’essere tentatore ha sempre un retrogusto di amarezza anche se esce incolume da ogni battaglia o presume d’essere ammirato, atteso, desiderato. Chi vince, ne esce anche con le ossa rotte, con l’animo turbato, con spossatezza ma le ferite riportate, per rimanere fedeli, sono la mappa della fedeltà a Dio, sono lo spartito della musica che Dio stesso scrive sul pentagramma della vita di chi lo sa accogliere, si sa ispirare a lui per attingere forza e determinazione per respingere ogni tentativo di chi ci vuole solo sottrarre al suo abbraccio paterno ingannandoci di darci potere, possesso, piacere e supremazia.

 

- Advertisement -

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
286FansMi piace
985FollowerSegui
13,000FollowerSegui
631FollowerSegui
122IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei...

Io ero inquieta, turbata… Gesù: Alzati e piglia il ritmo dei vecchi tempi. Natuzza: Come parlate, Gesù? Cosa devo fare? Gesù: Ci sono tante cose che puoi...

Libri consigliati

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Accessibility
0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x