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I diritti nel percorso di fine vita

Un manifesto che definisce i diritti e garantisce, oltre alle cure, il rispetto della dignità e il supporto religioso e spirituale per chi si trova nella fase finale della vita in strutture sanitarie.

- Advertisement -

di: Andrea Lebra

Un manifesto che definisce i diritti e garantisce, oltre alle cure, il rispetto della dignità e il supporto religioso e spirituale per chi si trova nella fase finale della vita in strutture sanitarie.

È il Manifesto interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita presentato martedì 5 febbraio nel Salone del Commendatore del Complesso monumentale del Santo Spirito a Roma. Un lavoro importante frutto di una particolare sensibilità nei confronti del dialogo interreligioso in ambito sanitario, volto a creare un percorso che porti ad impegni concreti e che si traduce in nove punti:

  • Diritto di disporre del tempo residuo;

  • Diritto al rispetto della propria religione;

  • Diritto a servizi orientati al rispetto della sfera religiosa, spirituale e culturale;

  • Diritto alla presenza del Referente religioso o Assistente spirituale;

  • Diritto all’assistenza di un mediatore interculturale;

  • Diritto a ricevere assistenza spirituale anche da parte di Referenti di altre fedi;

  • Diritto al sostegno spirituale e al supporto relazionale per sé e per i propri familiari;

  • Diritto al rispetto delle pratiche pre post mortem;

  • Diritto al rispetto reciproco.

Il documento è un importante punto di arrivo di un percorso pienamente condiviso con le confessioni religiose che rende possibile la trasformazione dei nove diritti sottoscritti in procedure operative.

È particolarmente significativo il fatto che tutte le confessioni religiose sottoscrivano un testo comune in una data che si colloca all’interno della Settimana mondiale dell’armonia interreligiosa promossa dall’Assemblea generale dell’ONU.

Il Gruppo Promotore, costituito da ASL Roma 1, GMC – Università Cattolica del Sacro Cuore e Tavolo Interreligioso di Roma, vuole essere anche un punto di riferimento per realizzare e sostenere nuove iniziative volte a promuovere il percorso quale modello di accoglienza, sostegno e rispetto della fede di tutti replicabile in altre realtà sanitarie.

Oltre al Gruppo Promotore, i firmatari del Manifesto sono: Centro Islamico Culturale d’Italia, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Diocesi ortodossa romena d’Italia, Hospice Villa Speranza – Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Unione Buddhista Italiana, Unione Comunità Ebraiche Italiane, Unione Induista Italiana, Unione Italiana Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno, Vicariato di Roma, AVO (Associazione volontari ospedalieri), CSV Lazio (Centro Servizio per il Volontariato), Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato, un Operatore socio-sanitario in rappresentanza della categoria.

“Manifesto Interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita”

  1. Diritto di disporre del tempo residuo

Ogni persona ha il diritto di conoscere ed essere reso consapevole del suo percorso di cura e del possibile esito, secondo i protocolli terapeutici più aggiornati, affinché possa gestire la propria vita in modo qualitativamente soddisfacente, anche in relazione alla propria spiritualità e fede religiosa.

  1. Diritto al rispetto della propria religione

Ogni persona ha il diritto di comunicare la propria fede religiosa alla struttura sanitaria affinché possa essere rispettata, in conformità alla normativa sulla privacy.

  1. Diritto a servizi orientati al rispetto della sfera religiosa, spirituale e culturale

Ogni persona ha il diritto di usufruire di servizi rispettosi della sua sfera religiosa, spirituale e culturale, compatibilmente con le possibilità organizzative. A tal fine la struttura sanitaria deve promuovere adeguati percorsi informativi e formativi per gli operatori.

  1. Diritto alla presenza del Referente religioso o Assistente spirituale

Ogni persona ha diritto di avere accanto il proprio Referente religioso o Assistente spirituale cui sia garantito l’accesso, compatibilmente con l’organizzazione dei servizi sanitari.

  1. Diritto all’assistenza di un mediatore interculturale

Ogni persona ha il diritto nel percorso di fine vita di potersi avvalere di un mediatore interculturale o altra persona competente autorizzata, il cui intervento viene favorito dalla struttura sanitaria.

  1. Diritto a ricevere assistenza spirituale anche da parte di Referenti di altre fedi

Ogni persona ha il diritto di chiedere, qualora l’Assistente spirituale della propria fede non fosse disponibile, l’assistenza da parte di un Referente di altra fede.

  1. Diritto al sostegno spirituale e al supporto relazionale per sé e per i propri familiari

Ogni persona ha il diritto di ricevere all’interno della struttura sanitaria il sostegno spirituale e il supporto relazionale per sé e per i propri familiari.

  1. Diritto al rispetto delle pratiche pre e post-mortem

Ogni persona ha diritto al rispetto delle pratiche pre e post mortem previste dalla religione di appartenenza. La struttura sanitaria è tenuta a conoscere tali pratiche, a formare adeguatamente il proprio personale e a creare le condizioni perché queste pratiche possano essere realizzate, in conformità con la normativa vigente.

  1. Diritto al rispetto reciproco

Ogni diritto porta come conseguenza il dovere di ognuno di rispettare il credo religioso degli altri, siano essi pazienti, familiari o personale di cura.

Firmatari del Manifesto

1) ASL Roma1 – Angelo Tanese – Direttore generale

2) Tavolo Interreligioso di Roma di Roma – Maria Angela Falà – Presidente

3) Tavolo Interreligioso di Roma – Paola Gabbrielli – Presidente emerito

4) GMC – Università Cattolica del Sacro Cuore – Pier Francesco Meneghini – Presidente

5) Don Carlo Abbate – Assistente Spirituale Hospice Villa Speranza di Roma – Università Cattolica del Sacro Cuore

6) Vicariato di Roma – mons. Paolo Ricciardi – Vescovo ausiliare delegato per la Pastorale della salute diocesi di Roma

7) Unione Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno – Stefano Paris – Presidente

8) Diocesi Ortodossa Romena d’Italia – padre Ilie Ursachi – Consigliere per la Pastorale sociale e sanitaria

9) Federazione delle Chiese Evangeliche – pastore Luca Maria Negro – Presidente

10) Centro Islamico Culturale d’Italia – Abdellah Redouane – Segretario generale

11) Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai – Alberto Aprea – Presidente

12) Unione Buddhista Italiana – Giorgio Raspa – Presidente

13) Unione Comunità Ebraiche italiane – Noemi Di Segni – Presidente

14) Unione Induista Italiana – Franco Di Maria Jayendranatha – Presidente

15) CSV – Renzo Razzano – Presidente CSV Lazio

16) AVO – Carla Messano – vicepresidente Federavo e Rappresentante delle Regioni

17) Cittadinanzattiva – Antonio Gaudioso – Segretario generale

18) OSS – Hospice Villa Speranza – Simone Cicuzza

 

Originale: Settimana News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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I diritti nel percorso di fine vita

Un manifesto che definisce i diritti e garantisce, oltre alle cure, il rispetto della dignità e il supporto religioso e spirituale per chi si trova nella fase finale della vita in strutture sanitarie.

  

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Un manifesto che definisce i diritti e garantisce, oltre alle cure, il rispetto della dignità e il supporto religioso e spirituale per chi si trova nella fase finale della vita in strutture sanitarie.

È il Manifesto interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita presentato martedì 5 febbraio nel Salone del Commendatore del Complesso monumentale del Santo Spirito a Roma. Un lavoro importante frutto di una particolare sensibilità nei confronti del dialogo interreligioso in ambito sanitario, volto a creare un percorso che porti ad impegni concreti e che si traduce in nove punti:

  • Diritto di disporre del tempo residuo;

  • Diritto al rispetto della propria religione;

  • - Advertisement -

    Diritto a servizi orientati al rispetto della sfera religiosa, spirituale e culturale;

  • Diritto alla presenza del Referente religioso o Assistente spirituale;

  • Diritto all’assistenza di un mediatore interculturale;

  • Diritto a ricevere assistenza spirituale anche da parte di Referenti di altre fedi;

  • Diritto al sostegno spirituale e al supporto relazionale per sé e per i propri familiari;

  • Diritto al rispetto delle pratiche pre post mortem;

  • Diritto al rispetto reciproco.

Il documento è un importante punto di arrivo di un percorso pienamente condiviso con le confessioni religiose che rende possibile la trasformazione dei nove diritti sottoscritti in procedure operative.

È particolarmente significativo il fatto che tutte le confessioni religiose sottoscrivano un testo comune in una data che si colloca all’interno della Settimana mondiale dell’armonia interreligiosa promossa dall’Assemblea generale dell’ONU.

Il Gruppo Promotore, costituito da ASL Roma 1, GMC – Università Cattolica del Sacro Cuore e Tavolo Interreligioso di Roma, vuole essere anche un punto di riferimento per realizzare e sostenere nuove iniziative volte a promuovere il percorso quale modello di accoglienza, sostegno e rispetto della fede di tutti replicabile in altre realtà sanitarie.

Oltre al Gruppo Promotore, i firmatari del Manifesto sono: Centro Islamico Culturale d’Italia, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Diocesi ortodossa romena d’Italia, Hospice Villa Speranza – Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Unione Buddhista Italiana, Unione Comunità Ebraiche Italiane, Unione Induista Italiana, Unione Italiana Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno, Vicariato di Roma, AVO (Associazione volontari ospedalieri), CSV Lazio (Centro Servizio per il Volontariato), Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato, un Operatore socio-sanitario in rappresentanza della categoria.

“Manifesto Interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita”

  1. Diritto di disporre del tempo residuo

Ogni persona ha il diritto di conoscere ed essere reso consapevole del suo percorso di cura e del possibile esito, secondo i protocolli terapeutici più aggiornati, affinché possa gestire la propria vita in modo qualitativamente soddisfacente, anche in relazione alla propria spiritualità e fede religiosa.

  1. Diritto al rispetto della propria religione

Ogni persona ha il diritto di comunicare la propria fede religiosa alla struttura sanitaria affinché possa essere rispettata, in conformità alla normativa sulla privacy.

  1. Diritto a servizi orientati al rispetto della sfera religiosa, spirituale e culturale

Ogni persona ha il diritto di usufruire di servizi rispettosi della sua sfera religiosa, spirituale e culturale, compatibilmente con le possibilità organizzative. A tal fine la struttura sanitaria deve promuovere adeguati percorsi informativi e formativi per gli operatori.

  1. Diritto alla presenza del Referente religioso o Assistente spirituale

Ogni persona ha diritto di avere accanto il proprio Referente religioso o Assistente spirituale cui sia garantito l’accesso, compatibilmente con l’organizzazione dei servizi sanitari.

  1. Diritto all’assistenza di un mediatore interculturale

Ogni persona ha il diritto nel percorso di fine vita di potersi avvalere di un mediatore interculturale o altra persona competente autorizzata, il cui intervento viene favorito dalla struttura sanitaria.

  1. Diritto a ricevere assistenza spirituale anche da parte di Referenti di altre fedi

Ogni persona ha il diritto di chiedere, qualora l’Assistente spirituale della propria fede non fosse disponibile, l’assistenza da parte di un Referente di altra fede.

  1. Diritto al sostegno spirituale e al supporto relazionale per sé e per i propri familiari

Ogni persona ha il diritto di ricevere all’interno della struttura sanitaria il sostegno spirituale e il supporto relazionale per sé e per i propri familiari.

  1. Diritto al rispetto delle pratiche pre e post-mortem

Ogni persona ha diritto al rispetto delle pratiche pre e post mortem previste dalla religione di appartenenza. La struttura sanitaria è tenuta a conoscere tali pratiche, a formare adeguatamente il proprio personale e a creare le condizioni perché queste pratiche possano essere realizzate, in conformità con la normativa vigente.

  1. Diritto al rispetto reciproco

Ogni diritto porta come conseguenza il dovere di ognuno di rispettare il credo religioso degli altri, siano essi pazienti, familiari o personale di cura.

Firmatari del Manifesto

1) ASL Roma1 – Angelo Tanese – Direttore generale

2) Tavolo Interreligioso di Roma di Roma – Maria Angela Falà – Presidente

3) Tavolo Interreligioso di Roma – Paola Gabbrielli – Presidente emerito

4) GMC – Università Cattolica del Sacro Cuore – Pier Francesco Meneghini – Presidente

5) Don Carlo Abbate – Assistente Spirituale Hospice Villa Speranza di Roma – Università Cattolica del Sacro Cuore

6) Vicariato di Roma – mons. Paolo Ricciardi – Vescovo ausiliare delegato per la Pastorale della salute diocesi di Roma

7) Unione Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno – Stefano Paris – Presidente

8) Diocesi Ortodossa Romena d’Italia – padre Ilie Ursachi – Consigliere per la Pastorale sociale e sanitaria

9) Federazione delle Chiese Evangeliche – pastore Luca Maria Negro – Presidente

10) Centro Islamico Culturale d’Italia – Abdellah Redouane – Segretario generale

11) Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai – Alberto Aprea – Presidente

12) Unione Buddhista Italiana – Giorgio Raspa – Presidente

13) Unione Comunità Ebraiche italiane – Noemi Di Segni – Presidente

14) Unione Induista Italiana – Franco Di Maria Jayendranatha – Presidente

15) CSV – Renzo Razzano – Presidente CSV Lazio

16) AVO – Carla Messano – vicepresidente Federavo e Rappresentante delle Regioni

17) Cittadinanzattiva – Antonio Gaudioso – Segretario generale

18) OSS – Hospice Villa Speranza – Simone Cicuzza

 

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