21.4 C
Rome
giovedì, 18 Luglio 2019

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Parola di Dio Il Vangelo della Festa - Anno C Giovedì Santo - Anno C - 18 aprile 2019

Giovedì Santo – Anno C – 18 aprile 2019

Il servizio come scelta di stile per amare davvero.






    Dal Vangelo secondo Giovanni.

    “Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine.
    Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.
    Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
    Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi»”.




    Servire, amare, dimenticare se stessi, permettere d’essere esclusi, abbandonati, rifiutati per amore, allora nasce un nuovo mondo. Questo è il seme di una nuova umanità. La chiesa, diceva Paolo VI, nella “Popolorum progressio” (26 marzo 1967) è “esperta in umanità” perché predica, pratica e si nutre di amore attraverso la dimensione del servizio, della prossimità, dell’inclusione, del rispetto, dell’accoglienza. Sensibile alle necessità altrui, non mossa da una forza indagatrice e speculativa, si deve chinare dinanzi alle emergenze per soccorrerle per dare una soluzione, non a tavolino, con intuiti e strategie, ma concretamente. 

    Archimede ha chiesto una leva per poter essere in grado di sollevare il mondo. La vera leva del mondo, che lo fa lievitare senza determinare vittime, vinti e vincitori è l’amore. Il servizio donato gratuitamente senza calcolo di rendimento per profitti personali. Un amore non come investimento ma donato a fondo perduto, come una mamma nei confronti dei figli, ama gratuitamente.  L’amore, quindi, è il servizio concreto che rendiamo gli uni agli altri. L’amore non sono parole, sono opere e servizio; un servizio umile, fatto nel silenzio e nel nascondimento, come Gesù stesso ha detto: “non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra” (Matteo 6,3). Un amore donato senza mettere il mittente in evidenza per esprimere il desiderio d’essere ripagati. Un amore che non pretende restituzioni, casomai caricate degli interessi maturati.

    Non dimentichiamo che lavando i piedi dei discepoli e chiedendo loro di fare altrettanto, Gesù ci ha invitato anche a confessare a vicenda le nostre mancanze e a pregare gli uni per gli altri per saperci perdonare di cuore. In questo senso, ricordiamo le parole del santo vescovo Agostino quando scriveva: “Non disdegni il cristiano di fare quanto fece Cristo. Perché quando il corpo si piega fino ai piedi del fratello, anche nel cuore si accende, o se già c’era si alimenta, il sentimento di umiltà […] Perdoniamoci a vicenda i nostri torti e preghiamo a vicenda per le nostre colpe e così in qualche modo ci laveremo i piedi a vicenda”. L’amore, la carità è il servizio, aiutare gli altri, servire gli altri. Quando ci dimentichiamo di noi stessi e pensiamo agli altri, allora possiamo dire di amare! E con la lavanda dei piedi il Signore ci insegna ad essere servitori, di più: servi, come Lui è stato servo per noi, per ognuno di noi. E’ attraverso la scuola del servizio che impariamo dalla cattedra della croce di Cristo, segno del suo amore estremo.




    I piedi, in quel tempo, erano lavati dagli schiavi: era un compito da schiavo. E Gesù volle fare questo servizio, per darci un esempio di come noi dobbiamo servirci gli uni gli altri. Capovolge,
    Gesù capovolge l’abitudine storica, culturale di quell’epoca – anche questa di oggi – colui che comanda, per essere un bravo capo, sia dove sia, deve servire. Il servizio: davvero c’è gente che non facilita questo atteggiamento, gente superba, gente odiosa, gente che forse ci augura del male; ma noi siamo chiamati a servirli di più. E anche c’è gente che soffre, che è scartata dalla società, almeno per un periodo, e Gesù va lì a dir loro: Tu sei importante per me. Gesù viene a servirci Gesù rischia su ognuno di noi. Sappiate questo: Gesù si chiama Gesù, non si chiama Ponzio Pilato. Gesù non sa lavarsi le mani: soltanto sa rischiare! Questo è il servizio, questo è Gesù: non ci abbandona mai; non si stanca mai di perdonarci. Ci ama tanto.

    (Omelia, Messa in Coena Domini, Giovedì Santo, 29 marzo 2018)




    Padre onnipotente, che nella vita terrena ci hai nutriti alla Cena del tuo Figlio, accoglici come tuoi commensali al banchetto glorioso del cielo. Per Cristo nostro Signore.



- Advertisement -
B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

Giovedì Santo – Anno C – 18 aprile 2019

Il servizio come scelta di stile per amare davvero.






    Dal Vangelo secondo Giovanni.

    “Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine.
    Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.
    Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
    Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi»”.




    Servire, amare, dimenticare se stessi, permettere d’essere esclusi, abbandonati, rifiutati per amore, allora nasce un nuovo mondo. Questo è il seme di una nuova umanità. La chiesa, diceva Paolo VI, nella “Popolorum progressio” (26 marzo 1967) è “esperta in umanità” perché predica, pratica e si nutre di amore attraverso la dimensione del servizio, della prossimità, dell’inclusione, del rispetto, dell’accoglienza. Sensibile alle necessità altrui, non mossa da una forza indagatrice e speculativa, si deve chinare dinanzi alle emergenze per soccorrerle per dare una soluzione, non a tavolino, con intuiti e strategie, ma concretamente. 

    Archimede ha chiesto una leva per poter essere in grado di sollevare il mondo. La vera leva del mondo, che lo fa lievitare senza determinare vittime, vinti e vincitori è l’amore. Il servizio donato gratuitamente senza calcolo di rendimento per profitti personali. Un amore non come investimento ma donato a fondo perduto, come una mamma nei confronti dei figli, ama gratuitamente.  L’amore, quindi, è il servizio concreto che rendiamo gli uni agli altri. L’amore non sono parole, sono opere e servizio; un servizio umile, fatto nel silenzio e nel nascondimento, come Gesù stesso ha detto: “non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra” (Matteo 6,3). Un amore donato senza mettere il mittente in evidenza per esprimere il desiderio d’essere ripagati. Un amore che non pretende restituzioni, casomai caricate degli interessi maturati.

    Non dimentichiamo che lavando i piedi dei discepoli e chiedendo loro di fare altrettanto, Gesù ci ha invitato anche a confessare a vicenda le nostre mancanze e a pregare gli uni per gli altri per saperci perdonare di cuore. In questo senso, ricordiamo le parole del santo vescovo Agostino quando scriveva: “Non disdegni il cristiano di fare quanto fece Cristo. Perché quando il corpo si piega fino ai piedi del fratello, anche nel cuore si accende, o se già c’era si alimenta, il sentimento di umiltà […] Perdoniamoci a vicenda i nostri torti e preghiamo a vicenda per le nostre colpe e così in qualche modo ci laveremo i piedi a vicenda”. L’amore, la carità è il servizio, aiutare gli altri, servire gli altri. Quando ci dimentichiamo di noi stessi e pensiamo agli altri, allora possiamo dire di amare! E con la lavanda dei piedi il Signore ci insegna ad essere servitori, di più: servi, come Lui è stato servo per noi, per ognuno di noi. E’ attraverso la scuola del servizio che impariamo dalla cattedra della croce di Cristo, segno del suo amore estremo.




    I piedi, in quel tempo, erano lavati dagli schiavi: era un compito da schiavo. E Gesù volle fare questo servizio, per darci un esempio di come noi dobbiamo servirci gli uni gli altri. Capovolge,
    Gesù capovolge l’abitudine storica, culturale di quell’epoca – anche questa di oggi – colui che comanda, per essere un bravo capo, sia dove sia, deve servire. Il servizio: davvero c’è gente che non facilita questo atteggiamento, gente superba, gente odiosa, gente che forse ci augura del male; ma noi siamo chiamati a servirli di più. E anche c’è gente che soffre, che è scartata dalla società, almeno per un periodo, e Gesù va lì a dir loro: Tu sei importante per me. Gesù viene a servirci Gesù rischia su ognuno di noi. Sappiate questo: Gesù si chiama Gesù, non si chiama Ponzio Pilato. Gesù non sa lavarsi le mani: soltanto sa rischiare! Questo è il servizio, questo è Gesù: non ci abbandona mai; non si stanca mai di perdonarci. Ci ama tanto.

    (Omelia, Messa in Coena Domini, Giovedì Santo, 29 marzo 2018)




    Padre onnipotente, che nella vita terrena ci hai nutriti alla Cena del tuo Figlio, accoglici come tuoi commensali al banchetto glorioso del cielo. Per Cristo nostro Signore.



- Advertisement -
- Advertisement -

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
276FansMi piace
833FollowerSegui
13,000FollowerSegui
583FollowerSegui
56IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Seguici su Facebook

Seguici su Instagram

Seguici su Twitter

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO