9.5 C
Roma
Ven, 27 Novembre 2020

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Vita cristiana «Gettati in mare perché cristiani»

«Gettati in mare perché cristiani»

- Advertisement -

Quindici immigrati sono stati arrestati a Palermo con l’accusa di aver gettato in mare durante la traversata del Canale di Sicilia dodici loro compagni di religione cristiana. I 15 sono tutti musulmani e tra loro c’è anche un minorenne.

A firmare la richiesta di arresto è stato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, perché i fatti sono accaduti in acque internazionali. Era stato il Procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, a inoltrare la richiesta di arresto al ministro.

Secondo quanto ricostruito in base alle testimonianze di altri profughi, sul barcone sarebbe scoppiata una rissa per motivi religiosi e i musulmani hanno sopraffatto i cristiani e li hanno scaraventati fuori bordo. La polizia avrebbe raccolto “dichiarazioni coerenti”, si apprende da fonti giudiziarie, e ci sarebbero anche riconoscimenti fotografici di alcuni degli indagati. I 15 arrestati fanno parte di uno dei tre gruppi di profughi sbarcati ieri a Palermo con tre diversi navi che li avevano soccorsi nel Canale di Sicilia.

I 15 sono di nazionalità ivoriana, malese e senegalese, e sono accusati di omicidio plurimo, aggravato dall’odio religioso. Le indagini della Squadra Mobile palermitana sono cominciate dopo le testimonianze di una decina di naufraghi nigeriani e ghanesi, sbarcati al porto di Palermo, a bordo della nave ‘Ellensborg’, ieri. I testimoni, piangendo, hanno raccontato di essere superstiti di uno scontro religioso scaturito dall’odio di un gruppo di musulmani verso i cristiani.
I migranti hanno raccontato di essersi imbarcati il 14 aprile su un gommone, partito dalle coste libiche con 105 persone, in prevalenza senegalesi ed ivoriani. Durante la traversata, nigeriani e ghanesi, in minoranza, sarebbero stati minacciati di essere abbandonati in acqua perché cristiani, da una quindicina di passeggeri, di nazionalità ivoriana, senegalese, maliana e della Guinea Bissau. Dalle minacce i musulmani sarebbero passati all’azione gettando in acqua dodici tra nigeriani e ghanesi. I superstiti si sarebbero salvati soltanto perché oppostisi strenuamente al tentativo di annegamento, in alcune casi formando anche una vera e propria catena umana.

Il video della Polizia di Stato

Immediata la polemica politica con Ignazio La Russa che accusa il governo Renzi di favorire il terrorismo e chiede una relazione in aula. “La politica sconsiderata del governo Renzi non solo sta mettendo in ginocchio la tenuta sociale delle nostre città ma come dimostrano i fatti, consente l’ingresso sul suolo italiano di
terroristi fondamentalisti. Il governo spieghi immediatamente
questa vicenda”. “Gli scafisti utilizzano le operazioni di soccorso come veri e propri traghetti a chiamata. Unica soluzione è il blocco delle partenze” dice Roberto Calderoli della Lega.

Un altro naufragio con 40 vittime sarebbe avvenuto nei giorni scorsi nel Canale di Sicilia. A sostenerlo cinque superstiti sbarcati ieri nel porto di Trapani dalla nave “Foscari” della Marina Militare. I 4 sopravvissuti hanno riferito agli operatori umanitari e alla Polizia, che sta valutando il loro racconto, di essere partiti in 45 da Tripoli su un gommone naufragato.

I miigranti tutti maschi – due provenienti dalla Nigeria, uno dal Ghana e uno dal Niger – hanno raccontato di avere preso il largo dalle coste libiche a bordo di un vecchio gommone i cui tubolari si sono ben presto
sgonfiati. I naufraghi sono stati avvistati da un aereo in ricognizione nel Canale di Sicilia che ha dato l’allarme, ma quando la nave “Foscari” è giunta sul posto il gommone era già affondati e l’unità militare ha potuto recuperare solo i quattro superstiti.

Complessivamente sono 586 – tra i quali 78 donne, molte delle quali incinte, e 58 bambini, cinque dei quali neonati – i profughi raccolti dalla nave della Marina in tre distinte operazioni di soccorso e sbarcati stamane sul molo Ronciglio del porto di Trapani. I quattro naufraghi, dopo essere stati ascoltati dalla polizia, sono stati trasferiti temporaneamente nel Cie di Milo (Trapani).

L’Ue: situazione destinata a peggiorare. La situazione nel Mediterraneo “è pesante” ed “è destinata a peggiorare nelle settimane e nei mesi a venire visto che le condizioni meteorologiche miglioreranno e l’instabilità e i conflitti nei paesi vicini continuano”: lo ha riferito la portavoce della Commissione Ue in materia di immigrazione, Natasha Bertaud, durante il punto stampa quotidiano dell’Esecutivo Ue a Bruxelles. La portavoce ha ribadito che la Commissione presenterà un nuovo documento sulla politica migratoria a maggio ma ha anche sottolineato che al momento “non ci sono nè fondi nè volontà politica” per far partire una missione europea di salvataggio dei migranti
nel Mediterraneo, come lo era Mare Nostrum.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

«Gettati in mare perché cristiani»

- Advertisement -

Quindici immigrati sono stati arrestati a Palermo con l’accusa di aver gettato in mare durante la traversata del Canale di Sicilia dodici loro compagni di religione cristiana. I 15 sono tutti musulmani e tra loro c’è anche un minorenne.

A firmare la richiesta di arresto è stato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, perché i fatti sono accaduti in acque internazionali. Era stato il Procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, a inoltrare la richiesta di arresto al ministro.

Secondo quanto ricostruito in base alle testimonianze di altri profughi, sul barcone sarebbe scoppiata una rissa per motivi religiosi e i musulmani hanno sopraffatto i cristiani e li hanno scaraventati fuori bordo. La polizia avrebbe raccolto “dichiarazioni coerenti”, si apprende da fonti giudiziarie, e ci sarebbero anche riconoscimenti fotografici di alcuni degli indagati. I 15 arrestati fanno parte di uno dei tre gruppi di profughi sbarcati ieri a Palermo con tre diversi navi che li avevano soccorsi nel Canale di Sicilia.

I 15 sono di nazionalità ivoriana, malese e senegalese, e sono accusati di omicidio plurimo, aggravato dall’odio religioso. Le indagini della Squadra Mobile palermitana sono cominciate dopo le testimonianze di una decina di naufraghi nigeriani e ghanesi, sbarcati al porto di Palermo, a bordo della nave ‘Ellensborg’, ieri. I testimoni, piangendo, hanno raccontato di essere superstiti di uno scontro religioso scaturito dall’odio di un gruppo di musulmani verso i cristiani.
I migranti hanno raccontato di essersi imbarcati il 14 aprile su un gommone, partito dalle coste libiche con 105 persone, in prevalenza senegalesi ed ivoriani. Durante la traversata, nigeriani e ghanesi, in minoranza, sarebbero stati minacciati di essere abbandonati in acqua perché cristiani, da una quindicina di passeggeri, di nazionalità ivoriana, senegalese, maliana e della Guinea Bissau. Dalle minacce i musulmani sarebbero passati all’azione gettando in acqua dodici tra nigeriani e ghanesi. I superstiti si sarebbero salvati soltanto perché oppostisi strenuamente al tentativo di annegamento, in alcune casi formando anche una vera e propria catena umana.

Il video della Polizia di Stato

Immediata la polemica politica con Ignazio La Russa che accusa il governo Renzi di favorire il terrorismo e chiede una relazione in aula. “La politica sconsiderata del governo Renzi non solo sta mettendo in ginocchio la tenuta sociale delle nostre città ma come dimostrano i fatti, consente l’ingresso sul suolo italiano di
terroristi fondamentalisti. Il governo spieghi immediatamente
questa vicenda”. “Gli scafisti utilizzano le operazioni di soccorso come veri e propri traghetti a chiamata. Unica soluzione è il blocco delle partenze” dice Roberto Calderoli della Lega.

- Advertisement -

Un altro naufragio con 40 vittime sarebbe avvenuto nei giorni scorsi nel Canale di Sicilia. A sostenerlo cinque superstiti sbarcati ieri nel porto di Trapani dalla nave “Foscari” della Marina Militare. I 4 sopravvissuti hanno riferito agli operatori umanitari e alla Polizia, che sta valutando il loro racconto, di essere partiti in 45 da Tripoli su un gommone naufragato.

I miigranti tutti maschi – due provenienti dalla Nigeria, uno dal Ghana e uno dal Niger – hanno raccontato di avere preso il largo dalle coste libiche a bordo di un vecchio gommone i cui tubolari si sono ben presto
sgonfiati. I naufraghi sono stati avvistati da un aereo in ricognizione nel Canale di Sicilia che ha dato l’allarme, ma quando la nave “Foscari” è giunta sul posto il gommone era già affondati e l’unità militare ha potuto recuperare solo i quattro superstiti.

Complessivamente sono 586 – tra i quali 78 donne, molte delle quali incinte, e 58 bambini, cinque dei quali neonati – i profughi raccolti dalla nave della Marina in tre distinte operazioni di soccorso e sbarcati stamane sul molo Ronciglio del porto di Trapani. I quattro naufraghi, dopo essere stati ascoltati dalla polizia, sono stati trasferiti temporaneamente nel Cie di Milo (Trapani).

L’Ue: situazione destinata a peggiorare. La situazione nel Mediterraneo “è pesante” ed “è destinata a peggiorare nelle settimane e nei mesi a venire visto che le condizioni meteorologiche miglioreranno e l’instabilità e i conflitti nei paesi vicini continuano”: lo ha riferito la portavoce della Commissione Ue in materia di immigrazione, Natasha Bertaud, durante il punto stampa quotidiano dell’Esecutivo Ue a Bruxelles. La portavoce ha ribadito che la Commissione presenterà un nuovo documento sulla politica migratoria a maggio ma ha anche sottolineato che al momento “non ci sono nè fondi nè volontà politica” per far partire una missione europea di salvataggio dei migranti
nel Mediterraneo, come lo era Mare Nostrum.

- Advertisement -

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
289FansMi piace
985FollowerSegui
13,000FollowerSegui
638FollowerSegui
137IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei...

Io ero inquieta, turbata… Gesù: Alzati e piglia il ritmo dei vecchi tempi. Natuzza: Come parlate, Gesù? Cosa devo fare? Gesù: Ci sono tante cose che puoi...

Libri consigliati

Matino: L’allegria

La simbolica del grido nel Vangelo di Marco

Libri consigliati

Morandini: Cambiare rotta

La speranza di Giobbe

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Accessibility
0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x