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Frozen.Il regno di ghiaccio

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1È uscito nelle sale cinematografiche il 19 dicembre un nuovo cartone della Walt Disney tutto al femminile.

Non solo le due protagoniste sono due donne cioè due sorelle ma anche nello staff della produzione il mondo si sta rinnovando al femminile.

Frozen .Il regno di ghiaccio. È molto liberamente tratto dalla fiaba di Hans Christian Andersen, La regina delle nevi.

Questa  fiaba è fra le più apprezzate tra tutte quelle dello scrittore danese in quanto è la più lunga. Essa è infatti divisa in sette sezioni, ognuna delle quali descrive una vicenda compiuta e contiene una propria morale che  è comunque connessa da un sottile filo rosso con tutte le altre 6.

Il cartone della Disney si distanzia non poco dalla trama originale ma ne conserva il nocciolo centrale: l’amore vince il male; l’amore è la forza più grande dell’universo.

Nell’antica Scandinavia la principessa Elisa è la primogenita della famiglia reale di Arandelle, ed è nata con un particolare potere magico: può infatti creare e manipolare il ghiaccio e la neve. Finché è bambina, questo particolare dono sembra una simpatica magia, tanto lei lo usa solo per giocare insieme alla sorellina Anna. Una notte, tuttavia, Elsa colpisce involontariamente quest’ultima con un getto di ghiaccio che la lascia priva di sensi e completamente gelata. Il re e la regina di Arandelle chiedono aiuto ai Troll, il cui re spiega che il potere di Elsa è al contempo un dono e una maledizione, perché troppo potente da gestire. I genitori delle bambine chiedono che ad Anna si rimosso il ricordo di questi poteri, e decidono di tenerli nascosti al mondo chiudendo per sempre le porte del palazzo reale. Anche il rapporto tra le due sorelline viene pesantemente minato, in quanto esse non possono avere più contatti. Il re e la regina,  anni dopo, muoiono in una tempesta nel mare.

Tre anni dopo l’incidente Elsa diventa maggiorenne ed è per lei il momento di salire al trono. Per l’incoronazione viene organizzata una grande festa e il palazzo viene riaperto; Anna, di carattere vivace e intraprendente, aspetta con ansia quel momento, mente Elsa teme che i suoi poteri possano uscire allo scoperto. Durante il ricevimento le due sorelle sembrano ritrovarsi, ma nel frattempo Anna conosce uno degli invitati, il Principe Hans delle Isole del Sud; i due sembrano subito piacersi e addirittura lui le chiede di sposarlo. Anna accetta immediatamente, Elsa rifiuta di dare alla coppia la benedizione necessaria al matrimonio. Anna allora le rinfaccia tutti gli anni di solitudine che le ha fatto passare, e nel litigio che ne segue Elsa sprigiona inavvertitamente i suoi poteri davanti a tutti i presenti. Terrorizzata, la regina fugge, sprigionando un inverno perenne su Arandelle mentre scappa.

Elsa trova rifugio in cima a una montagna; qui, libera per la prima volta da tutti i vincoli e le imposizioni, decide di sprigionare completamente i suoi poteri, e si costruisce un magnifico palazzo di ghiaccio, dando inoltre vita ad Olaf, un pupazzo di neve con il quale lei e sua sorella giocavano da bimbe. Nel frattempo  Anna si mette all’inseguimento di Elsa, pensando di poter chiarire tutto e riportare sua sorella sul trono. Durante il viaggio fa la conoscenza di Kristoff, un venditore di ghiaccio ormai disoccupato, e della sua renna Sven. La principessa convince il ragazzo a farle da guida verso il palazzo di Elsa; il gruppo fa anche la conoscenza di Olaf, che li conduce dritti da lei. Le due sorelle si riuniscono ma ben presto le cose degenerano: Anna vorrebbe riportare Elsa a casa, ma quest’ultima ha ancora paura di poterle fare male e rifiuta  l’offerta. Quando però viene a sapere di ciò che sta succedendo ad Arandelle , Elsa si sente nuovamente prigioniera e libera i suoi poteri, colpendo inavvertitamente Anna con un getto di ghiaccio; poi crea un gigantesco uomo di neve che caccia via Anna, Kristoff, Sven e Olaf. Al termine dell’inseguimento, i capelli di Anna cominciano a diventare bianchi e la ragazza, sempre più debole, avverte un fortissimo freddo. Kristoff la porta dai Troll: da bambino aveva assistito alla prima volta che il Re l’aveva guarita, e crede che lo possa fare ancora; purtroppo però stavolta Elsa ha colpito Anna al cuore, e solo un atto di vero amore potrà salvarla da una terribile sorte: diventare completamente di ghiaccio. Kristoff fa di nuovo rotta verso Arandelle, credendo che Hans possa salvare Anna; il principe è però partito alla volta del castello di Elsa. Qui ha luogo una battaglia al termine della quale Elsa perde i sensi e viene riportata ad Arandelle, dove è tenuta prigioniera. Hans le chiede di spezzare l’incantesimo dell’inverno, ma Elsa non può farlo. Anna intanto arriva al castello, sempre più debole e fredda, ma quando chiede ad Hans di baciarla questi le nega la salvezza, poiché in realtà non l’ha mai amata ma ha finto di farlo per poter regnare su Arandelle. Il principe lascia dunque Anna morire, e dichiara alla corte di aver visto Elsa ucciderla, accusandola di alto tradimento. Elsa riesce a fuggire e scatena una tempesta nella quale si nasconde. Intanto Olaf trova Anna e riesce a riscaldarla evitandole di morire; le rivela poi che Kristoff, pur senza dichiararsi, si è innamorato di lei. Il giovane sta infatti sfidando la tempesta per tornare a salvarla. Anche Anna, pur debolissima, si butta nella tormenta per andargli incontro. Hans intanto trova Elsa e le mente dicendole che Anna è morta per causa sua; disperata, Elsa crolla a piangere e la tempesta svanisce, dando a Kristoff e Anna la possibilità di corrersi incontro; ma Anna vede che Hans sta per uccidere sua sorella e rinuncia alla sua salvezza per correre ad aiutarla. Mentre si frappone tra Hans ed Elsa, Anna diventa una statua di ghiaccio, spezzando la spada del principe.

Mentre Elsa si dispera, Anna improvvisamente si rianima, e Olaf spiega che il suo sacrificio era un “atto di vero amore”. Elsa capisce allora che la chiave per controllare i suoi poteri è proprio l’amore, e riesce finalmente a spezzare l’incantesimo dell’inverno. Elsa quindi prende il suo posto di Regina, decidendo di non chiudere mai più il suo castello; Hans viene arrestato per tentato regicidio, condannato all’ergastolo nel suo regno, dove dovrà sopportare il disonore della sua buona famiglia irata, mentre Anna e Kristoff sono liberi di amarsi. Elsa infine sprigiona i suoi poteri per rendere felici i cittadini di Arandelle.

Cosa distanzia l’originale dalla produzione Disney ? La fiaba di Andersen ha un respiro molto più ampio, gran parte del mondo è coinvolta nelle vicende. C’è una famiglia, c’è una comunità, ci sono paesi stranieri e lontani  che in qualche modo comunque entrano in gioco in tutta la dinamica morale della fiaba stessa.

Andersen desidera ricordare che il male – egoismo, invidia, desiderio di potenza – è  un elemento presente ed onnipresente e che il bene parimenti è disseminato ovunque e nei luoghi più impensati. Una sorta di sindrome di Blanche Dubois mista con l’apertura mentale di conoscere tante competenze – poteri – perché il mondo è complesso di per sé. Che cosa c’è qui di vecchio e di nuovo? Di vecchio la presenza di tante canzoni che non solo interrompono l’azione con melodie gradevoli all’ascolto ma anche la credibilità (perché mai un personaggio disperato dovrebbe mettersi a cantare ?), o si tratta di una tragedia lirica o siamo di fronte ad una storia d’amore, cioè ad una storia che esalta “la funzione dell’amore” in ogni ambito dell’esistenza umana; famiglia, società e politica. Di nuovo c’è che la protagonista Anna non solo è buona, come si richiede che sia l’eroina di una fiabe educativa, ma è anche grintosa, brillante, sa prendere in mano la situazione drammatica con audacia, personalità, crescente sapienza e molta autoironia. Non a caso una delle massime del film è: meglio non  fermarsi al primo colpo di fulmine.

Si  tratta di un cartone gradevole e dalla dolcezza e senso della complicità disarmante. E’percepibile a pelle

che c’è un rinnovamento tutto femminile nel mondo dell’animazione. C’era già stata una donna regista di un film di una grande casa di produzione statunitense; Jennifer Yuh ha diretto Kung Fu Panda 2 (della Dreamworks), uscito due anni fa. Ora c’è un’altra Jennifer, Jennifer Lee. È lei che ha scritto la sceneggiatura e diretto (insieme al veterano Chris Buck)il nuovo film della Disney.  È la prima volta di una donna in casa Disney almeno per i lungometraggi. La colonna sonora è del compositore canadese – televisivo e cinematografico – Christopher Beck (Buffy l’ammazzavampiri, Starstruck 1998, Let the Devil Wear Nero 1999, Bring it On 2000, Confidence 2003, American Wedding 2003, Sotto il sole della Toscana 2003, Garfield 2004, Elektra 2005, Garfield: A Tail of two Kitties 2006, Scuola per canaglie, La Pantera Rosa 2006, We are Marshall 2006, License to wed 2007, The Seeker 2007,Fred Claus 2007, Charlie Bartlett 2007, Drillbit Taylor 2008, Phoebe in Wonderland 2008, Ti amo Beth Cooper 2009, La Pantera Rosa 2 2009, Una notte da leoni  2009, Waiting for Superman 2010, Tower Heist e I Muppet 2011. È apparso nel documentario Finding Kraftland 2006).

Egidia Simonetti

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Frozen.Il regno di ghiaccio

  

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1È uscito nelle sale cinematografiche il 19 dicembre un nuovo cartone della Walt Disney tutto al femminile.

Non solo le due protagoniste sono due donne cioè due sorelle ma anche nello staff della produzione il mondo si sta rinnovando al femminile.

Frozen .Il regno di ghiaccio. È molto liberamente tratto dalla fiaba di Hans Christian Andersen, La regina delle nevi.

Questa  fiaba è fra le più apprezzate tra tutte quelle dello scrittore danese in quanto è la più lunga. Essa è infatti divisa in sette sezioni, ognuna delle quali descrive una vicenda compiuta e contiene una propria morale che  è comunque connessa da un sottile filo rosso con tutte le altre 6.

Il cartone della Disney si distanzia non poco dalla trama originale ma ne conserva il nocciolo centrale: l’amore vince il male; l’amore è la forza più grande dell’universo.

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Nell’antica Scandinavia la principessa Elisa è la primogenita della famiglia reale di Arandelle, ed è nata con un particolare potere magico: può infatti creare e manipolare il ghiaccio e la neve. Finché è bambina, questo particolare dono sembra una simpatica magia, tanto lei lo usa solo per giocare insieme alla sorellina Anna. Una notte, tuttavia, Elsa colpisce involontariamente quest’ultima con un getto di ghiaccio che la lascia priva di sensi e completamente gelata. Il re e la regina di Arandelle chiedono aiuto ai Troll, il cui re spiega che il potere di Elsa è al contempo un dono e una maledizione, perché troppo potente da gestire. I genitori delle bambine chiedono che ad Anna si rimosso il ricordo di questi poteri, e decidono di tenerli nascosti al mondo chiudendo per sempre le porte del palazzo reale. Anche il rapporto tra le due sorelline viene pesantemente minato, in quanto esse non possono avere più contatti. Il re e la regina,  anni dopo, muoiono in una tempesta nel mare.

Tre anni dopo l’incidente Elsa diventa maggiorenne ed è per lei il momento di salire al trono. Per l’incoronazione viene organizzata una grande festa e il palazzo viene riaperto; Anna, di carattere vivace e intraprendente, aspetta con ansia quel momento, mente Elsa teme che i suoi poteri possano uscire allo scoperto. Durante il ricevimento le due sorelle sembrano ritrovarsi, ma nel frattempo Anna conosce uno degli invitati, il Principe Hans delle Isole del Sud; i due sembrano subito piacersi e addirittura lui le chiede di sposarlo. Anna accetta immediatamente, Elsa rifiuta di dare alla coppia la benedizione necessaria al matrimonio. Anna allora le rinfaccia tutti gli anni di solitudine che le ha fatto passare, e nel litigio che ne segue Elsa sprigiona inavvertitamente i suoi poteri davanti a tutti i presenti. Terrorizzata, la regina fugge, sprigionando un inverno perenne su Arandelle mentre scappa.

Elsa trova rifugio in cima a una montagna; qui, libera per la prima volta da tutti i vincoli e le imposizioni, decide di sprigionare completamente i suoi poteri, e si costruisce un magnifico palazzo di ghiaccio, dando inoltre vita ad Olaf, un pupazzo di neve con il quale lei e sua sorella giocavano da bimbe. Nel frattempo  Anna si mette all’inseguimento di Elsa, pensando di poter chiarire tutto e riportare sua sorella sul trono. Durante il viaggio fa la conoscenza di Kristoff, un venditore di ghiaccio ormai disoccupato, e della sua renna Sven. La principessa convince il ragazzo a farle da guida verso il palazzo di Elsa; il gruppo fa anche la conoscenza di Olaf, che li conduce dritti da lei. Le due sorelle si riuniscono ma ben presto le cose degenerano: Anna vorrebbe riportare Elsa a casa, ma quest’ultima ha ancora paura di poterle fare male e rifiuta  l’offerta. Quando però viene a sapere di ciò che sta succedendo ad Arandelle , Elsa si sente nuovamente prigioniera e libera i suoi poteri, colpendo inavvertitamente Anna con un getto di ghiaccio; poi crea un gigantesco uomo di neve che caccia via Anna, Kristoff, Sven e Olaf. Al termine dell’inseguimento, i capelli di Anna cominciano a diventare bianchi e la ragazza, sempre più debole, avverte un fortissimo freddo. Kristoff la porta dai Troll: da bambino aveva assistito alla prima volta che il Re l’aveva guarita, e crede che lo possa fare ancora; purtroppo però stavolta Elsa ha colpito Anna al cuore, e solo un atto di vero amore potrà salvarla da una terribile sorte: diventare completamente di ghiaccio. Kristoff fa di nuovo rotta verso Arandelle, credendo che Hans possa salvare Anna; il principe è però partito alla volta del castello di Elsa. Qui ha luogo una battaglia al termine della quale Elsa perde i sensi e viene riportata ad Arandelle, dove è tenuta prigioniera. Hans le chiede di spezzare l’incantesimo dell’inverno, ma Elsa non può farlo. Anna intanto arriva al castello, sempre più debole e fredda, ma quando chiede ad Hans di baciarla questi le nega la salvezza, poiché in realtà non l’ha mai amata ma ha finto di farlo per poter regnare su Arandelle. Il principe lascia dunque Anna morire, e dichiara alla corte di aver visto Elsa ucciderla, accusandola di alto tradimento. Elsa riesce a fuggire e scatena una tempesta nella quale si nasconde. Intanto Olaf trova Anna e riesce a riscaldarla evitandole di morire; le rivela poi che Kristoff, pur senza dichiararsi, si è innamorato di lei. Il giovane sta infatti sfidando la tempesta per tornare a salvarla. Anche Anna, pur debolissima, si butta nella tormenta per andargli incontro. Hans intanto trova Elsa e le mente dicendole che Anna è morta per causa sua; disperata, Elsa crolla a piangere e la tempesta svanisce, dando a Kristoff e Anna la possibilità di corrersi incontro; ma Anna vede che Hans sta per uccidere sua sorella e rinuncia alla sua salvezza per correre ad aiutarla. Mentre si frappone tra Hans ed Elsa, Anna diventa una statua di ghiaccio, spezzando la spada del principe.

Mentre Elsa si dispera, Anna improvvisamente si rianima, e Olaf spiega che il suo sacrificio era un “atto di vero amore”. Elsa capisce allora che la chiave per controllare i suoi poteri è proprio l’amore, e riesce finalmente a spezzare l’incantesimo dell’inverno. Elsa quindi prende il suo posto di Regina, decidendo di non chiudere mai più il suo castello; Hans viene arrestato per tentato regicidio, condannato all’ergastolo nel suo regno, dove dovrà sopportare il disonore della sua buona famiglia irata, mentre Anna e Kristoff sono liberi di amarsi. Elsa infine sprigiona i suoi poteri per rendere felici i cittadini di Arandelle.

Cosa distanzia l’originale dalla produzione Disney ? La fiaba di Andersen ha un respiro molto più ampio, gran parte del mondo è coinvolta nelle vicende. C’è una famiglia, c’è una comunità, ci sono paesi stranieri e lontani  che in qualche modo comunque entrano in gioco in tutta la dinamica morale della fiaba stessa.

Andersen desidera ricordare che il male – egoismo, invidia, desiderio di potenza – è  un elemento presente ed onnipresente e che il bene parimenti è disseminato ovunque e nei luoghi più impensati. Una sorta di sindrome di Blanche Dubois mista con l’apertura mentale di conoscere tante competenze – poteri – perché il mondo è complesso di per sé. Che cosa c’è qui di vecchio e di nuovo? Di vecchio la presenza di tante canzoni che non solo interrompono l’azione con melodie gradevoli all’ascolto ma anche la credibilità (perché mai un personaggio disperato dovrebbe mettersi a cantare ?), o si tratta di una tragedia lirica o siamo di fronte ad una storia d’amore, cioè ad una storia che esalta “la funzione dell’amore” in ogni ambito dell’esistenza umana; famiglia, società e politica. Di nuovo c’è che la protagonista Anna non solo è buona, come si richiede che sia l’eroina di una fiabe educativa, ma è anche grintosa, brillante, sa prendere in mano la situazione drammatica con audacia, personalità, crescente sapienza e molta autoironia. Non a caso una delle massime del film è: meglio non  fermarsi al primo colpo di fulmine.

Si  tratta di un cartone gradevole e dalla dolcezza e senso della complicità disarmante. E’percepibile a pelle

che c’è un rinnovamento tutto femminile nel mondo dell’animazione. C’era già stata una donna regista di un film di una grande casa di produzione statunitense; Jennifer Yuh ha diretto Kung Fu Panda 2 (della Dreamworks), uscito due anni fa. Ora c’è un’altra Jennifer, Jennifer Lee. È lei che ha scritto la sceneggiatura e diretto (insieme al veterano Chris Buck)il nuovo film della Disney.  È la prima volta di una donna in casa Disney almeno per i lungometraggi. La colonna sonora è del compositore canadese – televisivo e cinematografico – Christopher Beck (Buffy l’ammazzavampiri, Starstruck 1998, Let the Devil Wear Nero 1999, Bring it On 2000, Confidence 2003, American Wedding 2003, Sotto il sole della Toscana 2003, Garfield 2004, Elektra 2005, Garfield: A Tail of two Kitties 2006, Scuola per canaglie, La Pantera Rosa 2006, We are Marshall 2006, License to wed 2007, The Seeker 2007,Fred Claus 2007, Charlie Bartlett 2007, Drillbit Taylor 2008, Phoebe in Wonderland 2008, Ti amo Beth Cooper 2009, La Pantera Rosa 2 2009, Una notte da leoni  2009, Waiting for Superman 2010, Tower Heist e I Muppet 2011. È apparso nel documentario Finding Kraftland 2006).

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