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Dom, 25 Ottobre 2020

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French Kiss

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2L’esuberante risveglio dei sensi in Primavera non lascia indifferenti neanche gli uomini. Il cinguettio degli uccellini, l’erba fresca verde e i fiori esplodono in mille vivaci colori, la natura si offre per prima come buon esempio di rinascita e di novità. Il calore tanto atteso compie il resto. E come se finalmente ci risvegliassimo da un lungo cupo coma, le forme del corpo si scoprono, la forza di attrazione cresce esponenzialmente e naturalmente procura novità nelle nostre esistenze, racchiuse in passaggi intra e trans-continentali e naturalmente nuovi amori. Kate (Meg Ryan), bionda americana che preferisce il “libero” Canada, seguirebbe il fidanzato Charlie (Timothy Hutton) fino a Parigi, se non avesse paura di volare. Quando Charlie si reca a Parigi per alcuni giorni per motivi di lavoro, Kate resta in Canada, poiché non può spostarsi dal paese finché non avrà ottenuto la cittadinanza. Ma Charlie a Parigi scopre la femme … lo charme, ubriaco telefona a Kate dicendole di essersi innamorato di Juliette e di non aver più intenzione di tornare a casa. Kate disperata supera il terrore, per gelosia è decisa a riconquistare il suo fidanzato e così prende l’aereo. Quando si imbarca per Parigi incontra Luc (Kevin Kline), un “poco di buono” che sta tentando di trasportare in Francia una collana rubata. Luc ladro e rapinatore francese, già noto al commissario Jean Paul Cardon (Jean Reno), ex contadino del sud-est ha rubato il prezioso gioiello per rivenderlo e con il ricavato intende acquistare un terreno per coltivare una vigna tutta sua. Tra i due si instaura subito una strana antipatia- attrazione. L’intero volo è caratterizzato da battibecchi e doppi sensi sul sesso e i sentimenti. Luc nasconde la collana, già celata nella tela di una piccola piantina di vite, nella borsa di Kate e le offre un passaggio fino all’albergo di Charlie. Ma qualcosa non va per il verso giusto. Lui viene intercettato da una vecchia conoscenza, il commissario Cardon. Vedendolo in fila tra i passeggeri al controllo di dogana intercede con l’agente doganale ma Luc a quel punto non può più rifiutare il passaggio offertogli dal commissario e così perde di vista Kate e la sua borsa. Intanto al George V, albergo dove alloggia Charlie, Kate non riceve l’accoglienza tanto desiderata per poter raggiungere il suo amato e il concierge (Laurent Spielvogel) le dice: “No Madame; é mio dovere di concierge salvaguardare rigorosamente la privacy dei nostri ospiti soprattutto se devono essere salvaguardati dai loro fidanzati. Dopotutto a differenza di altri paesi, la Francia non è un paese di ipocriti-puritani”. Umiliata si siede nell’ Hall davanti all’ascensore in attesa che Charlie arrivi. Prima di lui, le si presenta Bob (François Cluzet) anche questi ladro di professione specializzato in alberghi di lusso ed interessato a bagagli e passaporti. Kate, vedendo Charlie baciare la “dea” Juliette – French Kiss – sviene e viene quindi derubata da Bob. Nel frattempo arriva Luc, che incrocia Bob nella porta girevole dell’Hotel e poi soccorre Kate ancora ignaro di quanto avvenuto. Dopo il racconto della ragazza si offre di aiutarla a recuperare le sue cose portandola a casa del ladro. Bob però ha già rivenduto tutto. Luc disperato cerca la piantina di vite. Finalmente la trova e se ne va portando con se Kate, imbestialita per aver scoperto di essere stata semplicemente usata da Luc fin dal principio. I due dopo una forte lite si separano. Luc scoprirà ben presto che nella tela della vite la collana non c’è più. Torna da Bob che non ne sa nulla e gli suggerisce che forse è caduta ed è ancora nella borsa della ragazza. Nel frattempo Kate vaga per le vie di Parigi ormai buie con le luci che si vanno spegnendo. Dopo un lungo peregrinare si siede a riposare davanti al muro di cinta dell’ambasciata americana. Mentre Luc la cerca disperatamente per via della collana, lei trascorre la giornata in fila presso le due ambasciate nel disperato tentativo di riottenere almeno un passaporto. Rifiutata da entrambe, mentre cerca di tornare all’albergo, attratta da un’immagine della Tour Eiffel riflessa nella vetrina di un Restaurante individua, i piccioncini, Charlie e Juliette a pranzo e chiaramente fidanzati. Telefona alla Madre di Charlie e scopre che si sono fidanzati ufficialmente e che andranno nel sud della Francia a conoscere i genitori di Juliette. Mentre Kate rincorre la coppietta che ormai ha lasciato il George V, il commissario informato del furto della collana avvenuto oltre oceano sta cercando il ladro. Lui pensa che si tratti di Bob il quale però denunzia Luc. Cardon e i sui agenti lo rincorrono mentre lui a sua volta rincorre Kate ormai diretta a Cannes. Il loro viaggio in treno verso il sud della Francia offre a noi spettatori un’altra gradevole interpretazione di questi due protagonisti in materia di sentimenti. Kate logorroica fin dal principio, già in aereo non si è preoccupata di avere segreti di sorta, qui cade come in secondo piano. Luc mostra lentamente il suo volto svelandole il suo passato, i suoi contrasti con il fratello e le vicende ad esso legate. Lui dopo la notte trascorsa sul treno con Kate e il rocambolesco effetto della sua colazione fatta di formaggi, non è più del tutto certo dei suoi sentimenti menti nei confronti di Lei, e la porta a casa della sua famiglia che ha un vigneto in Provenza. Nello splendore naturale di queste terre, il calore di questa gente, e la famiglia che lo riaccoglie in modo del tutto inatteso ed insperato, stende come una sorta di velo sui due che riescono finalmente a comprendere quanto si assomiglino e reciprocamente si attraggono. Con l’astuzia di Luc, Kate riesce a riconquistare Charlie, ma capisce che non lo ama più. Il poliziotto che riesce a ritrovarli a Cannes convince Kate che la collana può essere restituita in forma anonima. Anche in questa operazione Kate salverà Luc. Infine il commissario Cardon svelerà a Luc che cosa è l’amore – quello vero – quello di Kate che ha dato tutti i suoi risparmi affinché lui non andasse in galera … … Grazie a Luc, alla Provenza, a Cannes, alla Costa Azzurra, al ricordo di vecchie “canne” e al camembert, Kate rivivrà, nel corpo, nella bocca e nell’anima; Charlie le dirà: “Kate, sei sorprendente. Sembri così diversa eppure la stessa. È come se qualcuno ti avesse acceso una luce dentro. Perché non sono stato io?”. Kate rompe la camicia di forza che l’obbligava ad essere “in un modo” e scopre che dentro di Lei ci sono tanti altri “modi” di essere. Repressi ma ora sboccianti. “French Kiss”, “bacio francese” è un‘ espressione polisenso e scottante. Allude a quel certo non so che fa dei francesi e delle francesi i luminari dei piaceri sensuali. Sesso ma anche odori, profumi, vini, cibi, e forme. Conosciuti a fondo e adorati da secoli. Aspetti culturali peculiari e non, esposti e bistrattati al di là dei limiti, del perbene e del buongusto del carattere multiculturale delle società contemporanee. Carattere ritenuto nelle stesse, tanto da chi se ne rallegra quanto da chi paventa un ineluttabile conflitto tra culture, un dato incontrovertibile. I critici del multiculturalismo ritengono invece che l’accento sulle differenze serva a rimuovere dal dibattito politico il tema dell’uguaglianza, legittimando spesso scelte politiche che ampliano il divario tra chi è incluso e chi è escluso. In questa prospettiva il regista riflette sulla complessità culturale della vita quotidiana, ben oltre le speculazioni teoriche, e sulla dimensione interculturale della comunicazione, mostrando come identità e differenze siano continuamente riprodotte nella comunicazione. In questo modo entrano a far parte del “senso comune condiviso” in virtù del quale ci riconosciamo appartenenti e membri di una comunità più vasta di qualsivoglia nazionalità. Un inno a questo popolo, apparentemente solo epicureo, è questo film bellissimo di Kasdan, che cerca da politico ipermetrope, di anticipare ed impedire future manifestazioni popolari contro la Francia, quando questa non seguirà gli States nelle decisioni guerresche di Bush jr. Una Meg Ryan perfettamente all’altezza e che ci dona un altro gioiello interpretativo – dopo” l’orgasmo simulato più famoso della storia del cinema” in Harry ti presento Sally – il suo attacco di vomito aceto nemico a causa dell’intolleranza al lattosio; oppure di come – sicuramente fuori da copione – seduta in piazza a La Ravelle (prima della scazzottata con il fratello Antoine), fa sorridere non Luc ma bensì “Kevin Kline” nel suo prognostico di un vecchio “che macera –macera dentro”. Il rossore non è di Luc ma quello di un attore che è perfettamente in armonia con una sua collega, e ne apprezza a pieno l’indole e le capacità individuali. Tenerissimi i passaggi sull’altalena e in camera dinanzi al lavoro fatto ai tempi di scuola. Una Meg Ryan maestra dei sentimenti (Ricche e Famose 1981, Top Gun 1986, Harry ti presento Sally 1989, Joe contro il Vulcano 1990, Insonnia d’Amore 1993, Amarsi 1994, Genio per Amore 1994, Innamorati Cronici 1997, La città degli Angeli 1998, C’è Posta per Te 1998, Rapimento e Riscatto 2000, Kate & Leopold 2001, The Woman 2008, Serious Moonlight 2009) e un Kevin Kline (Il grande freddo 1983, Silverado 1985, Un pesce di nome Wanda 1988, Gran Canyon 1991, Tempesta di Ghiaccio 1997,In & Out 1997,Ultimo Sogno 2001, As You Like it 2006, Amici e Amanti 2011) perfettamente a suo agio sia con un impeccabile accento nasale che nei panni di un protagonista di una commedia vetero-holliwoodiana. Una commedia d’amore solare che danza come un disinvolto Fred Astaire in Ziegfeld Follies (1945) giocando a mosca cieca con i sentimenti, come Richard Linklater in Prima dell’Alba (1995). Pur tuttavia non è scritto da Lawrence Kasdan (Star Wars 1980, I predatori dell’Arca Perduta 1981, Brivido Caldo 1981, Il Grande freddo 1983, Silverado 1985, Turista per caso 1988, Ti amerò … fino ad ammazzarti 1990, Gran Canyon – Il cuore della città 1991, Guardia del Corpo 1992, Wyatt Earp 1994, Mumford 1999, L’acchiappasogni 2003, Darling Companion 2012)ma da Adam Brooks (Certamente forse 2008, Verità Apparente 2001, Che pasticcio Bridget Jones 2004, Amori ed Incantesimi 1998, Wimbledon 2004). Movimentati e ben scelti i brani della colonna sonora, tra cui :” Someone Like You “di Van Morrison, ” La Vie en Rose “di Louis Armstrong, “Les Yeux Ouverts” di The Beautiful South , “Via Con Me” di Paolo Conte , “I Love Paris” di Toots Thielemans, “Feels Like a Woman” di Zucchero, “I Love Paris” di Ella Fitzgerald, “Verlaine” di Charles Trénet ,”C’est Trop Beau” di Tino Rossi, ” La Mer “di Kevin Kline ,”I Want You” (Love Theme from French Kiss), “Les Yeux de Ton Père” di Vertes negre. Kline straordinario, Ryan vera e romantica, una commedia da rispolverare.

E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.
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Ma Charlie a Parigi scopre la femme … lo charme, ubriaco telefona a Kate dicendole di essersi innamorato di Juliette e di non aver più intenzione di tornare a casa. Kate disperata supera il terrore, per gelosia è decisa a riconquistare il suo fidanzato e così prende l’aereo. Quando si imbarca per Parigi incontra Luc (Kevin Kline), un “poco di buono” che sta tentando di trasportare in Francia una collana rubata. Luc ladro e rapinatore francese, già noto al commissario Jean Paul Cardon (Jean Reno), ex contadino del sud-est ha rubato il prezioso gioiello per rivenderlo e con il ricavato intende acquistare un terreno per coltivare una vigna tutta sua. Tra i due si instaura subito una strana antipatia- attrazione. L’intero volo è caratterizzato da battibecchi e doppi sensi sul sesso e i sentimenti. Luc nasconde la collana, già celata nella tela di una piccola piantina di vite, nella borsa di Kate e le offre un passaggio fino all’albergo di Charlie. Ma qualcosa non va per il verso giusto. Lui viene intercettato da una vecchia conoscenza, il commissario Cardon. Vedendolo in fila tra i passeggeri al controllo di dogana intercede con l’agente doganale ma Luc a quel punto non può più rifiutare il passaggio offertogli dal commissario e così perde di vista Kate e la sua borsa. Intanto al George V, albergo dove alloggia Charlie, Kate non riceve l’accoglienza tanto desiderata per poter raggiungere il suo amato e il concierge (Laurent Spielvogel) le dice: “No Madame; é mio dovere di concierge salvaguardare rigorosamente la privacy dei nostri ospiti soprattutto se devono essere salvaguardati dai loro fidanzati. Dopotutto a differenza di altri paesi, la Francia non è un paese di ipocriti-puritani”. Umiliata si siede nell’ Hall davanti all’ascensore in attesa che Charlie arrivi. Prima di lui, le si presenta Bob (François Cluzet) anche questi ladro di professione specializzato in alberghi di lusso ed interessato a bagagli e passaporti. Kate, vedendo Charlie baciare la “dea” Juliette – French Kiss – sviene e viene quindi derubata da Bob. Nel frattempo arriva Luc, che incrocia Bob nella porta girevole dell’Hotel e poi soccorre Kate ancora ignaro di quanto avvenuto. Dopo il racconto della ragazza si offre di aiutarla a recuperare le sue cose portandola a casa del ladro. Bob però ha già rivenduto tutto. Luc disperato cerca la piantina di vite. Finalmente la trova e se ne va portando con se Kate, imbestialita per aver scoperto di essere stata semplicemente usata da Luc fin dal principio. I due dopo una forte lite si separano. Luc scoprirà ben presto che nella tela della vite la collana non c’è più. Torna da Bob che non ne sa nulla e gli suggerisce che forse è caduta ed è ancora nella borsa della ragazza. Nel frattempo Kate vaga per le vie di Parigi ormai buie con le luci che si vanno spegnendo. Dopo un lungo peregrinare si siede a riposare davanti al muro di cinta dell’ambasciata americana. Mentre Luc la cerca disperatamente per via della collana, lei trascorre la giornata in fila presso le due ambasciate nel disperato tentativo di riottenere almeno un passaporto. Rifiutata da entrambe, mentre cerca di tornare all’albergo, attratta da un’immagine della Tour Eiffel riflessa nella vetrina di un Restaurante individua, i piccioncini, Charlie e Juliette a pranzo e chiaramente fidanzati. Telefona alla Madre di Charlie e scopre che si sono fidanzati ufficialmente e che andranno nel sud della Francia a conoscere i genitori di Juliette. Mentre Kate rincorre la coppietta che ormai ha lasciato il George V, il commissario informato del furto della collana avvenuto oltre oceano sta cercando il ladro. Lui pensa che si tratti di Bob il quale però denunzia Luc. Cardon e i sui agenti lo rincorrono mentre lui a sua volta rincorre Kate ormai diretta a Cannes. Il loro viaggio in treno verso il sud della Francia offre a noi spettatori un’altra gradevole interpretazione di questi due protagonisti in materia di sentimenti. Kate logorroica fin dal principio, già in aereo non si è preoccupata di avere segreti di sorta, qui cade come in secondo piano. Luc mostra lentamente il suo volto svelandole il suo passato, i suoi contrasti con il fratello e le vicende ad esso legate. Lui dopo la notte trascorsa sul treno con Kate e il rocambolesco effetto della sua colazione fatta di formaggi, non è più del tutto certo dei suoi sentimenti menti nei confronti di Lei, e la porta a casa della sua famiglia che ha un vigneto in Provenza. Nello splendore naturale di queste terre, il calore di questa gente, e la famiglia che lo riaccoglie in modo del tutto inatteso ed insperato, stende come una sorta di velo sui due che riescono finalmente a comprendere quanto si assomiglino e reciprocamente si attraggono. Con l’astuzia di Luc, Kate riesce a riconquistare Charlie, ma capisce che non lo ama più. Il poliziotto che riesce a ritrovarli a Cannes convince Kate che la collana può essere restituita in forma anonima. Anche in questa operazione Kate salverà Luc. Infine il commissario Cardon svelerà a Luc che cosa è l’amore – quello vero – quello di Kate che ha dato tutti i suoi risparmi affinché lui non andasse in galera … … Grazie a Luc, alla Provenza, a Cannes, alla Costa Azzurra, al ricordo di vecchie “canne” e al camembert, Kate rivivrà, nel corpo, nella bocca e nell’anima; Charlie le dirà: “Kate, sei sorprendente. Sembri così diversa eppure la stessa. È come se qualcuno ti avesse acceso una luce dentro. Perché non sono stato io?”. Kate rompe la camicia di forza che l’obbligava ad essere “in un modo” e scopre che dentro di Lei ci sono tanti altri “modi” di essere. Repressi ma ora sboccianti. “French Kiss”, “bacio francese” è un‘ espressione polisenso e scottante. Allude a quel certo non so che fa dei francesi e delle francesi i luminari dei piaceri sensuali. Sesso ma anche odori, profumi, vini, cibi, e forme. Conosciuti a fondo e adorati da secoli. Aspetti culturali peculiari e non, esposti e bistrattati al di là dei limiti, del perbene e del buongusto del carattere multiculturale delle società contemporanee. Carattere ritenuto nelle stesse, tanto da chi se ne rallegra quanto da chi paventa un ineluttabile conflitto tra culture, un dato incontrovertibile. I critici del multiculturalismo ritengono invece che l’accento sulle differenze serva a rimuovere dal dibattito politico il tema dell’uguaglianza, legittimando spesso scelte politiche che ampliano il divario tra chi è incluso e chi è escluso. In questa prospettiva il regista riflette sulla complessità culturale della vita quotidiana, ben oltre le speculazioni teoriche, e sulla dimensione interculturale della comunicazione, mostrando come identità e differenze siano continuamente riprodotte nella comunicazione. In questo modo entrano a far parte del “senso comune condiviso” in virtù del quale ci riconosciamo appartenenti e membri di una comunità più vasta di qualsivoglia nazionalità. Un inno a questo popolo, apparentemente solo epicureo, è questo film bellissimo di Kasdan, che cerca da politico ipermetrope, di anticipare ed impedire future manifestazioni popolari contro la Francia, quando questa non seguirà gli States nelle decisioni guerresche di Bush jr. Una Meg Ryan perfettamente all’altezza e che ci dona un altro gioiello interpretativo – dopo” l’orgasmo simulato più famoso della storia del cinema” in Harry ti presento Sally – il suo attacco di vomito aceto nemico a causa dell’intolleranza al lattosio; oppure di come – sicuramente fuori da copione – seduta in piazza a La Ravelle (prima della scazzottata con il fratello Antoine), fa sorridere non Luc ma bensì “Kevin Kline” nel suo prognostico di un vecchio “che macera –macera dentro”. Il rossore non è di Luc ma quello di un attore che è perfettamente in armonia con una sua collega, e ne apprezza a pieno l’indole e le capacità individuali. Tenerissimi i passaggi sull’altalena e in camera dinanzi al lavoro fatto ai tempi di scuola. Una Meg Ryan maestra dei sentimenti (Ricche e Famose 1981, Top Gun 1986, Harry ti presento Sally 1989, Joe contro il Vulcano 1990, Insonnia d’Amore 1993, Amarsi 1994, Genio per Amore 1994, Innamorati Cronici 1997, La città degli Angeli 1998, C’è Posta per Te 1998, Rapimento e Riscatto 2000, Kate & Leopold 2001, The Woman 2008, Serious Moonlight 2009) e un Kevin Kline (Il grande freddo 1983, Silverado 1985, Un pesce di nome Wanda 1988, Gran Canyon 1991, Tempesta di Ghiaccio 1997,In & Out 1997,Ultimo Sogno 2001, As You Like it 2006, Amici e Amanti 2011) perfettamente a suo agio sia con un impeccabile accento nasale che nei panni di un protagonista di una commedia vetero-holliwoodiana. Una commedia d’amore solare che danza come un disinvolto Fred Astaire in Ziegfeld Follies (1945) giocando a mosca cieca con i sentimenti, come Richard Linklater in Prima dell’Alba (1995). Pur tuttavia non è scritto da Lawrence Kasdan (Star Wars 1980, I predatori dell’Arca Perduta 1981, Brivido Caldo 1981, Il Grande freddo 1983, Silverado 1985, Turista per caso 1988, Ti amerò … fino ad ammazzarti 1990, Gran Canyon – Il cuore della città 1991, Guardia del Corpo 1992, Wyatt Earp 1994, Mumford 1999, L’acchiappasogni 2003, Darling Companion 2012)ma da Adam Brooks (Certamente forse 2008, Verità Apparente 2001, Che pasticcio Bridget Jones 2004, Amori ed Incantesimi 1998, Wimbledon 2004). Movimentati e ben scelti i brani della colonna sonora, tra cui :” Someone Like You “di Van Morrison, ” La Vie en Rose “di Louis Armstrong, “Les Yeux Ouverts” di The Beautiful South , “Via Con Me” di Paolo Conte , “I Love Paris” di Toots Thielemans, “Feels Like a Woman” di Zucchero, “I Love Paris” di Ella Fitzgerald, “Verlaine” di Charles Trénet ,”C’est Trop Beau” di Tino Rossi, ” La Mer “di Kevin Kline ,”I Want You” (Love Theme from French Kiss), “Les Yeux de Ton Père” di Vertes negre. Kline straordinario, Ryan vera e romantica, una commedia da rispolverare.

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