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Francesco: preghiera dei fedeli imprescindibile per missione petrina

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di Amedeo Lomonaco

La forza della preghiera apre la strada alla pace. E’ questo il fulcro del discorso rivolto stamani da Papa Francesco ai membri della Lega di preghiera del Beato imperatore Carlo per la pace tra i popoli: 

“Le sfide del nostro tempo richiedono la collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà e, in particolare, la preghiera e il sacrificio. Vi invito, quindi, a mantenere la vostra promessa di prendere parte, con la preghiera e l’impegno personale, ai molteplici sforzi del Papa a favore della pace. Senza il sostegno della preghiera dei fedeli, il Successore di Pietro non può compiere la sua missione nel mondo. Conto anche su di voi”.

La vita di questo “figlio della Chiesa” – ha aggiunto il Santo Padre – è stata scandita dai tre obiettivi che animano la Lega di preghiera: “cercare e osservare la volontà di Dio, impegnarsi a favore della pace e della giustizia, espiare l’ingiustizia della storia”. “Consegnandosi alla volontà di Dio – ha poi ricordato Francesco – egli accettò la sofferenza e offrì la propria vita in sacrificio per la pace, sostenuto sempre dall’amore e dalla fede di sua moglie, la serva di Dio Zita”.

Nato il 17 agosto 1887 nel Castello di Persenbeug in Austria, l’imperatore Carlo è una delle figure centrali nel panorama storico dell’Europa moderna. Come capo di Stato, esercitò le virtù cristiane opponendosi all’”inutile strage” della Prima Guerra Mondiale, dando eco agli appelli di Papa Benedetto XV. L’imperatore Carlo d’Austria ha offerto anche una esemplare testimonianza di sposo e di padre di famiglia. Mandato in esilio nell’isola di Madeira, negli ultimi periodi della sua vita ha conosciuto la povertà e ha accettato la malattia come sacrificio per la pace e l’unità dei suoi popoli. Morì il 1° aprile del 1922 con lo sguardo rivolto al Santissimo Sacramento. Questo Il motto della sua vita: “Tutto il mio impegno è sempre, in tutte le cose, conoscere il più chiaramente possibile e seguire la volontà di Dio, e questo nel modo più perfetto”.

“L’Imperatore Carlo – aveva detto il 3 ottobre del 2004 San Giovanni Paolo II nell’omelia per la Beatificazione – concepì la sua carica come servizio santo ai suoi popoli”. “La sua principale preoccupazione – aveva aggiunto – era di seguire la vocazione del cristiano alla santità anche nella sua azione politica”. La Lega di preghiera dell’imperatore Carlo per la pace dei popoli è stata riconosciuta, nel 1963, come comunità di preghiera.

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“Le sfide del nostro tempo richiedono la collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà e, in particolare, la preghiera e il sacrificio. Vi invito, quindi, a mantenere la vostra promessa di prendere parte, con la preghiera e l’impegno personale, ai molteplici sforzi del Papa a favore della pace. Senza il sostegno della preghiera dei fedeli, il Successore di Pietro non può compiere la sua missione nel mondo. Conto anche su di voi”.

La vita di questo “figlio della Chiesa” – ha aggiunto il Santo Padre – è stata scandita dai tre obiettivi che animano la Lega di preghiera: “cercare e osservare la volontà di Dio, impegnarsi a favore della pace e della giustizia, espiare l’ingiustizia della storia”. “Consegnandosi alla volontà di Dio – ha poi ricordato Francesco – egli accettò la sofferenza e offrì la propria vita in sacrificio per la pace, sostenuto sempre dall’amore e dalla fede di sua moglie, la serva di Dio Zita”.

Nato il 17 agosto 1887 nel Castello di Persenbeug in Austria, l’imperatore Carlo è una delle figure centrali nel panorama storico dell’Europa moderna. Come capo di Stato, esercitò le virtù cristiane opponendosi all’”inutile strage” della Prima Guerra Mondiale, dando eco agli appelli di Papa Benedetto XV. L’imperatore Carlo d’Austria ha offerto anche una esemplare testimonianza di sposo e di padre di famiglia. Mandato in esilio nell’isola di Madeira, negli ultimi periodi della sua vita ha conosciuto la povertà e ha accettato la malattia come sacrificio per la pace e l’unità dei suoi popoli. Morì il 1° aprile del 1922 con lo sguardo rivolto al Santissimo Sacramento. Questo Il motto della sua vita: “Tutto il mio impegno è sempre, in tutte le cose, conoscere il più chiaramente possibile e seguire la volontà di Dio, e questo nel modo più perfetto”.

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“L’Imperatore Carlo – aveva detto il 3 ottobre del 2004 San Giovanni Paolo II nell’omelia per la Beatificazione – concepì la sua carica come servizio santo ai suoi popoli”. “La sua principale preoccupazione – aveva aggiunto – era di seguire la vocazione del cristiano alla santità anche nella sua azione politica”. La Lega di preghiera dell’imperatore Carlo per la pace dei popoli è stata riconosciuta, nel 1963, come comunità di preghiera.

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