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Francesco ordina 16 sacerdoti: “Non stancatevi di essere misericordiosi”

Ordinazione Sacerdotale

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Messa oggi nella Basilica vaticana: dei nuovi presbiteri cinque sono italiani e undici stranieri. Il Papa li esorta a «piacere soltanto a Dio, non a voi stessi o agli uomini»

GIACOMO GALEAZZI
CITTÀ DEL VATICANO

«Dispensate a tutti quella Parola di Dio, che voi stessi avete ricevuto con gioia, leggete e meditate assiduamente la Parola del Signore per credere ciò che avete letto, insegnare ciò che avete appreso nella fede, vivere ciò che avete insegnato». Così Francesco nell’omelia della messa celebrata nella Basilica di San Pietro, durante la quale ha ordinato 16 nuovi sacerdoti. «Pensate ai vostri peccati, alle vostre miserie, che Gesù perdona. Siate misericordiosi… Voglio chiedervi, per favore: non stancatevi di essere misericordiosi», esorta il Papa che ha messo la misericordia al centro del proprio pontificato tanto da dedicare ad essa un Anno Santo straordinario.  

 
Nella funzione, officiata in occasione della 55° Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, il Pontefice – aggiungendo alcune sue considerazioni all’omelia rituale prevista nel Pontificale Romano per l’ordinazione dei presbiteri – si sofferma in particolare sul sacramento della penitenza ed esorta i nuovi preti a preoccuparsi di «piacere soltanto a Dio, non a voi stessi, o agli altri uomini, per altri interessi: soltanto a Dio per il bene del santo popolo fedele di Dio». Con Francesco, concelebrano il vicario per la Diocesi di Roma, Angelo De Donatis, il segretario generale del Vicariato, Gianrico Ruzza, i vescovi ausiliari di Roma e i superiori dei seminari e i parroci che hanno accompagnato la vocazione dei 16 diaconi. 
 
«Questi nostri figli sono stati chiamati all’ordine del presbiterato», sottolinea Jorge Mario Bergoglio, «riflettiamo attentamente a quale ministero saranno elevati nella Chiesa. Come voi ben sapete, il Signore Gesù è il solo Sommo Sacerdote del Nuovo Testamento, ma in Lui anche tutto il popolo santo di Dio è stato costituito popolo sacerdotale. Tra tutti i suoi discepoli, il Signore Gesù vuole sceglierne alcuni in particolare, perché esercitando pubblicamente nella Chiesa in suo nome l’officio sacerdotale a favore di tutti gli uomini, continuassero la sua personale missione di maestro, sacerdote e pastore», spiega il Pontefice.  
 
«Come, infatti, per questo Egli era stato inviato dal Padre, così Egli inviò a sua volta nel mondo prima gli Apostoli e poi i Vescovi e i loro successori, ai quali infine furono dati come collaboratori i presbiteri, che, ad essi uniti nel ministero sacerdotale, sono chiamati al servizio del Popolo di Dio». Perciò, prosegue il Papa, questi nuovi preti «saranno consacrati come veri sacerdoti del Nuovo Testamento, e a questo titolo, che li unisce nel sacerdozio al loro Vescovo, saranno predicatori del Vangelo, pastori del Popolo di Dio, e presiederanno le azioni di culto, specialmente nella celebrazione del sacrificio del Signore».  
 
«Sia nutrimento al Popolo di Dio la vostra dottrina, gioia e sostegno ai fedeli di Cristo il profumo della vostra vita. E che con la parola e l’esempio possiate edificare la Casa di Dio che è la Chiesa: voi continuerete l’opera santificatrice di Cristo», raccomanda Bergoglio. E aggiunge ancora: «Riconoscete ciò che fate, imitate ciò che celebrate perché partecipando al mistero della morte e risurrezione del Signore, portiate la morte di Cristo nelle vostre membra e camminiate con Lui in novità di vita». E «con il Battesimo aggregherete nuovi fedeli al Popolo di Dio, con il Sacramento della Penitenza rimetterete i peccati nel nome di Cristo e della Chiesa». Qui, evidenzia il Pontefice a braccio, «mi fermo per chiedervi: per favore, non stancatevi di essere misericordiosi. Pensate ai vostri peccati, alle vostre miserie che Gesù perdona. Siate misericordiosi, con l’olio santo darete sollievo agli infermi». Inoltre, «celebrando i sacri riti e innalzando nelle varie ore del giorno la preghiera di lode e di supplica, vi farete voce del Popolo di Dio e dell’umanità intera».  
 
Con questa consapevolezza di «essere stati scelti fra gli uomini e costituiti in loro favore per attendere alle cose di Dio», Papa Francesco esorta ad esercitare «in letizia e carità sincera l’opera sacerdotale di Cristo, unicamente intenti a piacere Dio e non a voi stessi o agli uomini, per altri interessi». Di qui un’ultima raccomandazione: «Abbiate sempre davanti agli occhi l’esempio del Buon Pastore, che non è venuto per essere servito, ma per servire e per cercare e salvare ciò che era perduto».  
 
Sei dei 16 diaconi ordinati oggi si sono formati al Collegio diocesano Redemptoris Mater, cinque hanno studiato presso il Seminario Romano Maggiore, quattro appartengono alla Famiglia dei Discepoli e uno alla Piccola Opera della Divina Provvidenza (Don Orione) e ha compiuto il suo percorso alla parrocchia di Ognissanti a via Appia. Hanno origini, storie, esperienze di vita e carismi diversi ma per tutti, come loro stessi affermano, la chiamata è stata «fonte di gratitudine e speranza». 

Originale: Vatican Insider
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Francesco ordina 16 sacerdoti: “Non stancatevi di essere misericordiosi”

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Messa oggi nella Basilica vaticana: dei nuovi presbiteri cinque sono italiani e undici stranieri. Il Papa li esorta a «piacere soltanto a Dio, non a voi stessi o agli uomini»

GIACOMO GALEAZZI
CITTÀ DEL VATICANO

«Dispensate a tutti quella Parola di Dio, che voi stessi avete ricevuto con gioia, leggete e meditate assiduamente la Parola del Signore per credere ciò che avete letto, insegnare ciò che avete appreso nella fede, vivere ciò che avete insegnato». Così Francesco nell’omelia della messa celebrata nella Basilica di San Pietro, durante la quale ha ordinato 16 nuovi sacerdoti. «Pensate ai vostri peccati, alle vostre miserie, che Gesù perdona. Siate misericordiosi… Voglio chiedervi, per favore: non stancatevi di essere misericordiosi», esorta il Papa che ha messo la misericordia al centro del proprio pontificato tanto da dedicare ad essa un Anno Santo straordinario.  

 
Nella funzione, officiata in occasione della 55° Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, il Pontefice – aggiungendo alcune sue considerazioni all’omelia rituale prevista nel Pontificale Romano per l’ordinazione dei presbiteri – si sofferma in particolare sul sacramento della penitenza ed esorta i nuovi preti a preoccuparsi di «piacere soltanto a Dio, non a voi stessi, o agli altri uomini, per altri interessi: soltanto a Dio per il bene del santo popolo fedele di Dio». Con Francesco, concelebrano il vicario per la Diocesi di Roma, Angelo De Donatis, il segretario generale del Vicariato, Gianrico Ruzza, i vescovi ausiliari di Roma e i superiori dei seminari e i parroci che hanno accompagnato la vocazione dei 16 diaconi. 
 
«Questi nostri figli sono stati chiamati all’ordine del presbiterato», sottolinea Jorge Mario Bergoglio, «riflettiamo attentamente a quale ministero saranno elevati nella Chiesa. Come voi ben sapete, il Signore Gesù è il solo Sommo Sacerdote del Nuovo Testamento, ma in Lui anche tutto il popolo santo di Dio è stato costituito popolo sacerdotale. Tra tutti i suoi discepoli, il Signore Gesù vuole sceglierne alcuni in particolare, perché esercitando pubblicamente nella Chiesa in suo nome l’officio sacerdotale a favore di tutti gli uomini, continuassero la sua personale missione di maestro, sacerdote e pastore», spiega il Pontefice.  
 
«Come, infatti, per questo Egli era stato inviato dal Padre, così Egli inviò a sua volta nel mondo prima gli Apostoli e poi i Vescovi e i loro successori, ai quali infine furono dati come collaboratori i presbiteri, che, ad essi uniti nel ministero sacerdotale, sono chiamati al servizio del Popolo di Dio». Perciò, prosegue il Papa, questi nuovi preti «saranno consacrati come veri sacerdoti del Nuovo Testamento, e a questo titolo, che li unisce nel sacerdozio al loro Vescovo, saranno predicatori del Vangelo, pastori del Popolo di Dio, e presiederanno le azioni di culto, specialmente nella celebrazione del sacrificio del Signore».  
 
«Sia nutrimento al Popolo di Dio la vostra dottrina, gioia e sostegno ai fedeli di Cristo il profumo della vostra vita. E che con la parola e l’esempio possiate edificare la Casa di Dio che è la Chiesa: voi continuerete l’opera santificatrice di Cristo», raccomanda Bergoglio. E aggiunge ancora: «Riconoscete ciò che fate, imitate ciò che celebrate perché partecipando al mistero della morte e risurrezione del Signore, portiate la morte di Cristo nelle vostre membra e camminiate con Lui in novità di vita». E «con il Battesimo aggregherete nuovi fedeli al Popolo di Dio, con il Sacramento della Penitenza rimetterete i peccati nel nome di Cristo e della Chiesa». Qui, evidenzia il Pontefice a braccio, «mi fermo per chiedervi: per favore, non stancatevi di essere misericordiosi. Pensate ai vostri peccati, alle vostre miserie che Gesù perdona. Siate misericordiosi, con l’olio santo darete sollievo agli infermi». Inoltre, «celebrando i sacri riti e innalzando nelle varie ore del giorno la preghiera di lode e di supplica, vi farete voce del Popolo di Dio e dell’umanità intera».  
 
Con questa consapevolezza di «essere stati scelti fra gli uomini e costituiti in loro favore per attendere alle cose di Dio», Papa Francesco esorta ad esercitare «in letizia e carità sincera l’opera sacerdotale di Cristo, unicamente intenti a piacere Dio e non a voi stessi o agli uomini, per altri interessi». Di qui un’ultima raccomandazione: «Abbiate sempre davanti agli occhi l’esempio del Buon Pastore, che non è venuto per essere servito, ma per servire e per cercare e salvare ciò che era perduto».  
 
Sei dei 16 diaconi ordinati oggi si sono formati al Collegio diocesano Redemptoris Mater, cinque hanno studiato presso il Seminario Romano Maggiore, quattro appartengono alla Famiglia dei Discepoli e uno alla Piccola Opera della Divina Provvidenza (Don Orione) e ha compiuto il suo percorso alla parrocchia di Ognissanti a via Appia. Hanno origini, storie, esperienze di vita e carismi diversi ma per tutti, come loro stessi affermano, la chiamata è stata «fonte di gratitudine e speranza». 

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