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Francesco: non abusiamo della misericordia di Dio con la pigrizia spirituale

Prima della preghiera mariana dell’Angelus, il Pontefice commenta l’odierno Vangelo di Luca (Lc 13,1-9)

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Nella terza domenica di Quaresima, prima della preghiera mariana dell’Angelus, il Pontefice commenta l’odierno Vangelo di Luca (Lc 13,1-9) e si sofferma sulla misericordia di Dio e sull’urgenza della conversione dell’uomo
 

Barbara Castelli – Città del Vaticano

La misericordia del Signore è infinita, ma non dobbiamo “abusarne” con la “pigrizia spirituale”: soprattutto in questo tempo di Quaresima, ciascuno di noi è invitato a rispondere “con sincerità di cuore” all’invito alla conversione. E’ la riflessione che Papa Francesco offre ai fedeli radunati in piazza san Pietro per l’Angelus. Prima della preghiera mariana, il Pontefice spiega la parabola del fico sterile, e di come il vignaiolo convinca il padrone a non tagliare ancora l’albero che non produce frutto. (Ascolta il servizio con la voce del Papa).

Tutto può essere ricondotto ai nostri giorni: “il padrone raffigura Dio Padre e il vignaiolo è immagine di Gesù, mentre il fico è simbolo dell’umanità indifferente e arida”.

Il fico che il padrone della parabola vuole estirpare rappresenta una esistenza sterile, incapace di donare, incapace di fare il bene. È simbolo di colui che vive per sé stesso, sazio e tranquillo, adagiato nelle proprie comodità, incapace di volgere lo sguardo e il cuore a quanti sono accanto a lui e si trovano in condizione di sofferenza, in condizione di povertà, di disagio.

“A questo atteggiamento di egoismo e di sterilità spirituale”, prosegue Papa Bergoglio, “si contrappone il grande amore del vignaiolo”, che promette di prendersi cura con pazienza “di quell’albero infelice”.

Il tempo della conversione non è infinito

E’ possibile paragonare il comportamento del vignaiolo alla “misericordia di Dio, che lascia a noi un tempo per la conversione”. “Nonostante la sterilità, che a volte segna la nostra esistenza”, precisa il Pontefice, “Dio ha pazienza e ci offre la possibilità di cambiare e di fare progressi sulla strada del bene”; ma “la dilazione implorata e concessa” nel testo “indica anche l’urgenza della conversione”. Papa Francesco invita tutti a vivere l’oggi, senza illudersi di avere un tempo infinito per abbracciare la fede, senza rimandare sempre le scelte fondamentali.

Noi possiamo pensare in questa Quaresima: cosa devo fare io per avvicinarmi di più al Signore, per convertirmi, per tagliare quelle cose che non vanno? “No, no…io aspetterò la prossima Quaresima…” Ma sarai vivo la prossima Quaresima? Pensare ognuno di noi, oggi: cosa devo fare davanti a questa misericordia di Dio che mi aspetta e che sempre perdona. Cosa devo fare? Noi possiamo fare grande affidamento sulla misericordia di Dio, ma senza abusarne. Non dobbiamo giustificare la pigrizia spirituale, ma accrescere il nostro impegno a corrispondere prontamente a questa misericordia con sincerità di cuore.

In questo tempo di Quaresima ogni fedele deve sentirsi interpellato dalla chiamata alla conversione, “correggendo qualcosa nella propria vita, nel proprio modo di pensare, di agire e di vivere le relazioni con il prossimo”. Al tempo stesso, conclude Papa Francesco, “dobbiamo imitare la pazienza di Dio che ha fiducia nella capacità di tutti di potersi ‘rialzare’ e riprendere il cammino”.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Prima della preghiera mariana dell’Angelus, il Pontefice commenta l’odierno Vangelo di Luca (Lc 13,1-9)

  

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Barbara Castelli – Città del Vaticano

La misericordia del Signore è infinita, ma non dobbiamo “abusarne” con la “pigrizia spirituale”: soprattutto in questo tempo di Quaresima, ciascuno di noi è invitato a rispondere “con sincerità di cuore” all’invito alla conversione. E’ la riflessione che Papa Francesco offre ai fedeli radunati in piazza san Pietro per l’Angelus. Prima della preghiera mariana, il Pontefice spiega la parabola del fico sterile, e di come il vignaiolo convinca il padrone a non tagliare ancora l’albero che non produce frutto. (Ascolta il servizio con la voce del Papa).

Tutto può essere ricondotto ai nostri giorni: “il padrone raffigura Dio Padre e il vignaiolo è immagine di Gesù, mentre il fico è simbolo dell’umanità indifferente e arida”.

Il fico che il padrone della parabola vuole estirpare rappresenta una esistenza sterile, incapace di donare, incapace di fare il bene. È simbolo di colui che vive per sé stesso, sazio e tranquillo, adagiato nelle proprie comodità, incapace di volgere lo sguardo e il cuore a quanti sono accanto a lui e si trovano in condizione di sofferenza, in condizione di povertà, di disagio.

“A questo atteggiamento di egoismo e di sterilità spirituale”, prosegue Papa Bergoglio, “si contrappone il grande amore del vignaiolo”, che promette di prendersi cura con pazienza “di quell’albero infelice”.

Il tempo della conversione non è infinito

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E’ possibile paragonare il comportamento del vignaiolo alla “misericordia di Dio, che lascia a noi un tempo per la conversione”. “Nonostante la sterilità, che a volte segna la nostra esistenza”, precisa il Pontefice, “Dio ha pazienza e ci offre la possibilità di cambiare e di fare progressi sulla strada del bene”; ma “la dilazione implorata e concessa” nel testo “indica anche l’urgenza della conversione”. Papa Francesco invita tutti a vivere l’oggi, senza illudersi di avere un tempo infinito per abbracciare la fede, senza rimandare sempre le scelte fondamentali.

Noi possiamo pensare in questa Quaresima: cosa devo fare io per avvicinarmi di più al Signore, per convertirmi, per tagliare quelle cose che non vanno? “No, no…io aspetterò la prossima Quaresima…” Ma sarai vivo la prossima Quaresima? Pensare ognuno di noi, oggi: cosa devo fare davanti a questa misericordia di Dio che mi aspetta e che sempre perdona. Cosa devo fare? Noi possiamo fare grande affidamento sulla misericordia di Dio, ma senza abusarne. Non dobbiamo giustificare la pigrizia spirituale, ma accrescere il nostro impegno a corrispondere prontamente a questa misericordia con sincerità di cuore.

In questo tempo di Quaresima ogni fedele deve sentirsi interpellato dalla chiamata alla conversione, “correggendo qualcosa nella propria vita, nel proprio modo di pensare, di agire e di vivere le relazioni con il prossimo”. Al tempo stesso, conclude Papa Francesco, “dobbiamo imitare la pazienza di Dio che ha fiducia nella capacità di tutti di potersi ‘rialzare’ e riprendere il cammino”.

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