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Francesco: «La Chiesa è “in uscita”, anche le comunità di clausura».

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Il Papa al Regina Coeli: «Gesù è vicino a ogni persona discriminata e che soffre». E poi lancia un appello per la pace in Ucraina e Repubblica Centrafricana

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DOMENICO AGASSO JR ROMA

«Gesù rimane presente e operante nelle vicende della storia umana con la potenza e i doni del suo Spirito; è accanto a ciascuno di noi: anche se non lo vediamo con gli occhi, Lui c’è! Ci accompagna, ci guida, ci prende per mano e ci rialza quando cadiamo. Gesù risorto è vicino ai cristiani perseguitati e discriminati; è vicino a ogni uomo e donna che soffre». Lo ha detto papa Francesco oggi al Regina Coeli. Davanti a una piazza San Pietro gremita, il Pontefice ha ricordato che oggi, in Italia e in altri Paesi, si celebra l’Ascensione di Gesù al cielo. L’episodio, ha spiegato, viene raccontato dagli Atti degli Apostoli come il «distacco finale» di Gesù dai suoi discepoli. Invece, ha rimarcato Papa Bergoglio, il Vangelo di Matteo «riporta il mandato di Gesù ai discepoli: l’invito ad andare, a partire per annunciare a tutti i popoli il suo messaggio di salvezza». «”Andare”, o meglio, “partire” diventa la parola chiave della festa odierna: Gesù parte verso il Padre e comanda ai discepoli di partire verso il mondo. Gesù parte, ascende al Cielo, cioè ritorna al Padre dal quale era stato mandato nel mondo. Ma – ha rimarcato Papa Bergoglio – non si tratta di una separazione, perché Egli rimane per sempre con noi, in una forma nuova». Il mandato di Cristo ai discepoli nel momento in cui sale al cielo, è di «uscire», «partire», e, ha sottolineato il Papa, è un «mandato preciso, non è facoltativo! La comunità cristiana è una comunità “in uscita”, “in partenza”. E voi mi direte: ma le comunità di clausura? Sì, anche quelle, perché sono sempre “in uscita” con la preghiera, con il cuore aperto al mondo, agli orizzonti di Dio. E gli anziani, i malati? Anche loro, con la preghiera e l’unione alle piaghe di Gesù». Dopo la preghiera del Regina Coeli, il Pontefice ha lanciato un appello per la pace in Ucraina e nella Repubblica Centroafricana, assicurando le sue preghiere «per le vittime delle tensioni che ancora continuano in alcune regioni» di questi due paesi: «Siano superate le incomprensioni e si ricerchi con pazienza il dialogo e la pacificazione». «I mezzi di comunicazione sociale – ha successivamente auspicato, ricordando che oggi è la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali sul tema della “Comunicazione al servizio della cultura dell’incontro” – possono favorire il senso di unità della famiglia umana, la solidarietà e l’impegno per una vita dignitosa per tutti. Preghiamo affinché la comunicazione, in ogni sua forma, sia effettivamente al servizio dell’incontro tra le persone, le comunità, le nazioni; un incontro fondato sul rispetto e sull’ascolto reciproco». Francesco poi ha ricordato che ieri è stata proclamata beata Madre Speranza, nata in Spagna col nome di María Josefa Alhama Valera, fondatrice in Italia delle Ancelle e dei Figli dell’Amore Misericordioso. E ancora, ha salutato i ragazzi che hanno ricevuto o si preparano a ricevere la cresima, esortandoli a essere «gioiosi testimoni di Gesù». Un «pensiero speciale» è andato ai numerosi camperisti italiani, impegnati in opere di solidarietà, e ai ciclisti che danno vita all’iniziativa “Un chilometro per la Siria”. In conclusione: «A tutti auguro una buona domenica. Buon pranzo e arrivederci! E pregate per me!».

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