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HomeArgomentiPapaFrancesco: «Il battesimo non è una formalità».

Francesco: «Il battesimo non è una formalità».

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Nuovo ciclo di udienze sui sacramenti per il nuovo anno. Bagnasco gli porta i calciatori della Sampdoria. E stamane il Papa ha incontrato anche il segretario della Cei Galantino.

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IACOPO SCARAMUZZI
CITTÀ DEL VATICANO

Il battesimo non è “un semplice rito, un atto formale della Chiesa per dare il nome al bambino e alla bambina”, sebbene possa sorgere la domanda sulla sua necessità, ma “un atto che tocca in profondità la nostra esistenza”. Papa Francesco inizia l’anno con un nuovo ciclo di catechesi, all’udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro, e, dopo il Credo della Chiesa cattolica delle settimane che hanno preceduto il Natale, affronta il tema dei sacramenti, a partire dal battesimo. Domenica prossima, nella cappella Sistina, il Papa argentino battezzerà alcuni bambini nella feste del battesimo del Signore.

“Può nascere in noi una domanda: ma è davvero necessario il battesimo per vivere da cristiani e seguire Gesù?”, ha domandato Jorge Mario Bergoglio. In piazza San Pietro, illuminata da un sole invernale, diverse migliaia di fedeli. “Non è in fondo un semplice rito, un atto formale della Chiesa per dare il nome al bambino e alla bambina? È una domanda che può venire… E a tale proposito – ha proseguito il Papa citando la lettera ai Romani – è illuminante quanto scrive l’apostolo Paolo: ‘Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova’. Dunque non è una formalità! È un atto che tocca in profondità la nostra esistenza. Non è lo stesso, un bambino battezzato o un bambino non battezzato: non è lo stesso! Non è lo stesso una persona battezzata o una persona non battezzata”.

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 Papa Francesco è poi tornato su un tema a lui caro, la data del battesimo. “Ho fatto questa domanda due o tre volte qui in piazza: chi di voi sa la data del suo battesimo, alzi la mano… pochi eh? Ma è importante!”. Bergoglio ha proseguito dando “un consiglio, anzi un compito” ai fedeli: “A casa cercate, domandate la data del battesimo e così saprete bene qual è stato il giorno tanto bello del battesimo”. Il “rischio di non saperlo”, infatti, è considerare quella data “solo come un evento che è avvenuto nel passato — e neppure per volontà nostra, ma dei nostri genitori — per cui non ha più nessuna incidenza sul presente”. Infine, il Papa ha interrogato un’ultima volta la folla di fedeli per domandare: “Una persona può battezzarsi da se stesso?”. Risposta negativa, della folla e del Pontefice, perché “sempre nella storia uno battezza l’altro”, è “una catena di grazia”, “un atto di fratellanza, di filiazione alla Chiesa”.

Prima di un febbraio che si preannuncia denso di impegni (Concistoro, segreteria del Sinodo, riunione con il Consiglio dei cardinali e con i cardinali responsabili per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede), Papa Bergoglio ha voluto presiedere una udienza generale da semplice pastore. Come ogni mercoledì, prima dell’udienza ha fatto un lungo giro di piazza San Pietro per salutare i fedeli, dando anche un “passaggio” sulla jeep coperta a un amico sacerdote che ha riconosciuto da lontano.

A fine catechesi, ha trascorso oltre un’ora a salutare i fedeli, baciare i bambini, intrattenersi con malati e coppie di sposi. Presente un sacerdote di 96 anni, don Alessandro De Sanctis, che ha conosciuto in vita sua già sette Pontefici. Tra le persone che accompagnavano i disabili, è spuntato anche il viso di Francesca Immacolata Chaouqui, membro della commissione referente sull’organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede.

Il cardinale Angelo Bagnasco ha portato in piazza San Pietro alcuni sacerdoti genovesi e un gruppo di calciatori della Sampdoria (“Siete forti, eh?, date un esempio ai giovani”, ha detto loro Bergoglio). Il Papa ha ringraziato gli artisti del Golden Circus di Liana Orfei, dopo un breve spettacolo davanti al sagrato di San Pietro, invitandoli “nel loro viaggiare di città in città, a sentirsi messaggeri di gioia e di fratellanza, in una società che ne ha tanto bisogno”. Prima dell’udienza generale, Bergoglio aveva ricevuto il nuovo segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino.

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Il battesimo non è “un semplice rito, un atto formale della Chiesa per dare il nome al bambino e alla bambina”, sebbene possa sorgere la domanda sulla sua necessità, ma “un atto che tocca in profondità la nostra esistenza”. Papa Francesco inizia l’anno con un nuovo ciclo di catechesi, all’udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro, e, dopo il Credo della Chiesa cattolica delle settimane che hanno preceduto il Natale, affronta il tema dei sacramenti, a partire dal battesimo. Domenica prossima, nella cappella Sistina, il Papa argentino battezzerà alcuni bambini nella feste del battesimo del Signore.

“Può nascere in noi una domanda: ma è davvero necessario il battesimo per vivere da cristiani e seguire Gesù?”, ha domandato Jorge Mario Bergoglio. In piazza San Pietro, illuminata da un sole invernale, diverse migliaia di fedeli. “Non è in fondo un semplice rito, un atto formale della Chiesa per dare il nome al bambino e alla bambina? È una domanda che può venire… E a tale proposito – ha proseguito il Papa citando la lettera ai Romani – è illuminante quanto scrive l’apostolo Paolo: ‘Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova’. Dunque non è una formalità! È un atto che tocca in profondità la nostra esistenza. Non è lo stesso, un bambino battezzato o un bambino non battezzato: non è lo stesso! Non è lo stesso una persona battezzata o una persona non battezzata”.

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Prima di un febbraio che si preannuncia denso di impegni (Concistoro, segreteria del Sinodo, riunione con il Consiglio dei cardinali e con i cardinali responsabili per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede), Papa Bergoglio ha voluto presiedere una udienza generale da semplice pastore. Come ogni mercoledì, prima dell’udienza ha fatto un lungo giro di piazza San Pietro per salutare i fedeli, dando anche un “passaggio” sulla jeep coperta a un amico sacerdote che ha riconosciuto da lontano.

A fine catechesi, ha trascorso oltre un’ora a salutare i fedeli, baciare i bambini, intrattenersi con malati e coppie di sposi. Presente un sacerdote di 96 anni, don Alessandro De Sanctis, che ha conosciuto in vita sua già sette Pontefici. Tra le persone che accompagnavano i disabili, è spuntato anche il viso di Francesca Immacolata Chaouqui, membro della commissione referente sull’organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede.

Il cardinale Angelo Bagnasco ha portato in piazza San Pietro alcuni sacerdoti genovesi e un gruppo di calciatori della Sampdoria (“Siete forti, eh?, date un esempio ai giovani”, ha detto loro Bergoglio). Il Papa ha ringraziato gli artisti del Golden Circus di Liana Orfei, dopo un breve spettacolo davanti al sagrato di San Pietro, invitandoli “nel loro viaggiare di città in città, a sentirsi messaggeri di gioia e di fratellanza, in una società che ne ha tanto bisogno”. Prima dell’udienza generale, Bergoglio aveva ricevuto il nuovo segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino.

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