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Francesco ai missionari d’Africa: siate nomadi per il Vangelo

“Le vostre radici sono segnate dalla missione ad extra: è nel vostro Dna”

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Nella sala Clementina, il Pontefice riceve in udienza i membri della Società dei missionari d’Africa e della Congregazione delle suore missionarie di Nostra Signora d’Africa, in occasione del 150.mo anniversario di fondazione ad opera del cardinale Charles-Martial Allemand Lavigerie
 
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Barbara Castelli – Città del Vaticano

“Le vostre radici sono segnate dalla missione ad extra: è nel vostro Dna”; vi incoraggio “a tenere lo sguardo fisso su Gesù Cristo, per non scordare mai che il vero missionario è prima di tutto un discepolo”. Con queste parole Papa Francesco accoglie in Vaticano i membri della Società dei missionari d’Africa e della Congregazione delle suore missionarie di Nostra Signora d’Africa, a 150 anni dalla loro fondazione. Nel discorso il Pontefice esprime riconoscenza per il “servizio alla missione della Chiesa, vissuto con passione e generosità”, sull’esempio del fondatore, il cardinale Charles-Martial Allemand Lavigerie, arcivescovo di Algeri. (Ascolta il servizio con la voce del Papa).

Ma, alla luce del cammino fatto fino adesso a partire dalla vostra fondazione, sapete che l’annuncio del Vangelo non è sinonimo di proselitismo; è quella dinamica che conduce a farsi prossimo degli altri per condividere il dono ricevuto, l’incontro d’amore che ha cambiato la vostra vita e vi ha portato a scegliere di consacrare la vita al Signore Gesù, Vangelo per la vita e la salvezza del mondo.

Siate nomadi per il Vangelo

La grande “famiglia Lavigerie” si è preparata con cura alla celebrazione di questo giubileo, nel corso degli ultimi tre anni, per riscoprire le radici della propria missione, volta anzitutto a “seminare la speranza nei cuori di quanti sono feriti, provati, scoraggiati, e si sentono tante volte abbandonati”.

Che la celebrazione del vostro giubileo vi aiuti così a diventare dei “nomadi per il Vangelo”, uomini e donne che non hanno paura di andare nei deserti di questo mondo e di cercare insieme i mezzi per accompagnare i fratelli fino all’oasi che è il Signore, perché l’acqua viva del suo amore spenga ogni loro sete.

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A tutti Papa Bergoglio chiede di coltivare quotidianamente il legame con il Signore, “mediante l’ascolto della sua Parola, la celebrazione dei Sacramenti e il servizio ai fratelli”, affinché ogni gesto sia palese manifestazione del suo “amore misericordioso”, della “sua compassione”. Sulle orme del Fondatore, dunque, “santa inquietudine” dei padri bianchi e delle suore bianche deve essere farsi “tutto a tutti”, essere “testimoni della speranza che non delude”, “malgrado le difficoltà”.

Costruttori di ponti e testimoni della cultura dell’incontro

Dianzi alle “odierne forme di schiavitù”, Papa Francesco invita poi gli eredi spirituali del cardinale Lavigerie a farsi “prossimi dei piccoli e dei poveri, di quanti aspettano, nelle periferie delle nostre società, di essere riconosciuti nella loro dignità, di essere accolti, protetti, rialzati, accompagnati, promossi e integrati”.

Lo Spirito Santo faccia di voi dei costruttori di ponti tra gli uomini. Là dove il Signore vi ha mandati, possiate contribuire a far crescere una cultura dell’incontro, essere al servizio di un dialogo che, nel rispetto delle differenze, sa trarre ricchezza dalle diversità degli altri. E vi ringrazio in particolare per il lavoro che avete già compiuto in favore del dialogo con l’Islam, con le sorelle e i fratelli musulmani.

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Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
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“Le vostre radici sono segnate dalla missione ad extra: è nel vostro Dna”

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“Le vostre radici sono segnate dalla missione ad extra: è nel vostro Dna”; vi incoraggio “a tenere lo sguardo fisso su Gesù Cristo, per non scordare mai che il vero missionario è prima di tutto un discepolo”. Con queste parole Papa Francesco accoglie in Vaticano i membri della Società dei missionari d’Africa e della Congregazione delle suore missionarie di Nostra Signora d’Africa, a 150 anni dalla loro fondazione. Nel discorso il Pontefice esprime riconoscenza per il “servizio alla missione della Chiesa, vissuto con passione e generosità”, sull’esempio del fondatore, il cardinale Charles-Martial Allemand Lavigerie, arcivescovo di Algeri. (Ascolta il servizio con la voce del Papa).

Ma, alla luce del cammino fatto fino adesso a partire dalla vostra fondazione, sapete che l’annuncio del Vangelo non è sinonimo di proselitismo; è quella dinamica che conduce a farsi prossimo degli altri per condividere il dono ricevuto, l’incontro d’amore che ha cambiato la vostra vita e vi ha portato a scegliere di consacrare la vita al Signore Gesù, Vangelo per la vita e la salvezza del mondo.

Siate nomadi per il Vangelo

La grande “famiglia Lavigerie” si è preparata con cura alla celebrazione di questo giubileo, nel corso degli ultimi tre anni, per riscoprire le radici della propria missione, volta anzitutto a “seminare la speranza nei cuori di quanti sono feriti, provati, scoraggiati, e si sentono tante volte abbandonati”.

Che la celebrazione del vostro giubileo vi aiuti così a diventare dei “nomadi per il Vangelo”, uomini e donne che non hanno paura di andare nei deserti di questo mondo e di cercare insieme i mezzi per accompagnare i fratelli fino all’oasi che è il Signore, perché l’acqua viva del suo amore spenga ogni loro sete.

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A tutti Papa Bergoglio chiede di coltivare quotidianamente il legame con il Signore, “mediante l’ascolto della sua Parola, la celebrazione dei Sacramenti e il servizio ai fratelli”, affinché ogni gesto sia palese manifestazione del suo “amore misericordioso”, della “sua compassione”. Sulle orme del Fondatore, dunque, “santa inquietudine” dei padri bianchi e delle suore bianche deve essere farsi “tutto a tutti”, essere “testimoni della speranza che non delude”, “malgrado le difficoltà”.

Costruttori di ponti e testimoni della cultura dell’incontro

Dianzi alle “odierne forme di schiavitù”, Papa Francesco invita poi gli eredi spirituali del cardinale Lavigerie a farsi “prossimi dei piccoli e dei poveri, di quanti aspettano, nelle periferie delle nostre società, di essere riconosciuti nella loro dignità, di essere accolti, protetti, rialzati, accompagnati, promossi e integrati”.

Lo Spirito Santo faccia di voi dei costruttori di ponti tra gli uomini. Là dove il Signore vi ha mandati, possiate contribuire a far crescere una cultura dell’incontro, essere al servizio di un dialogo che, nel rispetto delle differenze, sa trarre ricchezza dalle diversità degli altri. E vi ringrazio in particolare per il lavoro che avete già compiuto in favore del dialogo con l’Islam, con le sorelle e i fratelli musulmani.

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