7.7 C
Roma
Gio, 3 Dicembre 2020

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Papa Francesco a Santa Marta: no a cristiani senza gioia, prigionieri delle formalità

Francesco a Santa Marta: no a cristiani senza gioia, prigionieri delle formalità

Non vergognarsi di esprimere la gioia dell'incontro con il Signore, non essere distaccati dalla festa che il popolo fa quando sente Dio vicino a sé

- Advertisement -

Non vergognarsi di esprimere la gioia dell’incontro con il Signore, non essere distaccati dalla festa che il popolo fa quando sente Dio vicino a sé: è la riflessione del Papa alla Messa in Casa Santa Marta di questa mattina. Il Vangelo, afferma, andrà avanti solo con evangelizzatori pieni di vita e di gioia. Una gioia che continua anche “a tavola con la famiglia, insieme”

Adriana Masotti – Città del Vaticano

E’ il sentimento di gioia dell’essere cristiani che Papa Francesco pone al centro della sua omelia alla Messa a Casa Santa Marta di questa mattina. Lo spunto gli viene offerto dalla prima Lettura di oggi, tratta dal secondo libro di Samuèle, dove si racconta di Davide e di tutto il popolo d’Israele in festa per il ritorno dell’Arca dell’Alleanza a Gerusalemme.

La festa del popolo perchè Dio è vicino

L’Arca era stata rapita, ricorda il Papa, e il suo ritorno “è una gioia grande per il popolo”. Il popolo sente che Dio gli è vicino e fa festa. E il re Davide è con lui, si mette alla testa della processione, fa un sacrificio immolando un giovenco e un ariete grasso. Con il popolo poi grida, canta e balla “con tutte le forze”.

Era una festa: la gioia del popolo di Dio perché Dio era con loro. E Davide? Balla. Balla davanti al popolo, esprime la sua gioia senza vergogna; è la gioia spirituale dell’incontro con il Signore: Dio è tornato da noi, e questo ci dà tanta gioia. Davide non pensa che è il re e che il re deve essere distaccato dalla gente, la “sua maestà”, con la distanza … Davide ama il Signore, è felice per questo evento di portare l’arca del Signore. Esprime questa felicità, questa gioia, ballando e anche cantava sicuramente come tutto il popolo.

Francesco fa notare poi che succede anche a noi di sentire la gioia “quando siamo con il Signore” e, magari in parrocchia o nei paesi, la gente fa festa. Cita poi un altro episodio della storia di Israele, quando venne ritrovato il libro della legge al tempo di Neemia e  anche allora “il popolo piangeva di gioia”, continuando anche a casa a festeggiare.

Il disprezzo verso la spontanità della gioia

Il testo del profeta Samuele continua descrivendo il rientro di Davide nella sua casa dove trova una delle mogli, Mical, la figlia di Saul. Lei lo accoglie con disprezzo. Vedendo il re ballare si era vergognata di lui e lo rimprovera dicendogli : “Ma ti sei vergognato ballando come un volgare, come uno del popolo?”.  E Papa Francesco osserva:

È il disprezzo della religiosità genuina, della spontaneità della gioia con il Signore. E Davide le spiega: “Ma guarda, era motivo di gioia questo. La gioia nel Signore, perché abbiamo portato l’Arca a casa!”. Ma lei lo disprezza. E dice la Bibbia che questa signora – si chiamava Mical – non ha avuto figli per questo. Il Signore l’ha punita. Quando manca la gioia in un cristiano, quel cristiano non è fecondo; quando manca la gioia nel nostro cuore, non c’è fecondità.

Occorrono evangelizzatori gioiosi per andare avanti

Papa Francesco fa notare poi che la festa non si esprime solo spiritualmente, ma diventa condivisione. Davide, quel giorno, dopo la benedizione, aveva distribuito “una focaccia di pane per ognuno, una porzione di carne arrostita e una schiacciata di uva passa”, perché ognuno festeggiasse nella propria casa. “La Parola di Dio non si vergogna della festa”, afferma Francesco, e poi prosegue: “E’ vero, a volte il pericolo della gioia è andare oltre e credere che questo sia tutto. No: questa è l’aria di festa”. Ricorda poi che San Paolo VI nella sua Esortazione Apostolica “Evangelii Nuntiandi”, parla di questo aspetto e esorta alla gioia. Francesco conclude raccogliendo il suo pensiero:

“La Chiesa non andrà avanti, il Vangelo non andrà avanti con evangelizzatori noiosi, amareggiati. No. Soltanto andrà avanti con evangelizzatori gioiosi, pieni di vita. La gioia nel ricevere la Parola di Dio, la gioia di essere cristiani, la gioia di andare avanti, la capacità di fare festa senza vergognarsi e non essere come questa signora, Mical, cristiani formali, cristiani prigionieri delle formalità”.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

Francesco a Santa Marta: no a cristiani senza gioia, prigionieri delle formalità

Non vergognarsi di esprimere la gioia dell'incontro con il Signore, non essere distaccati dalla festa che il popolo fa quando sente Dio vicino a sé

- Advertisement -

Non vergognarsi di esprimere la gioia dell’incontro con il Signore, non essere distaccati dalla festa che il popolo fa quando sente Dio vicino a sé: è la riflessione del Papa alla Messa in Casa Santa Marta di questa mattina. Il Vangelo, afferma, andrà avanti solo con evangelizzatori pieni di vita e di gioia. Una gioia che continua anche “a tavola con la famiglia, insieme”

Adriana Masotti – Città del Vaticano

E’ il sentimento di gioia dell’essere cristiani che Papa Francesco pone al centro della sua omelia alla Messa a Casa Santa Marta di questa mattina. Lo spunto gli viene offerto dalla prima Lettura di oggi, tratta dal secondo libro di Samuèle, dove si racconta di Davide e di tutto il popolo d’Israele in festa per il ritorno dell’Arca dell’Alleanza a Gerusalemme.

La festa del popolo perchè Dio è vicino

L’Arca era stata rapita, ricorda il Papa, e il suo ritorno “è una gioia grande per il popolo”. Il popolo sente che Dio gli è vicino e fa festa. E il re Davide è con lui, si mette alla testa della processione, fa un sacrificio immolando un giovenco e un ariete grasso. Con il popolo poi grida, canta e balla “con tutte le forze”.

- Advertisement -

Era una festa: la gioia del popolo di Dio perché Dio era con loro. E Davide? Balla. Balla davanti al popolo, esprime la sua gioia senza vergogna; è la gioia spirituale dell’incontro con il Signore: Dio è tornato da noi, e questo ci dà tanta gioia. Davide non pensa che è il re e che il re deve essere distaccato dalla gente, la “sua maestà”, con la distanza … Davide ama il Signore, è felice per questo evento di portare l’arca del Signore. Esprime questa felicità, questa gioia, ballando e anche cantava sicuramente come tutto il popolo.

Francesco fa notare poi che succede anche a noi di sentire la gioia “quando siamo con il Signore” e, magari in parrocchia o nei paesi, la gente fa festa. Cita poi un altro episodio della storia di Israele, quando venne ritrovato il libro della legge al tempo di Neemia e  anche allora “il popolo piangeva di gioia”, continuando anche a casa a festeggiare.

Il disprezzo verso la spontanità della gioia

Il testo del profeta Samuele continua descrivendo il rientro di Davide nella sua casa dove trova una delle mogli, Mical, la figlia di Saul. Lei lo accoglie con disprezzo. Vedendo il re ballare si era vergognata di lui e lo rimprovera dicendogli : “Ma ti sei vergognato ballando come un volgare, come uno del popolo?”.  E Papa Francesco osserva:

È il disprezzo della religiosità genuina, della spontaneità della gioia con il Signore. E Davide le spiega: “Ma guarda, era motivo di gioia questo. La gioia nel Signore, perché abbiamo portato l’Arca a casa!”. Ma lei lo disprezza. E dice la Bibbia che questa signora – si chiamava Mical – non ha avuto figli per questo. Il Signore l’ha punita. Quando manca la gioia in un cristiano, quel cristiano non è fecondo; quando manca la gioia nel nostro cuore, non c’è fecondità.

Occorrono evangelizzatori gioiosi per andare avanti

Papa Francesco fa notare poi che la festa non si esprime solo spiritualmente, ma diventa condivisione. Davide, quel giorno, dopo la benedizione, aveva distribuito “una focaccia di pane per ognuno, una porzione di carne arrostita e una schiacciata di uva passa”, perché ognuno festeggiasse nella propria casa. “La Parola di Dio non si vergogna della festa”, afferma Francesco, e poi prosegue: “E’ vero, a volte il pericolo della gioia è andare oltre e credere che questo sia tutto. No: questa è l’aria di festa”. Ricorda poi che San Paolo VI nella sua Esortazione Apostolica “Evangelii Nuntiandi”, parla di questo aspetto e esorta alla gioia. Francesco conclude raccogliendo il suo pensiero:

“La Chiesa non andrà avanti, il Vangelo non andrà avanti con evangelizzatori noiosi, amareggiati. No. Soltanto andrà avanti con evangelizzatori gioiosi, pieni di vita. La gioia nel ricevere la Parola di Dio, la gioia di essere cristiani, la gioia di andare avanti, la capacità di fare festa senza vergognarsi e non essere come questa signora, Mical, cristiani formali, cristiani prigionieri delle formalità”.

- Advertisement -
Originale: Vatican News

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
291FansMi piace
985FollowerSegui
13,000FollowerSegui
640FollowerSegui
140IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei...

Io ero inquieta, turbata… Gesù: Alzati e piglia il ritmo dei vecchi tempi. Natuzza: Come parlate, Gesù? Cosa devo fare? Gesù: Ci sono tante cose che puoi...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Libri consigliati

Matino: L’allegria

Desiderio e sequela

La morte, compagna della vita

Le ultime parole del Crocifisso

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Accessibility
0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x