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Home Rubriche Recensioni Film Film: Tu ne tueras. Point. Storico di Guerra (2016)                                                                                                                               

Film: Tu ne tueras. Point. Storico di Guerra (2016)                                                                                                                               

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“Non uccidere!”  Es 20,13 Mt 5,21-22

 

Non tutte le persone amano i film di guerra. Questo è comprensibile. In un epoca come la nostra nella quale la quotidianità è bersagliata da ben altri problemi, come se ci fosse un risucchio di conquiste sociali e economiche che sono costate secoli di lotte sociali, i conflitti con le armi sono uno spettro che possono significare la fine.

Eppure questo film mirabilmente diretto da Mel Gibson (L’uomo senza volto, 1993; Braveheart – Cuore impavido 1995;La passione di Cristo 2004;Apocalypto 2006;Hacksaw Ridge 2016) è ancora una volta un significativo gioiello di questo attore e regista molto discusso sia come artista che per le sue intemperanze private.

In  Francia è passato nelle sale cinematografiche in novembre con il titolo: Tu ne Tueras. Point. (Tu non ucciderai. Punto.) In Italia l’uscita è prevista per febbraio 2017 e il suo titolo sarà quello originale di Hacksaw  Ridge.

Il  film racconta di Desmond Doss, un giovane medico obiettore di coscienza che vinse (primo obiettore nella storia) la Medaglia d’Onore del Congresso statunitense per aver salvato la vita di 75 soldati senza mai imbracciare un’arma nel corso di una delle più cruente battaglie del secondo conflitto mondiale, a Okinawa.

Doss nel film di Gibson è interpretato da Andrew Garfield (Leoni per agnelli  2007;Boy A 2007;L’altra donna del re  2008; Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo  2009; Non lasciarmi  2010;The Social Network 2010; The Amazing Spider-Man 2012;The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro 2014; 99 Homes  2015; Hacksaw Ridge 2016; Silence 2016) che, smessi i panni di Spider Man, si è dedicato a questo film e a questo personaggio con un’intensità che ha lasciato di stucco il suo regista. 
Nel cast di Hacksaw Ridge, oltre a lui, ci sono Vince Vaughn ( Il mondo perduto – Jurassik park 1997; The cell – la cellula 2000; Zoolander 2001; Starsky&Hutch 2004; Mr.&Mrs Smith 2005; Into the wild – Nelle terre selvagge 2007; Il dilemma 2011;Delivery Man 2011) Hugo Weaving ( Matrix 1999; Il Signore degli Anelli 2001-2002-2003; Matrix Reloaded 2002; Matrix Revolution 2003; V per ven2005; Wolfman 2010; Capitan America – Il Primo vendicatore 2011; Lo Hobbit 2012-2013-2014) Richard Roxburgh (Mission Impossible II 2000; Moulin Rouge 2001; Van Helsing 2009; Stealth – Arma Suprema 2005; So che ci sei 2010; The Turning 2013) Rachel Griffiths (Il matrimonio del mio migliore amico 1997; Blow 2001; Ned Kelly 2003; Sawing Mr. Banks 2013), Teresa Palmer (Wolf Creek 2004;The Gruge 2 – 2006; Racconti Incantati 2008; L’apprendista stregone 2010; Warm Bodies 2013; Knight of Cups 2013;Codice 999- 2015; Out – Terrore al buio 2016) Luke Bracey ( G.I. Joe – La vendetta 2013; Il meglio di me 2014; Point Breack 2015) e Sam Worthington (Terminator Salvation 2009; Avatar 2009; Scontro fra titani 2010; Le paludi della morte 2011; La furia dei titani 2012; Everest 2015).

Il cinema di Mel Gibson ruota da sempre intorno al sacrificio. L’esempio estremo è La passione di Cristo, ma lo dimostra in pieno anche il suo ritorno al cinema spettacolare Hacksaw Ridge. Il sacrificio è quello del soldato soccorritore dell’esercito degli Stati Uniti Desmond Doss, obiettore di coscienza che rifiutava l’uso delle armi, prima isolato per la sua presunta codardia e poi esaltato ai massimi onori per aver salvato decine di compagni d’armi nel corso della terribile battaglia di Okinawa, sul fronte del Pacifico nella Seconda guerra mondiale. Una figura quasi mistica, rappresentata come un Cristo alle prese con miracolosi salvataggi, mentre intorno a lui la battaglia si faceva sempre più violenta. La religione ha un ruolo importante nelle scelte di Desmond, avventista del settimo giorno, dopo aver vissuto un’infanzia violenta e aver quasi ucciso durante una delle frequenti zuffe domestiche il fratello. Una conversione religiosa che lo porta a rinnegare la violenza, ancora una volta ossessione principe di Gibson, Desmond però vive in tempi infausti e, nonostante l’amore candido e assoluto per la sua fidanzata infermiera, decide di arruolarsi volontario, dopo il fratello.

Il rapporto fra corpo e violenza è centrale in Hacksaw Ridge, così come in altri film di Gibson, sempre spinta da una furia ancestrale nel raccontarla, ammantata qui da un senso messianico tipico del cinema eroico sulla Seconda guerra mondiale. Come dire, nonostante le possibilità date dall’inedito punto di vista di un obiettore di coscienza, Gibson prosegue su binari retorici, semplicistici e manichei ormai superati. 

Il bisogno disperato di fare del bene del protagonista è rigorosamente al servizio della guerra giusta, perdendo l’occasione di problematizzare il ruolo degli altri, dei giapponesi, soldati specularmente impauriti in trincee da mesi per difendere il paese da una sconfitta ormai certa.

Date le ben note convinzioni religiose del regista, era inevitabile che un po’ di retorica venisse dispensata per raccontare la figura storica di quest’uomo coraggioso. C’è spazio per considerazioni sulla fede, per momenti di commozione patriottica e tutto il repertorio a cui ci ha abituato il cinema americano. Non potevamo aspettarci altrimenti, conosciamo Mel Gibson e conosciamo il suo cinema. Ci sono idee di regia maestose e ogni colpo sparato ha un impatto devastante sia fisicamente che mentalmente. Ogni dettaglio è perfettamente chiaro, ogni inquadratura cristallina (anche grazie alla fotografia di Simon Duggan).

Quello che bisogna ricordare che Gibson come molti altri registi necessariamente fanno delle scelte coerenti con la propria visione dell’altre e le proprie aspettative professionali. Tuttavia il cinema, soprattutto buon cinema, è arte e permette allo spettatore di dischiudere il proprio animo e la propria sensibilità traendo esperienze personali nuove e rinforzare le proprie convinzioni sulla vita e tutto ciò che le proprio. Questo film ci insegna che è sempre possibile scegliere anche in situazioni estreme e il prezzo che si è disposti a pagare e direttamente proporzionale alla meta che si vuole raggiungere.

Non uccidere. Punto. Vuol dire che Dio è la meta a cui tendiamo.

[review]

Contributo allo sviluppo della personalità:
8
Culturalmente valido:
8
Spiritualmente utile:
7
Discernimento del bene e del male:
7
Avvincente:
9
Innovativo:
10
Indicatore di culture diverse:
6
Resa dei personaggi:
8
Colonna sonora:
7
Fotografia:
8
Pertinenza linguistica e prossemica:
6
Montaggio:
7
E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.

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Film: Tu ne tueras. Point. Storico di Guerra (2016)                                                                                                                               

  

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“Non uccidere!”  Es 20,13 Mt 5,21-22

 

Non tutte le persone amano i film di guerra. Questo è comprensibile. In un epoca come la nostra nella quale la quotidianità è bersagliata da ben altri problemi, come se ci fosse un risucchio di conquiste sociali e economiche che sono costate secoli di lotte sociali, i conflitti con le armi sono uno spettro che possono significare la fine.

Eppure questo film mirabilmente diretto da Mel Gibson (L’uomo senza volto, 1993; Braveheart – Cuore impavido 1995;La passione di Cristo 2004;Apocalypto 2006;Hacksaw Ridge 2016) è ancora una volta un significativo gioiello di questo attore e regista molto discusso sia come artista che per le sue intemperanze private.

In  Francia è passato nelle sale cinematografiche in novembre con il titolo: Tu ne Tueras. Point. (Tu non ucciderai. Punto.) In Italia l’uscita è prevista per febbraio 2017 e il suo titolo sarà quello originale di Hacksaw  Ridge.

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Il  film racconta di Desmond Doss, un giovane medico obiettore di coscienza che vinse (primo obiettore nella storia) la Medaglia d’Onore del Congresso statunitense per aver salvato la vita di 75 soldati senza mai imbracciare un’arma nel corso di una delle più cruente battaglie del secondo conflitto mondiale, a Okinawa.

Doss nel film di Gibson è interpretato da Andrew Garfield (Leoni per agnelli  2007;Boy A 2007;L’altra donna del re  2008; Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo  2009; Non lasciarmi  2010;The Social Network 2010; The Amazing Spider-Man 2012;The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro 2014; 99 Homes  2015; Hacksaw Ridge 2016; Silence 2016) che, smessi i panni di Spider Man, si è dedicato a questo film e a questo personaggio con un’intensità che ha lasciato di stucco il suo regista. 
Nel cast di Hacksaw Ridge, oltre a lui, ci sono Vince Vaughn ( Il mondo perduto – Jurassik park 1997; The cell – la cellula 2000; Zoolander 2001; Starsky&Hutch 2004; Mr.&Mrs Smith 2005; Into the wild – Nelle terre selvagge 2007; Il dilemma 2011;Delivery Man 2011) Hugo Weaving ( Matrix 1999; Il Signore degli Anelli 2001-2002-2003; Matrix Reloaded 2002; Matrix Revolution 2003; V per ven2005; Wolfman 2010; Capitan America – Il Primo vendicatore 2011; Lo Hobbit 2012-2013-2014) Richard Roxburgh (Mission Impossible II 2000; Moulin Rouge 2001; Van Helsing 2009; Stealth – Arma Suprema 2005; So che ci sei 2010; The Turning 2013) Rachel Griffiths (Il matrimonio del mio migliore amico 1997; Blow 2001; Ned Kelly 2003; Sawing Mr. Banks 2013), Teresa Palmer (Wolf Creek 2004;The Gruge 2 – 2006; Racconti Incantati 2008; L’apprendista stregone 2010; Warm Bodies 2013; Knight of Cups 2013;Codice 999- 2015; Out – Terrore al buio 2016) Luke Bracey ( G.I. Joe – La vendetta 2013; Il meglio di me 2014; Point Breack 2015) e Sam Worthington (Terminator Salvation 2009; Avatar 2009; Scontro fra titani 2010; Le paludi della morte 2011; La furia dei titani 2012; Everest 2015).

Il cinema di Mel Gibson ruota da sempre intorno al sacrificio. L’esempio estremo è La passione di Cristo, ma lo dimostra in pieno anche il suo ritorno al cinema spettacolare Hacksaw Ridge. Il sacrificio è quello del soldato soccorritore dell’esercito degli Stati Uniti Desmond Doss, obiettore di coscienza che rifiutava l’uso delle armi, prima isolato per la sua presunta codardia e poi esaltato ai massimi onori per aver salvato decine di compagni d’armi nel corso della terribile battaglia di Okinawa, sul fronte del Pacifico nella Seconda guerra mondiale. Una figura quasi mistica, rappresentata come un Cristo alle prese con miracolosi salvataggi, mentre intorno a lui la battaglia si faceva sempre più violenta. La religione ha un ruolo importante nelle scelte di Desmond, avventista del settimo giorno, dopo aver vissuto un’infanzia violenta e aver quasi ucciso durante una delle frequenti zuffe domestiche il fratello. Una conversione religiosa che lo porta a rinnegare la violenza, ancora una volta ossessione principe di Gibson, Desmond però vive in tempi infausti e, nonostante l’amore candido e assoluto per la sua fidanzata infermiera, decide di arruolarsi volontario, dopo il fratello.

Il rapporto fra corpo e violenza è centrale in Hacksaw Ridge, così come in altri film di Gibson, sempre spinta da una furia ancestrale nel raccontarla, ammantata qui da un senso messianico tipico del cinema eroico sulla Seconda guerra mondiale. Come dire, nonostante le possibilità date dall’inedito punto di vista di un obiettore di coscienza, Gibson prosegue su binari retorici, semplicistici e manichei ormai superati. 

Il bisogno disperato di fare del bene del protagonista è rigorosamente al servizio della guerra giusta, perdendo l’occasione di problematizzare il ruolo degli altri, dei giapponesi, soldati specularmente impauriti in trincee da mesi per difendere il paese da una sconfitta ormai certa.

Date le ben note convinzioni religiose del regista, era inevitabile che un po’ di retorica venisse dispensata per raccontare la figura storica di quest’uomo coraggioso. C’è spazio per considerazioni sulla fede, per momenti di commozione patriottica e tutto il repertorio a cui ci ha abituato il cinema americano. Non potevamo aspettarci altrimenti, conosciamo Mel Gibson e conosciamo il suo cinema. Ci sono idee di regia maestose e ogni colpo sparato ha un impatto devastante sia fisicamente che mentalmente. Ogni dettaglio è perfettamente chiaro, ogni inquadratura cristallina (anche grazie alla fotografia di Simon Duggan).

Quello che bisogna ricordare che Gibson come molti altri registi necessariamente fanno delle scelte coerenti con la propria visione dell’altre e le proprie aspettative professionali. Tuttavia il cinema, soprattutto buon cinema, è arte e permette allo spettatore di dischiudere il proprio animo e la propria sensibilità traendo esperienze personali nuove e rinforzare le proprie convinzioni sulla vita e tutto ciò che le proprio. Questo film ci insegna che è sempre possibile scegliere anche in situazioni estreme e il prezzo che si è disposti a pagare e direttamente proporzionale alla meta che si vuole raggiungere.

Non uccidere. Punto. Vuol dire che Dio è la meta a cui tendiamo.

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Spiritualmente utile:
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Discernimento del bene e del male:
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Indicatore di culture diverse:
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