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Epifania nella tradizione ortodossa

La maggior parte delle Chiese ortodosse, tra cui anche quella greco-ortodossa, celebrano l’Epifania il 6 gennaio – come la Chiesa cattolica.

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di: Matthias Altmann

La festa dell’Epifania è celebrata solennemente non solo nella Chiesa cattolica, ma anche nelle Chiese ortodosse. Tuttavia, diversamente dai cattolici, al centro della celebrazione ortodossa non ci sono i “tre santi re magi”, ma l’episodio biblico del battesimo di Gesù.

 

Epifania: è il nome ufficiale delle Festa che la Chiesa cattolica celebra il 6 gennaio. I fedeli festeggiano la manifestazione del Signore, ossia la rivelazione di Dio al mondo. I cattolici ricordano in questo giorno l’arrivo dei “tre santi re magi” dall’Oriente, venuti a rendere omaggio al bambino Gesù, figlio di Dio.

Anche le Chiese ortodosse celebrano la festa dell’Epifania, detta anche Teofania. Tuttavia, diversamente dall’Occidente, i “tre santi re magi” non hanno nulla a che vedere con la festa.

Gli ortodossi ricordano invece in questo giorno il battesimo di Gesù nel Giordano. Secondo il Vangelo di Luca, Dio si manifestò in questo avvenimento a Giovanni Battista e alla folla presente. «Ed ecco, mentre [Gesù] stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”» (Lc 3,2-23).

Se il 6 gennaio cade invece il 19

La maggior parte delle Chiese ortodosse, tra cui anche quella greco-ortodossa, celebrano l’Epifania il 6 gennaio – come la Chiesa cattolica.

I fedeli della Chiesa ortodossa russa e della Chiesa ortodossa serba celebrano il Natale secondo il calendario giuliano, cioè il 6 e 7 gennaio, e  festeggiano l’Epifania il 19.

La componente tradizionale delle festività è la cosiddetta “grande benedizione delle acque”. La cerimonia è testimoniata fin dal quarto secolo ed è giunta in Europa orientale probabilmente da Gerusalemme attraverso Costantinopoli. Ci sono anche in altre parti dell’Europa, come per esempio in Germania, le benedizioni delle acque a cui sono invitati anche i rappresentanti di altre comunità religiose e tutti coloro che sono interessati.

Questo rito tradizionale appartiene a una delle feste più suggestive della Chiesa ortodossa. La cerimonia per lo più è collegata ad una solenne liturgia.

La comunità dei fedeli porta tutto in processione – gli stendardi, le icone della festa, e l’evangeliario – e si riunisce sulle sponde di un fiume, di un lago e anche del mare.

Il sacerdote pone la croce e il libro dei vangeli su un tavolo ornato a festa, il cosiddetto Analogion. Quindi, si distribuiscono ai fedeli le candele che vengono poi accese. Il celebrante incensa il tavolo, l’icona della festa e tutti i fedeli, mentre si esegue il canto liturgico.

Subito dopo, il sacerdote recita una solenne preghiera di benedizione e immerge tre volte la croce nelle acque.

In diversi luoghi gli adulti si tuffano subito dopo in acqua, uno dopo l’altro. Nei paesi di lingua russa succede anche che le mamme immergano i loro bimbi lattanti nelle gelide acque dell’inverno russo.

Nei paesi più a Sud – per esempio in Grecia – il sacerdote, al termine della cerimonia, getta una croce ortodossa nel fiume o nel mare, dopodiché anche i giovani si tuffano. Chi trova la croce in profondità, riceve una benedizione speciale e visita poi con questa croce tutte le famiglie. A Costantinopoli colui che ha trovato la croce la consegna al patriarca.

Acqua per i tempi difficili

In tutti i paesi i fedeli portano con sé a casa l’acqua benedetta in bottiglie. Se ne servono per benedire le loro abitazioni, gli animali domestici e i loro averi.

L’acqua, secondo la Tradizione, non deve corrompersi, anche se rimane per tutto l’anno accanto all’icona che si tiene in casa. Viene utilizzata nei momenti di grande bisogno, nelle malattie e nelle angosce, per essere aspersa o bevuta.

Mediante il battesimo di Gesù nel Giordano – secondo la teologia ortodossa –, viene benedetta non solo l’acqua di quel fiume ma di tutti i fiumi del mondo.

Con la “grande benedizione dell’acqua” – sostengono i teologi – è tutta la natura e la creazione ad essere benedette. La “grande benedizione” diviene così anche un segno dell’ impegno dei cristiani per la custodia del creato.

Anche a Berlino quest’anno, il 6 gennaio, ha luogo nuovamente una solenne benedizione delle acque del fiume Spree. La cerimonia sarà presieduta dal vescovo John Haikal della Chiesa greco-ortodossa del patriarcato di Antiochia. Vi parteciperanno anche rappresentanti di diverse comunità ortodosse e di altre Chiese e, probabilmente, anche alcuni diplomatici e politici.

Originale: Settimana News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Epifania nella tradizione ortodossa

La maggior parte delle Chiese ortodosse, tra cui anche quella greco-ortodossa, celebrano l’Epifania il 6 gennaio – come la Chiesa cattolica.

  

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La festa dell’Epifania è celebrata solennemente non solo nella Chiesa cattolica, ma anche nelle Chiese ortodosse. Tuttavia, diversamente dai cattolici, al centro della celebrazione ortodossa non ci sono i “tre santi re magi”, ma l’episodio biblico del battesimo di Gesù.

 

Epifania: è il nome ufficiale delle Festa che la Chiesa cattolica celebra il 6 gennaio. I fedeli festeggiano la manifestazione del Signore, ossia la rivelazione di Dio al mondo. I cattolici ricordano in questo giorno l’arrivo dei “tre santi re magi” dall’Oriente, venuti a rendere omaggio al bambino Gesù, figlio di Dio.

Anche le Chiese ortodosse celebrano la festa dell’Epifania, detta anche Teofania. Tuttavia, diversamente dall’Occidente, i “tre santi re magi” non hanno nulla a che vedere con la festa.

Gli ortodossi ricordano invece in questo giorno il battesimo di Gesù nel Giordano. Secondo il Vangelo di Luca, Dio si manifestò in questo avvenimento a Giovanni Battista e alla folla presente. «Ed ecco, mentre [Gesù] stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”» (Lc 3,2-23).

Se il 6 gennaio cade invece il 19

La maggior parte delle Chiese ortodosse, tra cui anche quella greco-ortodossa, celebrano l’Epifania il 6 gennaio – come la Chiesa cattolica.

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I fedeli della Chiesa ortodossa russa e della Chiesa ortodossa serba celebrano il Natale secondo il calendario giuliano, cioè il 6 e 7 gennaio, e  festeggiano l’Epifania il 19.

La componente tradizionale delle festività è la cosiddetta “grande benedizione delle acque”. La cerimonia è testimoniata fin dal quarto secolo ed è giunta in Europa orientale probabilmente da Gerusalemme attraverso Costantinopoli. Ci sono anche in altre parti dell’Europa, come per esempio in Germania, le benedizioni delle acque a cui sono invitati anche i rappresentanti di altre comunità religiose e tutti coloro che sono interessati.

Questo rito tradizionale appartiene a una delle feste più suggestive della Chiesa ortodossa. La cerimonia per lo più è collegata ad una solenne liturgia.

La comunità dei fedeli porta tutto in processione – gli stendardi, le icone della festa, e l’evangeliario – e si riunisce sulle sponde di un fiume, di un lago e anche del mare.

Il sacerdote pone la croce e il libro dei vangeli su un tavolo ornato a festa, il cosiddetto Analogion. Quindi, si distribuiscono ai fedeli le candele che vengono poi accese. Il celebrante incensa il tavolo, l’icona della festa e tutti i fedeli, mentre si esegue il canto liturgico.

Subito dopo, il sacerdote recita una solenne preghiera di benedizione e immerge tre volte la croce nelle acque.

In diversi luoghi gli adulti si tuffano subito dopo in acqua, uno dopo l’altro. Nei paesi di lingua russa succede anche che le mamme immergano i loro bimbi lattanti nelle gelide acque dell’inverno russo.

Nei paesi più a Sud – per esempio in Grecia – il sacerdote, al termine della cerimonia, getta una croce ortodossa nel fiume o nel mare, dopodiché anche i giovani si tuffano. Chi trova la croce in profondità, riceve una benedizione speciale e visita poi con questa croce tutte le famiglie. A Costantinopoli colui che ha trovato la croce la consegna al patriarca.

Acqua per i tempi difficili

In tutti i paesi i fedeli portano con sé a casa l’acqua benedetta in bottiglie. Se ne servono per benedire le loro abitazioni, gli animali domestici e i loro averi.

L’acqua, secondo la Tradizione, non deve corrompersi, anche se rimane per tutto l’anno accanto all’icona che si tiene in casa. Viene utilizzata nei momenti di grande bisogno, nelle malattie e nelle angosce, per essere aspersa o bevuta.

Mediante il battesimo di Gesù nel Giordano – secondo la teologia ortodossa –, viene benedetta non solo l’acqua di quel fiume ma di tutti i fiumi del mondo.

Con la “grande benedizione dell’acqua” – sostengono i teologi – è tutta la natura e la creazione ad essere benedette. La “grande benedizione” diviene così anche un segno dell’ impegno dei cristiani per la custodia del creato.

Anche a Berlino quest’anno, il 6 gennaio, ha luogo nuovamente una solenne benedizione delle acque del fiume Spree. La cerimonia sarà presieduta dal vescovo John Haikal della Chiesa greco-ortodossa del patriarcato di Antiochia. Vi parteciperanno anche rappresentanti di diverse comunità ortodosse e di altre Chiese e, probabilmente, anche alcuni diplomatici e politici.

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