14.5 C
Rome
mercoledì, 16 Ottobre 2019

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Vita Ecclesiale E’ davvero possibile l’istituzione delle diaconesse?

E’ davvero possibile l’istituzione delle diaconesse?

- Advertisement -

FUNZIONI IN COMUNE

La testimonianza liturgica relativa al rito di ordinazione «non distingue molto tra uomini e donne – aggiunge la teologa – stessa preghiera epicletica, stesso luogo (il bema), stesse consegne (stola e calice)».

«Ovviamente poi diverso è il servizio per ragioni culturali e le diaconesse svolgono compiti relativi alle donne (catechesi, visite, assistenza, unzioni battesimali, controllo del loro buon ordine nelle assemblee), ma, come nel caso di Olimpia, interlocutrice di Crisostomo (cfr. Cettina Militello, Donna e Chiesa. La testimonianza di Giovanni Crisostomo, EdiOtfes, Palermo 1986), fanno anche molto altro che le accomuna agli uomini (sono latrici di lettere, intessono pubbliche relazioni, sono portavoce del vescovo e al suo personale servizio, ecc.).

LE DUE LINEE DEL VATICANO II

Se da un lato la distanza tra le funzioni di diaconi e diaconesse non è così abissale, dall’altro occorre capire quanto sia dibattuta a livello accademico la proposta del Concilio Vaticano II di sciogliere il Diaconato dall’ordinazione per permettere l’ingresso delle donne.

«In Concilio ci furono due interventi di segno contrario – sottolinea Militello – quello di monsigor Roo che proponeva un diaconato istituito ma non sacramentale, e quello di monsignor Hallinan che invece era favorevole al diaconato ordinato femminile. Si tratta di interventi scritti a cui non seguì un particolare dibattito. Ma nessuno in Concilio ha proposto di “sciogliere” il diaconato dall’ordinazione per permettere l’ingresso delle donne. Ha studiato il contesto e l’ecoSerena Noceti (cfr. “Donne e Vaticano II: i documenti” in Cristina Simonelli  e Matteo Ferrari (a cura), Una Chiesa di uomini e di donne, Camaldoli 2015)».

IL POST CONCILIO

«Quanto al post-Concilio – aggiunge la teologa – c’è qualcuno che ha sostenuto la tesi del ministero istituito ma non ordinato, e altri/e che hanno detto diversamente. Un contributo rilevante attuale è quello diMoira Scimmi (cfr. Le antiche diaconesse nella storiografia del secolo XX. Problemi di metodo, Glossa, Milano 2004)».

Alcuni di quelli che mettono in forse l’ordinazione al diaconato femminile, «estendono la loro riserva persino al diaconato uxorato, sostenendo che l’ordinazione diaconale sarebbe veramente tale solo se propedeutica al presbiterato. Il che, teologicamente, è follia pura. Ovvero misoginia pura! Rispunta altrimenti (e parossisticamente) la insignificante antropologia dell’impedimentum sexus!».

STOP AI PREGIUDIZI

E allora come accogliere l’invito del Papa a riaprire un dibattito sulle diaconesse e concretizzare, eventualmente, questa strada? «Personalmente sono del parere che la questione è culturale – sentenzia la docente di Ecclesiologia – Siamo lontanissimi, e non solo nella Chiesa, dall’accettare la pari consistenza antropologica e dignità di uomini e donne. Sino a quando non avremo metabolizzato come comunità ecclesiale che in Cristo Gesù non c’è più né schiavo né libero, né giudeo né greco, né uomo e donna (cfr. Gal 3,28), non approderemo a niente. Sono convinta che la questione del ministero non sia radicalmente d’indole teologica (né biblica né dommatica – antropologica o ecclesiologica); né, alla fine, sia dirimente invocare latraditio perpetuo serbata. Come per altre questioni – e la storia ce ne testimonia tante –  si tratta di invocazioni inficiate da pregiudizio».

LA DIGNITA’ BATTESIMALE

Militello non pensa tuttavia «a soluzioni né sollecite, né facili. Spero in una conversione profonda riguardo alla comune dignità battesimale. Sì, il paradosso è questo: ciò che è fondamentale è il battesimo, l’iniziazione cristiana che mai ha discriminato uomini e donne. Eppure – chiosa – la si è minimizzata sino a negare di fatto lo statuto stesso del popolo di Dio portatore tutto di carismi e perciò chiamato a esercitarli in docilità allo Spirito (LG 9-13). È questa poi, la lezione del Vaticano II; ahimè rimossa o disattesa».

TESTIMONIANZE LACUNOSE

Don Dario Vitali, docente di Ecclesiologia alla Pontificia Università Gregoriana, è prudente sulle diaconesse nella Chiesa primitiva. «Dal punto di vista storico – spiega – le notizie sulle diaconesse sono assai lacunose e frammentarie. D’altronde, quando si propone una ricostruzione delle origini cristiane, bisogna essere sempre consapevoli che si tratta di congetture. Anche in possesso di testimonianze che usano i termini abituali per dire i gradi della gerarchia, non possiamo ipso facto dedurre che si tratti della stessa realtà: un processo di sviluppo delle istituzioni cristiane lungo due millenni non permette una percezione esatta di come stessero le cose nei primi secoli».

DIACONESSE E CATECUMENI

Pur con queste cautele, sottolinea Vitali, «da un punto di vista storico non si può negare che siano esistite le diaconesse. Gli studi in merito sono tantissimi e storicamente fondati, e attestano una presenza notevole delle diaconesse nella Chiesa dei Padri, soprattutto in Siria, e poi a Costantinopoli al tempo dei Padri Cappadoci, per quanto sia difficile precisarne la natura». Probabilmente, continua il l’ecclesiologo, «la sua istituzione va legata alla celebrazione dell’iniziazione cristiana, quando il diacono assisteva il catecumeno che entrava nudo nella piscina per il lavacro battesimale e riceveva l’unzione con l’olio dei catecumeni: regola di ovvia decenza voleva che ad accompagnare le donne fosse una diaconessa».

L’IMPOSIZIONE DELLE MANI

Discussa, puntualizza anche Vitali, è anche «l’imposizione delle mani sulle diaconesse, ovviamente legata alla questione se si trattasse di semplice benedizione o di ordinazione vera e propria. Si tratta però di una questione mal posta, perché determinata dalla preoccupazione di riservare il diaconato agli uomini, trasformandolo in un grado previo al presbiterato e all’episcopato».

VESCOVI E DIACONI

Altro punto dolente riguarda il dibattito sul Concilio e la funzione del diaconato.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

E’ davvero possibile l’istituzione delle diaconesse?

  

- Advertisement -

FUNZIONI IN COMUNE

La testimonianza liturgica relativa al rito di ordinazione «non distingue molto tra uomini e donne – aggiunge la teologa – stessa preghiera epicletica, stesso luogo (il bema), stesse consegne (stola e calice)».

«Ovviamente poi diverso è il servizio per ragioni culturali e le diaconesse svolgono compiti relativi alle donne (catechesi, visite, assistenza, unzioni battesimali, controllo del loro buon ordine nelle assemblee), ma, come nel caso di Olimpia, interlocutrice di Crisostomo (cfr. Cettina Militello, Donna e Chiesa. La testimonianza di Giovanni Crisostomo, EdiOtfes, Palermo 1986), fanno anche molto altro che le accomuna agli uomini (sono latrici di lettere, intessono pubbliche relazioni, sono portavoce del vescovo e al suo personale servizio, ecc.).

LE DUE LINEE DEL VATICANO II

Se da un lato la distanza tra le funzioni di diaconi e diaconesse non è così abissale, dall’altro occorre capire quanto sia dibattuta a livello accademico la proposta del Concilio Vaticano II di sciogliere il Diaconato dall’ordinazione per permettere l’ingresso delle donne.

- Advertisement -

«In Concilio ci furono due interventi di segno contrario – sottolinea Militello – quello di monsigor Roo che proponeva un diaconato istituito ma non sacramentale, e quello di monsignor Hallinan che invece era favorevole al diaconato ordinato femminile. Si tratta di interventi scritti a cui non seguì un particolare dibattito. Ma nessuno in Concilio ha proposto di “sciogliere” il diaconato dall’ordinazione per permettere l’ingresso delle donne. Ha studiato il contesto e l’ecoSerena Noceti (cfr. “Donne e Vaticano II: i documenti” in Cristina Simonelli  e Matteo Ferrari (a cura), Una Chiesa di uomini e di donne, Camaldoli 2015)».

IL POST CONCILIO

«Quanto al post-Concilio – aggiunge la teologa – c’è qualcuno che ha sostenuto la tesi del ministero istituito ma non ordinato, e altri/e che hanno detto diversamente. Un contributo rilevante attuale è quello diMoira Scimmi (cfr. Le antiche diaconesse nella storiografia del secolo XX. Problemi di metodo, Glossa, Milano 2004)».

Alcuni di quelli che mettono in forse l’ordinazione al diaconato femminile, «estendono la loro riserva persino al diaconato uxorato, sostenendo che l’ordinazione diaconale sarebbe veramente tale solo se propedeutica al presbiterato. Il che, teologicamente, è follia pura. Ovvero misoginia pura! Rispunta altrimenti (e parossisticamente) la insignificante antropologia dell’impedimentum sexus!».

STOP AI PREGIUDIZI

E allora come accogliere l’invito del Papa a riaprire un dibattito sulle diaconesse e concretizzare, eventualmente, questa strada? «Personalmente sono del parere che la questione è culturale – sentenzia la docente di Ecclesiologia – Siamo lontanissimi, e non solo nella Chiesa, dall’accettare la pari consistenza antropologica e dignità di uomini e donne. Sino a quando non avremo metabolizzato come comunità ecclesiale che in Cristo Gesù non c’è più né schiavo né libero, né giudeo né greco, né uomo e donna (cfr. Gal 3,28), non approderemo a niente. Sono convinta che la questione del ministero non sia radicalmente d’indole teologica (né biblica né dommatica – antropologica o ecclesiologica); né, alla fine, sia dirimente invocare latraditio perpetuo serbata. Come per altre questioni – e la storia ce ne testimonia tante –  si tratta di invocazioni inficiate da pregiudizio».

LA DIGNITA’ BATTESIMALE

Militello non pensa tuttavia «a soluzioni né sollecite, né facili. Spero in una conversione profonda riguardo alla comune dignità battesimale. Sì, il paradosso è questo: ciò che è fondamentale è il battesimo, l’iniziazione cristiana che mai ha discriminato uomini e donne. Eppure – chiosa – la si è minimizzata sino a negare di fatto lo statuto stesso del popolo di Dio portatore tutto di carismi e perciò chiamato a esercitarli in docilità allo Spirito (LG 9-13). È questa poi, la lezione del Vaticano II; ahimè rimossa o disattesa».

TESTIMONIANZE LACUNOSE

Don Dario Vitali, docente di Ecclesiologia alla Pontificia Università Gregoriana, è prudente sulle diaconesse nella Chiesa primitiva. «Dal punto di vista storico – spiega – le notizie sulle diaconesse sono assai lacunose e frammentarie. D’altronde, quando si propone una ricostruzione delle origini cristiane, bisogna essere sempre consapevoli che si tratta di congetture. Anche in possesso di testimonianze che usano i termini abituali per dire i gradi della gerarchia, non possiamo ipso facto dedurre che si tratti della stessa realtà: un processo di sviluppo delle istituzioni cristiane lungo due millenni non permette una percezione esatta di come stessero le cose nei primi secoli».

DIACONESSE E CATECUMENI

Pur con queste cautele, sottolinea Vitali, «da un punto di vista storico non si può negare che siano esistite le diaconesse. Gli studi in merito sono tantissimi e storicamente fondati, e attestano una presenza notevole delle diaconesse nella Chiesa dei Padri, soprattutto in Siria, e poi a Costantinopoli al tempo dei Padri Cappadoci, per quanto sia difficile precisarne la natura». Probabilmente, continua il l’ecclesiologo, «la sua istituzione va legata alla celebrazione dell’iniziazione cristiana, quando il diacono assisteva il catecumeno che entrava nudo nella piscina per il lavacro battesimale e riceveva l’unzione con l’olio dei catecumeni: regola di ovvia decenza voleva che ad accompagnare le donne fosse una diaconessa».

L’IMPOSIZIONE DELLE MANI

Discussa, puntualizza anche Vitali, è anche «l’imposizione delle mani sulle diaconesse, ovviamente legata alla questione se si trattasse di semplice benedizione o di ordinazione vera e propria. Si tratta però di una questione mal posta, perché determinata dalla preoccupazione di riservare il diaconato agli uomini, trasformandolo in un grado previo al presbiterato e all’episcopato».

VESCOVI E DIACONI

Altro punto dolente riguarda il dibattito sul Concilio e la funzione del diaconato.

- Advertisement -

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
277FansMi piace
838FollowerSegui
13,000FollowerSegui
602FollowerSegui
57IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

La ricerca storica su Gesù

Libri consigliati – Dicembre 2018

Rileggere il Decalogo

Seguici su Facebook

Seguici su Instagram

Seguici su Twitter

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO