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Don Elio Benedetto: dieci anni come cantautore di Dio.

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La vita della Beata Madre Teresa di Calcutta (prossima santa il 4 settembre 2016), come noto, fu costellata da innumerevoli episodi, aneddoti e detti spirituali più o meno conosciuti.
A tal proposito, una delle sue affermazioni più incisive, quella che tutt’oggi non sfugge neppure ai cuori dei più lontani, è certamente: “Sono come una piccola matita nelle Sue mani, nient’altro. È Lui che pensa. È Lui che scrive. La matita non ha nulla a che fare con tutto questo. La matita deve solo poter essere usata”.

Una dichiarazione di peso, che indica una strada precisa e descrive l’essenza stessa del cristianesimo; un proposito al quale neppure il cuore di don Elio Benedetto, sacerdote e cantautore molisano, ha saputo certamente resistere.

Ricordiamo, infatti, come la “seconda vocazione” – se così si può dire – del parroco di Palata, quella che lo vede cantore del “Cammino Semplice” tracciato dalla ormai prossima santa della misericordia, si innesta proprio in questa logica ministeriale: un servizio votato a perdere ma che tutto guadagna quando ci si lascia pervadere dall’Amore di Dio.

L’occasione, dunque, è lieta per celebrare con affetto e gratitudine i dieci anni del ministero canoro di don Elio.

Non un semplice strimpellare una chitarra, non un vuoto cantare canzoncine in giro per paesi e città, ma una vera e propria evoluzione artistico-musicale stimata da tutti; una crescita esponenziale di notorietà e apprezzamento che si sono via via andati generando dalle ceneri del sacrificio costante e dalla lotta faticosa alla diffidenza dei più.

Don Elio, attraverso la sua energia e il suo “sprint evangelico”, ha saputo conquistare in punta di piedi le maggiori piazze italiane, fatte queste di parrocchie, comunità e istituzioni, ma anche di luoghi di sofferenza come carceri, case di cura per anziani e ospedali. La ricchezza interiore di questo sacerdote unita alle doti canore che lo contraddistinguono, poi, hanno reso possibile l’approdo della sua musica anche all’estero: basti pensare a Lourdes (Francia) di fronte a migliaia di persone; all’India, invitato personalmente dalla Madre Generale delle Suore Missionarie della Carità a cantare presso la tomba della Beata Madre Teresa; ai concerti in via di definizione in Inghilterra e a quelli in Polonia già fissati dal 6 al 9 ottobre c.a.

A tutto ciò, ancora, si deve aggiungere una sorta di gioco di date, un puro caso per molti; “provvidenza” invece la nostra convinzione: don Elio ha festeggiato questo decennio di successi durante una veglia di preghiera a Vasto (CH), un evento guarda caso dedicato a Maria e alla Beata Teresa di Calcutta proprio nell’esatto e gemello giorno di dieci anni fa; sì, proprio quello in cui tutto ebbe inizio (13 agosto 2006 – 13 agosto 2016.

Una veglia, pertanto, quella di Vasto, ricolma di fede e devozione; provvidenzialmente presieduta da Mons. De Luca, Vescovo di Termoli-Larino e arricchita ulteriormente dalla presenza orante dei parrocchiani palatesi, dalla voce di don Elio e dai canti e danze offerti da alcuni componenti del coro de “Le dolci note dell’A.C.R.”, fondato da don Elio stesso.

 In definitiva, un avvenimento dallo straordinario significato per il cantautore molisano, una piacevole ridondanza si direbbe.

Dieci anni di fatiche e soddisfazioni che, nonostante tutto, vedranno il loro culmine (ma non il loro termine) nel grande evento del 4 settembre 2016, durante il quale Madre Teresa di Calcutta sarà canonizzata da papa Francesco in Piazza S. Pietro a Roma. Don Elio, così, sta spendendo gran parte delle sue energie in vista di questa data; i numerosi concerti programmati lungo il territorio nazionale e all’estero, infatti, intendono diffondere con efficacia e puntualità l’essenza stessa del messaggio di misericordia della prossima santa. Un vero e proprio tour questo che lo rende continuamente disponibile all’evangelizzazione in musica, pronto a spingersi ove ve ne sia desiderio e necessità e, qualora fosse il caso, accompagnandosi anche al coro de “Le dolci note dell’A.C.R.”.

In conclusione, dieci anni di attività canora di un sacerdote che ha saputo lasciarsi illuminare dallo Spirito e individuare al tempo stesso nuove strade percorribili di evangelizzazione. Un cantautore cristiano dall’inconfondibile stile pop-rock, sempre pronto a imbracciare la sua chitarra e a mettersi in marcia agli ordini del suo Signore, perché in fondo è sempre lui il protagonista.

Un caro augurio don Elio, un in bocca al lupo per i tuoi prossimi dieci anni di attività e a presto “ascoltarti” durante gli imminenti concerti di Guglionesi, Casacalenda, Santa Croce di Magliano e quelli nella patria polacca di San Giovanni Paolo II.

Giuseppe Gravante, SpeSalvi.it

G. Gravante
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.
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Don Elio Benedetto: dieci anni come cantautore di Dio.

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La vita della Beata Madre Teresa di Calcutta (prossima santa il 4 settembre 2016), come noto, fu costellata da innumerevoli episodi, aneddoti e detti spirituali più o meno conosciuti.
A tal proposito, una delle sue affermazioni più incisive, quella che tutt’oggi non sfugge neppure ai cuori dei più lontani, è certamente: “Sono come una piccola matita nelle Sue mani, nient’altro. È Lui che pensa. È Lui che scrive. La matita non ha nulla a che fare con tutto questo. La matita deve solo poter essere usata”.

Una dichiarazione di peso, che indica una strada precisa e descrive l’essenza stessa del cristianesimo; un proposito al quale neppure il cuore di don Elio Benedetto, sacerdote e cantautore molisano, ha saputo certamente resistere.

Ricordiamo, infatti, come la “seconda vocazione” – se così si può dire – del parroco di Palata, quella che lo vede cantore del “Cammino Semplice” tracciato dalla ormai prossima santa della misericordia, si innesta proprio in questa logica ministeriale: un servizio votato a perdere ma che tutto guadagna quando ci si lascia pervadere dall’Amore di Dio.

L’occasione, dunque, è lieta per celebrare con affetto e gratitudine i dieci anni del ministero canoro di don Elio.

Non un semplice strimpellare una chitarra, non un vuoto cantare canzoncine in giro per paesi e città, ma una vera e propria evoluzione artistico-musicale stimata da tutti; una crescita esponenziale di notorietà e apprezzamento che si sono via via andati generando dalle ceneri del sacrificio costante e dalla lotta faticosa alla diffidenza dei più.

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Don Elio, attraverso la sua energia e il suo “sprint evangelico”, ha saputo conquistare in punta di piedi le maggiori piazze italiane, fatte queste di parrocchie, comunità e istituzioni, ma anche di luoghi di sofferenza come carceri, case di cura per anziani e ospedali. La ricchezza interiore di questo sacerdote unita alle doti canore che lo contraddistinguono, poi, hanno reso possibile l’approdo della sua musica anche all’estero: basti pensare a Lourdes (Francia) di fronte a migliaia di persone; all’India, invitato personalmente dalla Madre Generale delle Suore Missionarie della Carità a cantare presso la tomba della Beata Madre Teresa; ai concerti in via di definizione in Inghilterra e a quelli in Polonia già fissati dal 6 al 9 ottobre c.a.

A tutto ciò, ancora, si deve aggiungere una sorta di gioco di date, un puro caso per molti; “provvidenza” invece la nostra convinzione: don Elio ha festeggiato questo decennio di successi durante una veglia di preghiera a Vasto (CH), un evento guarda caso dedicato a Maria e alla Beata Teresa di Calcutta proprio nell’esatto e gemello giorno di dieci anni fa; sì, proprio quello in cui tutto ebbe inizio (13 agosto 2006 – 13 agosto 2016.

Una veglia, pertanto, quella di Vasto, ricolma di fede e devozione; provvidenzialmente presieduta da Mons. De Luca, Vescovo di Termoli-Larino e arricchita ulteriormente dalla presenza orante dei parrocchiani palatesi, dalla voce di don Elio e dai canti e danze offerti da alcuni componenti del coro de “Le dolci note dell’A.C.R.”, fondato da don Elio stesso.

 In definitiva, un avvenimento dallo straordinario significato per il cantautore molisano, una piacevole ridondanza si direbbe.

Dieci anni di fatiche e soddisfazioni che, nonostante tutto, vedranno il loro culmine (ma non il loro termine) nel grande evento del 4 settembre 2016, durante il quale Madre Teresa di Calcutta sarà canonizzata da papa Francesco in Piazza S. Pietro a Roma. Don Elio, così, sta spendendo gran parte delle sue energie in vista di questa data; i numerosi concerti programmati lungo il territorio nazionale e all’estero, infatti, intendono diffondere con efficacia e puntualità l’essenza stessa del messaggio di misericordia della prossima santa. Un vero e proprio tour questo che lo rende continuamente disponibile all’evangelizzazione in musica, pronto a spingersi ove ve ne sia desiderio e necessità e, qualora fosse il caso, accompagnandosi anche al coro de “Le dolci note dell’A.C.R.”.

In conclusione, dieci anni di attività canora di un sacerdote che ha saputo lasciarsi illuminare dallo Spirito e individuare al tempo stesso nuove strade percorribili di evangelizzazione. Un cantautore cristiano dall’inconfondibile stile pop-rock, sempre pronto a imbracciare la sua chitarra e a mettersi in marcia agli ordini del suo Signore, perché in fondo è sempre lui il protagonista.

Un caro augurio don Elio, un in bocca al lupo per i tuoi prossimi dieci anni di attività e a presto “ascoltarti” durante gli imminenti concerti di Guglionesi, Casacalenda, Santa Croce di Magliano e quelli nella patria polacca di San Giovanni Paolo II.

Giuseppe Gravante, SpeSalvi.it

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Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

G. Gravante
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.
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