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Divorzio, bastano 6 mesi per dirsi addio

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L’Aula della Camera ha dato il via libera definitivo, in terza lettura, al ddl che abbrevia i tempi della separazione, con 398 sì, 28 no e 6 astensioni. Tutti i gruppi hanno votato a favore, Ap e Forza Italia pure favorevoli hanno lasciato libertà di coscienza ai propri deputati. La Lega ha lasciato libertà di coscienza ma la maggior parte dei deputati leghisti, secondo quanto viene riferito, ha votato contro. In dissenso da Forza Italia, Antonio Palmieri ha votato contro. La legge è stata approvata in via definitiva, quindi è legge.

Basteranno dunque appena sei mesi per rompere il legame matrimoniale ed essere divorziati; al massimo un anno, se si decide di ricorrere al giudice, contro i tre che servivano fino a oggi. Un tempo che diversi esperti considerano necessario per consentire alla coppia di considerare compiutamente la propria decisione. E non poche coppie, dopo un attento esame, hanno cambiato idea e non si sono più separate.

Il Parlamento ha deciso di procedere a marce forzate verso quella che la relatrice Alessia Morani considera addirittura una «norma di civiltà». Il testo che è stato approvato in prima lettura alla Camera, che è stato modificato al Senato – con lo stralcio della norma che prevedeva il divorzio immediato ma non solo – e che oggi è stato votato definitivamente alla Camera, è invece bocciato da Alessandro Pagano, di Ap. Questa legge, dichiara, rischia di «causare disastri inenarrabili» visto che rende la società «sempre meno responsabile».

Ha votato contro anche Eugenia Roccella, parlamentare di Area Popolare: «Devo dare atto al gruppo di Ap al Senato di aver lavorato per migliorare il testo, e di aver evitato che venisse completamente cancellato l’istituto della separazione”, ha detto Roccella. “Non si tratta di una distinzione fra laici e cattolici ma della difesa di un’istituzione laica e antica come il matrimonio, che prevede un impegno pubblico di stabilità e durata. Riducendo il matrimonio a qualcosa di sempre più simile a un patto di convivenza, che si può sciogliere in breve tempo e con estrema facilità, si svaluta il suo ruolo e il significato che ha sempre avuto per la comunità umana. Tutti affermano di voler difendere la famiglia, ma con provvedimenti di questo genere – conclude la parlamentare – si contribuisce solo a indebolirla».

Oltrettutto l’approvazione del “divorzio breve” ha ottenuto molti plausi e ha scatenato una fuga in avanti di molti deputati, che ora chiedono rapidità nell’approvazioni di leggi sulle unioni civili, comprese quelle omosessuali.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Divorzio, bastano 6 mesi per dirsi addio

  

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L’Aula della Camera ha dato il via libera definitivo, in terza lettura, al ddl che abbrevia i tempi della separazione, con 398 sì, 28 no e 6 astensioni. Tutti i gruppi hanno votato a favore, Ap e Forza Italia pure favorevoli hanno lasciato libertà di coscienza ai propri deputati. La Lega ha lasciato libertà di coscienza ma la maggior parte dei deputati leghisti, secondo quanto viene riferito, ha votato contro. In dissenso da Forza Italia, Antonio Palmieri ha votato contro. La legge è stata approvata in via definitiva, quindi è legge.

Basteranno dunque appena sei mesi per rompere il legame matrimoniale ed essere divorziati; al massimo un anno, se si decide di ricorrere al giudice, contro i tre che servivano fino a oggi. Un tempo che diversi esperti considerano necessario per consentire alla coppia di considerare compiutamente la propria decisione. E non poche coppie, dopo un attento esame, hanno cambiato idea e non si sono più separate.

Il Parlamento ha deciso di procedere a marce forzate verso quella che la relatrice Alessia Morani considera addirittura una «norma di civiltà». Il testo che è stato approvato in prima lettura alla Camera, che è stato modificato al Senato – con lo stralcio della norma che prevedeva il divorzio immediato ma non solo – e che oggi è stato votato definitivamente alla Camera, è invece bocciato da Alessandro Pagano, di Ap. Questa legge, dichiara, rischia di «causare disastri inenarrabili» visto che rende la società «sempre meno responsabile».

Ha votato contro anche Eugenia Roccella, parlamentare di Area Popolare: «Devo dare atto al gruppo di Ap al Senato di aver lavorato per migliorare il testo, e di aver evitato che venisse completamente cancellato l’istituto della separazione”, ha detto Roccella. “Non si tratta di una distinzione fra laici e cattolici ma della difesa di un’istituzione laica e antica come il matrimonio, che prevede un impegno pubblico di stabilità e durata. Riducendo il matrimonio a qualcosa di sempre più simile a un patto di convivenza, che si può sciogliere in breve tempo e con estrema facilità, si svaluta il suo ruolo e il significato che ha sempre avuto per la comunità umana. Tutti affermano di voler difendere la famiglia, ma con provvedimenti di questo genere – conclude la parlamentare – si contribuisce solo a indebolirla».

Oltrettutto l’approvazione del “divorzio breve” ha ottenuto molti plausi e ha scatenato una fuga in avanti di molti deputati, che ora chiedono rapidità nell’approvazioni di leggi sulle unioni civili, comprese quelle omosessuali.

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