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Dio è nella tua vita, te ne accorgi?

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Vorrei poter dire ogni giorno che Gesù è venuto da me e che l’ho saputo riconoscere

Chiedo sempre a Gesù di venire da me, perché io non so andare da Lui. Voglio che faccia irruzione nella mia vita. Gesù viene sempre per primo. L’ho imparato nella mia vita. E la mia missione è cercare di compiere la volontà di Dio lì dove mi trovo.

Voglio compiere la mia missione, piccola o grande, con amore. Lì il Signore arriverà e cambierà il mio cuore. Mi chiedo sempre se saprò riconoscerlo, ma penso che ci sarà qualcosa nel mio cuore che mi dirà che è Lui. Mi farà saltare e riconoscere il suo volto.

Rendo grazie a Dio per tutti gli incontri con Lui nella mia vita che mi hanno dato tanta forza. Anelo sempre a trovarmelo di nuovo davanti. Spesso accetto i suoi silenzi, ma so che molte altre volte mi parla.

Lo aspetto. Lo cerco. Lo desidero. Cerco di stare al mio posto compiendo e sondando ciò che Dio vuole. E Gesù viene lì, ne sono sicuro. Viene da me.

Vorrei poter dire ogni giorno che Gesù è venuto da me e che ho saputo riconoscerlo. È vero che lo posso dire di momenti custoditi nella mia anima. Sono momenti che mi danno luce, ma ho anche silenzi e assenze. E anelo a tornare a stare con lui.

A volte mi succede quello che descrive padre Josef Kentenich: “Quanto possiamo essere freddi nel nostro modo di trattare Dio! Quanta poca tenerezza e apertura! Perché siamo così? Perché confidiamo soprattutto in noi stessi. Perché nei nostri sforzi per perseverare nel cammino verso la santità e vivere la santità abbiamo accentuato troppo l”io’. Ovviamente abbiamo sempre parlato dell’ausilio della grazia e di amare Dio come nostro sommo bene, ma ora sappiamo che solo con la fede e le virtù non arriveremo molto lontano”.

Accentuo l’io. Penso di potere. Non aspetto che venga nella mia vita. Non conto su di Lui, ma sulle mie forze. Come se tutto dipendesse da me. Ho bisogno che il suo Spirito venga da me. Ho bisogno di quell’incontro ripetuto nella mia vita.

Non voglio vivere concentrato su me stesso. Voglio essere testimone di qualcuno più grande di me. Essere testimone con il mio amore, con la mia dedizione. Testimone di qualcuno che dà senso a tutto ciò che faccio. Non sono io. È Lui in me. E non voglio che le adulazioni mi facciano dimenticare a chi appartengo. Di chi sono completamente.

Voglio scoprire Gesù nella mia vita, essere capace di parlare di Lui. Annunciare al mondo come mi ha cambiato lo sguardo e la vita. Egli rompe sempre i miei schemi. Mi trascende sempre. Viene sempre da me, nella mia vita.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Vorrei poter dire ogni giorno che Gesù è venuto da me e che l’ho saputo riconoscere

Chiedo sempre a Gesù di venire da me, perché io non so andare da Lui. Voglio che faccia irruzione nella mia vita. Gesù viene sempre per primo. L’ho imparato nella mia vita. E la mia missione è cercare di compiere la volontà di Dio lì dove mi trovo.

Voglio compiere la mia missione, piccola o grande, con amore. Lì il Signore arriverà e cambierà il mio cuore. Mi chiedo sempre se saprò riconoscerlo, ma penso che ci sarà qualcosa nel mio cuore che mi dirà che è Lui. Mi farà saltare e riconoscere il suo volto.

Rendo grazie a Dio per tutti gli incontri con Lui nella mia vita che mi hanno dato tanta forza. Anelo sempre a trovarmelo di nuovo davanti. Spesso accetto i suoi silenzi, ma so che molte altre volte mi parla.

Lo aspetto. Lo cerco. Lo desidero. Cerco di stare al mio posto compiendo e sondando ciò che Dio vuole. E Gesù viene lì, ne sono sicuro. Viene da me.

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Vorrei poter dire ogni giorno che Gesù è venuto da me e che ho saputo riconoscerlo. È vero che lo posso dire di momenti custoditi nella mia anima. Sono momenti che mi danno luce, ma ho anche silenzi e assenze. E anelo a tornare a stare con lui.

A volte mi succede quello che descrive padre Josef Kentenich: “Quanto possiamo essere freddi nel nostro modo di trattare Dio! Quanta poca tenerezza e apertura! Perché siamo così? Perché confidiamo soprattutto in noi stessi. Perché nei nostri sforzi per perseverare nel cammino verso la santità e vivere la santità abbiamo accentuato troppo l”io’. Ovviamente abbiamo sempre parlato dell’ausilio della grazia e di amare Dio come nostro sommo bene, ma ora sappiamo che solo con la fede e le virtù non arriveremo molto lontano”.

Accentuo l’io. Penso di potere. Non aspetto che venga nella mia vita. Non conto su di Lui, ma sulle mie forze. Come se tutto dipendesse da me. Ho bisogno che il suo Spirito venga da me. Ho bisogno di quell’incontro ripetuto nella mia vita.

Non voglio vivere concentrato su me stesso. Voglio essere testimone di qualcuno più grande di me. Essere testimone con il mio amore, con la mia dedizione. Testimone di qualcuno che dà senso a tutto ciò che faccio. Non sono io. È Lui in me. E non voglio che le adulazioni mi facciano dimenticare a chi appartengo. Di chi sono completamente.

Voglio scoprire Gesù nella mia vita, essere capace di parlare di Lui. Annunciare al mondo come mi ha cambiato lo sguardo e la vita. Egli rompe sempre i miei schemi. Mi trascende sempre. Viene sempre da me, nella mia vita.

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